Ebook-Il segreto del Contatto Alieno

Ebook - Il segreto del Contatto Alieno - Messaggi alieni - Vinicio de Bortoli
Il prof. Vinicio de Bortoli dice: Ho rivevuto la tecnologia BCI da una specie umanoide che è molto simile a noi e che fa parte della federazione VAM. Nel 1984 insieme al mio collega il Prof. Ugo licinio abbiamo ricevuto e poi brevettato il primo sistema di decodifica delle onde cerebrali. La federazione dei VAM ci sta aiutando ad affrontare in futuro i Vaux ed evitare così all'umanità l'estinzione. I Vaux sono una specie di predatori dello spazio, il cui unico interesse è quello di Studiarci e indurci ad autodistruggerci con le nostre mani, per evitare di farlo di persona. Il rapporto che c'è tra noi e loro è simile a quello che c'è tra noi e un Orangotan,per alcuni di loro siamo delle scimmie in uno Zoo, e il pianetaTerra è una sorta di di riserva naturale.

Aforismi

Dicono che gli animali non hanno un'anima...bè, io non ci credo.
Se avere un'anima significa essere in gradi di provare amore, fedeltà e gratitudine, allora gli animali sono migliori di tanti esseri umani.
J: Herriot

Dalle Cronache della GALASSIA

Sintesi della Storia occulta dell'Uomo - spirituale, cosmica e terrestre - secondo la Gnosi e le cronache dell'Esoterismo.

Edgar Cayce: LA NATIVITA’

Edgar Cayce: LA NATIVITA’

Il Giornale OnlineCome viene data la testimonianza che è la conoscenza comune della maggioranza, a Betlemme di Giudea nacque quell’entità, quell’ anima, Gesù...che diventa il Cristo, il Maestro dei Maestri. 5749-7
L’arrivo fu alla sera—non come si conta secondo il tempo dei romani, né quello dichiarato a Mosè da Dio quando si doveva tenere la Seconda Pasqua ebraica, né quello stesso tempo che in uso comune anche in quel paese, bensì ciò che ora rappresenterebbe il sei di gennaio...
Sotto la collina, nella stalla—sopra la quale i pastori stavano raccogliendo le loro greggi nell’ovile...nacque il Salvatore, il Bambino; il quale, attraverso la volontà e la vita manifestate, diventò il Salvatore del mondo—quel canale attraverso il quale - così era stato detto ai vecchi - sarebbe stata mantenuta la promessa fatta ad Eva; la nascita nuovamente di un altro simile a Mosè; e come era stato dato a Davide, la promessa non doveva allontanarsi da quel canale. Ma sempre più in basso era caduto il concetto dell’uomo delle necessità.

Poi—quando la speranza sembrava svanita—cantarono gli angeli messaggeri. La stella apparve che causò la meraviglia dei pastori, che causò il timore reverenziale e la costernazione a tutti quelli che si trovavano intorno alla Locanda...
Tutti ebbero soggezione quando apparve lo splendore della Sua stella brillante, quando la musica delle sfere portò quel coro gioioso: “Pace in terra ! Buona volontà agli uomini di buona fede.” Tutti avvertirono le vibrazioni e videro una grande luce...
Proprio quando venne l’ora della mezzanotte ci fu la nascita del Maestro. 5749-15
D- Quando fu che Egli nacque?
R- Nel 19esimo giorno di ciò che ora si chiamerebbe marzo.
D- E l’anno?
R- Dipende da quale calendario o da quale periodo giudichereste. Dal calendario Giuliano, l’anno 4. Dal calendario ebraico o mosaico, l’anno 1899. 587-6
D- In un Reading ci dicono che il compleanno di Gesù fu il 19 marzo secondo il nostro attuale calcolo del tempo. In un altro Reading (5749-8) ci dicono che festeggiamo Natale nel momento giusto, il 24 o 25 di Dicembre, come contiamo ora il tempo. Per favore spiegate l’apparente contraddizione.
R- Entrambi sono corretti secondo il tempo da cui lo stesso fu calcolato. Quante volte ci sono stati i calcoli? Prendi questi in considerazione, con il periodo di eventi che viene seguito nell’informazione indicata. Proprio come i vari gruppi calcolavano per la loro attività individuale, così fu data l’informazione per quanto riguarda la documentazione da quella fonte con cui erano coinvolti coloro che cercavano. 2067-7
L’entità aveva molto da fare nell’aiutare quelli nella chiesa, dapprima in quelle intorno alle associazioni esseni nel Carmel, dove si cominciò a stabilire tali date—dalla nascita. Da lì iniziarono a.C. e d.C...
E come troviamo ci può essere un’attività dell’entità nel presente da quelle esperienze, di giudicare non soltanto per quanto riguarda i rapporti di gruppi o classi o masse, ma per quanto riguarda un tipo particolare di dati in relazione con il ciclo di esperienze sulla nascita e la caduta non solo di paesi ma di nazioni—e le attività messe in relazione l’una con l’altra. 1486-1
(L’entità fu il Locandiere) che era degli esseni, benché di discendenza ebraica, benché una combinazione di ebreo e greco.
Perché l’entità fece allora uno studio di quei popoli, sapeva di quelle cose che erano state predette dagli insegnanti degli esseni, e fece tutte le preparazioni il più vicino possibile a ciò che era stato predetto...
L’entità fece questo (allontanò la Sacra Famiglia) piuttosto per proteggerla che non perché—come è stato detto—non “c’era spazio nella Locanda”. 1196-2
Subito prima che il sole in tutta la sua gloria delle colline della Palestina quasi emise la voce della natura, proclamando l’annuncio di una nuova speranza, una nuova nascita per la terra, e la glorificazione della speranza dell’uomo in Dio—l’apparizione della Sua Stella nel cielo della sera portò timore riverenziale e meraviglia a tutti quelli che videro...
Il chiarore della Sua Stella si avvicinò sempre di più...La luce che proveniva dalla Sua Stella riempì il posto, allora l’entità vide il Bambino per primo.Spesso l’entità nella quiete della sera ha rivisto gli eventi, e ha cercato di sapere sempre di più che cosa era successo con la Sua Stella, la Sua Luce.
D- Per quanto tempo la sacra famiglia rimase a Betlemme?
R- Fino a quando il tempo della purificazione era trascorso. Ventinove giorni, come contereste oggi i soli. 1152-3
Fonte:

Edgar Cayce: IL CONCEPIMENTO MENTALE E FISICO

 

Il Giornale OnlineD- Il concepimento è l’attività fisica?
R- Non necessariamente. Poiché l’attività eterea produce il concepimento. E’ quel movimento per mezzo di cui le parti dell’attività diventano uno. Quello è il concepimento...Il sesso non viene stabilito al momento del concepimento, ma è uno sviluppo... Nel nucleo, al momento del concepimento, c’è lo schema di tutto ciò che è possibile. E ricordate, l’uomo - - l’ anima dell’uomo, il corpo dell’uomo, la mente dell’uomo – è più vicino all’illimitato di qualsiasi cosa nella creazione ...e non è lo stesso come un animale, un insetto o qualsiasi cosa del resto della creazione – la quale è limitata.
D- Il concepimento può aver luogo soltanto quando l’ideale spirituale stabilito da entrambi (i genitori) viene soddisfatto?
R- Il vero concepimento, il concepimento spirituale, il concepimento mentale ha luogo soltanto sotto tale (ideale); ma, come abbiamo appena constatato prima, il concepimento fisico può aver luogo dalle influenze puramente carnali! 281-55
Il concepimento può essere totalmente di natura carnale o animale da parte di anche un (genitore), eppure il concepimento può aver luogo; e il fine di quell’attività fisica è scritto in quello scopo e desiderio... Così la maggiore armonia di scopo, di desiderio in un periodo di concepimento dà una coscienza più universale - - per una vibrazione perfetta o uniforme per quel concepimento... La corda che è infine nota o classificata come (ghiandola) pineale è il primo movimento di natura fisica che ha luogo, attraverso l’atto del concepimento; stabilendo alla fine- come vedremo – non solo la statura fisica dell’entità individuale, ma anche la capacità mentale e gli attributi spirituali.

281-46
Poi abbiamo quell’illustrazione nei figli di Isacco, quando ci furono quei periodi in cui ci doveva essere l’adempimento della promessa ad Isacco e Rebecca. Troviamo che le loro menti erano diverse per quanto riguarda la natura o il tipo di canale attraverso il quale sarebbe venuta questa promessa; quando, come dobbiamo comprendere, ci deve essere la cooperazione spiritualmente, mentalmente, affinché il risultato fisico sia lo stesso. Qui troviamo che ha luogo una situazione diversa al momento del concepimento, poiché entrambi gli atteggiamenti hanno trovato espressione. Perciò si è trovato che il risultato di questa lunga preparazione sono stati dei gemelli, eppure due menti, due opinioni, due idee, due ideali...
Per cui troviamo, come indicato, che non c’è stato unione di intenti in quei periodi di concepimento. Perciò troviamo che entrambe le caratteristiche o entrambi gli intenti degli individui sono stati resi manifesti materialmente.. La prima causa – quello scopo con cui gli individui hanno eseguito l’atto perché il concepimento avesse luogo, o sotto il quale esso ha avuto luogo. Quella è la Prima Causa! E la crescita di ciò che fu concepito nello stesso ambiente, attraverso la stessa circolazione, attraverso lo stesso impulso, fu tale che – quando la gestazione era terminata – uno era del tipo di caratteristica della madre, l’altro era del tipo di indifferenza con la determinazione del padre; uno liscio come la madre, l’altro peloso, rosso, come il padre nella maturità; e le loro caratteristiche rese manifeste erano proprio quegli esempi delle variazioni.
Sebbene concepiti nello stesso istante, nati insieme, essi erano estremamente diversi nei loro scopo, nelle loro mete, nelle loro speranze... Non pensate che l’uno ricevesse un’educazione diversa rispetto all’altro? L’uno desiderava la caccia, l’inseguimento o cose simili, mentre l’altro scelse piuttosto la casa, la madre, l’ambiente intorno alla stessa... Quale ghiandola sviluppò questa caratteristica nell’uno e non nell’altro?
Dato che erano quella cranica e il timo che ricevettero le vibrazioni differenti, l’una conferì armonia –non paura, ma armonia – con prudenza; l’altra conferì giusto il contrario, per mezzo di questo ‘aumento’ nella frequenza di vibrazione. O, se dovessimo studiare questo per mezzo di numeri, troveremmo l’uno un tre, l’altro un cinque; eppure concepiti insieme. Che cosa intendiamo qui con la vibrazione del numero? L’uno aveva il nucleo, la struttura intorno allo stesso, tre a uno del suo valore spirituale; l’altro cinque a uno del valore materiale, chiaro? 281-48
D- E’ l’attività spirituale nel corpo dei genitori o la sua mancanza a determinare l’influenza predominante nel loro bambino.
R- Questo è corretto. 281-54
D- Quale atteggiamento mentale dovrei mantenere sempre durante i prossimi mesi (di gravidanza)?
R- Dipende da quale tipo di entità individuale si desidera. Più bellezza, musica—se si desidera che questo faccia parte dell’entità; arte e cose simili. O deve essere una puramente meccanica? Se puramente meccanica, allora pensa alla tecnica – lavora con quelle cose. E non pensare che non avranno il loro effetto, dato che le impressioni danno quella opportunità. Ecco qualcosa che ogni singola madre dovrebbe sapere. Il modo con cui si tiene l’atteggiamento ha molto a che fare con il tipo di anima che sceglierebbe di entrare. 2803-6
D- C’è un periodo di tempo medio necessario fra nascita dell’uno e il concepimento di un altro?
R- Per lo meno due anni. 475-14
D- Una maggiore positività della donna attrarrebbe un figlio maschio?
R- Senza dubbio. Questi variano a seconda del numero di elettroni intorno a qualsiasi centro.
D- Un rapporto (sessuale) durante la gravidanza interferisce con lo sviluppo fisico o spirituale del bambino?
R- Dopo tre mesi, sì. 457-14
L’ovulazione è una legge di natura. Il concepimento è la legge di Dio... Il sesso del bambino dipende dagli atteggiamenti degli individui, e particolarmente quelli della madre. Se è maschio o femmina dipende spesso dallo scarico del sesso opposto. Quello della madre porta il figlio; quello del padre porta la figlia. Essi sono opposti.
D- Il sesso di un bambino viene stabilito al concepimento o sviluppato più tardi?
R- Può essere stabilito almeno da sei a dieci anni dopo la nascita. 457-11
D- Perché i cromosomi Y si trovano in alcuni degli spermatozoi e mancano in tutti gli ovuli e nei loro corpi polari?
R- Questa è la variazione nella natura o nel carattere stesso degli spermatozoi e dell’attività ovulare stessa. E’ nella loro natura. Poiché l’uno fu creato per primo e l’altro venne fuori dallo stesso.
281-63

