E abbiamo detto che una causa potrebbe essere il fatto che l'essere umano non ha mai rinunciato, nemmeno per un momento, alla ricerca della propria sicurezza, sia esteriormente, nella sua relazione con l'ambiente, sia interior mente, sul piano psicologico. Questa potrebbe essere una delle cause che hanno determinato l'attuale miserevole situazione.
Saanen (Da La fine del dolore)
La mente che non è libera dalla struttura psicologica costruita dal pensiero, non potrà andare da nessuna parte. Potrà solo farsi delle illusioni e giocare a se stessa ogni genere di inganni.
L’altro giorno abbiamo parlato dei milioni di anni di evoluzione, attraverso i quali sono passati gli esseri umani. Evoluzione implica tempo, non solo tempo fisico ma anche tempo interiore, psicologico.
Fin dal principio del suo esistere sulla terra, l'essere umano è cresciuto passando attraverso esperienze di ogni genere, sventure, disgrazie, ansie, paure. Così il nostro cervello ha assunto una determinata struttura, venendo modificato e plasmato dalle condizioni di vita in cui si è trovato ad evolvere.
La struttura del cervello è il risultato di quel processo nel tempo che chiamiamo evoluzione. Ora la mente e il cervello, che sono una sola e unica cosa, non potranno mai essere liberi.
Stiamo cercando di scoprire per quale motivo gli esseri umani, pur avendo ormai dietro le spalle milioni di anni di esperienze di dolore, di piacere, di paura, continuino a vivere tuttavia sempre allo stesso modo. Ci siamo chiesti l'altro giorno quale potrebbe essere la causa di questa situazione terrificante di incertezza, di confusione, di sofferenza.
Abbiamo parlato anche dell'idea della propria individualità, che gli esseri umani si sono formata durante tutto il periodo della loro evoluzione; l'idea che «io» sono separato dagli altri e che devo lottare contro di loro per sopravvivere. Anche questa potrebbe essere una causa della sventurata situazione attuale di spaventoso disordine. Poi abbiamo detto: una delle cause più determinanti potrebbe essere proprio il pensiero.
E abbiamo sottolineato il fatto che dove c'è una causa, esiste anche la possibilità di eliminarla. Una causa, un motivo che producono i loro effetti, continuano nel tempo. Ma si può porre fine alla causa. È un fatto evidente, che, credo, possiate vedere facil mente se ci pensate un momento. Se c'è dolore fisico, esiste anche una causa che lo determina. E il dolore finisce quando ne viene eliminata la causa.
In modo del tutto analogo, le nostre sofferenze psicologiche, le angosce, le paure, potrebbero avere una causa che le determina. Ma allora l'eliminazione della causa porrebbe fine al dolore. Ora, la nostra situazione ha diverse cause? Oppure ce n'è una sola, fondamentale, che le comprende tutte quante? Capite? Dicevamo prima che una causa potrebbe essere il costante desiderio di sentirci sicuri, protetti, senza incertezze, appoggiati a qualcosa di stabile.
Una seconda causa potrebbe essere l'individualismo che ha portato l'essere umano a considerarsi separato dal resto dei suoi simili e a creare tra sé e gli altri una barriera insormontabile. Un'altra causa potrebbe essere proprio il Pensiero stesso. L’uomo, il suo cervello, la sua mente, si sono formati in un periodo di evoluzione durato milioni di anni, Ma il tempo non ha portato la libertà agli esseri umani.
Può essere stata raggiunta una parvenza esteriore di libertà.
È possibile viaggiare da un paese all'altro, è possibile cambiare lavoro e fare diversi mestieri; evidentemente non in un paese dove ci sia un regime dittatoriale, ma nei paesi cosiddetti democratici esiste una certa libertà di movimento.
Tuttavia, interiormente, sul piano psicologico la mente, che include in sé anche il cervello, è un prodotto del tempo e quindi non potrà mai essere libera. Forse è questa una delle ragioni per le quali l'essere umano si è ridotto psicologicamente a vivere come un prigioniero, privo della libertà di aprirsi e di fiorire. Se mi consentite di ricordarvelo, vi prego, pensiamo insieme!
Dovete usare la vostra mente, il vostro cervello, il vostro cuore, se volete scoprire la causa di quanto sta accadendo nel mondo; perché se non faremo una scoperta simile, finiremo per distruggerci tutti quanti. È esattamente quello che sta succedendo.
