Ebook-Il segreto del Contatto Alieno

Ebook - Il segreto del Contatto Alieno - Messaggi alieni - Vinicio de Bortoli
Il prof. Vinicio de Bortoli dice: Ho rivevuto la tecnologia BCI da una specie umanoide che è molto simile a noi e che fa parte della federazione VAM. Nel 1984 insieme al mio collega il Prof. Ugo licinio abbiamo ricevuto e poi brevettato il primo sistema di decodifica delle onde cerebrali. La federazione dei VAM ci sta aiutando ad affrontare in futuro i Vaux ed evitare così all'umanità l'estinzione. I Vaux sono una specie di predatori dello spazio, il cui unico interesse è quello di Studiarci e indurci ad autodistruggerci con le nostre mani, per evitare di farlo di persona. Il rapporto che c'è tra noi e loro è simile a quello che c'è tra noi e un Orangotan,per alcuni di loro siamo delle scimmie in uno Zoo, e il pianetaTerra è una sorta di di riserva naturale.

Aforismi

Dicono che gli animali non hanno un'anima...bè, io non ci credo.
Se avere un'anima significa essere in gradi di provare amore, fedeltà e gratitudine, allora gli animali sono migliori di tanti esseri umani.
J: Herriot

Benedetto sia il nucleare

 

by Daniela Cipolloni

Il Vaticano approva la costruzione di nuove centrali. Un opuscolo spedito alle diocesi rassicura i fedeli di non temere il ritorno all’atomo. Ma l’operazione nasconde un conflitto d’interessi. E un gruppo religioso “antinuclearista” ha reagito. Con un manuale di contro-informazione

POLITICA – Per la Chiesa il nucleare è cosa buona e giusta. È scritto a chiare lettere in un opuscolo che in queste settimane sta circolando in allegato al giornale delle diocesi, rivista distribuita nelle parrocchie italiane e consultata da migliaia di fedeli.  “La Santa Sede – esordisce il libretto , intitolato “Energia per il futuro” – è favorevole e sostiene l’uso pacifico dell’energia nucleare, mentre ne avversa l’utilizzo militare”.

Il manuale è scritto con l’intento di chiarire la posizione ufficiale della Chiesa e fornire un compendio di informazioni sull’energia dell’atomo a chi avesse perplessità rispetto alla recente decisione del governo di riaprire una strada di fatto abbandonata dopo il referendum del 1987. “L’energia nucleare non va guardata con gli occhi del pregiudizio ideologico, ma con quelli dell’intelligenza, della ragionevolezza umana e della scienza”, si legge tra le prime righe nelle parole del cardinale Renato Martino, presidente emerito del Pontificio consiglio della giustizia e della pace. Una linea condivisa, prosegue il testo, da Papa Ratzinger che “nell’Enciclica Caritas in Veritate ha fatto riferimento a questa energia del futuro”, auspicando l’uso a fini pacifici della tecnologia nucleare. “Le opere dell’ingegno, quindi anche le conquiste nel campo nucleare, vanno poste al servizio della famiglia umana”, specifica Martino.

Con il beneplacet del Vaticano, ha inizio una vera e propria guida al nucleare per conquistare l’anima dei cristiani devoti: 47 pagine di divulgazione scientifica che spiegano i processi di fissione dell’uranio, descrivono le tipologie di reattori di nuova generazione, inquadrano il “clamoroso cambio di rotta” del nostro paese nel contesto del rinascimento nucleare planetario. Il manuale affronta anche il tema delle scorie radioattive, della sicurezza, dei costi degli impianti, dei tempi e siti di produzione delle nuove centrali, illustrando le ragioni per cui, a conti fatti, questa opzione risulta vantaggiosa per i lavoratori, i cittadini e le imprese. A ben guardare, dietro l’operazione editoriale, apparentemente anonima, si nasconde un’agenzia di comunicazione chiamata Mab.q, vicina alle curie e che vede l’Enel tra i suoi principali clienti. Guarda caso, proprio all’Enel spetta la guida della realizzazione di quattro reattori da 1600 megaWatt degli otto previsti nell’accordo tra Italia e Francia. Lecito notare il conflitto d’interessi. L’uscita del libricino ha accesso polemiche.
“Il vademecum è tutto orientato in positivo”, nota Mario Agostinelli, ricercatore dell’Enea e presidente dell’associazione antinuclearista Unaltralombardia, “ma non racconta tutta la verità, è zeppo di lacune e offre una prospettiva parziale dei fatti”.

Per presentare ai lettori cattolici un altro punto di vista, Agostinelli insieme a un gruppo di ispirazione religiosa chiamato “Beati costruttori di pace” ha realizzato un contro-opuscolo che verrà analogamente distribuito nelle diocesi (e pubblicato su Carta). “Ci sono almeno tre aspetti ingannevoli che contestiamo. Il primo riguarda i costi delle centrali. L’opuscolo stima che un reattore di terza generazione, come quelli che dovrebbero essere costruiti in Italia, costi tra i 4 e i 4,5 miliardi di euro, in palese contrasto con quanto sta avvenendo in Finlandia: la costruzione di un’identica centrale ha già superato i 7 miliardi di euro e sta richiedendo tempi di realizzazione molto più lunghi del previsto”, prosegue Agostinelli.

“Il secondo punto riguarda il confronto sulla convenienza di questa forma di energia rispetto alle altre. Considerando il contributo statale, i costi di sicurezza e dismissione delle centrali, e i costi per lo stoccaggio delle scorie, il prezzo di un kilowattora prodotto da una centrale nucleare è superiore sia ai combustibili fossili, sia all’eolico, e si avvicina al costo del solare. In terzo luogo, il nucleare non è la risposta alla questione climatica”. Nell’opuscolo si legge che “se vogliamo davvero combattere su larga scala il cambiamento climatico, il nucleare è una tecnologia irrinunciabile in quanto non contribuisce al rilascio di CO2 e altre sostanze nocive nell’atmosfera. Un’opzione che si rivela vantaggiosa nel rispetto degli impegni assunti con l’adesione al Protocollo di Kyoto”. “Falso”, replica Agostinelli. “I tempi di costruzione delle centrali superano le scadenze fissati dagli accordi di Kyoto e post-Kyoto. E non dimentichiamo che un impianto atomico deve funzionare almeno 9 anni prima di recuperare l’anidride carbonica prodotta per la sua realizzazione”.

Suona anche l’altra campana per i fedeli. “A favore di un modello energetico basato sulle energie rinnovabili, integrato, compatibile con la natura, non imposto, democratico e senza bisogno di forme di militarizzazione del territorio”, conclude Agostinelli.

fonte: OggiScienza

Starchild è metà alieno. Le prove finali!

 

Analisi di laboratorio provano che il padre dell'essere a cui apparteneva il famoso cranio 'Starchild' non era di origine umana. Il DNA lo confermerebbe.
Secondo Lloyd Pye presto arriveranno conferme ufficiali di un laboratorio accreditato che ha eseguito le analisi.

 

Traduzione, adattamento e recupero informazioni a cura dello staff di ufoplanet.ufoforum.it
Finalmente è stato svelato il DNA nucleare dello 'Starchild'
Il ricercatore Lloyd Pye tramite la pubblicazione della seguente mail rende note le incredibili scoperte a conferma che l'ormai noto teschio 'Starchild' non è del tutto umano:
La scorsa settimana mi sono incontrato con il genetista che ha lavorato sul DNA dello Starchild. Mi ha spiegato che ora si può provare che il teschio dello Starchild non è interamente umano, come da noi sostenuto per anni. Ora non si tratta di una questione di "se", ma di "quando" e "come" si è sviluppata questa nuova stupefacente realtà.
Nel 2003 riuscimmo ad eseguire l'analisi del DNA per quanto riguarda la parte umana per poi recuperare il DNA mitocondriale   dello Starchild, il DNA al di fuori dei nuclei, che proviene dalla madre e dalla sua linea genetica. Ciò significava che la madre era di origine umana. Ma non siamo siamo stati in grado di recuperare il DNA nucleare, che proviene sia dalla madre che dal padre, il che significava che suo padre non era un essere umano. Purtroppo, con la tecnologia del recupero del DNA del 2003 non potemmo dimostrare che cosa era in realtà, lasciandoci in un limbo scientifico. L'assenza del risultato della ricerca nucleare del DNA chiaramente significava che il padre non era umano, ma non potemmo dimostrarlo a pieno.
Ora, nel 2010, ci sono stati profondi miglioramenti nel processo di recupero DNA, e quei miglioramenti sono stati applicati al cranio dello Starchild ottenendo un sorprendente risultato. Il documento qui sotto mostra un chiaro e completo   recupero nucleare del DNA, che non poteva essere eseguito nel 2003.