Usate il Talento della Vostra Anima (Mark Thurston)

Questo reading tratta dell’educazione del bambino, ma anche delle sfide che tutti noi affrontiamo quando cerchiamo di adempiere ai potenziali della nostra vita o di aiutare qualcun altro a farlo. Questo reading è uno degli esempi migliori e più succinti di come opera la reincarnazione. Studiandolo possiamo imparare delle lezioni sulla nostra stessa vita, specialmente per quanto riguarda i nostri talenti. I molti readings sulla vita che Cayce diede per dei bambini sono fra le storie di casi più affascinanti del suo lavoro psichico.
C’è qualcosa di molto speciale in un giovincello come questo bambino di sei anni i cui genitori si rivolsero a Cayce nel 1944 per avere un aiuto. Un bambino come lui ha una vita che si estende verso il futuro con promesse e possibilità. Il passato lontano e il futuro prossimo si incontrano attraverso la capacità evidente di Cayce di percepire nella chiaroveggenza gli schemi profondi dell’ anima.
Da annotazioni su antefatti sappiamo qualcosa su questo bambino particolare e perché i suoi genitori hanno cercato aiuto per la sua educazione. Diversi avvenimenti li avevano fatto credere che egli fosse un’ anima insolita con un talento notevole. Le capacità psichiche innate del bambino rendevano evidente il fatto che una sfida interessante attendesse la famiglia: come il bambino avrebbe potuto condurre una vita normale e adempiere all scopo per cui la sua anima aveva scelto di nascere ora. La sfida veniva aggravata dal fatto che i genitori avevano dei problemi nel loro matrimonio. Infatti molti paragrafi del reading - in particolare dal 13 al 17 - sono indirizzati ai genitori piuttosto che al bambino.
Proprio all’inizio di questo reading sulla vita Cayce conferma le notizie delle esperienze psichiche di questo bambino, indicando nel paragrafo 4 che in più di una vita passata ha avuto queste capacità. C’è anche una breve descrizione di come questo opera in lui producendo precognizione (“visioni di cose a venire”) o chiaroveggenza (“cose che stanno avvenendo”). Il meccanismo scatenante è la forza del kundalini o forza vitale che sale spontaneamente al sesto centro spirituale (centro pineale) dal secondo centro (ciò che Cayce chiamò il centro lyden, associato con le cellule di leydig).
Questi eventi spontanei da bambino erano un modo per visitare antichi schemi nella sua anima, specialmente connessi ai tempi del Vecchio Testamento. Cayce descrive una vita passata molto particolare, una che viene addirittura menzionata nella Bibbia (I Re 13). Alcune informazioni sulla storia ci aiutano ad interpretare il consiglio di Cayce nei paragrafi 5 a 8. Quasi mille anni prima della nascita di Cristo e subito dopo la morte di re Salomone, Jeroboam condusse con successo una rivolta in cui le 10 tribù del nord stabilirono la propria nazione di Israele, con Jeroboam come primo re.
Nello sforzo di convincere il suo popolo di non recarsi a Gerusalemme, Jeroboam costruì dei templi locali. Ma come conseguenza molti di essi alimentarono dei culti estranei al Giudaismo. Fu contro questa pratica che un profeta innominato (l’ anima che era ora questo ragazzo appunto, secondo Cayce) affrontò Jeroboam. Fra i segni che era un autentico portavoce di Dio questo profeta dimostrò la capacità di far avvizzire la mano del re e di poi guarirla. Il problema che sorse per questo profeta era di chi avere fiducia. Nella sua missione divinamente ispirata di affrontare Jeroboam il profeta aveva anche ricevuto altre istruzioni particolari.
Fu rispetto a quelle istruzioni che egli fallì. Una persona che pretendeva di essere anch’essa un profeta gli mentì e lo persuase ad ignorare le istruzioni - per la propria sconfitta e morte violenta (vedi Re 13: 15-25). Questa storia è l’origine per il consiglio di Cayce: “Egli non deve affatto ascoltare coloro che possono consigliarlo sul modo in cui usare le capacità...ma [invece] avere fiducia in Colui che è la via.” Evidentemente ci potrebbe sempre essere la tendenza dell’ anima a farsi fuorviare con i suoi doni psichici e spirituali.
Poi Cayce si riferisce ad un’altra vita ancora in cui questa anima dimostrò la tendenza ad usare male o a comprendere male qualcosa sulle capacità paranormali. Per la seconda volta Cayce identifica il ragazzo come la reincarnazione di un personaggio biblico. Nuovamente è un personaggio piuttosto minore, ma una figura chiave in una storia fortemente istruttiva. Vedi gli Atti degli Apostoli 8: 18-24 per i dettagli di questo racconto. Parla di un uomo di nome Simone che visse in Samaria e che desiderava disperatamente il potere di guarire con l’imposizione delle mani, come dimostrato da Pietro e Giovanni. Egli si offre di comprare la capacità da Pietro - qualcosa che assomiglia in modo imbarazzante alla nostra era moderna del mercantilismo.
I commenti di Cayce nel paragrafo 10 si riferiscono alla lezione imparata dall’ anima nel suo incontro con Pietro - una lezione sul denaro e sui doni spirituali che sarebbe stata cruciale per il giusto uso delle sue capacità in questa vita. Che cosa possono insegnarci oggi queste storie di vite passate date oltre 50 anni fa ad un bambino di sei anni? Probabilmente qualcosa sull’uso corretto delle nostre stesse capacità particolari. Lo stesso tipo di processo è all’opera per ognuno di noi che abbiamo portato nella vita attuale qualche talento, destrezza o sensibilità da un’incarnazione precedente.
Non occorre che il talento sia teatrale come le profezie visionarie né che la vita sia famosa come quella di qualche personaggio biblico. I principi della reincarnazione, del karma e della crescita dell’ anima funzionano per tutti allo stesso modo.
Con praticamente ogni talento o forza dell’ anima è connessa qualche sfida o tentazione sul come sarà usato. Pensate a qualcosa in cui voi siete molto dotati. Forse è una destrezza nella persuasione o nelle finanze o nell’arte. Forse è l’idoneità di comprendere ciò che altre persone sentono o l’abilità di risolvere i problemi. Senza dubbio quel talento deve avere una parte importante nella realizzazione di ciò per cui siete venuti sulla terra, proprio come la capacità psichica fece per quel bambino di sei anni.
Una chiave al vostro successo nella crescita dell’ anima in questa vita può essere la stessa come per lui: riconoscere le storture o gli usi erronei potenziali di quel talento. Non è necessario ricordare delle vite passate specifiche. Tutto ciò che dobbiamo fare è sviluppare la sensibilità per gli schemi della nostra anima, per vedere i piccoli strappi o tentazioni che attraversano il nostro sentiero ogniqualvolta che cominciamo ad usare quel talento. Cayce non aveva l’intenzione di non farci usare i nostri doni speciali spaventandoci (o quel ragazzino). Voleva soltanto che tenessimo a mente come ogni destrezza o talento possa essere una spada a doppio taglio.
Il Reading
Questo reading psichico, 4087-1, fu dato da Edgar Cayce per un bambino di sei anni, su richiesta del padre del bambino, a Virginia Beach, Virginia, il 15 aprile 1944. La conduttrice fu Gertrude Cayce.
1. Gertrude Cayce: Darete le relazioni fra questa entità e l’ universo e le forze universali; dando le condizioni che formano la personalità, latente e manifesta nella vita attuale; inoltre le apparizioni precedenti sul piano terreno, fornendo tempo, luogo e nome e in ogni vita ciò che costruì o rallentò lo sviluppo dell’entità; dando le capacità dell’entità presente, ciò che può raggiungere, e come. Risponderete alle domande come le chiederò:
2. Edgar Cayce: Sì, abbiamo qui le memorie di quell’entità ora nota come o chiamata [4087].
3. Come troviamo, ci sono delle grandi possibilità, ma ci sono anche grandi problemi da affrontare nell’educazione e nella guida per questa entità attraverso gli anni formativi.
4. Perché, come troviamo, questa entità è stata più di una volta fra coloro che erano dotati di ciò che a volte viene chiamato la seconda vista, o la super-attività del terzo occhio. Ogni volta che si apre quindi il centro lyden (Leydig) e le forze kundalini (si muovono) lungo il (centro) pineale, troviamo che ci sono delle visioni di cose che devono venire, di cose che stanno accadendo.
5. Ma nell’uso di queste cose attraverso alcune esperienze, come troveremo, l’entità sta affrontando se stessa nel presente. Perché l’entità fu il profeta che avvertì Jereboam. Leggetelo! Vedrete perché egli non deve ascoltare affatto coloro che possono consigliarlo per quanto riguarda la maniera in cui deve usare le capacità che sono state e sono una parte dell’esperienza dell’entità; bensì confidare in Colui che è la via.
6. Non allontanatevi dalla chiesa! Continuate ad essere attivi nella chiesa, affinché ci possa essere la sicurezza nel sé che ha a che fare o che deve trattare con l’uso soltanto di tale introspezione, tale visione, per la gloria del Padre come manifestata nel Figlio.
7. Non usate questa (introspezione ecc.) per gratificare, soddisfare né incoraggiare l’entità ad usarla. Invece educate l’entità nell’uso dello scopo divino, del desiderio divino. Perché se lo scopo e il desiderio sono giusti possiamo trovare che l’entità può - come nell’esperienza prima di questa - usare le attività per il beneficio del suo prossimo.
8. Perché nell’uso del potere che è stato parte della coscienza dell’entità può venire aiuto per molti.
9. Perché nell’esperienza prima di questa l’entità ha tentato di comprarlo (l’uso del potere) da Pietro. Perciò quella tendenza, quella realizzazione che il cattivo uso dello stesso può portare forze distruttive nell’esperienza.
10. Dato che in quell’esperienza l’entità era stata avvertita, quando chiese : “Pregate che mi venga concesso il perdono per il pensiero che tale cosa possa essere acquistata,” fu perdonata. Perché come era indicato, “Quello che legherai sulla terra sarà legato in cielo, quello che slegherai sulla terra sarà slegato in cielo.” Là troviamo che l’entità, in tutta quell’esperienza, usò la capacità concessa per una comprensione maggiore, un’interpretazione maggiore. Perché tutto ciò che un individuo può sapere di Dio è già dentro di lui. E’ nell’applicazione e nella pratica di ciò che ha in sé, nei suoi rapporti con i suoi desideri, le sue speranze, le sue paure e con il suo prossimo. Perché come seminate, così dovete raccogliere.
11. Prima di quello l’entità era il profeta di Giuda che fu inviato da Jereboam per avvertirlo e che causò l’avvizzimento della mano e anche la guarigione della stessa; ma si voltò da parte quando venne confrontato con ciò in cui la mente disse “un modo più eccellente.”
12. Non ci sono scorciatoie. Quello che Dio ha comandato è vero. Perché la legge del Signore è perfetta e converte l’ anima.
13. Qui i genitori hanno un dovere reale, molto reale. Hanno un’opportunità reale, molto reale. Vivete in modo che la vostra stessa vita possa essere un esempio per questa entità nei suoi anni formativi. Insegnate in quel modo, e non fatelo fare da qualcun altro - insegnate in quel modo, perché è la vostra responsabilità, non quella del prete, non dell’insegnante, non la responsabilità di un ministro del culto, ma la vostra. Non rimandatelo. Non trascuratelo, o altrimenti affronterete il sé nuovamente.
14. Nell’educazione cominciate dapprima con voi stessi, come con l’entità [4087]. Giuseppe egli dovrebbe essere chiamato. Cominciate l’educazione con quello indicato in Esodo 19:5 - “Se ascolterai la voce, Egli ha un lavoro speciale, una missione speciale per te - ma tu devi ascoltare la voce dentro di te, affinché tu presenti il tuo corpo come un sacrificio vivente, sacro e accettabile per Lui, il che è un servizio ragionevole.” Perché coloro che sono stati chiamati, che sono stati predestinati per essere messaggeri hanno una responsabilità maggiore; non come un santo - perché c’è più gioia in cielo per un peccatore che per novantanove che sono dei cosiddetti santi, o coloro che sono soddisfatti con quello che fanno.
15. Quindi studiate ciò che è stato interpretato nella Lettera ai Romani. Troverete che non è di qualche altra parte, qualcosa di inaspettato, non da oltremare, non da davanti all’altare. Perché il tuo corpo è davvero il tempio e là egli può trovare davvero il suo Creatore. Là può davvero incontrare se stesso. Là può davvero aprire la porta della propria coscienza, così che il Maestro possa camminare e parlare con lui.
16. Non scoraggiate, non incoraggiate le visioni - fino a quando le prime lezioni saranno imparate.
17. Poi ci sarà la necessità che voi, nonché altri, diate retta agli avvertimenti per dare i quali questa entità può essere stata mandata.
18. Abbiamo terminato per ora.
Fonte:

Paolo e la Gnosi

 

Il Giornale OnlinePossiamo considerare Paolo di Tarso un personaggio realmente esistito? In assenza di reperti archeologici (come epigrafi o busti) o testimonianze di autori extra-cristiani che si riferiscano direttamente alla vita e all'operato di Paolo, la sua esistenza storica è meramente ipotetica. Sul cosiddetto apostolo dei Gentili, sono pullulate le congetture più disparate: tralasciando quegli studiosi che lo considerano una costruzione ideologica, ricorderemo che qualcuno lo ha identificato con Apollonio di Tiana (in effetti, la regione di provenienza ed i viaggi del Cristo pagano ricordano da vicino il milieu culturale e gli itinerari di Paolo), altri con un falso discepolo di Gesù, altri con l'Uomo di menzogna, altri con un provocatore alle dipendenze dei Romani, altri con il vero fondatore del Cristianesimo etc.
Secondo la tradizione nel 38 d.C. circa, sulla via verso Damasco, visse un'esperienza straordinaria (Atti 9, 4) che intese come apparizione del Cristo risorto. Questa esperienza lo condusse ad avvicinarsi alla comunità impropriamente definita giudeo-cristiana, ma subito occorre chiarire che la conversione sulla strada di Damasco è un non-senso, se si pensa alla città della Siria: infatti Damasco è il nome esoterico della comunità qumranita. Ciò dà la misura di un contatto con il magistero degli Esseni (o chi per loro), stranamente assenti nei Vangeli canonici.

Dopo aver assodato che Paolo o non esistette o non fu il personaggio dipinto in modo agiografico negli Atti, il rischio è quello di ignorare il corpus delle lettere a lui attribuite (di alcune è esclusa la sua paternità, anche per opera di biblisti cattolici ed evangelici), disdegnando le epistole come anticaglie catechistiche. A mio parere, le lettere attribuite al Tarsiota sono un mélange al cui nucleo originario sapienziale di matrice gnostica, si agglutinarono poi dottrine eterogenee di ascendenza ebraica ed ellenistica, con spiccati tratti soteriologici. Lo stesso bigottissimo Ernesto Buonaiuti ammette che Paolo deve essere considerato il primo gnostico, salvo poi erigere un muro invalicabile tra Paolo e le multiformi correnti gnostiche, diffamate in modo indiscriminato.
Indubbiamente l'autore che scrisse: "Nessuno degli Arconti di questo mondo ha potuto conoscere la nostra Sapienza: se l'avessero conosciuta non avrebbero crocifisso il Signore della gloria (I Corinzi 2: 8) nonché: "La nostra lotta non è contro la carne ed il sangue, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori (Arconti) di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti del male sparsi nell’aria" (Efesini 6. 12 ) fu uomo che concepì una battaglia cosmica e metafisica tra la Luce e le Tenebre.
Inoltre, benché Paolo sia estraneo alle concezioni filosofiche imperniate sulla contrapposizione di anima e corpo, quando menziona il "corpo glorioso" sembra evocare un soma purificato dalle scorie terrene ed arcontiche. Non coincide forse con l' anima, ma le somiglia non poco. D'altronde la resurrezione della carne non può essere intesa in modo letterale e grossolano, ma come il dono di un corpo incorruttibile e "sottile". Il Nostro non considera la condizione dell'uomo dopo la morte, come in generale non era considerata nell'Ebraismo, ma vive in un'attesa apocalittica comune ad altre comunità del I sec. d.C: si pensi agli Ebioniti.
La dottrina del "corpo glorioso" non sembra accordarsi del tutto a quanto è affermato nella Prima lettera ai Tessalonicesi 4, 15-7, dove si legge: "Vi diciamo questo nella parola del Signore, che noi i viventi, i rimasti sino alla venuta del Signore, non precederemo coloro che si sono addormentati: il Signore stesso, con grido, voce di Arcangelo e tromba di Dio, scenderà dal cielo e prima risorgeranno i morti in Cristo, poi i viventi, i rimasti verremo rapiti insieme con loro, nelle nubi, ad incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore".
In questo passo, la risurrezione dei morti (credenza di origine persiana poi permeata in alcune sette ebraiche, quindi mutuata da Cristianesimo ed Islam) non è definita nei termini riferibili ad una rigenerazione del soma.
Quello che più interessa, nell'ambito di queste frammentarie note, è cercare di comprendere in che cosa consista la salvezza per gli uomini: Paolo la affida a Cristo, impegnato in una missione salvifica: "Con Cristo, Dio Padre ha dato la vita anche a voi, perdonando tutti i peccati, annullando il documento scritto del nostro debito le cui condizioni erano sfavorevoli. Cristo ha eliminato il debito, inchiodandolo alla croce, avendo privato della loro forza gli Arconti." (Lettera ai Colossesi). Qui è palese che l'autore non pensa al Gesù storico, ma ad un Essere la cui azione è metastorica. La stessa croce è il legno di un supplizio reale o piuttosto il sacrificio della discesa nella materia per redimerla?
Immaginoso ed oscuro l'estensore delle Lettere non costruisce una teologia ed una soteriologia unitarie, a causa del carattere eteroclito delle fonti cui attinse, ma soprattutto poiché il corpus delle epistole, stratificato e complesso, è una commistione feconda, ma non scevra di contraddizioni, una polifonia in cui talora qualche voce stona. Uno dei temi ricorrenti è l'avversione per la Legge: in questo rifiuto si può individuare la contrapposizione con la cosiddetta Chiesa di Gerusalemme, guidata da Giacomo, il fratello del Signore, ma forse pure un malcelato desiderio di recidere i legami tra la nascente chiesa paolina ed il Giudaismo: un atteggiamento assimilabile a quello delle confraternite cristiane che vedevano in YHWH il Demiurgo?
Gnostica è comunque la ripugnanza per il mondo e un pur non estremo dualismo che, se da un punto di vista etico, è condivisibile, forse concorre a nutrire le stesse forze oscure, con l'ostinazione a combatterle. Se, infatti, almeno in una certa misura, tali entità malefiche sono egregore, non è poi così lontano dal vero Antonio Bonifacio, quando osserva: "Più Paolo si impegnava in questa contrapposizione (contro gli Arconti n.d.r.), più ne alimentava le risorse, in quanto tutte le compagini demoniache che egli menzionava, traevano la propria stessa forza dalla volontà di Paolo di distruggerle, lottando contro di loro".
Zret

tratto da : Altro Giornale

Che cos'è la Tfilà (Preghiera) nella Kabbalah?

 

07art_pr Nella Kabbalah, la preghiera è diretta espressione delle emozioni divine che albergano nel cuore dell'uomo... e rappresenta una misura del suo rapporto con il Creatore stesso.
Tfilà vuol dire il rapporto verso il Creatore. E' ciò che in questo momento l’uomo sente verso la Forza Superiore che lo conduce. L’uomo, volente o nolente, si rapporta sempre al Creatore dal punto più interiore del cuore. Anche se non crede all’esistenza del Creatore, e non Lo percepisce, il cuore di ogni creatura riceve i riempimenti che sente esclusivamente dalla sorgente. Il che equivale a dire, che l’uomo sente sempre il Creatore.
Perché il rapporto verso il Creatore si chiama Tfilà?
Tutte le emozioni che l’uomo sente nel cuore, sorgono dal Creatore, e perciò la sensazione che egli ha nel cuore non viene considerata una preghiera. La Tfilà è l’appello dell’uomo al Creatore, e infatti la parola ebraica “Tfilà” viene dalla radice “palal” che significa “incolparsi”, cioè giudicare me stesso rispetto al tipo di connessione che ho con la sorgente delle mie sensazioni - il Creatore. E dato che l’origine delle sensazioni dell’uomo è il "Buono e benefattore" (Tov umeitiv), ecco che nella preghiera l’uomo esprimerà la differenza tra la propria sensazione e il "Buono e benefattore". Così l’uomo scopre quanto è guasto il suo cuore. La preghiera è la percezione della differenza tra l’uomo e il Creatore.