Una nazione vuole essere più importante di tutte le altre, una tribù pretende di avere il sopravvento sulle altre. Si producono armi di ogni genere. Lo sapete, vero? Quattrocento miliardi di dollari spesi ogni anno per la guerra. Capite la follia di tutto questo?
La mente e il cervello, che sono il risultato di un processo nel tempo, non sono mai stati liberi. Ma senza libertà l'essere umano non può schiudersi, non può fiorire, non può in alcun modo andare al di là di se stesso. Interiormente non siamo liberi. Col passare del tempo abbiamo acquisito una determinata struttura; se osservate la vostra mente, se guardate come funziona il vostro cervello, vi accorgerete che non facciamo altro che rimanere sempre entro certi schemi determinati, che vanno ripetendosi da migliaia e migliaia di anni.
In Occidente i preti ci hanno lavato il cervello per duemila anni: in Oriente questo lavaggio del cervello dura da quattromila, cinquemila anni, o forse di più. Il nostro cervello è condizionato; si è formato subendo determinate imposizioni, rimanendo sotto la continua influenza di quanto hanno affermato insegnanti, filosofi, preti.
I preti diventano il ponte tra voi e ciò che è al di là di voi. Loro sono i salvatori. Forse questo poteva andar bene molto tempo fa, ai tempi dell'antico Egitto e delle antiche civiltà orientali; ma ora tutto ciò è diventato qualcosa di veramente infantile.
Sul piano intellettuale, scientifico, tecnologico, l'uomo ha fatto enormi progressi. Ha acquisito un'abilità straordinaria non soltanto nell’uccidere i suoi simili, ma anche nel curarli e guarirli, con la medicina, la chirurgia. L’altro giorno abbiamo parlato del tentativo che fa la scienza di scoprire, per mezzo dello studio della materia, quello che sta al di là di tutte le cose.
Studiando la materia dall'esterno e raccogliendo un'enorme quantità di conoscenza, si spera di arrivare a scoprire l'origine di tutto. È questo che fanno gli scienziati. I religiosi, invece, affermano che c'è Dio e che Dio ha creato questo mondo. Quel Dio deve essere davvero un povero Dio, degenerato e corrotto, se ha fatto un mondo come questo.
Anche voi, a vostra volta, potrete avere la vostra personale e insignificante teoria a proposito del mondo e della sua origine. Avendo studiato le teorie intellettuali di filosofi, di teologi, di teorici ‑ di teorici comunisti e di teologi cristiani ‑ potreste essere arrivati a farvi la vostra propria opinione, a formulare le vostre proprie conclusioni.
Ma è evidente che se volete veramente arrivare a scoprire l'origine di tutto quanto accade, dovete mettere da parte completamente ogni cosa che sia stata detta finora. Per fare questo, però, avete bisogno di forza e capacità di penetrazione, che vi consentano di osservare i fatti con estrema accuratezza. Non vi serve l'analisi.
L’analisi è ancora un processo che si sviluppa nel tempo. Abbiamo analizzato a non finire tanto il mondo fuori di noi quanto il mondo che è dentro di noi. Filosofi e psicologi hanno analizzato il modo di funzionare della nostra mente, arrivando a formulare determinate conclusioni, determinate teorie. E noi abbiamo subito in modo inevitabile l'influenza di questa gente, ne siamo stati condizionati.
Ma se vogliamo arrivare a scoprire la causa fondamentale della situazione attuale, e necessario essere liberi da qualsiasi condizionamento. Interiormente deve esserci libertà. Libertà non significa andare dove vogliamo, sceglierci il lavoro che preferiamo, o dire quello che ci pare. La vera libertà esiste quando il cervello, la mente, l'intera struttura psicologica, sono ripuliti da qualsiasi schema di funzionamento, da qualsiasi modello di comportamento che ci siano stati imposti.
Se siete delle persone serie, non può bastarvi affrontare soltanto oggi, o una volta ogni tanto, questa indagine che stiamo conducendo insieme. La vostra ricerca, la vostra osservazione devono essere ininterrotte.