Confrontando i risultati con le informazioni della banca dati nazionale del National Institute of Health, che funge da archivio centralizzato di tutte le informazioni genetiche generate dai genetisti in tutto il mondo, e che ora copre essenzialmente tutti gli organismi viventi sulla terra, partendo dai vari virus, batteri, vari tipi di crostacei, pesci e tutti i tipi di animani e piante per concludere le scimmie e gli esseri umani, possiamo avere chiare risposte.
Per molte specie, uomo incluso, esistono già sequenze nucleotidiche che coprono interi genomi. Pertanto, le sequenze del DNA dello Starchild può essere direttamente confrontato con questo vasto database per cercare similitudini.
Facendo un confronto con i dati a nostra disposizione si può notare ad esempio nella figura 1 come dalle 265 coppie base il DNA nucleare dello Starchild si abbina perfettamente con il gene umano del cromosoma 1 - la madre.

Figura1

Nella figura 2 invece arrivano le incredibili sorprese. Non esiste nessuna rilevante somiglianza paragonate ad una del 342 stringhe base che fungono da riferimento - il padre. Questo risultato è sorprendente in quanto non è possibile recuperare nessuna coppia di tratto base in quanto non ne esiste copia o riferimento nell'archivio del National Institute of Health. Ciò significa che mai fino ad ora è stato trovato un corollario terreno per questa analisi. Questa incredibile anomalia farà entrare il cranio dello Starchild nei libri di storia!

Figura 2

Questo risultato è stato verificato più volte e i diversi frammenti analizzati non possono essere abbinati a nulla di conosciuto. Nonostante ciò, la maggior parte degli scettici, sicuramente non cambiando posizione diranno che si tratta di un qualcosa di terrestre incomprensibile, o frutto di un errore, perché semplicemente nella visione del loro mondo, non può essere vero.
Per fortuna, i loro belati di protesta possono essere facilmente superati eseguendo la ripetizione del risultato, traendo informazioni dai vari frammenti tratti dal cranio dello Starchild. Secondo il genetista che ha ottenuto questi risultati nelle prossime settimane e mesi molti cercheranno di vederci chiaro, ripetendo i test per poi scoprire che il genoma del teschio non proviene dalla terra.
Vorrei aggiungere che per ora non posso rivelare il nome del genetista, né dove lavora fino a quando non saremo pronti formalmente a presentare i suoi risultati al mondo.Tuttavia si tratta di un professionista ben consolidato professionalmente e la struttura in cui opera è di grandi dimensioni ed è molto credibile. Non vogliono essere bombardati dai media fino a quando tutto non sarà preparato, e nemmeno io del resto. Il sogno si sta avverando.
Lloyde Pye
La 'storia' del ritrovamento del teschio.
Tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera: http://it.wikipedia.org/wiki/Starchild
Starchild (in italiano "bambino delle stelle") è il nome assegnato ad un teschio scoperto intorno al 1930 da una giovane messicana in una miniera abbandonata.
Il cranio apparteneva ad uno scheletro sepolto all'interno di un tunnel, sembra accanto ai resti di una donna matura[1].
Ray e Melanie Young, i proprietari del teschio, nel 1999 hanno fondato un'associazione non a scopo di lucro denominata The Starchild Project.
Ritrovamento
Il teschio di Starchild (Starchild skull) entrò in possesso di Ray e Melanie Young[2] di El Paso (Texas); in seguito lo avrebbero affidato allo scienziato e scrittore Lloyd Pye nel febbraio 1999.[3]. Secondo Pye, il teschio sarebbe stato rinvenuto intorno al 1930 da una ragazzina di circa 13-15 anni in Messico, nel tunnel di una miniera a circa 160 km a sud-ovest da Chihuahua. Il teschio sarebbe stato sepolto di fianco a un normale scheletro umano coricato sulla schiena, supino [1], probabilmente appertenuto a una donna amerinda morta approssimativamente all’età di 20-30 anni.
Caratteristiche
Il teschio è stato sottoposto alla datazione con il carbonio-14 (grazie al quale si è stabilita la sua età di 900 anni), analisi a raggi X, al microscopio atomico e TAC. L’analisi ha confermato che il teschio è composto da idrossiapatite di calcio, cioè il materiale del quale è composto il normale osso umano.
In base alle analisi effettuate sulla mascella destra superiore, pare che il cranio fosse appartenuto a un bambino di età compresa tra i 4 e i 5 anni; tuttavia il volume cerebrale ammonta a 1600 cm³, ovvero a 200 cm³ in più rispetto alla media di un cervello umano adulto e 400 cm³ in più di un adulto con un cranio della stessa grandezza.
Il teschio presenta diverse evidenti anomalie:
    •    l'area parietale sporge da entrambi i lati delle orbite senza alcuna traccia di tempie normali;
    •    le cavità oculari sono troppo poco profonde rispetto alla norma;
    •    le orbite sono ovali e completamente cave;
    •    i canali del nervo ottico sono deviati in basso ed in dentro in modo da rendere molto inverosimile la mobilità del normale bulbo oculare[8];
    •    l’attaccatura del collo è in posizione anomala;
    •    i seni paranasali frontali sono assenti e la superficie è regolare dalle arcate sopraccigliari fino all'inizio del setto nasale.
Tali caratteristiche indicano che il bambino era affetto da defomazioni congenite del cranio. Secondo Steven Novella, il bambino soffriva di idrocefalo non curato. Adelina Chow, avvalendosi del parere di medici specializzati, ha concluso che "Starchild" "soffriva di vari difetti umani congeniti" che avevano causato una pronunciata brachicefalia e un'anomalia della sutura frontale.
Sul cranio è stata eseguita un'analisi del DNA al BOLD di Vancouver nel 1999. Tale esame ha mostrato la presenza di cromosomi X e Y, confermando quindi che "Starchild" era un bambino di sesso maschile. Un successivo esame del DNA mitocondriale eseguito nel 2003 ai laboratori della Trace Genetics ha indicato che il cranio di "Starchild" e quello trovato insieme ad esso appartenevano a diversi aplogruppi amerindi e quindi la donna il cui cranio era vicino a quello di "Starchild" non poteva esserne la madre.
Starchild nella pseudoscienza
Sulle caratteristiche inconsuete del cranio sono state fatte anche speculazioni pseudoscientifiche. Lloyd Pye, ravvisando una somiglianza tra la forma del cranio di "Starchild" e quella attribuita agli alieni Grigi, sostiene che "Starchild" fosse un ibrido umano-alieno. Pye e chi segue la sua tesi rammentano che l'esame del DNA mitocondriale del 2003 non ha dato informazioni sul padre che quindi, a loro dire, potrebbe essere non umano.

Fonte: ufoplanet.ufoforum.it

LA MAGIA DELL'ESSERE

 

Il 
Giornale OnlineInviata da Carlo Dorofatti


"La Magia ha come suo apparato ogni pensiero ed ogni atto; ha come biblioteca e laboratorio tutto l’ Universo; tutta la Natura, tutto ciò che esiste è il suo soggetto. […] Sono moltissimi coloro che fraintendono completamente la natura della Magia. Sono convinti che si tratti di qualcosa di vago e di irreale, anzichè essere, come in realtà è, un mezzo diretto per entrare in contatto con la realtà."
(Aleister Crowley, Magick in Theory and Practice)

Esiste una scienza (arte) universale attraverso la quale è possibile operare su diversi piani di realtà e su diversi livelli di Coscienza, contattare e porre in relazione tra loro Leggi e Forze - naturali e spirituali - di qualsiasi ordine e grado, fuori e dentro di noi.

