Ebook-Il segreto del Contatto Alieno

Ebook - Il segreto del Contatto Alieno - Messaggi alieni - Vinicio de Bortoli
Il prof. Vinicio de Bortoli dice: Ho rivevuto la tecnologia BCI da una specie umanoide che è molto simile a noi e che fa parte della federazione VAM. Nel 1984 insieme al mio collega il Prof. Ugo licinio abbiamo ricevuto e poi brevettato il primo sistema di decodifica delle onde cerebrali. La federazione dei VAM ci sta aiutando ad affrontare in futuro i Vaux ed evitare così all'umanità l'estinzione. I Vaux sono una specie di predatori dello spazio, il cui unico interesse è quello di Studiarci e indurci ad autodistruggerci con le nostre mani, per evitare di farlo di persona. Il rapporto che c'è tra noi e loro è simile a quello che c'è tra noi e un Orangotan,per alcuni di loro siamo delle scimmie in uno Zoo, e il pianetaTerra è una sorta di di riserva naturale.

Aforismi

Dicono che gli animali non hanno un'anima...bè, io non ci credo.
Se avere un'anima significa essere in gradi di provare amore, fedeltà e gratitudine, allora gli animali sono migliori di tanti esseri umani.
J: Herriot

La Terra si cura da sola

 

di Vincenzo Zappalà

Molte volte, discutendo sulla reale esistenza e sui possibili effetti del riscaldamento globale, si arriva alla solita retorica frase strombazzata continuamente dai media: “La Terra è malata e noi la stiamo uccidendo”. Beh. Un recente studio ha dimostrato che essa sa curarsi benissimo da sola.

I ricercatori che si occupano di Scienza della Terra e dell’atmosfera presso l’Università di Pardue in Indiana hanno svolto un’accurata ricerca su un periodo preistorico in cui si erano sviluppati livelli di anidride carbonica estremamente alti e si sono accorti (ce n’era bisogno?) che la Terra ha innescato un meccanismo insospettato per sveltire la parte di CO2 in eccesso. In altre parole, e come spesso ho ripetuto su queste pagine, la Terra sa curarsi benissimo da sola (se ce ne fosse bisogno). Non confondiamo quindi un pericolo per l’uomo con un pericolo per la Terra. E smettiamola con le solite frasi sulla Terra malata o addirittura moribonda…
La ricerca in oggetto dice apertamente che il nostro pianeta è stato capace di “guarire” completamente da un eccesso di anidride carbonica avvenuto circa 56 milioni di anni fa in un tempo eccezionalmente breve rispetto a quanto previsto dai modelli odierni (e su cui si basano tanti catastrofici scenari apocalittici sul futuro della Terra). In altre parole, il pianeta ha aumentato automaticamente la sua capacità di demolire il tanto temuto nemico dei nostri giorni. Il gruppo di scienziati ha trovato che circa la metà della quantità di CO2 immessa nell’atmosfera è stata cancellata nel giro di 30000-40000 anni, ossia in un terzo del tempo che si pensava fino ad oggi. Non si sa ancora esattamente come ciò è stato possibile, ma sicuramente la Terra c’è riuscita innescando qualche processo dinamico non ancora noto alla climatologia attuale. Insomma, la Terra ha delle potenzialità di reazione agli eventi che noi nemmeno immaginiamo.

Custodi dell’Immortalità

 

custodi dell'immortalità
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ESTRATTO elaborato da Custodi dell’Immortalità di Piero Magaletti
Prefazione M. Pincherle