È necessario avere grande pazienza. Sapete, impazienza è tempo. La pazienza, invece, non è del tempo. Pazienza significa osservare da vicino, con grande cura e attenzione; significa non avere fretta e avanzare a poco a poco, senza stancarsi. Questa è pazienza. In questo modo di osservare non c'è l'ansia del tempo. Ma quando vi lasciate prendere dall'impazienza di andare avanti, vi mettete a correre, senza capire da che punto siete partiti.
Allora, qual è la causa che determina questo nostro povero modo di vivere? Forse è l'esigenza di sentirci sicuri? Oppure è l'illusione di crederci gli uni separati dagli altri? O è l'illusione di credere che il nostro cervello sia diverso da quello dei nostri simili?
La nostra mente, il nostro modo di fare, sono davvero diversi dalla mente e dai modi di comportamento degli altri esseri umani? La causa che stiamo cercando è il pensiero?
Non esiste pensiero occidentale e pensiero orientale. Il pensiero è pensiero, in qualunque posto viviate; sia che viviate in Asia, sia che abitiate in Estremo Oriente, in Medio Oriente o in Occidente, avrete sempre a che fare col pensiero. Potranno esserci modi particolari di pensare, potranno esserci direzioni particolari in cui il pensiero si muove, o modelli particolari secondo i quali il pensiero si conforma, ma è pur sempre il pensiero ad essere in gioco.
È pur sempre pensiero, sia che lo si usi in Oriente o in Occidente, sia che subisca condizionamenti diversi in differenti ambienti. Allora, la causa fondamentale che stiamo cercando è il pensiero?
Guardate qual è, storicamente, il modo di vivere degli esseri umani: un continuo combattere tra di loro, un andare avanti nel tormento, nell'angoscia, portandosi dietro conflitti e paure che sembra impossibile abbandonare. C'è la ricerca del piacere e il costante imbattersi nella sofferenza; c'è qualche raro sprazzo d'amore, che immediatamente diventa un fatto sessuale, mentre la compassione non ha mai potuto essere una realtà vivente; è rimasta soltanto un'idea.
Vi prego, andiamo avanti insieme. E procedendo insieme, fianco a fianco, per la stessa strada, non ci serviremo dell'analisi. Dobbiamo capire che cosa significa analisi. Analisi implica divisione. Vi pare? C'è colui che analizza e quello che viene analizzato. Colui che analizza presume di sapere e quindi di essere capace di analizzare. Scopritelo nella vostra mente. Il processo di analisi richiede tempo.
«Forse oggi non sono capace di vederci chiaro e di analizzare a fondo la situazione, ma imparerò e arriverò a saperlo fare».
Mi serviranno giorni, settimane, mesi, per imparare l'arte di analizzare. Tuttavia rimarrà la divisione tra colui che analizza e quello che viene analizzato.
Colui che analizza impone all'intero processo il suo modo di vedere, il suo modo di giudicare e di interpretare. Così l'analisi, non solo si basa sul tempo, ma anche su una separazione insormontabile tra l'analizzatore e l'analizzato. Supporre che l'analizzatore sia completamente diverso dall'analizzato, è diventato uno dei nostri condizionamenti più profondi.
Ma è davvero così? Colui che analizza non fa parte di quello che viene analizzato? Quando comincio ad analizzare la mia angoscia, come faccio a sapere che quello che sto analizzando è angoscia? Capite? Lo so perché mi ricordo esperienze di angoscia, che ho avuto tempo fa.
Queste esperienze mi si sono impresse nel cervello e me ne ricordo; quando poi ha luogo in me una reazione simile, la riconosco e la chiamo angoscia. Così mi separo da quello che accade, per analizzarlo. Ma guardate che cosa succede, per esempio, quando vi arrabbiate. Nel momento in cui andate in collera, non c'è alcuna differenza tra voi e la vostra collera. Questo è il fatto.
Soltanto più tardi potrete dire: «Mi sono arrabbiato». Allora, possiamo renderci conto che l'analisi implica e mantiene una divisione costante tra colui che osserva e quello che viene osservato, come se fossero entità diverse e distinte? Evidentemente mi sto riferendo al piano psicologico.
Non sto dicendo che non c'è alcuna differenza tra me e un albero. È chiaro che c'è differenza; ma quando la differenza esiste a livello psicologico, quando ritenete di essere diversi da quello che osservate dentro di voi, a livello psicologico, allora questa divisione porta con sé il conflitto. Quando tentate di essere quello che non siete, prendete la direzione dello sforzo e del conflitto.