Oggi potremmo definirla come la “dinamica delle dimensioni”, ovvero la scienza delle corrispondenze che, attraverso 1) la vera Volontà, applicando 2) la giusta Conoscenza ed impiegando 3) la necessaria Energia, permette di superare i limiti dello spazio e del tempo, agendo “così in Basso come in Alto”, sul “simile che risponde simile (ma anche all’opposto)”, dove “il pensiero (non la mente!) crea”.
Durante il Rinascimento si parlava ancora correttamente di Magia come “arte di fare accadere le cose”. Nel senso più astratto, la magia veniva indicata come il metodo per ottenere vantaggi dalla relazione tra la Volontà, la Conoscenza e l’ Energia. Più recentemente, in un certo senso, la magia può essere definita come la “scienza” non ancora conosciuta.
Si legge nel Lemegeton, o chiave minore di Re Salomone, che “la Magia non è altro che la più alta, assoluta e divina conoscenza della Filosofia Naturale, fatta progredire verso l’efficacia completa delle sue meravigliose operazioni dalla giusta comprensione delle virtù interne e nascoste delle cose…”.
Papus, nel suo “Trattato Metodico di Magia Pratica” dice che “la Magia è la proiezione dell’ energia vitale dinamizzata dalla Volontà umana”.
Aleister Crowley scrive in “Magick in Theory and Practice”, che la Magia “è la Scienza e l’Arte di provocare cambiamenti in conformità con la Volontà” .
La fisica esoterica è un termine che spesso ancora impiego considerata la mia formazione, ricerca ed esperienza vissuta a Damanhur, anche in qualità di Direttore di Cattedra di Fisica Esoterica nell’omonima Libera Università, (quando mi chiamavo “Gattopardo Tek”), per la quale sono grato. Abbandonata da ormai diversi anni quell'esperienza comunitaria, ho ripreso, integrato, comparato e sviluppato in maniera del tutto personale - e in piena autonomia - l’esplorazione di un così vasto argomento (che, a prescindere dalle logiche, dai sensi, dal linguaggio e dagli strumenti usati, è patrimonio dell’umanità da sempre) ricercandone formule concrete di applicazione individuale e una precisa “messa a terra” che la renda meno astratta e meno narrativa, ma effettivo strumento di crescita personale autonoma e indipendente, riferibile al proprio stile di vita e al proprio quotidiano quale strumento di lavoro su di sé che sia personale, consapevole e direttamente misurabile.
La “messa a terra” sta in quel “Percorso Endoterico” di cui si parla nei siti web del Centro Studi Ascensione 93 (www.ascensione93.org) e di cui parlo nel mio precedente libro “Nient’altro che Se Stessi”.
Ritengo che il termine “fisica esoterica” dovrebbe oggi essere sostituito con quello, da me ritenuto più corretto e già impiegato in sede di conferenze e seminari, di "Metafisica Applicata" come disciplina che studia le leggi dell' Universo e tutti i meccanismi sulla base dei quali opera la "realtà" o, se vogliamo, la Magia, intesa come scienza delle scienze e suprema arte applicata al risveglio del Sè spirituale di ogni individuo.
La Metafisica Applicata è essere, dal mio punto di vista, un nome convenzionale per indicare la disciplina che studia le leggi dell’ universo e tutti i processi attraverso i quali la realtà multidimensionale si manifesta e opera in quanto progetto della Coscienza. Dati gli sviluppi, un rinnovato approccio ed il senso da me elaborato, intendo distinguere questa mia “metafisica applicata” dalla “fisica esoterica” (o “fisica spirituale”), di cui peraltro ho studiato approfonditamente le più diverse espressioni ancora diffuse nei numerosi e diversificati ambienti del panorama/bestiario Esoterico, Neo-Scientifico e New Age.
Come Centro Studi Ascensione 93 stiamo in ogni caso considerando – con una logica diversa - la cosmologia, lo spazio ed il tempo, la struttura della forma, la percezione e la sensibilità umana; esploriamo le corrispondenze universali con il microcosmo umano nei suoi aspetti sottili e spirituali nell’ottica di un percorso di conoscenza e di consapevolezza, che si spinge oltre i confini di questo universo per esplorare l’Infinito dentro di noi. Ci muoviamo tra i “massimi sistemi”, le implicanze filosofiche, gli ecosistemi sottili e divini e, soprattutto, la complessità energetica e spirituale dell’Essere Umano da cui tutto emana.
In alcuni circoli iniziatici moderni si preferirebbe forse parlare di misticismo e operatività magica dell’Era d’Acquario o del “Nuovo Eone”. Ben inteso: stiamo sempre e comunque usando termini e formule rinnovate per dire cose già dette e conosciute da sempre. Ma che oggi, in questa epoca così caotica e paradossale, vale la pena riscoprire tra i meandri dell’attualità globalizzata. Noterete, nel corso della trattazione, molte citazioni di personaggi che ritengo fondamentali per la mia ricerca e per il mio modo di sentire.
La Spiritualità non è un concetto teorico e trascendente, bensì azione, esperienza, comportamento, responsabilità, etica. E contemporaneamente incanto e mistico trasporto verso ogni cosa. Siccome siamo incarnati nelle forme, la Spiritualità è fatta di azioni compiute, di eventi vissuti, di scelte, di cose imperfette, non di idee sublimi: non c’è posto per la superstizione in un cammino di ricerca autentico e non c’è posto per il fanatismo, giacchè la più grande realizzazione spirituale non è il raggiungimento di una qualsiasi certezza, bensì, forse, la continua disponibilità al cambiamento, la continua capacità di porsi domande, di cercare, di crescere e di rinnovarsi.
"L’Uomo è un microcosmo: ovvero, un’immagine (concentrata attorno al punto di coscienza) del macrocosmo, o Universo. Questa tesi è avallata dalla dimostrazione material-idealistica che l’ Universo percettibile è un’estensione, o fantasma, del sistema nervoso."
(Aleister Crowley, Piccoli trattati verso la Verità)
Precise corrispondenze astrologiche, elementali, sincroniche e temporali intrecciano fitte relazioni tra tutte le forme, dalla più piccola alla più grande, dalla più elementare alla più complessa.
Alcune filosofie dicono che l’ universo esiste solo quando qualcuno lo guarda, e la moderna fisica ne è sempre più convinta. L’esoterismo ha sempre assunto, a questo proposito, una posizione decisamente umanistica e antropocentrica: l’Essere Umano (da non confondersi da quello che siamo noi oggi su questo pianeta e in questa dimensione) è l’unità di misura, l’osservatore, il fruitore, il misuratore e l’interprete del Reale.
L’essere umano assume una posizione centrale nel suo piano di esistenza perché lo determina.
Noi siamo una “forma–ponte”. Ciò significa che la nostra struttura fisica, sottile e spirituale, ci mette nelle condizioni di partecipare contemporaneamente livelli di esistenza e a stati dell’essere differenti. Attraverso la riabilitazione e l’integrazione delle nostre facoltà, dovremmo pertanto essere capaci di riempire il nostro ruolo di interpreti evolutivi dell’intera realtà.
“Evoluzione” significa estrarre dalle forme quel significato “ulteriore”, quel valore aggiunto che nutre la coscienza dell’Essere di nuove prospettive, esperienze e possibilità, per partecipare pienamente ad ogni cosa, al fine di ritrovarvi il Tutto. E questo nostro piano di esistenza è il campo da gioco della nostra coscienza: la palestra, il filtro, il setaccio, l’ologramma illusorio, eppure evolutivo, da esplorare, forse potremmo dire da conquistare.
L’essere umano è una grande Coscienza primordiale, che “decide” di fare un’esperienza nuova, rinunciando alla propria unicità e riflettendosi in molteplici forme. Rinuncia all’onniscienza per esplorare l’imprevedibilità e quindi il libero arbitrio, per trasformare un meccanismo esistenziale in un processo di coscienza. Dimenticandosi l’eternità per vivere nel tempo e sperimentare la caducità e la morte, si avventura nei labirinti del possibile per ri-comprendere il senso cosmico di Sé attraverso la vita, questa nostra stessa vita.
Le forme, i mondi ed ogni essere sarebbero così i pezzi di un puzzle da ricomporre secondo un disegno unitario e completo che conserviamo dentro di noi, come incorruttibile memoria del Tutto.
Siamo dèi tutti intenti a diventare umani per riscoprirci finalmente Dio.
Visto che si parla di Magia, apro una parentesi per gli “Iniziati” e gli “Ordini” operativi.
Ho già avuto modo, nei mio libro “Nient’altro che Sé Stessi” di approfondire i dovuti distinguo tra Magia, Spiritualità e Ritualità e in questa sede riaffermo la necessità di rinnovare completamente il concetto stesso di Magia anche quando inteso nella sua accezione operativa corretta. Ritengo oggi importante rivisitare tecniche, metodi, corrispondenze e approcci in funzione unicamente del Sé Superiore di ogni individuo, davvero emancipato da correnti, flussi ed influenze astrologiche, numerologiche, cabalistiche, alchemiche, sottili e divine. Per quanto mi riguarda ho trasceso, dopo esserci puntualmente passato attraverso, ogni forma di cerimonialità, di schematismo, di formula, di simbolismo, di prassi e di ritualità per riappropriarmi (e invitare ognuno a farlo) del potere della determinazione del reale. Smantelliamo enti, piani e meccanicismi che alla luce del nuovo paradigma magico risultano ormai ingombrare, più che favorire, l’Auto- Coscienza.
Reintroitiamo in noi stessi angeli, demoni e sigilli, tutti i riti e tutti gli dèi. Riscriviamo tutti i libri e mandiamo in pensione grimori, formulari e tavole. Templi, vestizioni e strumenti magici arricchiscano i musei. Proposta: puntiamo tutto sull’essere umano, tempio, strumento e rituale vivente. In lui/lei tutti gli angeli, i demoni e gli dèi, quali sensi della Coscienza individuale. In ognuno tutte le divinazioni, le matematiche e le formule. Tutta la Gnosi, l’ Energia e il Potere. L’Individuo: punto di convergenza tra questa esistenza e l’Assoluto, senza più nulla di mezzo. Puntiamo tutto sull’etica personale e su di una mistica attiva profondamente individuale: che ognuno si riappropri della Conoscenza e ri-emani la sua Magia. Così la penso, così mi regolo e così suggerisco, senza peraltro pensare o lasciar pensare che sarà così più facile, anzi. Chiusa parentesi.
di CARLO DOROFATTI