In altre parole, se l’uomo misurasse la differenza tra ciò che il Creatore influenza nel cuore, e ciò che il cuore sente, e come poi egli reagisca, (l'uomo) si accorgerebbe quanto è degradato. Poiché se l’uomo fosse corretto al cento per cento, percepirebbe il "Buono e benefattore" al cento per cento. E più la sua sensazione sarà opposta a ciò, più testimonierà la misura della sua degradazione.
E non è solo su questo che ciò testimonia, ma anche sulla posizione dell’uomo. Dal momento che il Creatore "Buono e benefattore" dona all’uomo in tutti i 620 canali, l’uomo sa in quali dei canali percepisce di più o di meno, e in quali sente bene o male.
Se l'uomo ha un quadro generale dell' anima, vede e percepisce tutto. A ogni gradino egli sa dove si trovi e quale sia il quadro dello stato finale, che gli mostra la differenza tra il suo stato corretto e il suo stato attuale.
Tutte le cose sulla cui base l'uomo giudica il suo rapporto verso il Creatore - il loro completo insieme si chiama "Tfilà - Preghiera".
La Tfilà erompe dal cuore dell'uomo come conseguenza delle sue sensazioni. La Tfilà deve erompere dalla profondità del cuore prima ancora che l’uomo cominci a controllare con la mente la sensazione del cuore - prima ancora che egli cominci a comprenderla e a pensarvi.
E' la sensazione latente nel cuore, prima ancora che l’uomo provi a controllarla, che si chiama "Tfilà".
Ma se la preghiera anticipa il controllo dell’uomo, come mai all’uomo è stato detto di pregare, di raggiungere lo stato di "Tfilà", come se la preghiera dipendesse dai suoi sforzi o dalla sua libera scelta?
La risposta è che l’uomo deve raggiungere il desiderio che si chiama Tfilà tramite vari tipi di azioni e mezzi che conducono al desiderio giusto. La preghiera è il riassunto, è il risultato, oramai esistente, delle preparazioni che l'uomo ha svolto. E allora, ogni volta che prega, quando sente nel cuore una certa relazione con il Creatore, allora la sua preghiera al Creatore è sempre nuova.
Quali elementi della preghiera possono essere sotto il controllo dell'uomo?
E' scritto: “Iagati umatzati” (Faticavo e avevo trovato). Lo sforzo è sotto il controllo dell’uomo, mentre il risultato non lo è. Come mai? Perché noi svolgiamo il lavoro sulla nostra anima anche quando non ne conosciamo la struttura e le vie di sviluppo. L’uomo deve solamente fare del suo meglio e sforzarsi, dedicandosi sia in quantità che in qualità rispetto allo sforzo; e non preoccupandosi dei risultati, della strada e delle situazioni che dovrebbe attraversare, né del ritmo del suo progresso e né della sua forma finale.
Poiché non solo l’uomo non può conoscere la propria forma finale, ma anche ad ogni innalzamento in uno stato nuovo, egli non sa dove finirà. Questo avviene perché all’uomo si rivela ogni volta una parte nuova della propria anima, che prima invece gli era nascosta. Perciò, nell’elevazione spirituale lo sforzo deve essere diretto oltre la ragione, cioè all’opposto della nostra ragione nel suo stato attuale - all’opposto di ciò che pensiamo e comprendiamo.
Che cos’é la "Tfilà totale"?
L'uomo arriva allo stato di "Tfilà totale", se il suo cuore è in assoluto accordo con il Creatore, e allora tra lui e il Creatore non c'è alcuna cosa che degradi la percezione del "Buono e benefattore". Ne consegue, che la sua preghiera sarà identica a quella scritta nel "Sidur" (il libro delle preghiere), o con ciò che è scritto nella parte dodicesima dello "Studio dei Dieci Sfirot".
Fonte:
Dal libro "Discorsi sui gradini della Scala", Volume A
Discorso sull'articolo "Che significa la metà dello Shekel nel Lavoro?"
Approfondimenti:
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Inventori di Malattie - Anteprima

Il servizio mette in evidenza come l'industria farmaceutica finanziarizzata sia oggi in qualche modo costretta ad ingigantire, spesso con attente strategie di marketing della paura, nuove malattie pur di assicurare un rendimento crescente delle proprie azioni. I danni a carico della collettività mondiale e della sua salute sono incredibilmente evidenti. In America più di 5 milioni di bambini vengono trattati con psicofarmaci, semplicemente perché "troppo" vivaci.

Piana di Giza: scoperte gallerie sotterranee sotto le piramidi?

 

Come si muove un gruppo archeologico “tutto di egiziani” per trovare le risposte speriamo che rivelino ciò che è davvero lì.
L’egittologo leader in Egitto, il dottor Zahi Hawass, ha rivelato che un gruppo di scavo sotto la sua direzione sta indagando una tomba antica, che è stata al centro delle dichiarazioni di una presunta scoperta di un mondo sotterraneo sotto le Piramidi di Giza.
Questo è un annuncio sorprendente per diversi motivi, non ultimo che il “presunto” sistema di grotte è già stato esplorato e fotografato dallo scrittore ed esploratore britannico Andrew Collins.
Nel mese di agosto 2008, Collins ha annunciato di aver riscoperto l’ingresso ad un sistema di grotte inesplorate, e vi è entrato attraverso una tomba misteriosa diverse centinaia di metri ad ovest della Grande Piramide. Forse era il modo in cui Collins aveva scoperto la grotta, che ha causato la polemica. Molte osservazioni sono state effettuate sulle tre piramidi della piana di Giza, che appaiono leggermente disallineate. Non sono su una linea retta. Essendo ammirati dalla precisione matematica degli antichi egiziani, i ricercatori si sono chiesti il perché. Così, quando nel 1993 Robert Bauval e Adrian Gilbert nel loro libro best-seller “Il Mistero d’Orione” hanno identificato le tre stelle della cintura d’Orione, come corrispondenti alle posizioni delle Piramidi di Giza, la teoria è stata accolta con cauto entusiasmo. Non tutti erano convinti da tale teoria.

L’allineamento non era “perfetto”, ma era abbastanza vicino per molti egittologi. Ma non per Andrew Collins.
Collins ha scoperto un altro gruppo di stelle nella costellazione del Cigno, che ha trovato corrispondere con la stessa perfezione che era il marchio di fabbrica degli Egizi. Sovrapponendo le stelle del Cigno alle tre piramidi poteva vedere che una stella, Deneb, non era allineata. Ci doveva essere qualcosa – una piramide o tempio – ma non c’era niente. Forse il tempo l’ha distrutto? Forse è stato sepolto? O forse era un segno che qualcosa era sotto l’altopiano, in attesa d’essere scoperto.
Collins poi ha trovato indizi lasciati nelle memorie di due secoli fa, dal diplomatico ed esploratore britannico Henry Salt. Salt ha scritto che, nel 1817, lui e l’esploratore italiano Giovanni Caviglia aveva indagato le “catacombe” di Giza per una distanza di “parecchie centinaia di metri” prima di entrare in una “grande” camera. Questa camera era collegata a tre altre di uguali dimensioni, da cui partivano vari passaggi labirintici, uno dei quali in seguito esplorato dall’italiano per una distanza di “altri cento metri”.
Collins ha deciso di cercare queste grotte nella zona in cui la stella indicata del Cigno sarebbe stata allineata, in relazione alle tre piramidi. Ha scoperto una serie di catacombe, come Henry Salt aveva descritto, ma nessun segno di grotte. Poi, mentre stava per lasciare il sito, ha notato una rottura nel muro di una catacomba, che alla fine ha rivelato l’ingresso alla rete d’un enorme complesso di grotte.
Eccitato da questa scoperta grandiosa, Collins è andato immediatamente ad informare le autorità egiziane e si attendeva che anch’esse fossero emozionate come lui. Sbagliato!
Perché Cigno X-1 è insolita
A diverse migliaia di anni luce di distanza, vicino al “cuore” del Cigno, due stelle sono bloccate in un abbraccio gravitazionale. Una stella è una supergigante blu, nota come HDE 226868. Ha circa 30 volte la massa del Sole ed è 400.000 volte più luminosa. L’altra stella è da 5 a 10 volte la massa del Sole, ma è estremamente piccola. L’oggetto deve essere il nucleo collassato di una stella. La sua massa è troppo grande per essere una nana bianca o una stella di neutroni, però, quindi deve essere un buco nero – il cadavere di una stella che una volta che somigliava alla supergigante.
Il sistema è denominato Cygnus X-1, a indicare che è stata la prima fonte di raggi X, scoperti nella costellazione del Cigno. Scoperto dal satellite a raggi X Uhuru nei primi anni 1970, è stato anche uno dei primi sospetti di buchi neri.
I raggi X provengono da un disco di gas che forma una spirale dentro il buco nero. Poiché le due stelle orbitano una intorno all’altra una volta ogni 5,6 giorni, l’attrazione gravitazionale del buco nero fa sì che il supergigante blu presenti un “rigonfiamento” verso di esso. Di profilo, la supergigante somiglierebbe ad un uovo, con la piccola estremità rivolta al buco nero. Ma quest’uovo non ha un bordo liscio.
Invece, i flussi di gas caldo corrono dalla stella verso il buco nero. Il gas forma un ampio disco di accrescimento che circonda il buco nero. L’attrito riscalda il gas a un miliardo di gradi o più, facendogli emettere un torrente di raggi X – abbastanza per friggere qualsiasi cosa che vive all’intorno, nel raggio di milioni di miglia.
Ma la luce a raggi-X non è costante. Lampeggia e fornisce la prova che identifica il membro scuro della stella binaria come un buco nero. Il gas entra dal bordo esterno del disco di accrescimento poi si muove in spirali più vicino alla stella. Se il centro del disco contenesse una stella normale, o anche una stella di neutroni superdensa, il disco risulterebbe più caldo e luminoso fino in fondo al suo centro, con i brillanti raggi X provenienti dal centro. Invece,il bagliore dei raggi X taglia ben al di fuori del centro del disco.
Osservazioni con telescopio spaziale Hubble mostrano che la regione centrale produce occasionalmente macchie di interruzione di gas intorno al bordo interno del disco e alla spirale nel buco nero.
Queste macchie sono accelerate a una frazione significativa della velocità della luce, in modo che girano intorno al buco nero centinaia di volte al secondo. Questo genera lo “sfarfallio” dei raggi X. Se le macchie del gas fossero in orbita intorno ad un oggetto più grande, non si sarebbero mosse tanto in fretta, quindi la loro rivoluzione ad alta velocità è una prova indiziaria che identifica il compagno scuro come un buco nero.
Il forte campo gravitazionale del buco nero “re-incanala” l’ energia emessa da questo gas a lunghezze d’onda più lunghe e più a lungo. Alla fine, mentre il gas si avvicina l’orizzonte degli eventi, le modifiche diventano così grandi che il materiale scompare dalla vista – poco prima di formare le spirali nel buco nero.
Le autorità egiziane cercano di nascondere la scoperta della grotta
Secondo Collins,
“Il dottor Hawass [Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità per l' Egitto] effettivamente negò l’esistenza delle grotte. Lo ha fatto pubblicamente. Perché ha fatto questo è una questione dibattuta.
La spiegazione più semplice è che le indagini preliminari che hanno fatto seguito alla nostra visita per informarlo della scoperta di questa grotta, nel mese di aprile 2008, hanno fatto sì che i suoi, andati nella tomba, abbiano trascurato l’ingresso, come avevamo fatto anche noi inizialmente. “
Quindici mesi dopo, piegandosi alla ricerca effettuata da parte della stampa e degli studiosi egiziani, il dottor Hawass ha confermato di aver ordinato una squadra di ricercatori tutti egiziani, per esplorare la tomba al centro della controversia”. Polemiche? Come potrebbe una scoperta di una tale portata suscitare controversie?
“Stiamo cercando di comprendere questo complesso, ed è una catacomba del tardo periodo, come molte altre in tutto l’ Egitto”, ha dichiarato questa settimana.
“Non c’è alcun mistero su di essa, e non vi è alcuna connessione con argomenti esoterici. Pubblicheremo i nostri risultati, come parte della nostra normale attività”.
Pur plaudendo al nuovo interesse dottor Hawass sul sito, Collins rimane scettico riguardo ai suoi motivi. “Sapevamo che nel mese d’agosto aveva iniziato a vuotare la tomba”, ha detto. “Gli scavi cominciarono quasi subito dopo che la notizia della scoperta della grotta è stata diffusa da Internet.”
Collins non è neppure convinto dalla spiegazione fornita da Hawass di ciò che egli chiama la catacomba”. “Usa ora il termine ’sistema’ per suggerire che ha trovato ed è entrato nella grotta, della quale in precedenza aveva negato persino l’esistenza?” Chiede.
“Io e i miei colleghi abbiamo esaminato le prove fotografiche delle catacombe dinastiche in tutto l’ Egitto, e tutte sembrano essere state scolpite da mani umane”. – Hawass
Ma le foto non mentono. Collins ha detto: “Quelle di Giza sono naturali, e penetrano in profondità nella roccia per molte centinaia di metri, forse seguendo il corso delle locali faglie geologiche.”
Anche se il dottor Hawass suggerisce che non ci sia alcun mistero che circonda la “catacomba”, Collins sospetta che le grotte si estendano al di sotto della seconda piramide, dove la tradizione antica mette la leggendaria tomba di Hermes, leggendario fondatore dell’ Egitto. Ciò è importante perché Hermes è conosciuto come colui che condusse la Grande Sapienza e Collins sospetta che le camere potrebbe rivelare qualcosa lasciato da Hermes – qualcosa come la mitica Sala delle Memorie.
La Sala delle Memorie – come profetizzato da Edgar Cayce?
Secondo il leggendario veggente psichico, Edgar Cayce, le piramidi sono state costruite da una civiltà antica che aveva le sue origini in Atlantide. Questa grande civiltà esisteva da qualche parte verso il 10000 – 11000 a.C. e fu responsabile della costruzione della Grande Piramide, e conservò la storia del genere umano perduto in un locale chiamato “La Sala delle Memorie”.
“Le memorie sono una … [Esse contengono]” … una storia di Atlantide dalle origini di quei periodi in cui lo spirito ha preso forma e ha iniziato a stabilirsi in quella terra”. – Cayce
Le memorie si estendono attraverso le distruzioni prima di quella civiltà antica, l’esodo di Atlantide verso altre terre, e la distruzione finale di Atlantide. Esse contengono una descrizione della costruzione della Grande Piramide, così come una profezia di “chi, cosa, dove, sarebbe venuto [a fare] l’apertura delle memorie”.
Collins ha detto:
“Questo non è mai stato trovato. Quindi, forse, è ancora lì, in attesa di scoperta, da qualche parte vicino a dove Salt e Caviglia sono arrivati, quasi 200 anni fa”.
“Io credo che le grotte dove siamo entrati facciano parte di un più vasto complesso che si estende proprio sotto l’intera piana di Giza”.
Collins spiega che le grotte sono naturali e assomigliano ai buchi del formaggio svizzero. Egli ritiene che si siano formate molto tempo prima che le piramidi fossero costruite e suggerisce che potrebbero essere la ragione per cui le piramidi sono state costruite su questo sito. Le prime civiltà credevano che una parte del processo di morte coinvolgesse l’attraversamento del cosiddetto “Mondo sotterraneo” e queste grotte avrebbero potuto essere considerate come l’ingresso a questo mondo sotterraneo. Ci sono prove di attività umane nelle parti più profonde delle grotte.
Secondo Collins, “Le immagini satellitari tenderebbero a suggerire che le grotte … arrivino fino alla seconda piramide”. Un po’ ad ovest di qui gli archeologi hanno trovato una collezione di mummie di uccelli. Dal momento che la costellazione del Cigno è storicamente rappresentata come un uccello, un cigno in particolare, si è teorizzato che i fedeli depositassero volatili mummificati come offerta associata a questa configurazione stellare o forse per Socar, il dio dalla figura d’uccello che era il signore degli inferi. Dall’ingresso delle grotte sembra che si possa viaggiare verso la seconda piramide e direttamente sotto il punto in cui la stella del Cigno, Deneb, sarebbe in linea con le tre piramidi e le ali del Cigno. È in questo punto, che troveremo la famosa “Sala delle Memorie”? E’ volontà del governo egiziano consentire al mondo di sapere che cosa è davvero lì? Perché devono essere così gelosi del segreto?
Articolo originale (in inglese)
Fonte che per prima in Italia ha tradotto la notizia
Fonte:
Vedi:

Saggezza indiana

Gratitudine sia alla Madre Terra, che naviga attraverso
notte e giorno e al suo terreno:
ricco, dolce, e raro
che nella nostra mente sia così.
Gratitudine alle Piante, la foglia che guarda nel sole e trasforma
la luce e i peli esili delle radici; salde e ferme al vento e allacqua;
la loro danza è dentro la spirale, nella grana che scorre
Gratitudine allAria, portatrice del volo del Rondone e del tacito
Gufo allaurora. Respiro della nostra canzone
brezza di spirito chiaro
Gratitudine agli Esseri selvatici, nostri fratelli, maestri
che ci insegnano i segreti, le libertà, le vie; che fanno parte a noi
del loro latte; in sé compiuti, coraggiosi e vigili

Gratitudine allAcqua, nuvole, laghi, fiumi e ghiacciai;
trattenuta o fluente; che in tutti i nostri corpi fa trascorrere
mari che sanno di sale
Gratitudine al Sole, che acceca, che palpita luce attraverso
i tronchi degli alberi, attraverso foschie, scaldando le caverne
dove dormono orsi e serpenti colui che ci sveglia
Gratitudine sia allImmenso Cielo
che contiene miliardi di stelle e va ancora al di là
di là da qualsiasi potere e pensiero
eppure è dentro di noi
nostro Avo lo Spazio
La Mente è sua Moglie.

filmato creato da: HIDRA2009

La pace comincia da noi

 

7ky Di Marcella Danon
Intervista a Anthony Strano, da 28 anni insegnante dell’Università Spirituale Brahma Kumaris e coordinatore nazionale in Grecia delle sue attività per diffondere un messaggio educativo e spirituale nel mondo.
Di che cosa l’umanità ha più bisogno in questo momento?
Di capire e condividere il significato della pace. La pace è qualcosa di cui abbiamo tutti bisogno, personalmente e globalmente. La pace è trovare stabilità e armonia dentro noi stessi.
Come possiamo sviluppare la pace?

La prima cosa di cui abbiamo bisogno è il silenzio, perché il silenzio guarisce l’ anima. Quando compriamo un’automobile abbiamo bisogno di un’auto che si muova da un posto all’altro, ma se non avesse i freni non l’acquisteremmo mai, ci sarebbero molte collisioni. E’ lo stesso nella vita: la vita è per l’azione, per l’espressione, per raggiungere il proprio scopo; ma quando entriamo in contatto con gli altri e con le diverse situazioni, dobbiamo imparare a fermarci e a fare silenzio, o ci saranno collisioni. E collisioni ci sono, ogni qual volta giudichiamo, ci lamentiamo, esprimiamo pregiudizi. Per evitarle abbiamo bisogno di creare uno spazio interno di silenzio in cui poter osservare e mettere a freno il pensiero, in cui sviluppare il discernimento e contattare i nostri valori originali. Il silenzio crea pace, pulizia interiore, stabilità e armonia.
Come ci può essere pace e armonia anche con gli altri?
Abbiamo bisogno di due qualità fondamentali, l’amore e il rispetto. E’ un discorso lungo… ci sono film, libri, canzoni che parlano di amore, tutti parlano di amore, ma non è dell’amore alla Hollywood che stiamo parlando, ma di un amore molto più profondo, spirituale, che viene dall’ anima, che non chiede e che non pone condizioni.
Rispetto, invece, è accettare gli altri come sono veramente e non come vorremmo che fossero. Rispetto è pace, è tolleranza. Quando diventiamo capaci di andare oltre alle motivazioni egoistiche, allora può esserci pace e armonia con gli altri.
Tutti vogliamo la felicità… come possiamo raggiungerla?
Per essere felice devo prima imparare a essere contento. Se non so essere contento con le piccole cose della vita – con un sorriso, un augurio – se non sono capace di apprezzare le persone e le cose che ho accanto, non può esserci felicità.
L’umanità è ancora in cammino per sviluppare questi valori. E’ ottimista?
Sono ottimista a livello individuale. Saranno poi gli individui a influenzare il collettivo. Sono sicuro che già si sta creando “un ponte“; forse ancora non si vede… ma sono profondamente convinto che il destino dell’umanità non sia la violenza, ma la pace e l’armonia.
Quale è il contributo di Brahma Kumaris a questo processo di crescita?
Brama Kumaris è una organizzazione non governativa che collabora con l’Unicef e le Nazioni Unite, e si occupa soprattutto di educazione. Mette a disposizione delle persone strumenti per diventare consapevoli di sé, per sviluppare la responsabilità sull’uso delle proprie capacità, pensieri, parole e azioni. Insegna che i risultati della pace sono nell’azione.
C’è qualcosa cosa che ognuno di noi può fare per favorire questo destino?
Sì, a cominciare dalla propria vita! Nulla è più potente dell’esempio. Possiamo dire molte cose, ma quando il nostro atteggiamento verso gli altri cambia davvero, il messaggio che così diffondiamo diventa molto efficace.


Tratto da: La Mente mente

Sii ciò che vuoi Essere nel Quì ed Ora.

"E il gabbiano Jonathan visse il resto dei suoi giorni esule e solo. Volò oltre le Scogliere Remote, ben oltre. Il suo maggior dolore non era la solitudine, era che gli altri gabbiani si rifiutassero di credere e aspirare alla gloria del volo. Si rifiutavano di aprire gli occhi per vedere."


Il gabbiano Jonathan Livingstone, Richard Bach.

SCOPERTA NEL MEDITERRANEO UNA CITTA' SOMMERSA

 

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I resti di una città romana sono stati ritrovati nelle acque libiche, lungo la costa orientale della Cirenaica. Il ritrovamento, identificabile tra le città di Derna e Bomba, è stata effettuato da un equipe di tecnici e archeologici italiani della Regione Sicilia e dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, guidati dal sovrintendente Sebastiano Tusa, durante gli studi del progetto ArCoLibia (Archeologia Costiera della Libia), che va avanti da alcuni anni e che ha già portato ad alcune importanti scoperte come la nave veneziana Tigre naufragata presso il capo Ras al-Hilal.
Gli archeologi italiani avevano già individuato alcuni resti di strutture murarie sepolte tra le dune sabbiose delle spiagge di Capo di Ras Etteen. Edifici, strade, tombe ed alcune per la macerazione di molluschi tipici delle coste del mar Mediterraneo, dai quali si otteneva la porpora, un pigmento pregiato che nel mondo classico simbolo di lusso e legato al potere civile e religioso, riservata ad imperatori, senatori e sacerdoti.