Il nostro cervello ha vissuto e si è sviluppato muovendosi proprio in questa direzione. Ora noi diciamo: un processo di analisi non porterà mai alla libertà. Al contrario, non farà altro che mantenere e alimentare il conflitto. Ma una mente, un cervello che vivono nel conflitto, non possono fare a meno di consumarsi; così non potranno mai essere in uno stato di freschezza, non potranno mai sbocciare e fiorire in questo stato.
L’analisi rende impossibile osservare con chiarezza. Essere capaci di osservare è molto più importante che avere una mente analitica. Abbiamo perso la capacità di osservare, per coltivare l'arte di analizzare. Non siamo mai disposti a guardare a fondo quello che accade nella nostra mente e nel nostro cuore, senza alterare quello che stiamo osservando.
Il nostro cuore, la nostra mente sono distorti, corrotti, ma speriamo di poterli risanare e raddrizzare facendo ricorso all'analisi. Facciamo molto affidamento su di essa; così non ci accorgiamo di quanto essa sia inefficace. È esattamente la stessa cosa che succede a un uomo che si basa completamente su una fede particolare, e che non riesce a vedere in quale situazione ridicola è andato a cacciarsi.
Stiamo dicendo che quello che importa è essere capaci di osservare che cosa accade dentro di noi, nel nostro cuore, nella nostra mente. Ma questa osservazione non è possibile quando dietro di essa c'è un motivo qualsiasi o qualche genere di imposizione che la deforma.
La mente deve essere capace di straordinaria attenzione. Forse queste cose sono nuove per voi; forse non vi è mai capitato di sentirne parlare. O potete aver letto qualcosa da qualche parte. Come sarebbe bello se non aveste mai letto nemmeno un libro! Se non aveste mai ascoltato prediche, se non aveste mai dato retta né a preti, né a filosofi, né a guru. Allora avreste una freschezza intatta, per accostarvi a quello che stiamo dicendo. E con quella freschezza potreste osservare tutta la vostra struttura interiore.
Sfortunatamente ormai siete tutti quanti persone molto istruite, vi siete interessati di molte cose leggendo a destra e a sinistra, con la speranza, così, di acquisire conoscenza. Mentre, se poteste semplicemente osservare... Sarebbe davvero meraviglioso se poteste farlo, perché proprio nella semplice osservazione è l'essenza stessa della libertà!
Senza questa libertà, non avete la minima possibilità di penetrare in quanto stiamo dicendo. Allora, a meno che non si scopra la causa che ha determinato questa situazione, non avrà fine la struttura psicologica che ci tiene prigionieri. Qual è questa causa, la causa del dolore e dell'infelicità umana?
È la vostra umanità che si trova in questa miserevole situazione. Vi prego, rendetevene conto: la vostra umanità, il vostro cervello che ha attraversato un'evoluzione di milioni di anni e che è patrimonio comune di ogni essere umano, fanno sì che voi siate il mondo e che il mondo sia voi. Voi non siete svizzeri, o tedeschi; ma siete degli esseri umani, come lo sono quelli che vivono in Estremo Oriente ‑ poveri, affamati, infelici, trucidati senza pietà.
Psicologicamente voi soffrite, siete infelici, pieni di angosce.
Il vostro cuore, la vostra mente, è umanità.
Cercate di capire questo. Non c'è differenza tra voi e l'umanità.
La nostra mente è umanità ed è comune a tutti gli uomini. Questa mente, insieme al cervello, ha funzionato non solo per tutta la nostra vita, ma per millenni, muovendosi nel tempo in una direzione determinata. È un movimento che continua sempre nella medesima direzione, per quanto possa espandersi o contrarsi, celarsi o modificarsi.
E quando vedete dove porta questo movimento, quando vedete come l'uomo stia distruggendo se stesso e la terra, l'aria, la natura, gli animali, non potete fare a meno di sentirvi tremendamente responsabili. Allora, qual è l'origine di tutto ciò che accade? Dov'è la causa?
È il pensiero, forse?
Pensiero implica conoscenza, vi pare?
Ci sono esperienza, conoscenza, memoria, pensiero; insieme costituiscono un unico movimento.