tratto da : Altro Giornale

PRIMI SEGNALI DEL 2012

PRIMI SEGNALI DEL 2012
di Antonio Bruno

Nella vita può succedere di sbattersi come matti a cercare tante cose, di spremersi le meningi più di un limone su un fritto misto, di investigare più di quanto abbia fatto Sherlock Holmes in tutta la sua carriera.

Non ci rendiamo conto di possedere già quello che si cerca tanto lontano; di avere già le risposte che ormai disperavamo di trovare e, cosa più significativa, che esse sono spesso molto più semplici di quanto si credesse.
Mi permetto questa riflessione stimolato dal gran parlare che si fa in tutte le salse della famosa "profezia Maya" riguardante il 2012 e la presunta fine del mondo.
Talk-show, servizi speciali televisivi, articoli di giornale ed un oceano di discussioni internettiane non disdegnano di abbandonare per un po' le miserie della politica e le ignominie del genere umano sul pianeta Terra per dedicarsi ad una sorta di cinico toto-Armageddon. Si scomodano i poli magnetici e il nostro bel Sole nonché lo stesso "respiro" del nostro Sistema Solare per cercare di carpire ad una manciata di mesi che abbiamo di fronte a noi il loro segreto apocalittico... E siamo "solo" nel 2010!

È certo ed indubbio che i Maya - e non solo loro - erano a conoscenza di una astronomia e di una matematica che fa arrossire anche i nostri sapientoni odierni; che erano al corrente del concetto matematico dello "0", che sapevano stabilire con assoluta esattezza il moto di Venere, i Solstizi e tutta una quantità di configurazioni astronomiche da lasciarci sbalorditi.
I Maya erano una confederazione di città stato, spesso in lotta acerrima fra di loro, governate da una casta di sacerdoti-astronomi che si direbbe fossero i depositari di conoscenze che appartennero ad un'ignota quanto probabile civiltà precedente. Conoscenze che, del resto, approdarono in molte altre parti del pianeta e furono "raccolte" dalle civiltà in grado di farlo dando loro uno straordinario spin culturale.
In quei lontani tempi, però, i ritmi vitali non erano affatto simili ai nostri: la tecnologia così come la intendiamo e conosciamo noi non esisteva mentre ciò che costituiva l'esistenza stessa dell'uomo si può descrivere come un'intima connessione con la Terra e con il Cosmo.
Tutto era regolato ed indicato dalla natura, perciò possiamo comprendere l'enorme importanza che assumevano per quelle civiltà i moti delle stelle e le varie periodicità astronomiche per il loro riflesso sul nostro pianeta. Questa esigenza, frutto di tali diverse cultura e quotidianità, determinò il raggiungimento delle suddette stupefacenti conoscenze astronomiche e matematiche di cui parlavamo poco sopra.
Se tali conoscenze furono ereditate - come io credo - o meno da precedenti civiltà, resta il fatto che sono in grado di stupirci ed umiliare la nostra presunzione scientista ancora oggi.
Il calcolo del tempo, ad esempio la lunghezza precisa dell'anno solare, fu determinata più esattamente dai Maya (365,242 giorni) che non dal nostro calendario Gregoriano. E potrei continuare elencando numerose altre meraviglie riguardanti le conoscenze conquistate o perpetrate dai Maya e da chissà quali altre civiltà, oltre ai noti Antichi Egizi.

Ciò che ora mi interessa è fare un piccolo esperimento virtuale con i miei lettori. Virtuale perché, ovviamente, non potrò controllare le risposte che otterrò, né in senso oggettivo né in senso soggettivo. Mi basta, però, esprimere il mio intendimento nella speranza che, perlomeno, stimoli le menti e gli spiriti più degni di appartenere ad un essere umano senziente ad un particolare tipo di "ascolto"; un ascolto che, per il vero essere umano senziente, appunto, non può essere solo quello della fredda e didascalica razionalità ordinaria bensì un attento desiderio di entrare davvero nella realtà che ci circonda in ogni suo aspetto. Soprattutto ascoltando "noi stessi". Senza condizionamenti, insicurezze o superbia.

Vediamo se riesco a spiegarmi.
Torniamo ai "nostri" Maya: secondo il ricercatore Maurice Coterell la profezia relativa alla fine nella nostra era deriva da un calcolo della prossima inversione del campo magnetico terrestre, prevista proprio per il 2012. Per quell'anno è previsto un avvicinamento di Venere alla Terra e ciò cagionerà un cambio vibrazionale. L'era in cui viviamo è detta anche era dei pesci e sarà seguita dall'era dell'acquario.
Ora, la famosa data del 21 dicembre 2012 è bene che si sappia che "non esiste in quanto previsione della fine del mondo"!
Nessuno l'ha detto in quei tempi, tanto meno i Maya...
I Maya parlarono di "un cambiamento importante, un ciclo, un rinnovamento...". La loro storia fu ciclica, il moto degli astri si palesò loro come ciclico, lo scorrere del tempo fu praticamente venerato da essi come una perfezione assoluta e "ciclica".
Tutto, insomma, si rivelò come l'espressione di "cicli".
È evidente, perciò, che quella data venne intesa come una fine, sì, ma in precisione di un cambiamento che fa parte di un ciclo preciso, un cambiamento che possiamo designare come "inizio dell'Era dell'Acquario". Ed ecco, ancora, il cosmo e il suo eterno moto.

Da questa consapevolezza di partenza, facciamo un passo ulteriore: consideriamo ora il concetto di "vibrazione".
Non è questa la sede per perderci in lunghe trattazioni sul concetto vibrazionale così come lo intendiamo noi cultori di un sapere "alternativo" più ampio e profondo di quello ortodosso sperimentale; diciamo che ci permettiamo di concepire ogni cosa che esiste come un'unità vibrante inserita in un tutto vibrante e che le varie vibrazioni fanno parte di un sistema "a spirale ascendente" in continua evoluzione fino a quello che potremmo concepire come uno stato vibratorio altissimo e indefinibile con le nostre parole.
Tutto è dunque vibrazione, così il nostro universo, galassie, sistemi stellari, pianeti ed esseri che li popolano; nulla sfugge alla legge dell'evoluzione vibrazionale.
Le differenze sono date solamente dal punto in cui ogni singolo sistema-agglomerato, che potremmo anche individuare in un pianeta con sufficiente forza-pensiero, è collocato nell'immaginaria spirale ascendente evolutiva.
Bene, detto questo e convinto che non ci sia bisogno di dire altro per chi vuol capire davvero, io affermo che "i Maya erano al corrente di un balzo vibrazionale della Terra" e di coloro che sarebbero stati pronti a questo evento.
Cosa determinerà, "meccanicamente", questo balzo vibrazionale?
Non lo so. Potrebbe essere proprio qualche anomalia magnetica, qualche sconvolgimento nel rapporto Sole-Terra-Sistema Solare; fatto sta, che questi sconvolgimenti, che ci auguriamo tutti siano il meno dolorosi possibile, introdurranno l'umanità in una nuova era: l'Età dell'Acquario, appunto, presumibilmente molto migliore della nostra anche se sappiamo che ogni parto è doloroso.