Un nuovo inizio
“Prima di andare in pensione, voglio trovare la tomba di Cheope”. Quelle che potrebbero sembrare le parole di un comune fantarcheologo a caccia di scoop, provengono invece da una delle personalità più influenti dell’egittologia, il Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità Egizie, il dottor Zahi Hawass. Un’affermazione che dimostra come ormai anche l’Ultimo faraone nutra profondi dubbi sull’idea secondo cui le Piramidi di Giza siano state sepolture regali. Noi lo affermiamo senza alcun timore riverenziale: è tanto vero che le piramidi sono tombe quanto è vero l’esatto contrario. Finché non avremo la certezza che sia giusta un’affermazione piuttosto che l’altra, esplorare nuovi sentieri rientra nei nostri doveri.
Non è una eresia dire che ciò che ci affascina dell’Egitto non è ciò che sappiamo, ma ciò che ancora non abbiamo scoperto… Le piramidi, come ogni enigma del passato, sembrano nascondere tracce di una conoscenza perduta, qualcosa di intelligibile che sfugge alla nostra comprensione e che, proprio per questo, ci cattura come nessun altro mistero al mondo. Ricercatori come Mario Pincherle e Robert Bauval, pur non riconosciuti in ambito ufficiale, hanno saputo suscitare un clamoroso interesse proponendo idee pionieristiche che vantano una prodigiosa diffusione. È solo grazie all’esempio di uomini come loro che la nostra ricerca ha potuto avere inizio.
Una scoperta rivoluzionaria
Partiamo proprio dalle loro scoperte più importanti: secondo Bauval, la posizione delle Piramidi di Giza si ispirerebbe alle stelle della Cintura di Orione; secondo Pincherle, nella Piramide di Cheope è custodito il pilastro Zed. Nonostante il vasto consenso popolare che le sostiene, queste teorie non sono mai state supportate da prove in grado di convincere gli egittologi; manca l’indizio decisivo, la prova schiacciante che confermi le idee di Bauval e Pincherle; una prova che, fino ad oggi, nessuno aveva ancora trovato…
Augusta, Germania, anno 1603: il trentunenne giurista tedesco Johann Bayer pubblica l’Uranometria, il primo atlante stellare che descrive l’intera sfera celeste; l’opera cataloga 1277 stelle, e 88 costellazioni secondo un metodo del tutto nuovo: Bayer stabilì in maniera risolutiva la consuetudine di associare lettere dell’alfabeto greco alle stelle, distinguendole in base alla luminosità, alla grandezza e al colore. Questo sistema, noto come Nomenclatura Bayer, è il codice di catalogazione a cui l’astronomia mondiale fa tutt’oggi riferimento. Eppure alcuni studiosi hanno evidenziato che “ci sono molti esempi in cui questo ordine non è rispettato” . Si tratta di sviste o di eccezioni volute? Occupiamoci delle tre stelle che compongono la Cintura di Orione; furono gli Arabi a denominarle nel modo a noi noto: Alnitak (la Fascia), Alnilam (il Filo di Perle), Mintaka (la Cintura).
Johann Bayer, secondo il suo codice, assegnò loro tre lettere greche: Zeta [Orionis], Epsilon [Orionis] e Delta [Orionis]. Isolando le lettere greche, otteniamo Zeta, Epsilon e Delta: cioè Z, E, D. Incredibile a dirsi, la parola che compongono è proprio ZED. È possibile che su 1277 stelle, Bayer abbia assegnato, per un caso del tutto singolare, tre lettere che compongono il nome del Pilastro individuato dal nostro Mario Pincherle all’interno della Grande Piramide? Non può trattarsi di un caso.
Se Bauval e Pincherle cercavano una prova scritta e inconfutabile a sostegno delle loro teorie, questo esplicito riferimento nell’Uranometria rappresenta un elemento più che valido: il Codice di Bayer è, ancora oggi, un sistema autorevole e imprescindibile nello studio delle stelle, ideato da un precursore della moderna scienza astronomica. Siamo quindi in presenza di un’eccezionale conferma storica: la Grande Piramide nasconde uno Zed ed esiste una corrispondenza tra le Piramidi di Giza e Cintura di Orione; è la dimostrazione che la Piana di Giza e i suoi monumenti hanno da rivelare molto più di quanto finora sospettato... Qualcuno, migliaia di anni dopo la costruzione delle piramidi e quattro secoli prima di Pincherle e Bauval, sapeva che Cheope, Chefren e Micerino sono la Cintura di Orione riproposta sulla Terra, così come sapeva che l’anima della Piramide di Cheope è lo Zed. Siamo appena all’inizio di un percorso che ci condurrà alla scoperta di qualcosa che trascende la nostra più fervida immaginazione…

In Bolivia la Natura avrà i diritti civili: arriva la Legge della Madre Terra

 

Dopo decenni in cui le rivendicazioni dell’ambiente venivano disattese, ora si sta seriamente riflettendo sul fatto che è arrivato il momento di ascoltarle.