La conoscenza che si acquisisce per mezzo dell'esperienza, non è separata dalla memoria e dal pensiero. Ma insieme costituiscono un unico processo che non si ferma un istante e che si muove sempre nella stessa direzione. È questa la vera causa?
È questo movimento ininterrotto del pensiero, che ha portato nel mondo il caos che c'è attualmente? Vi prego, esaminate insieme a me la questione, non stancatevi di osservare. Il pensiero ha creato cose straordinarie: grandiose cattedrali, palazzi meravigliosi, musica, canti, poemi, una tecnologia eccezionale, le bombe, la scienza atomica.
Tutto questo è frutto del pensiero. L’enorme incremento degli armamenti per distruggerci tutti quanti, anche questo è frutto del pensiero; come pure lo è la conoscenza raccolta dagli scienziati.
Se non foste capaci di pensare, non potreste tornare a casa vostra, non potreste nemmeno parlare. Perciò il pensiero occupa un posto di straordinaria importanza nella nostra vita. Ma ora non ci stiamo occupando del funzionamento del pensiero, in relazione al mondo fisico delle nostre attività quotidiane, i sistemi di comunicazione e di trasporto, i telefoni e così via. Ci stiamo invece chiedendo se a livello psicologico non sia proprio il pensiero la causa di ogni tormento umano. Capite?
E se fosse proprio il pensiero la causa fondamentale della miseria umana, questa causa non potrebbe essere tolta di mezzo? Sapete, quando un uomo è malato fisicamente, fa di tutto pur di guarire; spende soldi, fa lunghi viaggi per andare a curarsi.
Ma noi non sembriamo disposti a spendere nemmeno una piccola parte del nostro tempo per scoprire come mai gli esseri umani accettino di vivere tanto angosciosamente, in mezzo a tremendi pericoli, una vita che ormai è diventata del tutto priva di senso.
Allora, è il pensiero la causa fondamentale che stiamo cercando? Tutta quanta la nostra esistenza ruota ormai intorno al pensiero. Il nostro amore, i nostri affetti, i nostri ricordi, le immagini di cui non vogliamo fare a meno... alla base di tutto questo c'è il pensiero. Anche le nostre relazioni reciproche sono determinate dal pensiero, che, come abbiamo detto, è figlio della conoscenza.
Senza conoscenza non saremmo capaci di pensare. Ma la conoscenza e sempre qualcosa di limitato. Non esiste la conoscenza completa di qualcosa. Mentre la comprensione è completa quando la conoscenza finisce del tutto. Vediamo di procedere passo per passo, altrimenti sarà sempre più difficile capire, andando avanti.
Non esiste una conoscenza completa, a qualunque cosa vogliate riferirvi. Gli astrofisici che studiano l' universo non arriveranno mai ad una conoscenza definitiva. Anche il lavoro dei filosofi e degli studiosi si basa sulla conoscenza. Potranno dirvi che credono in Dio, l'Essere Supremo e Onnipotente, l'Unico che possiede l'intera conoscenza, o dove tutta la conoscenza finisce.
A noi non interessano sciocchezze del genere. Quello che stiamo sottolineando è il fatto che la conoscenza è sempre e comunque incompleta, perché è costantemente all'ombra dell'ignoranza. Nemmeno i più grandi filosofi, né i teorici o gli specialisti più noti, né i religiosi o gli uomini di chiesa, potranno mai affermare, a meno che non siano pazzi, di possedere la completa conoscenza.
Perciò il nostro pensiero che nasce dalla conoscenza è irrimediabilmente limitato. Non esiste un pensiero senza limitazioni in se stesso. Così anche i nostri modi di agire permangono nella limitazione. E la nostra capacità di osservare sarà molto ristretta se rimarrà soggetta al funzionamento del pensiero.
Quando la mia osservazione fa parte di un processo analitico, siccome l’analisi si basa sul pensiero, tanto le mie osservazioni quanto le mie conclusioni saranno inevitabilmente limitate. La capacità dì osservare implica profondo senso di umiltà. Non potete osservare con chiarezza se vi basate sulla conoscenza che avete. Umiltà significa osservare senza pretendere di appoggiarsi ad alcuna certezza.