Ho parlato, prima, di un "esperimento virtuale" con i miei lettori. Vengo al dunque: mi piacerebbe sapere, del tutto idealmente, quanti di voi, in un determinato momento della propria vita, hanno iniziato a percepire "qualcosa" di diverso nel mondo attorno a sé.
Mi rendo conto dell'inadeguatezza del linguaggio parlato per descrivere certi concetti ma io, ad esempio, ho affinato senza volerlo la mia "percezione energetica delle stagioni", le loro energie, le loro caratteristiche. I colori.... i colori hanno una loro forza e peculiarità, ravvivando praticamente le stagioni stesse in cui si esprimono nella natura. La luce delle giornate, il profumo della terra....
Forse perché ho la fortuna di vivere in un ambiente immerso nella natura, ma io, tutte queste cose a cui in gioventù prestavo ben poca attenzione, le percepisco molto chiaramente e, oso dire, sospetto siano dei "segni". Sì, segni che qualcosa sta cambiando nella nostra consapevolezza.
A questo punto, la mia più grande speranza è che altri, come me, vivano queste sensazioni, queste esperienze semplici e profonde al tempo stesso, perché se è così, con ogni probabilità è perché siamo tutti passeggeri, più o meno consapevoli su una meravigliosa astronave che viaggia in un universo di vibrazioni.
Io credo che sia sufficiente "ascoltare bene e meglio" la vita, se possibile. Provare, almeno provare, a lasciare qualche istante le miserie quotidiane, le preoccupazioni e le sofferenze fuori della porta.
Intanto, ci sono concessi solo istanti di questo meraviglioso sentire di cui parlo.
Nulla di più, solo istanti, ma vale la pena di provarli perché, forse, il 2012 è già iniziato...

fonte: Edicoalweb

GLI ELHOIM

 

di Daniela Bortoluzzi


La Torah , che comprende i cinque libri del Pentateuco (Genesi , Esodo , Levitico , Numeri , Deuteronomio ). Torah, cioè la parola הרות, che significa “legge ” - ma anche “istruzione ” - è il testo originale ebraico dei rotoli (i codici ) che furono tradotti in tutte le lingue. E che la tradizione vuole dettati da Dio (Elohim ) a Mosè , Elohim , Jahweh , Adamo ed Eva , Creazione , Peccato Originale , Angeli , Israele ...
Bisogna fare una precisazione: la Bibbia è il risultato dell’unione di due diversi “codici ”: il codice J (da Judah , quindi giudeo - scritto nel 700 a. C.) e il codice P (da Priester = sacerdotale, scritto nel 500 a. C., quindi poco prima del “montaggio” dei due codici). La diversità più importante è quella relativa al nome dato a Dio : nel codice P è Elohim , mentre nel codice J è JHWH o YHVH , cioè Jahweh . Alla luce di quanto appena spiegato:
La parola Elhoim è un termine ebraico plurale ( אלחים ) che non significa Dio , ma Dèi , essendo il plurale della parola El o Elhoa, che è il vocabolo usato per Dio . Questo termine, plurale di EL , sembrerebbe addirittura richiamare un certo collegamento con l’ENLIL sumerico .
La parola “ Dio ” - da Deus in latino - ha radice indo-europea dalla parola Deiwos , e significa celeste, o luminoso.
Nella Bibbia , in realtà, Dio viene chiamato con molti nomi: JHWH , YHVH , Elohim , El , El Elyon , El Saddai , Adonay …
La parola Nefilim , dall’ebraico Nafal (la caduta, la discesa, o il participio passato del verbo cadere, discendere), è un termine plurale che significa letteralmente "Coloro che scesero in Terra dal cielo".
Il termine Anunnaki , come abbiamo già visto nel capitolo dedicato a Nibiru e al Pianeta X , in lingua sumera significa “Coloro che scesero in Terra dal cielo”. Dunque si potrebbe tradurre in ebraico con Nefilim . A questo punto, vorrei sottolineare le parole con cui inizia il versetto 26 del 1° Capitolo della Genesi - nella Bibbia - quello dedicato alla Creazione del mondo e dell’umanità:

“ Dio disse: facciamo l’uomo, che sia la nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza […]” (Genesi 1,26). Forse, in un primo momento, non ci si fa neppure caso… ma Dio stava parlando con qualcuno! Con chi? Si stava forse rivolgendo agli Elhoim ? Altrimenti, perché usò il plurale?[1] O forse dobbiamo supporre che la frase in questione sia stata pronunciata dagli Elhoim stessi? Il fatto è che l’autore del capitolo della Genesi in questione, nel testo originale, scrive: “E Elhoim disse: […]” e non: “E El disse: [...]". Usò il plurale: la parola plurale Elhoim : אלחים.
Nell’episodio relativo alla cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden , dopo il “peccato originale ” (avendo assaggiato il “frutto proibito”), sempre nella Bibbia , Dio disse: “… ecco, l’uomo è diventato come uno di noi”... come se fosse preoccupato per avergli dato troppa intelligenza. Perché usò ancora il plurale? Nel testo originale, infatti, viene usata ancora la parola Elhoim : אלחים. *
*Il monoteismo ebraico distingue spesso con la parola אלחים "Elohim " gli Angeli della Corte Celeste (Salmo 138,1). Alcuni famosi studiosi di lingue antiche ritengono che a causa della maggior semplicità della lingua ebraica rispetto quella greca - nella quale il termine angelo (αγγελoς) è assai diverso dal termine Dio (θεός)[2] (per cui è impossibile confondersi) -, si sia venuta a creare una certa confusione di nomi, laddove la radice può essere in qualche modo oggetto di equivoco. Effettivamente, fu con il Cristianesimo che il monoteismo diventò più assoluto, per lo meno all’inizio. E poi c’è la nota teoria che vorrebbe la Bibbia “un testo iniziatico”; questo spiegherebbe le contraddizioni, le incongruenze, le pagine enigmatiche, le assurdità… etc. (in questo caso – se qualcuno volesse dedicarsi ad un’investigazione specifica – sarebbe interessante capire CHI l’ha scritta, e COSA nasconde in realtà).
In ogni caso, gli “Elohim ” biblici non erano assolutamente creature divine ( Apocalisse 22,8/9). Essi vennero creati(Ebrei 1,5) e identificati come figli di Dio (Giobbe 1,6; 29,1; 89,7), ma solo in senso lato. Jahweh comandò a Mosè di foggiare due “cherubini ” d’oro sopra il coperchio dell’Arca dell’Alleanza (Esodo 25,18): probabilmente furono scelti anche in quanto oggetto non di culto (Esodo 20,4), ma – come vedremo più avanti - la scelta delle due “figure alate contrapposte” non fu solo “a scopo decorativo”. Da molti versetti biblici salta agli occhi che Jahweh non volesse assolutamente che gli Elohim fossero scambiati per divinità, tanto più che - per evitare che gli ebrei fossero indotti ad adorarli – lo sottolineò spesso:
“Io sono Jahweh, tuo Dio , che ti ho fatto uscire dal paese d’ Egitto , dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dèi di fronte a me” (Esodo 20,2/3);
“Vedete che solo io sono Dio e che non c’è altro Dio accanto a me” (Deuteronomio 32,39);
"Prima di me non fu formato alcun Dio e dopo di me non ne sarà formato alcuno” (Isaia 43,10);
“Sono io Jahweh che ho fatto tutto, e che da solo ho spiegato i cieli e disteso la terra, senza che ci fosse alcuno con me” (Isaia 44,24);
“Io sono Jahweh e non c’è alcun altro; fuori di me non c’è Dio ” (Isaia 45,5);
“Io sono l’ Eterno e non c’è nessun altro Dio fuori di Me”(Isaia 45,22); "Io sono l’ Eterno e nessuno è simile a Me”(Isaia 46,9).
La Bibbia è un insieme di racconti “approvati” e messi insieme. Altri documenti, di epoca precedente, sono andati perduti o magari eliminati apposta; la loro esistenza è però inconfutabile, per il fatto che se ne parla in altre fonti. Vorrei citarne solo uno per tutti, perché, almeno dal titolo, secondo me doveva essere di sconcertante interesse. Si tratta del “Libro delle guerre di Jahweh ”. Alcuni capitoli della Bibbia , invece, appaiono assolutamente leggendari, e contengono spesso riferimenti ad antichi miti: 1) Il Libro della posterità di Adamo (Genesi V,1) - 2) Il libro di Jahweh (Isaia 34, 16) - 3) Cronache dei figli di Levi - 4) Gli Atti di Salomone - 5) Il libro della Genealogia .
Altri capitoli contengono brani che rivelano la presenza di un’astronave, che l’autore ha cercato di descrivere con ingenuità.
1. Ezechiele : “Le ruote e la loro struttura erano splendenti come il topazio. Tutt’e quattro avevano forma identica: apparivano, nella loro struttura, come se una ruota fosse nell’altra.” (1,16)
2. Esodo : “Durante il giorno, infatti, la nube di Jahweh stava sulla Dimora e durante la notte c’era un fuoco, visibile a tutta la casa di Israele in tutti i loro spostamenti!” (40,38)
3. Numeri : “La nube coprì la Dimora, la Tenda della Testimonianza, e restò dalla sera fino al mattino sulla Dimora sotto forma di fuoco.” (9,15)
4. 2° libro dei Re: “ […] stando Jahweh per sollevare in cielo Elia in un turbine […] (2,1) – […] ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra di loro ed Elia salì in cielo nel turbine. (2,11)
Dopo il “riconoscimento ufficiale” della Bibbia (dal greco byblos, cioè papiro) ebraica [3], la produzione letteraria d’ispirazione divina non si fermò per nulla, quasi a voler rendere più comprensibile quanto già canonizzato, anche se veniva pressoché ignorata dal clero. Benché trattati con sufficienza, cominciarono a distinguersi molti autori di libri apocrifi [4], che si limitavano per lo più a raccontare leggende e aneddoti; e queste fonti supplementari - tradotte dall’aramaico [5] o da rotoli proto-giudaici - non potevano essere né proibite, né censurate visto che gli autori ribadivano il puro monoteismo, e per giunta vantavano un’ispirazione divina… In questo modo cominciò a formarsi una bibliografia alternativa, utilissima oggi per mettere a confronto alcuni racconti biblici tra i più ermetici. Alcuni ambientati in Egitto . I testi più importanti sono i “Libri di Enoch ”[6], che contengono le rivelazione ricevute sui Segreti dell’ Universo e sul futuro dell’umanità. Secondo la tradizione, Enoch salì al Cielo – da vivo – e scrisse i libri al ritorno sulla Terra. Inoltre, a Enoch fu annunciato che non appena avesse scritto tutto quello che aveva visto e imparato, e istruito i suoi figli, sarebbe stato trasportato “in cielo” definitivamente (infatti, un giorno sparì e non fu più visto). Impossibile non vedere le analogie con THOT...
Dal libro apocrifo dei Giubilei , cap.4: “…fu in quei giorni che gli Angeli del Signore discesero sulla Terra, gli Angeli che vengono chiamati i Veglianti , al fine di istruire i figli degli uomini e di insegnare loro il senno e la rettitudine sulla Terra. Enoch fu il primo fra i nati sulla Terra ad apprendere la scrittura, la scienza e la saggezza dei Veglianti , e che descrisse in un libro le costellazioni del cielo secondo l’ordine dei mesi loro propri, affinché gli uomini potessero conoscere le stagioni dell’anno secondo l’ordine dei diversi mesi…” e ancora: “…Egli (Enoch ), fu per lo più presso gli Angeli di Dio , che gli fecero vedere tutto quello che è sulla Terra e nei cieli, ed egli scrisse tutto ciò che vide. Egli recò testimonianza anche ai Veglianti che (gli Angeli ) avevano prevaricato con le figlie degli uomini, giacché avevano cominciato ad unirsi alle figlie degli uomini e si erano in tal modo contaminati..." Dal libro apocrifo dei Giubilei, cap. 5, 6-9: “… Dio si adirò profondamente contro gli Angeli che Egli aveva inviato sulla Terra e diede ordine che essi fossero spogliati d’ogni loro autorità e li fece imprigionare…
La Bibbia fu scritta sicuramente allo scopo di accreditare il monoteismo . In particolare, per quanto riguarda quella ebraica, si tratta di una raccolta di 39 libri, suddivisa in tre parti:
La Torah , che comprende i cinque libri del Pentateuco (Genesi , Esodo , Levitico , Numeri, Deuteronomio ). Torah, cioè la parola הרות, che significa “legge ” - ma anche “istruzione ” -, è il testo originale ebraico dei rotoli (i codici ) che furono tradotti in tutte le lingue. E che la tradizione vuole dettati da Dio (Elohim ) a Mosè .
I Profeti, divisi in anteriori e posteriori;
Gli Scritti (proverbi, salmi, e cronache: libri di svariati profeti, sacerdoti e scribi tra il XI e il I sec. a. C.)
[1] Bisogna sottolineare che gli Ebrei non avevano l’abitudine di usare il “plurale majestatis”.
[2] Come si riscontra nel Salmo 97,7 ed Ebrei 1,6
[3] Questo canone contiene le fonti ufficiali adottate in seguito dai cristiani ; la Bibbia cattolica, invece, escluse alcune parti ritenendole apocrife . Nel presente libro, per Bibbia s’intende quella giudeo-cristiana.
[4] E’ interessante l’uso di questo termine, che significa FALSI, in quanto non riconosciuti.
[5] Lingua originaria del popolo degli Aramei (di derivazione Amorrea) e diffusa anticamente presso tutti i popoli semiti.
[6] Settima generazione di Adamo , visse 365 anni.
Fonte:

La creazione della realtà

di Momi Zanda

La creazione della realtà da parte della nostra coscienza avviene grazie all'esistenza di un campo che unisce tutti i fenomeni dell'universo. Interagendo consapevolmente con il campo creiamo consapevolmente la realtà...

Sono sempre più numerosi gli studiosi, non solo filosofi e psicologi ma anche scienziati, che sostengono che la realtà è una nostra creazione, e che la creazione della realtà avviene prima di tutto nell’interiorità dell’individuo, in uno stato di coscienza più profondo di quello di cui siamo ordinariamente consapevoli. Gli eventi esterni della nostra vita sono solo il riflesso dello stato interiore della nostra coscienza. Se vogliamo modificare gli eventi o crearne di nuovi dobbiamo quindi prima di tutto lavorare all’interno di noi stessi. Questa affermazione potrebbe sembrare arbitraria o addirittura “anti-scientifica”, ma in realtà non lo è. Gli studi più avanzati di fisica quantistica convergono infatti verso questa ipotesi, e sono stati fatti ormai molti esperimenti di laboratorio che supportano la tesi che la coscienza sia in grado di influenzare senza intermediari le altre coscienze e addirittura la materia.
Una volta accettato che è la nostra coscienza a creare la nostra realtà, per poterla creare in maniera attiva e consapevole è utile esaminare prima di tutto alcuni presupposti fondamentali del processo.