Si suppone che la città, il cui nome non è ancora stato accertato, subì gli effetti catastrofici di uno tsunami causato da uno dei più forti terremoti del mondo antico che colpì il 21 luglio del 365 d.C. l'intero Mediterraneo, devastando o sommergendo grandi città del mondo antico. Molte delle vasche, infatti, risultano ancora chiuse in attesa della macerazione dei molluschi e molte mura risultano spostate di qualche metro dalla loro posizione originaria.
La città doveva essere un punto strategico, una tappa necessaria per le rotte di navigazioni costiere, ma anche per quelle che collegavano la Greta con l’Africa.
Quello che colpisce è l’impianto urbanistico perfettamente regolamentato con grandi edifici a pianta rettangolare collegati tra loro da strade distribuite secondo criteri rigorosi.
Fonte:

Fuori dalla tua testa: lasciando il corpo indietro

 

di Anil Ananthaswamy
Il ragazzo si svegliò avvertendo un senso di vertigine. Si alzò e girò intorno, vedendo se stesso giacere nel letto. Urlò al suo corpo addormentato, lo scosse, e ci saltò sopra. Successivamente la cosa che capì fu di giacere giù, ma vedendo ora se stesso vicino al letto e scuotere il proprio corpo addormentato. Preso dalla paura saltò fuori dalla finestra. La sua stanza era al terzo piano. Si ritrovò gravemente ferito.
Quello che questo ventunenne aveva appena sperimentato era un’esperienza fuori dal corpo, uno dei più particolari stati di coscienza. Fu probabilmente innescata dalla sua epilessia (Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry, vol 57, p 838 ). “Non voleva suicidarsi,” disse Peter Brugger, il neurospicologo del giovane alla University Hospital Zurich in Svizzera.”E’ saltato per trovare un incontro fra corpo e sè stesso. Deve aver avuto un attacco.”

Nei quindici anni da quel drammatico incidente, Brigger ed altri hanno fatto progressi nel capire le esperienze fuori dal corpo.
Hanno ristretto le cause del malfunzionamento a specifiche aree del cervello e ora stanno lavorando a come queste conducano alla quasi sovrannaturale esperienza di lasciare il proprio corpo e osservarlo da lontano. Stanno inoltre usando l’esperienza fuori dal corpo per affrontare un problema di vecchia data: come noi creiamo e manteniamo il senso del sé.
Rese in drammi di grande effetto da autori quali Dostoevsky, Wilde, de Maupassant e Poe – alcuni tratti da conoscenza personale – le esperienze fuori dal corpo sono generalmente associate ad epilessia, emicranie, ictus, tumori celebrali, uso di droghe e persino ad esperienze di pre- morte.
E’ chiaro, tuttavia, che persone senza evidente disturbo neurologico possano avere un’esperienza fuori dal corpo. Da alcune stime, circa il cinque percento delle persone in salute ne hanno una ad un certo punto della loro vita.
Persone senza un apparente disordine neurologico possono avere un’esperienza fuori dal corpo.
Perciò, cos’e’ esattamente un’esperienza fuori dal corpo? Una definizione è emersa recentemente che coinvolge una serie in aumento di percezioni bizzarre.
La meno grave è una esperienza doppelgänger: avvertite la presenza o vedete una persona che sapete essere voi stessi, nonostante rimaniate ancorati al vostro corpo. Questo spesso progredisce allo stadio 2, quando il vostro senso del sé si muove avanti e indietro dal vostro corpo reale al doppelgänger. Questo è ciò che i pazienti di Brugger hanno sperimentato. Alla fine, il vostro sè lascia completamente il corpo e lo osserva dall’esterno, spesso in posizione elevata come dal soffitto. “Questa separazione è una delle caratteristiche che più colpiscono di un’esperienza fuori dal corpo,” dice Olaf Blanke, un neurologo allo Swiss Federal Institute of Technology di Lausanne.
Sorprendentemente piacevole
Alcune delle esperienze fuori dal corpo coinvolgono solo uno di questi stadi; alcune tutti e tre, in progressione. Stranamente, diverse persone l’hanno riportata come una esperienza piacevole. Quindi cosa può succedere nel cervello per creare tale sensazione apparentemente impossibile?
Il primo sostanzioso indizio pervenne nel 2001, quando il team di Blanke incappò in un modo di indurre un’esperienza fuori dal corpo in piena regola. Stavano operando chirurgicamente sul cervello di una donna di 43 anni con gravi epilessie per determinare quale parte rimuovere allo scopo di curarla. Quando stimolarono una regione vicina al retro del cervello, chiamata giunzione tempoparietale (TPJ), la donna riferì che stava fluttuando sopra di sé e guardando giù verso sè stessa.
Questo ha una sorta di significato neurologico. Il TPJ elabora segnali visivi e tattili, equilibrio e informazioni spaziali dall’orecchio interno e sensazioni propriocettive da articolazioni, tendini e muscoli che ci dicono dove le parti del nostro corpo sono in relazione tra loro. Il suo compito è di fondere queste insieme per creare una sensazione di personificazione: un senso di dove il vostro corpo si trova, dove finisce e dove inizia il resto del mondo. Blanke e colleghi ipotizzarono che le esperienze fuori dal corpo sorgono quando, per qualsiasi ragione, il TPJ non riesce a fare tutto questo correttamente (Nature, vol 419, p 269 ).
Maggiori prove emersero in seguito per cui una mal funzione del TJP era il cuore delle esperienze fuori dal corpo. Nel 2007, per esempio, Dirk De Ridder dell'University Hospital Antwerp del Belgio stava tentando di aiutare un uomo di 63 anni con un tinnito (ndt.ronzio nelle orecchie) intrattabile. In un ultimo tentativo di sopprimere il suono nelle sue orecchie, il team di Ridder impiantò elettrodi vicino al TPJ del paziente. Non curò il suo ronzio, ma lo condusse a sperimentare qualcosa di simile ad un’esperienza fuori dal corpo: avrebbe sentito sollevarsi per cinquanta centimetri indietro e a sinistra rispetto al suo corpo. La sensazione sarebbe durata più di quindici secondi, abbastanza da effettuare una scansione PET (Positron Emission Tomography) del suo cervello. Abbastanza sicuro, il team scoprì che il TPJ era attivo durante le esperienze.
Solo la comprensione dei disordini neurologici e della chirurgia cerebrale ti possono portare così lontano, comunque, non meno perché i casi sono rari. Sono necessari studi su larga scala e per ottenere questo, Blanke e gli altri hanno usato una tecnica chiamata “funzione di trasformazione del proprio corpo” per costringere il cervello a fare cose che apparentemente fa durante le esperienze fuori dal corpo. In questi esperimenti, ai soggetti viene mostrata una sequenza di brevi personaggi di cartoni che indossano un guanto su una mano. Alcuni di questi guardano il soggetto, altre gli danno le spalle.
Il compito è di immaginare voi stessi nella posizione del personaggio del cartone per stabilire su quale mano sia il guanto. Per farlo, dovete mentalmente ruotare il vostro corpo come un’immagine segue l’altra. Appena i volontari eseguivano il compito, i ricercatori mappavano la loro attività celebrale con un EEG (Elettroencefalografia) e scoprirono che il TJP era attivo quando i volontari immaginavano loro tessi in una diversa posizione dal loro vero orientamento – una posizione fuori dal corpo.
Il gruppo,inoltre, stimolò il TJP con una stimolazione magnetica transcranica, una tecnica non invasiva che può temporaneamente disabilitare aree del cervello. Con un TPJ perturbato, ai volontari servì più tempo per compiere la funzione della trasformazione del proprio corpo ( ).
Anche altre regioni del cervello sono state implicate, incluse quelle vicine al TPJ. L’opinione generale che ne emerge è che quando queste regioni funzionano correttamente, noi ci sentiamo tutt’uno con il nostro corpo. Ma disturbiamole e il senso che abbiamo della corporeità se ne può andare.
Comunque questo non spiega la caratteristica che più colpisce delle esperienze fuori dal corpo. “E’ un puzze il perché, dal luogo fuori dal corpo, le persone visualizzano non solo i loro corpi ma anche le cose che stanno attorno, come altre persone,” dice Brugger. “Da dove provengono queste informazioni?”
Una linea di prova ci perviene dalla condizione conosciuta come paralisi del sonno, nella quale persone in salute si ritrovano il corpo immobilizzato come nel sonno nonostante siano coscienti (vedi ).
In un’indagine di circa 12,000 persone che hanno sperimentato la paralisi del sonno, Allan Cheyne della University of Waterloo di Ontario, Canada, scoprì che molti riferivano sensazioni simili alle esperienze fuori dal corpo. Queste comprendevano il fluttuare fuori dal loro corpo, girarsi e guardarlo.
Cheyne suggerisce che potrebbe essere il risultato di un conflitto di informazioni all’interno del cervello. Durante la paralisi del sonno, è possibile entrare in uno stato simile al REM nel quale sogniamo di muoverci o di volare. Per queste circostanze siete consci di una sensazione di movimento, ma ancora il vostro cervello sa di non potersi muovere.
Nel tentativo di risolvere questo conflitto sensorio, il cervello taglia il senso del sé (Cortex, vol 45, p 201 ). “Esso risolve dividendo il sé dal corpo,” dice Cheyne. “Il sé sembra andare col movimento e il corpo viene lasciato indietro.” Probabilmente un simile conflitto sensorio causa la classica esperienza fuori dal corpo.

“Il sé sembra andare col movimento e il corpo viene lasciato indietro.”

Brugger, nel frattempo, ha un suggerimento su come qualcuno potrebbe vedere cose persino ad occhi chiusi, basato su uno dei suoi pazienti che ha riportato un’esperienza fuori dal corpo. In accordo con il padre del paziente, che sedeva di fianco al letto, aveva i suoi occhi chiusi.
Successivamente ha riferito di vedere, da una prospettiva al di sopra del letto, suo padre andare in bagno, tornare con un asciugamano bagnato e passarselo sulla fronte.
Presumibilmente il paziente sentì il padre camminare verso il bagno e far scorrere dell’ acqua, e deve aver avvertito l’asciugamano bagnato sulla sua fronte. Brugger ipotizzò che il suo cervello convertì quegli stimoli in un’immagine visiva, non diversamente da come accade in una sinestesia. In ogni modo, questo non spiega ancora il punto di vantaggio esterno. “Non è chiaro come il cervello lo costruisca,” dice il filosofo cognitivo Thomas Metzinger della Johannes Gutenberg University a Mainz, Germania.
Metzinger ha un suggerimento. Immaginate un episodio di una vacanza recente. Visualizzate voi stessi da una prospettiva in prima persona o in terza persona con voi nella scena? Sorprendentemente, la maggioranza di noi lo fa nel secondo modo. “Codificando le memorie visive, il cervello usa già una prospettiva esteriore” dice Metzinger.”Non ne sappiamo molto sul come e perché, ma se qualcosa viene estratto da tale banca dati [durante un’esperienza fuori dal corpo]”, deve esservi materiale per vedere sè stessi dall'esterno”.
Qualunque sia il meccanismo, lo studio delle esperienze fuori dal corpo promette di aiutare a rispondere ad una profonda domanda di neuroscienza e filosofia: come emerge l'auto- coscienza? E’ abbondantemente chiaro che abbiamo un senso del sé che risiede, la maggior parte del tempo, nei nostri corpi. E ancora è chiaro dalle esperienze fuori dal corpo che il senso del sé possa apparentemente distaccarsi dal nostro corpo fisico. Perciò, come sono in relazione sé e corpo?
Per affrontare questa domanda, Metzinger si è unito a Blanke e ai suoi colleghi in un esperimento che induce un’esperienza fuori dal corpo in volontari in salute.
Filmano ogni volontario da dietro e proiettano l’immagine in un display montato sulla testa del volontario così che possano vedere un’immagine di sè stessi in piedi a due metri, davanti. Gli sperimentatori allora accarezzano la schiena dei volontari – che loro vedono fare al proprio sé virtuale. Questo crea un conflitto sensorio, e molti riportano la sensazione di migrazione del sé fuori dal corpo fisico verso quello viirtuale (Science, vol 317, p 1096 ).
Per Metzinger, questi sperimenti dimostrano che l'auto- coscienza inizia con la sensazione di possedere un corpo, ma vi è di più nell'auto- coscienza della semplice sensazione di corporeità. “L’individualità ha molti componenti,” dice Metzinger. “Stiamo cercando di riempirli, a poco a poco. Questo è solo l’inizio.”
Anil Ananthaswamy is a contributing editor for New Scientist
Fonte:
Tradotto da Diego per Altrogiornale.org
Altrogiornale.org agrees to indemnify RBI and New Scientist against any claim arising from incorrect or misleading translation
tratto da: Altro Giornale

I bambini sono spontaneamente attratti…

"I bambini sono spontaneamente attratti più da ciò che li può
ferire o farli ammalare, che non da ciò che è benefico per loro.
Molti cosiddetti “spiritualisti” assomigliano a quei bambini!
Influenzati da un libro, decidono di lanciarsi in pratiche
pericolose: l’ipnosi, lo spiritismo, la ricerca delle
reincarnazioni…

Per fare simili esperienze rimanendo al riparo
dai pericoli, occorre essere guidati da entità molto elevate, e
quelle entità accettano di guidare unicamente coloro che hanno
fatto un lavoro interiore di purificazione, di dominio di sé.
Non vanno ad occuparsi del primo venuto, imprudente o avido, che
voglia avventurarsi nel mondo invisibile per soddisfare la sua
curiosità o le sue bramosie. Altri hanno letto o udito qualcosa
a proposito della forza Kundalini, che gli yogi dell’India
imparano a risvegliare, e immediatamente, senza conoscere tutto
il lavoro preliminare necessario, eccoli decisi a risvegliare
tale forza. Ma inseguito cosa faranno con essa? Quella forza li
brucerà, ecco tutto.