È evidente che all’origine di tutta la confusione nella quale viviamo, c'è il pensiero. Le nostre angosce, le guerre, le separazioni tra i popoli, le separazioni religiose, le separazioni professionali, le separazioni che trovate dovunque nel processo del divenire, sono prodotte dall'attività del pensiero.
Non so se vi siete accorti di come nelle nostre attività quotidiane siamo impegnati a salire la scala sociale. Impiegati, preti, capireparto, uomini d'affari, tutti quanti cercano di diventare qualcosa. Il parroco diventerà vescovo, il vescovo diventerà arcivescovo, l'arcivescovo diventerà cardinale e il cardinale alla fine diventerà papa. Nel mondo delle nostre attività quotidiane questo modo di funzionare appare dappertutto. E anche a livello psicologico facciamo la stessa cosa. In ogni momento cerchiamo di diventare qualcosa di diverso da quello che siamo: vogliamo migliorare.
«Non sono bravo, ma migliorerò». Capite?
Questo divenire è il movimento del pensiero nel tempo.
E proprio questo movimento potrebbe essere l'origine di tutta la confusione in cui viviamo.
Ognuno desidera diventare qualcosa.
A livello fisico, questo desiderio spinge ad essere aggressivi, ambiziosi, crudeli. Ma potete accorgervene e tirarvi indietro, senza prendere parte al gioco.
Mentre, vedere questo movimento del divenire a livello psicologico, vederlo interiormente, è molto più difficile. In noi, a livello psicologico, è costantemente all'opera lo sforzo per diventare qualcosa. Così ci portiamo dietro un conflitto interminabile. Siamo sempre in tensione, in lotta, sotto sforzo. Proprio questa situazione psicologica potrebbe essere la causa di tutta la distruttivìtà che c'è al mondo.
Alla base di questo sforzo per divenire c'è il pensiero.
Capite?
Se mi metto a confronto con una persona che è buona, intelligente, affettuosa, premurosa, ecco che comincio a desiderare di diventare come lei. Ma alla base di questo confronto c'è il pensiero. Vi pare? Come reagisce la mente a questa affermazione?
Guardate che cosa succede: invece di rendersi conto immediatamente della realtà di quanto abbiamo detto, la mente preferisce costruirsi un'immagine, un'idea, e mettersi a discutere. Ma la realtà è diversa dall'idea che vi siete fatta.
La parola sofferenza è diversa dalla realtà del soffrire. Quando sentite parlare di quel che è accaduto alla mente, al cuore, al cervello ‑ che sono tutt'uno ‑, quando sentite dire che col passare del tempo sono stati condizionati dalla cultura, dalla religione, a diventare qualcosa che non sono; quando sentite dire che questo condizionamento implica tensione, competizione, spietatezza, violenza, siete di fronte ad un fatto, oppure soltanto ad un'idea?
Siete di fronte a qualcosa che accade realmente, oppure vi state soltanto immaginando qualcosa? Questo è un punto molto importante da capire. Le nostre menti sono state condizionate in ogni occasione ad avere a che fare con delle idee invece che con dei fatti.
Di fronte a un fatto, il cervello si è abituato a creare un'astrazione, e questa astrazione poi la chiama ideale. Ma osservare il fatto è molto più importante che farsene un'idea. Nei confronti di un fatto potete fare qualcosa, ma non potete fare nulla nei confronti di un'idea; al massimo potete crearne delle altre, farvi delle opinioni.
Il fatto che dovete vedere è questo: il cervello, il cuore, la mente, che sono tutt'uno, sono coinvolti ininterrottamente nello sforzo per diventare. Questa non è un'astrazione. È un fatto che è lì, da osservare. Andiamo avanti, lentamente, con calma. Il fatto che state osservando è qualcosa di diverso da voi che lo osservate? Capite?
Ognuno di noi, nei modi più diversi, si sforza di diventare qualcosa, non solo nella vita esteriore, ma soprattutto interiormente, psicologicamente. E quello che succede a livello psicologico influenza in modo determinante quanto accade fuori di noi. Non accade il contrario, come i comunisti pretenderebbero.
Da principio i comunisti avevano meravigliose teorie ‑ nessun governo, nessun esercito, tutti erano uguali ‑ e guardate dove siamo arrivati! Le idee sono fattori tremendamente distruttivi, mentre il fatto in se stesso è che il pensiero ha costruito la struttura psicologica dell’essere umano, e questa struttura si basa sullo sforzo di diventare diversa da quello che è.