Il primo presupposto della creazione della realtà è l’esistenza di un campo che unisce tutti i fenomeni dell’universo, materiali e spirituali, un campo di cui noi facciamo parte integrante e che ci collega ad ogni altro essere e fenomeno dell’universo, dal più piccolo al più grande. Questo campo in ambito scientifico, psicologico e filosofico è stato definito in molti modi: mondo platonico (definizione questa non di un filosofo ma di uno scienziato, Penrose, uno dei fisici quantistici più accreditati e più all’avanguardia), campo di forma, campo morfico, campo morfogenetico, inconscio collettivo, ordine implicato, matrice o matrix, matrix divina, campo quantico, campo del punto zero o più semplicemente “campo”. L’esistenza di questo campo è ormai accettata da molti scienziati ai massimi livelli ed è stata dimostrata da alcuni esperimenti.
Le relazioni all’interno di questo campo non sono lineari o causali, ma sincroniche. Il che significa che una modifica in un punto del campo influenza istantaneamente il resto del campo, senza che intervengano intermediari materiali o meccanismi lineari di causa ed effetto.
Che ce ne rendiamo conto o no, è attraverso questo campo che noi creiamo la nostra realtà. In ogni istante della nostra vita noi interagiamo con il campo. Se impariamo ad interagire consapevolmente, impadronendoci dei meccanismi di funzionamento del campo, possiamo diventare i creatori consapevoli della nostra realtà.
Il secondo presupposto è che il linguaggio che il campo comprende e a cui risponde è il linguaggio del cuore, cioè i sentimenti. Naturalmente anche il pensiero è importante, ma se i nostri sentimenti sono in contrasto con i nostri pensieri, sono i primi a prevalere. Il campo recepisce le informazioni che vengono dal cuore e risponde ad esse istantaneamente. Questo principio è chiamato comunemente “legge della risonanza” o “legge dell’attrazione”. Si attira solo ed esclusivamente ciò che è in risonanza col nostro cuore. Se non ci piace quello che attiriamo, non abbiamo altra scelta che cambiare le nostre vibrazioni, le frequenze del cuore. Se le frequenze del cuore sono basse, come quelle generate da sentimenti come la paura, o l’odio, o il dolore, attireremo persone ed eventi che vibrano alla stessa frequenza e la nostra vita diventerà sempre più dominata dalla paura, dall’odio o dal dolore. Per inciso, è stato sperimentalmente dimostrato che il nostro cuore genera un campo elettromagnetico la cui ampiezza è normalmente di 2 o 3 metri e che può quindi influenzare gli altri campi elettromagnetici presenti nell’ambiente, compresi quelli delle altre persone.
In base alle informazioni che il nostro cuore invia al campo, il campo risponde modificando sincronicamente la realtà materiale e producendo nel nostro ambiente oggettivo (e quindi anche nel nostro corpo) quelle situazioni e quegli eventi che sono coerenti con le informazioni ricevute, e quindi con i nostri sentimenti. Se i nostri sentimenti sono di insicurezza e di frustrazione, il campo riflette questi sentimenti producendo nella nostra realtà situazioni ed eventi che mettono a rischio la nostra sicurezza e che ci impediscono di soddisfare i nostri desideri e le nostre esigenze. Se ci sentiamo delle vittime il campo ci rimanda situazioni in cui effettivamente siamo delle vittime. Perciò, se vogliamo essere soddisfatti e avere successo nella vita, dobbiamo riuscire a sentirci già soddisfatti e vincenti prima ancora di esserlo concretamente nella nostra realtà oggettiva. Se vogliamo trovare una persona che ci ami dobbiamo sentirci amati e desiderati prima ancora di averla trovata, e così via. In altre parole, per riuscire a ottenere nella nostra realtà concreta e materiale le situazioni e gi eventi che desideriamo, dobbiamo prima costruirli nella nostra realtà interiore e sperimentare i sentimenti collegati ad essi come se quegli eventi fossero già realizzati.
Un terzo presupposto è l’esistenza di una dimensione fuori del tempo dove tutto è potenzialmente possibile. Possiamo chiamare questa dimensione il campo delle possibilità. In questo campo ogni cosa non solo è possibile ma esiste. Esistono tutti i possibili futuri individuali e collettivi. Questa idea potrebbe sembrare un’astrazione (o peggio un vaneggiamento) ma invece corrisponde a quello che sostiene la fisica quantistica a proposito delle particelle subatomiche. In ogni istante una particella si trova contemporaneamente in tutti i suoi possibili stati di esistenza. Solo quando interviene un osservatore (ad esempio, attraverso degli strumenti di misura) la particella viene a trovarsi in uno stato determinato (si dice che la funzione d’onda della particella “collassa”) che esclude tutti gli altri.
Nei termini che stiamo usando oggi possiamo dire che il campo contiene potenzialmente tutte le possibili realtà, e che poi solo una di queste realtà viene manifestata concretamente nel nostro spaziotempo. Ma cos’è che fa sì che il campo manifesti una data realtà e non un’altra? Le chiavi sono l’immaginazione e l’intenzione. Tutto ciò che possiamo desiderare o immaginare è possibile. Perciò prima di tutto dobbiamo definire bene ciò che vogliamo. Se decidiamo di trovare un lavoro più remunerativo, il campo potrebbe crearlo in un’altra città. Se non siamo disposti a trasferirci è meglio definirlo prima. Una volta stabilito il “cosa” dobbiamo attivare l’intenzione di realizzarlo. L’intenzione non ha quasi nulla a che fare con la volontà. La volontà è una funzione dell’ego, l’intenzione è un potere del Sé. È il potere di armonizzarci ed entrare in sintonia con il campo delle possibilità. Immaginando un risultato futuro e sviluppando un’intenzione corrispondente creiamo un altro campo, chiamato campo delle probabilità. Il futuro che abbiamo scelto da possibile diventa “probabile”, e inizia a manifestarsi nella nostra realtà per mezzo di eventi che la psicologia chiamerebbe “sincronicità”. Le sincronicità sono eventi collegati al nostro stato psichico interno che non sono però prodotti da un meccanismo di causalità lineare. Tutti noi sicuramente abbiamo sperimentato tante volte delle sincronicità. Pensiamo a qualcosa, e ci succede nella realtà un evento collegato a ciò che abbiamo pensato. Il caso più banale e comune e quando pensiamo a una persona che non vediamo da molto tempo e poco tempo dopo incontriamo quella persona o riceviamo una sua telefonata. All’interno del processo della creazione della realtà, le sincronicità hanno la funzione di indirizzare i nostri comportamenti per ottenere il risultato desiderato. Il punto di partenza sono sempre i nostri sentimenti e i nostri pensieri che comunicano con il campo. Il campo riceve le informazioni e modifica la realtà in base ad esse. Per questo è importante essere attenti alle sincronicità, anche quelle apparentemente banali o irrilevanti, così da intensificare il processo.
Mano a mano che il campo delle probabilità che abbiamo creato fa manifestare sincronicità ed eventi nella nostra vita, noi dobbiamo sfruttare quegli eventi operando nuove scelte in vista della realizzazione di ciò che abbiamo deciso di realizzare. Dopo avere scelto il nostro futuro e avere creato il campo delle probabilità, è importante non avere particolari aspettative sul modo in cui il nostro desiderio dovrà realizzarsi, ma abbandonarsi con fiducia al flusso degli eventi. In altre parole, dobbiamo focalizzarci sul “cosa” e non sul “come”. Il come non è compito nostro ma del campo universale. Il nostro unico impegno dev’essere quello di mantenere il sentimento di avere già realizzato il futuro che abbiamo scelto per noi. Se diventiamo ansiosi, impazienti o temiamo di non riuscire a ottenere ciò che vogliamo, blocchiamo il processo. O meglio, e come se creassimo un nuovo campo di probabilità scegliendo un futuro negativo. Il campo legge il nostro sentimento di ansia e dubbio, e manifesta un risultato negativo corrispondente a quel sentimento.
Tutto quello che dobbiamo fare quindi è mantenere il sentimento che il futuro desiderato si sia già realizzato, e seguire le sincronicità che si presentano nella nostra vita (un incontro, un consiglio che qualcuno ci dà, un’intuizione che ci dice di fare qualcosa di particolare, talvolta un sogno), lasciando alla matrix divina il compito di trovare il modo migliore per soddisfare i nostri desideri.

Fonte http://www.webalice.it/kinneris/momizanda.htm

Tratto da: Scienza e conoscenza

Cerchi di pietre in Siria

 

by aezio

L’archeologo Robert Mason ha scoperto dei cerchi di pietre, degli allineamenti di pietre e ciò che sembrano essere tombe.

Si trovano nel deserto siriaco, vicino al monastero – in funzione ancora oggi – Deir Mar Musa al-Habashi (o Mar Musa, Monastero di San Mosè l’Abissino), famoso per i suoi bellissimi affreschi medievali.

Dagli strumenti di pietra trovati, è probabile che il sito risalga al Neolitico – cioè grosso modo tra l’8500 a.C. e il 4300 a.C., il che lo rende più antico di quelli dell’Europa Occidentale: da noi, infatti, le costruzioni megalitiche che usano la pietra cominciano all’incirca dal 4500 a.C.

Il monastero (Franco Pecchio)

(David Bender)

Tre delle presunte tombe misurano 8 metri di diametro e ognuna di loro “ha una camera nel centro”. Le mensole rinvenute suggeriscono che al di sotto c’è “qualcosa che vorresti sigillare dentro”. Ognuna di queste strutture aveva vicino un cerchio di pietre di circa 2 metri di diametro (foto sotto).

È possibile che le strutture abbiano avuto un’altra funzione oltre a quella funebre: finora l’area è stata semplicemente rilevata. E comunque bisogna ancora lavorare per una datazione più precisa.

I resti di altre strutture sono stati trovati in un affioramento roccioso (una buona risorsa di selce), e nella valle sotto.