Eh sì, per gli ignoranti e gli incoscienti, le avventure
psichiche sono sempre rischiose, molto rischiose. Quindi non
abbiate fretta, iniziate col purificarvi, con l’apprendere il
dominio di voi stessi, studiate bene, e un giorno quelle
esperienze saranno possibili per voi."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Contattisti: Alec Newald

 

“La vera storia di un uomo rapito per dieci giorni
da una civiltà extraterrestre
Dal sito di Karen Lyster

Un lunedì mattina di metà Febbraio del 1989, Alec Newald partì per quello 76gche avrebbe dovuto essere un viaggio di tre ore da Rotorua ad Auckalnd, in Nuova Zelanda. Arrivò ad Auckland stanco e confuso, ma fu ancora più confuso nello scoprire che Lunedì era il Giovedì di dieci giorni dopo e che non aveva idea di quello che era successo nel frattempo. Quando Alec riacquistò la memoria dei dieci giorni mancanti, realizzò che la sua vita era cambiata per sempre.
Poco dopo l’inizio di quel fatidico viaggio, mentre guidava attraverso un nebbioso passo di montagna, Alec fù attirato dalla strada da esseri di una civiltà extraterrestre. Quello che ha imparato e sperimentato durante la permanenza con questi esseri amichevoli ha profonde implicazioni per tutti noi qui sulla Terra.
Subito dopo il suo ritorno, Alec ricevette la strana visita di uno “scienziato governativo” che voleva sapere della sua esperienza. Fra tutte le cose, loro erano interessati ad apprendere quello che lui aveva notato delle capacità di questa razza aliena. Alec non cooperò e presto si ritrovò in “acque calde”. Era ovvio che questi “scienziati” sapevano dell’ abduction di Alec e si aspettavano che sarebbero tornati sulla Terra, presto.

Attraverso l’esperienza Alec ha scritto un libro chiamato “Co-Evoluzione”, da cui le seguenti informazioni sono state tratte. Certamente è impossibile riproporre l’intero contenuto del libro, perciò mi concentrerò su alcuni eventi, durante la sua abduction e su quello che successe al suo ritorno.

Introduzione
La verità nascosta

C’e’ molto della storia di questo pianeta che non è stato mai raccontato. Non parlo di fatti storici ancora da scoprire, ma di materie già a conoscenza di pochi eletti delle nostre comunita’. La maggior parte di questa conoscenza è stata trasmessa attraverso le epoche e gelosamente custodita dalle poche sette segrete, ma queste sette non erano necessariamente “segrete” al tempo in cui le informazioni furono poste alla loro fiducia. L’originale intento era che questa conoscenza sarebbe stata condivisa con gli eredi di questo pianeta, quando i custodi lo avrebbero ritenuto opportuno.
La specie eletta a ereditare questa conoscenza è conosciuta come Homo Sapiens. Per vostra informazione l’ Homo Sapiens e il precursore Cro-Magnon furono ingegnerizzati artificialmente! I pezzi finali del puzzle dell’uomo di Cro-Magnon furono messi assieme approssimativamente 70.000 anni fa. Questa non fu la prima razza umanoide a calpestare il pianeta Terra, ma fu il primissimo essere mai costruito a servire come ricevitore o contenitore così che una seconda entità “senza corpo” potesse coabitare con questa forma umanoide per un’esperienza fisica attraverso le azioni del corpo. Potrete riconoscere questa entità se mi riferisco ad essa in termini di Anima o Spirito.
Queste nuove specie furono predisposte ad immagazzinare tutte le informazioni che le attendevano in qualisasi momento nel futuro. In altre parole, erano già pienamente sviluppate nelle capacità mentali e non richiedevano ulteriori miglioramenti o evoluzioni. Tutta la conoscenza di cui avrebbe necessitato questa razza, fino al prossimo gradino evolutivo, è stata sempre presente su questo pianeta e custodita. Questi custodi hanno da tempo rotto la promessa fatta a chi gli diede la conoscenza e penso che abbiano perfino dimenticato l’identità di questi antichi benefattori. Forse il giorno della resa dei conti è vicino per loro.
Può essere un poco più chiaro il perché le sette segrete o governatori del nostro pianeta preferirebbero che la visita anticipata dei nostri “proprietari terrieri” non avesse luogo! Da qui in avanti, mi concentrerò su alcuni disegni che Alec fece al suo ritorno e fornendone un breve riassunto. L’esperienza di Alec è uno dei più intriganti e documentati casi di abduction UFO in cui mi sono imbattuta. La conoscenza da lui acquisita dall’esperienza non ha prezzo sulla Terra.

“Incontrando il Guardiano”

Guardando in alto, capii che si stavano avvicinando tre alieni, il più alto assomigliava alla femmina che mi scortava. Il secondo era un poco più basso ed era un maschio, per quello che ne potevo sapere. Il terzo era più piccolo, molto più piccolo e camminava in testa agli altri due. Quest'ultimo aveva una testa rotondeggiante e piuttosto inusuale, occhi strabici molto spaziosi e collocati un po’ più in basso rispetto ai nostri. Aveva una bocca molto piccola, ma non notai nessun orecchio o alcuna traccia di naso. Il suo aspetto fisico, comunque, non mi impressionò, per il fatto che fui subito immobilizzato dalla sensazione schiacciante che mi diede la sua presenza. Non posso dire che fu ipnotica; se non altro il contrario. Fu come se la sua energia fosse proiettata e assorbita dal mio corpo.
Questa non è certo il modo adeguato per descrivervi tale sensazione. Coloro che hanno avuto questa esperienza sapranno cosa intendo. Il suo modo di comunicare era molto più forte e chiaro di quello che sperimentai successvamente con gli altri.
Questo non era “l’alieno” di cui avevo letto o visto, illustrato in varie riviste o giornali. L’altezza era di circa quattro piedi e aveva un esile corpo. “Benvenuto”, disse, “Io sono il guardiano designato per questa sezione. Qualsiasi cosa tu abbia bisogno per rendere la tua permanenza più piacevole, chiedila e farò del mio meglio per soddisfarti. La tuta che ti è stata data ti renderà possibile capirci e a noi di capire te.” Doveva aver letto nella mia mente appena entrai nella stanza, per il fatto che avevo già chiesto delle tute. “Noi non parliamo molto, come avrai già notato. A volte un messaggio verbale è necessario a lunga distanza”
“Al momento non ti chiederò se desideri tornare o restare. Spererei che tu desiderassi la possibilità di acquisire più conoscenza e comprensione prima di fare questa scelta. Ci sono cose che momentaneamente non possiamo dirti. Tu capirai, spero. Nondimeno avrai la possibilità di acquisire una considerevole conoscenza in una grande varietà di materie, comprendenti la tua stessa razza, prima che ti faccia un'idea su questo. In ogni modo, parte o tutta questa conoscenza potrebbe dover essere rimossa da te, dovessi decidere di lasciarci e tornare sul tuo pianeta.”

L’arrivo

La prima cosa che mi ha colpito della città fù la sua semplicità e ordine; la seconda, la sua immensità. Perfino dall’alto non riuscii a vederne i confini. Ci potranno essere grandi città sulla Terra, ma da dove vengo questo posto sarebbe considerato grande, MOLTO grande. Si estendeva in entrambe le direzioni, seguendo la linea costiera fuori dalla mia visuale. Sembrava ci fosse solo una sottile striscia di terra che non era nè costa nè deserto, e la città era inserita nel contesto come in mezzo ad un sandwich.
Come scendemmo in altitudine, il mare perse il suo colore bluastro e diventò quasi nero. Non ci doveva essere molto vento dal momento che sembrava la superficie di uno specchio. Potevo scorgere una sagoma scura non troppo lontana dalla costa che era presumibilmente una fossa a largo della secca costieria. L’ultima cosa che veramente ebbe un impatto su di me fu la scarsità di alti edifici, salvo per quelle poche torri, e il dominio di una piccola forma circolare in mezzo a strutture piramidali poco più grandi.
A mala pena era passato un minuto da quando eravamo entrati nell’atmosfera, ma ora la nave si era già stabilizzata. C’era un misto di apprensione ed eccitamento in me. Ora che ero lì – dovunque “lì” fosse stato, quello che mi sarebbe accaduto iniziò ad essermi chiaro. Avrei visto la mia casa di nuovo? Nessuno mi stava cercando? Il mio panico ben presto si attenuò, la curiosità mi vinse. Scrutai avidamente dal finestrino il paesaggio alieno. Quello che potei vedere fu una zona al livello del terreno, simile ad un cortile, che conduceva a due strutture piramidali.
Apparivano fatte di un materiale che sembrava vetro tinto o plastica semi-trasparente. Non potevo vedere l’apice di queste costruzioni dal mio punto di osservazione, ma presto avrei scoperto che avevano in cima una torre a spirale o antenna. L’altezza della torre aggiungeva circa un venti percento all’altezza della struttura. Ogni struttura intorno era sormontata da ciò che posso descrivere come un largo bulbo di luce. Può suonare strano, ma ero sicuro di aver già visto qualcosa del genere, in un passato lontano. Questi bulbi brillavano di giorno e di notte e dopo una più accurata ispezione sembravano avere una struttura reticolata piuttosto che sfere di vetro.

“Sembrava esserci una sorta di griglia elettromagnetica o sistema di scudo al di sopra del luogo di atterraggio, possibilmente un campo di forza o un dispositivo di raccolta energetico. ”

Il cammino fu breve verso una delle larghe strutture che avevo visto dalla nave. L’aria era immobile e straordinariamente quieta. Davvero,non ero ancora sceso dal mezzo di trasporto che pensai che ci doveva essere una sorta di suono di sottofondo a bordo anche se non l’avevo notato. La superficie sulla quale camminavo non era tanto diversa dal sughero, appariva essere porosa e leggermente cedere sotto i piedi.

