La storia del libero arbitrio è vecchia come la storia del mondo. Nella cultura ebraico-cristiana il libero arbitrio è rappresentato dal morso di una mela, la scelta di disubbidire a Dio e di conseguenza essere cacciati. Rinuncia al paradiso terrestre per avere delle possibilità, per essere libero di sbagliare, di conoscere e di scoprire, di tracciare il proprio sentiero.
Il libero arbitrio è caratteristica dell'uomo e della donna, un dono che solo noi abbiamo sulla terra, lo strumento magico che ci permette di scrivere le più belle pagine della storia, della nostra vita.
Il Theta Healing®, si basa proprio sul libero arbitrio, bisogna scegliere di voler cambiare la propria vita e di diventarne Co-Creatore. Grazie alla possibilità di scegliere tu puoi liberarti dalle convinzioni e cambiare i programmi negativi, senza l'assenso verbale niente è possibile; proprio perchè quando si lavora in Theta non lavori sulla tua mente, ma insieme alla tua mente.
La consapevolezza è la struttura del cambiamento su cui poi costruisci i tuoi sogni nella realtà.
Se il libero arbitrio è la struttura che regge il lavoro che ciascuno fa utilizzando la tecnica del Theta Healing®, il pensiero rappresenta i nodi che legano la struttura. Ci sono dei principi nel Theta, degli assiomi, per spiegare bene cosa rappresenta il pensiero per ciascuno di noi. Il pensiero è energia psichica; il pensiero ha effetti su di te, a pensieri positivi corrispondono effetti positivi, a pensieri negativi corrispondono effetti negativi; il pensiero riempe l'atmosfera che ti circonda, mentre scegli i tuoi pensieri scegli la tua vita; il pensiero ti rende maestro e schiavo della tua vita in base a ciò che scegli di pensare.
Ebook-Il segreto del Contatto Alieno
Il prof. Vinicio de Bortoli dice: Ho rivevuto la tecnologia BCI da una specie umanoide che è molto simile a noi e che fa parte della federazione VAM. Nel 1984 insieme al mio collega il Prof. Ugo licinio abbiamo ricevuto e poi brevettato il primo sistema di decodifica delle onde cerebrali. La federazione dei VAM ci sta aiutando ad affrontare in futuro i Vaux ed evitare così all'umanità l'estinzione. I Vaux sono una specie di predatori dello spazio, il cui unico interesse è quello di Studiarci e indurci ad autodistruggerci con le nostre mani, per evitare di farlo di persona. Il rapporto che c'è tra noi e loro è simile a quello che c'è tra noi e un Orangotan,per alcuni di loro siamo delle scimmie in uno Zoo, e il pianetaTerra è una sorta di di riserva naturale.
Il libero arbitrio e il libero pensiero
Il bambino degli alberi nel mondo verde di Felix
Finkbeiner ha 13 anni. Negli ultimi quattro ha piantato oltre un milione di alberi. La sua associazione Plant For The Planet è presente in oltre 70 nazioni e ci lavorano piccoli eroi di tutto il mondo. Con uno slogan: "Stop talking, start planting". L'obiettivo è arrivare a un trilione di nuove piante in dieci anni di KATIA RICCARDI
Felix Finkbeiner
ROMA - Aveva nove anni Felix Finkbeiner quando disse: "Pianterò un milione di alberi in Germania". E perché no? In fondo perché limitarsi a un'esile piantina sul davanzale di una finestra alle elementari. Soprattutto dopo la lezione delle maestre sulla fotosintesi clorofilliana, il disboscamento planetario e il pericolo che corre l'ambiente e quindi noi, tutti. Oggi Felix di anni ne ha 13, il milione di alberi ha finito di piantarlo l'anno scorso, e non ha nessuna intenzione di fermarsi. Perché no. Perché accontentarsi proprio ora che il progetto, così come gli alberi, sta dando i suoi frutti? Il primo albero Felix l'ha piantato sotto la finestra della sua classe, nella sua scuola a Monaco. Il milionesimo il 4 maggio dello scorso anno. Alla cerimonia erano presenti politici e ministri dell'Ambiente di 45 nazioni.
VIDEO 1 - FOTO 2
Tornato a casa dopo la lezione delle maestre 4 anni fa, Felix Finkbeiner ha cominciato a pensare al suo progetto. L'ispirazione l'aveva trovata nella vita e nell'opera di Wangari Maathai, premio nobel per la Pace, ambientalista, attivista e biologa keniota, che aveva aiutato a piantare oltre 30 milioni di alberi. Dall'inizio della sua visione, solo in Germania Felix ha piantato 250mila alberi ogni anno. Più
LA VISIONE DI GEORGE WASHINGTON

‘Figlio della Repubblica - ha ripetuto la voce - guarda e impara’. In quel momento ho visto un essere oscuro, simile ad un Angelo, ritto, o meglio fluttuante, nell’aria vuota, sospeso tra l’Europa e l’America. Egli ha preso dell’acqua dall’Oceano, tenendola nel cavo delle mani, e ne ha spruzzato parte sopra l’America con la sua mano destra, e parte sull’Europa con la sinistra. Immediatamente due nubi sono sorte da questi due Paesi, e si sono riunite in una nel mezzo dell’Oceano...
Di Pablo Ayo
Le pieghe della storia celano episodi inspiegabili, che talvolta coinvolgono personaggi assai famosi. Fra loro, persino il primo Presidente degli Stati Uniti, George Washington. In un articolo apparso sul quotidiano statunitense National Review Vol. 4, N° 12, del Dicembre 1880, il cronista Wesley Bradshaw narra di un suo incontro - avvenuto anni prima - con Anthony Sherman, un ufficiale che fu al servizio del generale Washington.
Sherman gli confidò che nel 1777, il “padre della patria” ricevette la visita di una strana donna, che apparve nella sua stanza mostrandogli una visione di quello che sarebbe accaduto in futuro agli Stati Uniti. Certe significative similitudini fra tale presunta esperienza di Washington e quelle di persone rapite dagli alieni (esseri che appaiono e scompaiono, fumo che sale dal pavimento, visioni di un futuro apocalittico) fanno riflettere, ancor più, dato il particolare momento storico in cui l’episodio avvenne.
Infatti, nonostante le numerose vittorie riportate dalla colonie, la guerra d’indipendenza americana contro la Gran Bretagna (iniziata nel 1774) era in stallo, e lo stesso anno in cui venne proclamata la Dichiarazione di Indipendenza (1776) gli Inglesi occupavano ancora New York e Philadelphia. Le sorti del conflitto erano incerte e fu in quei drammatici frangenti che Washington ricevette la misteriosa visita, cui egli diede un valore prettamente religioso e misterico, cosa apparentemente ovvia, data l’epoca. Washington fu, consapevolmente o meno, fautore di un destino che per gli Stati Uniti era già stato pianificato o previsto da tempo. Ma da chi? E perché?