(Robert Mason)

(Robert Mason)

Dall’alto dell’affioramento roccioso si vedono poi gli allineamenti di pietre che non sono caratterisiche naturali e si diramano in diverse direzioni. Una di queste linee è “molto bizzarra” e serpeggia su verso una collina. Mason ha seguito la pista e ha scoperto che porta al “complesso di tombe più grande di tutti”.

Questa struttura ha tre camere ed era probabilmente il luogo di sepoltura “per la persona più importante”. Come già detto, non è sicuro che fosse una tomba, almeno fino a quando non cominceranno gli scavi.

Anche gli strumenti di pietra sono abbastanza inusuali. Non sembrano essere fatti con materiale del posto: la selce locale è bianca o rossa scura; questi sono invece chert marroni.

(Università di Toronto)

L’antropologo dell’Università di Toronto, Edward Banning, esperto del periodo neolitico, invita alla cautela sulle conclusioni prima di aver compiuto ulteriori ricerche sul campo.

E aggiunge: “Praticamente tutte le sepolture scoperte dagli archeologi in tutti i siti neolitici in quella zona del mondo provengono dall’interno degli insediamenti – persino sotto a pavimenti e case. Se le ’strutture con mensole’ fossero confermate essere strutture funebri, allora questo sito rappresenterebbe qualcosa di nuovo”.

“È possibile che questo paesaggio identificato dal dr. Mason possa essere un esempio di pratiche funebri neolitiche fuori dall’insediamento, il che sarebbe molto interessante”.

Questo spiegherebbe un mistero che gli archeologi hanno a lungo affrontato. Negli insediamenti neolitici è stato infatti trovato un certo numero di sepolture, ma questo non è però sufficientemente alto per la dimensione degli insediamenti in questione.

Perciò già da anni si supponeva l’esistenza di pratiche funebri di qualche genere al di fuori degli insediamenti.

(Steven Batiuk)

Mason si chiede poi se i cerchi di pietra trovati non siano un primo esempio di ciò che saranno paesaggi come Stonehenge. Una sorta di eredità diffusasi dal Vicino Oriente all’Europa come è stato per l’agricoltura. “Abbiamo trovato qualcosa che non si era mai scoperto nel Medio Oriente”, dice Mason.

Su questo punto però Banning è scettico. Dice che strutture di pietra sono state trovate in tutto il mondo, per esempio dei dolmen in Asia orientale. E comunque le popolazioni dell’Europa occidentale potrebbero aver sviluppato le tecniche indipendentemente da quelle del Vicino Oriente.

Afferma inoltre che dei rilevamenti satellitari avrebbero individuato cairn (tumuli di pietre) e cerchi di pietre in altre parti del Vicino Oriente, inclusi i deserti di Giordania e Israele.

Fonte: Heritage-Key

tratto da: Il Fatto Storico

Edgar Cayce: PENSA A QUESTE COSE

 

Il 
Giornale OnlineUn individuo che può essere ... definito più di mentalità spirituale che materiale, e questo è la cosa più bella che si possa dire di un’entità. 1717-1
Non permettere che chi è debole di mente o di cuore prenda il manico, poiché colui che ara e guarda indietro è peggio dell’infedele. 3976-4 Debolezza è soltanto forza applicata male o usata in modi vani. 436-2 Soltanto coloro che cercano diventano consapevoli di ciò che è la forza motivante di una condizione, fase o stadio di sviluppo nello spirituale, nel mentale o nel materiale. 2012-1 Persino il rospo è bello alla vista del Creatore come il giglio, e colui che non bada alle cose piccole non può essere padrone delle cose grandi, poiché colui che fu in grado di usare i talenti in modo umile fu fatto governatore su grandi città. 257-53
E’ meglio essere attivi e in errore che non fare nulla. 262-126 C’è progresso sia quando andate avanti sia quando andate indietro! L’importante è - - muoversi! 3027-2 Prendi cose, condizioni e circostanze dove sono – non semplicemente dove ti auguri, speri o desideri che siano! 459-12 Fa’ cantare il cuore ! Mantiene la mente sgombra! Rivolgi il viso verso la luce ! Allora le ombre sono dietro di te. 39-4 Fa’ sempre nel sé ciò di cui sai che è giusto, anche se può fare del sé addirittura un emarginato agli occhi del tuo vicino. 373-2 Non è mai giusto fare ciò che è male perché venga il bene. 254-7 Sappi che in qualsiasi stato ti trovi, quello - - per il momento - - è il migliore per te. 369-16 E’ meglio confidare in un cuore che poi ti delude che dubitare di un cuore che se ci credessi benedirebbe la tua vita con la vera comprensione. 2448-2

Ricorda, ciò che sarebbe ideale per il sé deve essere ideale anche per gli altri. Quindi il sé deve diventare altruistico e non in alcuna forma o maniera desiderare quelle cose che sarebbero vantaggiose a spese di altri in quanto gli altri dovrebbero soffrire per quello che è egoismo e non altruismo. E altruismo è ciò che ogni entità, ogni anima deve raggiungere attraverso le varie esperienze sul piano materiale. 2185-1 Chi ha un’ anima ha un potere psichico; ma ricorda ... non ci sono scorciatoie per arrivare a Dio! Ci sei - - ma il sé deve essere eliminato. 5392-1
Correggiamo le abitudini formandone delle altre! Questo vale per tutti. 475-1 Sappi che ogni anima affronta continuamente il proprio sé. Non si può fuggire da nessun problema. Affrontalo ora! 1204-3 Nessun errore, nessun’offesa viene al sé a meno che non ne hai creato la causa nella tua coscienza, nel tuo sé interiore. Poiché solo coloro che ami possono offenderti. 262-83
Nessuna nazione ... nessun individuo è più forte dell’abitudine più debole. 3976-17
Rendi la vita, rendi Dio una cosa pratica. 912-1 Non tentare di essere buono, bensì buono per qualcosa ! 830-3 Sii sempre un lavoratore, come l’ape, sì - - ma in modo da contribuire sempre a rendere la tua parte della terra un posto più bello da vivere per gli uomini. 3374-1 Non perdi mai nulla che ti appartiene veramente, e non puoi tenere ciò che appartiene a qualcun altro. Non importa se questo riguarda lo spirituale, il mentale o il materiale, la legge è la stessa. 3654-1
Sappi che ciò che è veramente tuo non può esserti tolto; né è mai persa alcuna caratteristica. 2448-2 Sappi: la terra e tutto ciò che contiene appartiene al Signore. Tutto ciò che possiedi ti è stato dato in prestito, non è tuo ma l’hai in prestito. Tienilo inviolato. 2622-1 Non predicare una cosa e praticare un’altra. Poiché questo è incoerente, e l’incoerenza è peccato. 5275-1 Fa’ concessioni solo ai deboli. Sfida i forti se hanno torto. 1336-1
Raramente le dispute cambiano i punti di vista di qualcuno. E la verità stessa non ha bisogno di un campione, poiché è per se stessa la campionessa delle campionesse... E’ molto più facile astenersi dall’errore - - nel discorso o nell’attività - - che cercare perdono per la parola detta in fretta. 1669-1 Non pensare male; non parlare male; non udire il male. 294-183
E’ lo spirito con cui fai una cosa, lo scopo che porta col suo effetto benessere o dolore nell’esperienza. 3285-2 La maggior parte di noi pensa che abbiamo bisogno di molto di più di quanto non ne abbiamo veramente bisogno. 262-89 Un’entità dovrebbe comprendere e sapere, e non dimenticare mai, che la vita e le sue esperienze sono solo ciò che ci si mette! 1537-1 Sono le piccole cose nell’associazione dell’uno con l’altro che costruiscono quelle che si dimostrano le vere esperienze della vita. Una parola, uno sguardo, un segno possono disfare tutti i pensieri di molti. 2154-1
Soddisfare quello scopo per cui un’entità, un essere, si è manifestato nella materia è il servizio più grande che possa mai essere reso.
La quercia è padrona della vite? Lo stramonio è contrariato davanti al pomodoro? Le radici dell’erba si vergognano del loro fiore accanto alla rosa? Tutte quelle forze nella natura stanno piuttosto soddisfacendo quegli scopi per i quali il loro Artefice, il loro Creatore li ha chiamati in essere ... riflettendo - - come ogni anima, come ogni uomo e tutti dovrebbero fare nel loro campo particolare - - il loro concetto del loro Creatore! 1391-1
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