"Struttura torre a spirale – Possibile trasmettitore o ricevitore di energia-"

Le dimore
Ero al punto di non saper più dove guardare, tale era la mia curiosità e timore per quello che mi circondava. Alcune strutture ricordavano quelle sulla Terra, ma i muri esterni erano inclinati all’indietro approssimativamente a trenta gradi e accostati un poco ad ogni livello del pavimento, facendoli somigliare a scalini lungo una collina. La maggior parte della strutture erano circolari o a tubo come forma. Erano distribuite a spirale con le strutture più alte nel centro, ma in altezza diminuivano progressivamente verso l’esterno della spirale. Tutte le strutture parevano essere fatte di vetro o di plastica.
L’accesso ai livelli superiori della casa in cui ero si trovava alla fine di una rampa a spirale che risaliva il curvo perimetro dei muri. Questa rampa poteva persino essere vista dall’esterno. Il mio personale parere per questa caratteristica è che doveva essere una sorta di intelaiatura o rinforzo per la dimora. Le stanze, o meglio, i vari livelli avevano una illuminazione diffusa, sia di giorno che di notte, ma non riuscivo a trovare la fonte di questa luce. Come raggiungemmo il secondo livello, la principale sala, fui impressionato dalla bellezza e dal design. Per quanto possa provare, la mia descrizione non può renderle giustizia.
Il colore dominante era il bianco perla con all’interno un lieve tocco di grigio/argento. Questo doveva probabilmente eliminare ogni bagliore perché vi posso assicurare che non ve ne erano. Riflessi ancor più profondi avevano i colori dell’arcobaleno. La soffice luce che ho descritto prima sembrava irradiarsi da ogni luogo. Dire che era veramente impressionante è veramente inadeguato.

"Variante di dimora, anche alta tre piani – Cristallini motivi esagonali all’interno dei muri"

Non sono neanche sicuro se fosse il colore il più stupefacente aspetto degli interni, per il fatto che ero ugualmente colpito dal morbido flusso di forma da una sezione all'altra. Era come se l’intera dimora, incluso ogni oggetto della mobilia, fosse stata costruita simultaneamente. Ancora non apparivano esserci giunture o simili che potessi distinguere. Comunque questa abitazione fu costruita con tecniche simili a quelle usate per il trasportatore. Il pavimento, una liscia gomma imbottita, era soffice camminandoci; il colore uno o due toni più scuri delle pareti.
La mobilia sembrava fatta dall’ormai nota sostanza simile al vetro o alla plastica. Anche se era leggermente tinta o del color del fumo, tutti i colori dell’arcobaleno sembravano esservi contenuti. Questi colori potevano essere cambiati dai motivi dei pensieri di una persona, perciò se eri emozionato non vi era modo di tenerlo segreto, il tono delle pareti avrebbe danzato nello spettro dei colori. Se una persona fosse stata in meditazione, la luminosità sarebbe scesa e sarebbero apparsi solo toni “morbidi”. Lo spazio centrale di questa stanza al secondo piano era circolare e usato per scopi generici, compresa la meditazione. I letti avevano un’importanza totalmente secondaria, avendo la meditazione occupato lo spazio per dormire.
Questi stati meditativi potevano durare un’ora o due al giorno.

Il trasporto

Come la maggior parte degli oggetti che non erano fatti di prodotti naturali o coltivati, il veicolo pareva essere fatto da un materiale simile alla plastica. Persino qua, pensai che questa plastica fosse un prodotto sintetico di qualche sostanza naturale, di un tipo che noi sulla Terra non possediamo. La ragione di questo dubbio vi sarà presto chiara. La metà superiore era trasparente ma tinta pesantemente, opaca e di un grigio/marrone. Scommetto direste fosse vagamente piramidale di forma, ma aveva un aspetto schiacciato ed allungato rispetto ad una piramide convenzionale. Non c’erano ruote e stava poco al di sopra del terreno, anche quando non era in movimento.
Se poteste immaginare l’abitacolo di un caccia stealth non sareste poi così lontani. “Come funziona questa cosa”, chiesi. “In parte per la forza della mente, in parte per repulsione magnetica”, mi dissero. Decisi che non avrei chiesto troppo dei suoi componenti. “Beh, come potrei guidarla?”, stava per essere la mia domanda successiva, ma prima che potessi porla, lei rispose. “Tu guida, io ti fornirò la forza”, disse, facendo scorrere indietro la sezione superiore. “Così”. Stava allungando la mano e movendo un indicatore da lato a lato. “Quello è il metodo manuale per farlo. Non penso ancora tu sia in grado di farlo col solo pensiero, Alec”. “Ne dubito”, stavo pensando fra me senza mandarle il pensiero. Si, avevo almeno imparato a tenere qualche pensiero per me! “Sembra abbastanza facile”, dissi con convinzione, entrato nella vettura.
“Imposta l’indicatore…perfetto. Continua diritto, facendolo scivolare verso la destra gireremo a destra alla prossima intersezione disponibile. Non preoccuparti”, disse, “non girerà finchè le guide della strada glielo permetteranno”, Quindi si riposizionerà al centro, attendendo la prossima istruzione. Guiderò io”, continuo’:Ero esitante. “Forza, andiamo” aggiunse impaziente, “e non dimenticare la protezione extra dei tuoi occhi”. Questi occhiali erano una cosa a sè. L’unico modo di descrivere come fossero attaccati è dire che erano semplicemente fissati sulla faccia del materiale della tuta senza altro supporto.
C’era una sorta di interazione tra materiali, per quel che posso dire. Il sistema di guida della vettura mi aveva lasciato perplesso. Dal momento che non toccava il suolo come potevo sapere quando girare? Era sospeso sulla strada per una forma di repulsione magnetica, dettaglio che non comprendevo ma che non sembrava poi così complesso. Sono sicuro di poterlo riprodurre sulla Terra senza troppi problemi. In qualche modo, il veicolo avrebbe creato un campo elettromagnetico o caricato alcune particelle e non altre, in modo da farsi strada intorno agli angoli senza bisogno di essere programmato.

Speculazioni sulla futura tecnologia

Il mio obiettivo nello scrivere questo libro e’ stato quello di dare un resoconto dei fatti di un episodio reale. Ho provato a limitare le speculazioni, se ne ho incluse non era mia intenzione. Ogni volta possibile, ho provato a restare neutrale, almeno per quanto riguardava il lontano pianeta. Comunque, la mia scomparsa per le autorità terrestri mi ha reso difficile rimanere neutrale in quell’ambito. Mi perdonerete questa trasgressione. Quello che vorrei fare qua è rilasciare qualche speculazione personale, come se quello che avete appena letto fosse più comprensibile nel mondo della realtà terrestre.
L’anno 1947 (in coincidenza, l’anno dell’incidente di Roswell) portò una delle più grandi e singolari svolte tecnologiche di questo secolo quando, il 23 Dicembre ai Laboratori Bell, gli inventori John Bardeen, Walter Brattain e William Shockey svelarono i primi point-contact transistors. Shockley seguì un anno o più tardi con lo sviluppo del transistor a giunzione Questa nuova impressionante tecnologia amplificò i segnali elettrici passandoli attraverso un materiale solido semi-conduttore – fondamentalmente la stessa operazione eseguita dagli attuali transistor a giunzione.
Quello che ne risultò aveva un che di miracoloso, persino fuori dal mondo, oserei dire. Andando avanti, finiamo nel cuore del prossimo tema. La maggior parte delle sostanze possono esistere in tre differenti stati, solido liquido e gassoso. Temperature e pressioni determinano quale stato sarà adottato. Lo stato solido e’ prevalentemente cristallino. Le differenze fra i tre stati fondamentali sono spesso raffigurate da un semplice diagramma in cui gli atomi sono rappresentati da cerchi. Solitamente questi cerchi sono raggruppati assieme in un approssimativo schema sferico, almeno per lo stato solido e liquido. In ogni modo, quando gli atomi sono rimpiazzati dalle molecole che sono allungate in una direzione, un particolare stadio intermedio della materia si forma: il cristallo liquido.
Dobbiamo perciò concludere che ci sono ben più di tre stati della materia.

"Un altro punto di vista del trasporto che usò Alec"

Un altro argomento collegato riguarda un gruppo di super conduttori organici conosciuti come sali di Bechgaard, scoperti nel 1985. Li menziono qua perché hanno interessanti caratteristiche in relazione agli avvistamenti UFO. Se la luce e’ irradiata al cristallo ma polarizzata parallelamente alla direzione di conduzione, viene riflessa, dando al cristallo la caratteristica della lucentezza del metallo. Polarizzazioni nella direzione traversale producono un aspetto grigio spento. Se l'alimentazione viene spenta, il materiale sparisce alla vista. Com’e’ possibile! Conclusione: solo perché qualcosa sembra fatto di metallo non necessariamente significa che lo sia!
Fino al 1989, avevo due terzi di un enorme puzzle nella testa. Sapevo che la nave degli alieni poteva cambiare forma a comando e che queste erano di fatto entità viventi a loro modo. Sapevo che una sorta di tecnologia dei cristalli, possibilmente usando una risonanza pulsante o frequenza vibratoria, veniva usata per viaggiare interdimensionalmente. Quello che non sapevo o capivo era come tutto questo poteva essere messo assieme, fino a che l’articolo “il potere bianco dell’oro” non apparve su “Nexus Magazine”. Forse avevo trovato l’anello mancante!

"Questo è un disegno fatto da Alec al suo ritorno sulla Terra.,
è di un generatore che Alec vide e questa è la sua personale decrizione"

Chiusura

Al momento del ritorno di Alec su questo pianeta, era ovvio dal principio che qualche agenzia governativa sapeva della sua esperienza e voleva acquisirne più informazioni possibili. Due DSIR scienziati della Nuova Zelanda andarono a trovarlo volendo sapere di cose che lui non avrebbe dovuto conoscere….Subito divenne ovvio che questi due “signori” non erano per niente del DSIR (Dipartimento delle Scienze & Ricerca Industriale). Il fastidio continuò e si intensificò, con il suo appartamento messo a soqquadro diverse volte, anche se Alec cambiava continuamente indirizzo nel tentativo di sbarazzarsi di queste persone. Loro erano sempre minacciosi e quando Alec si rifiutava di cooperare, iniziavano a giocare duro.
Come ho affermato all’inizio di questa recensione, non è possibile dare giustizia a questa storia in un paio di pagine. L’intera esperienza vi sbalordirà completamente. Dall’inizio alla fine è una delle più documentate e illustratate abduction di cui ho mai letto. Durante l’esperienza Alec ha avuto accesso agli antichi archivi della storia della Terra, che di per sè fornisce una storia che assemblerà molti più pezzi del puzzle sull'evoluzione di questo pianeta.
Questo è un libro che tutti dovrebbero leggere, ed esorto tutti voi a procurarsi il libro di Alec “Co-evolution” e a leggere questa strabiliante e affascinante esperienza per voi stessi, non ne sarete delusi. Non ho assolutamente nessun interesse finanziario sul libro di Alec…. Penso solo fermamente che questo sia un libro interessante nell’informare su cosa stia accadendo oggigiorno a questo pianeta, dovete leggerlo. “Non voglio sapere come potrei apparire al mondo, ma a me stesso sembro essere solo un bambino che gioca sul bagnasciuga e si distrae ogni tanto, trovando un sassolino più liscio o una conchiglia più bella, mentre il grande oceano della verità resta inviolato di fronte ai miei occhi.”

Sir Isaac Newton


Tradotto da Diego, che ringraziamo, per Altrogiornale.org
Fonte:
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tratto da : Altro Giornale

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