L’idea, riferisce Wired, è nata in Bolivia e l’iniziativa si chiama Legge della Madre Terra e sarà discussa mercoledì alle Nazioni Unite sulla base della Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra, che è stata redatta dagli lo scorso anno. Entrambi i documenti sanciscono il diritto all’esistenza dell’ecosistema. Tale iniziativa è stata ampiamente criticata e bollata come una perdita di tempo. Ma molti ci credono.

GIURISPRUDENZA DELLA TERRA - “Deve accadere, prima o poi, che noi si garantisca all’ambiente una tutela dal punto di vista legale.” Ha dichiarato Patricia Siemen, direttore esecutivo del Centro di Giurisprudenza della Terra. “Deve essere un interesse primario per gli uomini, che fanno parte del mondo naturale.” Il primo principio della legge boliviana è che la Madre Terra è “un’unica, indivisibile comunità di esseri viventi collegati tra loro e che dalla terra vengono sostenuti e contenuti e ai quali la terra dà la possibilità di riprodursi”.

Sette

 

Il Giornale Onlinedi Federica Sgorbissa


L’incidente alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi è stato valutato allo stesso livello INES di Chernobyl
NOTIZIE –
E così ci siamo arrivati. 7. “Un rilascio rilevante di materiale radioattivo con effetti diffusi sulla salute e sull’ambiente che richiede la messa in atto di contromisure pianificate e prolungate”, così è definito nella scala INES (International and Radiological Event Scale) dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) il livello di pericolosità massimo per un incidente nucleare, quello per esempio raggiunto da Chernobyl nell’estate del 1986, e ora assegnato (in maniera provvisoria ) all’incidente alla centrale di Fukushima Daiichi, avvenuto circa quattro settimane fa a seguito della forte scossa di terremoto che ha colpito l’area giapponese dove sorge la centrale.
Mentre le scosse non si placano – ieri un’altra ha raggiunto 7,1 di magnitudo (Mw), per intenderci la scossa più intensa che ha colpito l’Aquila due anni fa è stata di 6,3 Mw – L’Agenzia Giapponese per la Sicurezza Industriale e Nucleare (NISA) deve fare i conti con la dura realtà. L’incidente è grave, sicuramente fra i più gravi della storia, anche se il bilancio finale è ancora da scrivere. Ieri l’agenzia giapponese ha comunicato la nuova stima ufficiale –presentata ufficialmente all’IAEA – sull’incidente, che resta però ancora provvisoria.

Una leggenda indù racconta che vi fu un tempo in cui tutti gli uomini erano Dei...

Essi però abusarono talmente della loro divinità, che Brahma -- signore degli dei -- decise di privarli del potere divino e di nasconderlo in un posto dove fosse impossibile trovarlo.
Il grande problema fu quello di trovare un nascondiglio.
Quando gli dei minori furono riuniti a consiglio per risolvere questo dilemma, essi proposero la cosa seguente: "seppelliamo la divinità dell'uomo nella Terra". Brahma tuttavia rispose: "No, non basta. Perché l'uomo scaverà e la ritroverà".
Gli dei, allora, replicarono: "In tal caso, gettiamo la divinità nel più profondo degli Oceani".
E di nuovo Brahma rispose: "No, perché prima o poi l'uomo esplorerà le cavità di tutti gli Oceani, e sicuramente un giorno la ritroverà e la riporterà in superficie". Gli dei minori conclusero allora: "Non sappiamo dove
nasconderla, perché non sembra esistere -- sulla terra o in mare -- luogo alcuno che l'uomo non possa una volta raggiungere".

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