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ESTRATTO elaborato da Custodi dell’Immortalità di
Piero Magaletti
Prefazione
M. Pincherle
Un nuovo inizio
“Prima di andare in pensione, voglio trovare la tomba di Cheope”. Quelle che potrebbero sembrare le parole di un comune fantarcheologo a caccia di scoop, provengono invece da una delle personalità più influenti dell’egittologia, il Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità Egizie, il dottor Zahi Hawass. Un’affermazione che dimostra come ormai anche l’Ultimo faraone nutra profondi dubbi sull’idea secondo cui le Piramidi di Giza siano state sepolture regali. Noi lo affermiamo senza alcun timore riverenziale:
è tanto vero che le piramidi sono tombe quanto è vero l’esatto contrario. Finché non avremo la certezza che sia giusta un’affermazione piuttosto che l’altra, esplorare nuovi sentieri rientra nei nostri doveri.
Non è una eresia dire che ciò che ci affascina dell’Egitto non è ciò che sappiamo, ma ciò che ancora non abbiamo scoperto… Le piramidi, come ogni enigma del passato, sembrano nascondere tracce di una conoscenza perduta, qualcosa di intelligibile che sfugge alla nostra comprensione e che, proprio per questo, ci cattura come nessun altro mistero al mondo. Ricercatori come Mario Pincherle e Robert Bauval, pur non riconosciuti in ambito ufficiale, hanno saputo suscitare un clamoroso interesse proponendo idee pionieristiche che vantano una prodigiosa diffusione. È solo grazie all’esempio di uomini come loro che la nostra ricerca ha potuto avere inizio.
Una scoperta rivoluzionaria
Partiamo proprio dalle loro scoperte più importanti: secondo Bauval, la posizione delle Piramidi di Giza si ispirerebbe alle stelle della Cintura di Orione; secondo Pincherle, nella Piramide di Cheope è custodito il pilastro Zed. Nonostante il vasto consenso popolare che le sostiene, queste teorie non sono mai state supportate da prove in grado di convincere gli egittologi; manca l’indizio decisivo, la prova schiacciante che confermi le idee di Bauval e Pincherle; una prova che, fino ad oggi, nessuno aveva ancora trovato…
Augusta, Germania, anno 1603: il trentunenne giurista tedesco Johann Bayer pubblica l’Uranometria, il primo atlante stellare che descrive l’intera sfera celeste; l’opera cataloga 1277 stelle, e 88 costellazioni secondo un metodo del tutto nuovo: Bayer stabilì in maniera risolutiva la consuetudine di associare lettere dell’alfabeto greco alle stelle, distinguendole in base alla luminosità, alla grandezza e al colore. Questo sistema, noto come Nomenclatura Bayer, è il codice di catalogazione a cui l’astronomia mondiale fa tutt’oggi riferimento. Eppure alcuni studiosi hanno evidenziato che “ci sono molti esempi in cui questo ordine non è rispettato” . Si tratta di sviste o di eccezioni volute? Occupiamoci delle tre stelle che compongono la Cintura di Orione; furono gli Arabi a denominarle nel modo a noi noto: Alnitak (la Fascia), Alnilam (il Filo di Perle), Mintaka (la Cintura).
Johann Bayer, secondo il suo codice, assegnò loro tre lettere greche: Zeta [Orionis], Epsilon [Orionis] e Delta [Orionis]. Isolando le lettere greche, otteniamo Zeta, Epsilon e Delta: cioè Z, E, D. Incredibile a dirsi, la parola che compongono è proprio ZED. È possibile che su 1277 stelle, Bayer abbia assegnato, per un caso del tutto singolare, tre lettere che compongono il nome del Pilastro individuato dal nostro Mario Pincherle all’interno della Grande Piramide? Non può trattarsi di un caso.
Se Bauval e Pincherle cercavano una prova scritta e inconfutabile a sostegno delle loro teorie, questo esplicito riferimento nell’Uranometria rappresenta un elemento più che valido: il Codice di Bayer è, ancora oggi, un sistema autorevole e imprescindibile nello studio delle stelle, ideato da un precursore della moderna scienza astronomica. Siamo quindi in presenza di un’eccezionale conferma storica:
la Grande Piramide nasconde uno Zed ed esiste una corrispondenza tra le Piramidi di Giza e Cintura di Orione; è la dimostrazione che la Piana di Giza e i suoi monumenti hanno da rivelare molto più di quanto finora sospettato... Qualcuno, migliaia di anni dopo la costruzione delle piramidi e quattro secoli prima di Pincherle e Bauval, sapeva che Cheope, Chefren e Micerino sono la Cintura di Orione riproposta sulla Terra, così come sapeva che l’anima della Piramide di Cheope è lo Zed. Siamo appena all’inizio di un percorso che ci condurrà alla scoperta di qualcosa che trascende la nostra più fervida immaginazione…