Capite?
È da questa situazione che potrebbe venire ogni infelicità umana. Allora, se ci siamo resi conto della causa, possiamo vivere in questo mondo senza far nulla, psicologicamente, per diventare diversi da quelli che siamo?
Questo non significa che dobbiate rimanere quelli che siete. Che cosa siete voi? Non siete nient'altro che questo sforzo di diventare diversi.
Mi domando se ve ne rendete conto.
Ora, potreste chiedervi: «Ma se non sono nient'altro, all'infuori di questo sforzo per cambiare, che cosa mi succederebbe se smettessi di fare anche questo? Mi metterei a vegetare?». Ma avete mai penetrato veramente a fondo la questione di mettere completamente da parte lo sforzo di diventare diversi da quello che siete?
Questo significherebbe farla finita, dentro di voi, con il bisogno di imitare, di conformarvi, di fare confronti. Dovunque nel mondo, gli esseri umani, da millenni, non hanno fatto altro che comportarsi allo stesso modo, seguendo sempre lo stesso schema psicologico, e non fa alcuna differenza che vivano in un piccolo villaggio o che abitino un appartamento lussuoso al trentesimo piano.
Se è stata scoperta la causa che determina tutte le miserie umane, essa se ne andrà, con naturalezza. State attenti: che cos'è l'essere umano?
Ha paura di non essere niente?
Ma dove lo porta il suo sforzo per diventare qualcosa? Con tutti i vostri sforzi per diventare diversi interior mente, dove siete arrivati? Alla fine di tutti i vostri sforzi, non siete un bel niente! Ma avete paura di rendervene conto. Alla base del divenire non c'è sempre il pensiero?
Prendete per esempio il problema dell'autoconoscenza. Voglio conoscere me stesso. Guardate in che inganno si cade! Perdonatemi se ve lo faccio notare. Voglio conoscere me stesso: e comincio ad osservare, ad analizzare, a fare domande. E proprio questo osservare, questo fare domande, fanno parte del movimento interiore per diventate qualcosa di diverso.
Qualsiasi movimento mentale, che implichi divenire o non divenire, è sempre la stessa cosa; e un movimento del pensiero. E se dite: « Sì, me ne sono accorto; devo porre fine a questo movimento», è ancora il pensiero ad essere all'opera, sebbene in una diversa direzione. Allora, questo movimento del pensiero, può finire davvero?
La mente, non la mia o la vostra, ma la mente umana, incoraggiata dai preti, dai filosofi, dalle persone istruite, per secoli e secoli si è mossa per conoscere sempre di più di quanto accade non solo fuori di noi, nell'ambiente circostante, ma anche dentro di noi.
Ma quando vi sentite dire: «Guardate che cosa state facendo!», allora vi accorgete che l'idea di conoscere voi stessi fa ancora parte dello stesso cammino del divenire. Sia che cerchiate di diventare qualcosa o di non diventare niente, il movimento è sempre lo stesso; è sempre il pensiero in azione, sebbene in direzioni diverse.
Ora, se è il pensiero la causa di tutta l'infelicità umana, è possibile che smetta di muoversi, qualunque sia la direzione? Che cos'è il pensiero? Non è il pensiero che produce il rumore di quel torrente, ma è il pensiero che ha generato le guerre e barriere divisorie di ogni tipo nelle relazioni umane.
Con qualsiasi persona siate in relazione, ve ne fate un'immagine. Questa immagine si costruisce nel tempo e diventa la barriera divisoria tra voi e l'altra persona. Il cervello è costantemente all'opera per costruire l'immagine di vostro marito, della vostra ragazza o del vostro ragazzo; e questa immagine vi impedisce di vedere la realtà, vi separa dalla realtà.
I ricordo del passato si imprime nelle cellule del cervello; quindi il pensiero forma un’immagine, e allora voi dite: «Mi ricordo di te». Ma l'immagine, il simbolo, non è la realtà. Pensare significa muoversi nel tempo. Il tempo è il fattore nel quale, per mezzo dell'esperienza, si raccoglie conoscenza. Ho avuto l'esperienza di incontrarti ieri; me ne ricordo e ora dico che sei il tal dei tali.
Conoscenza implica pensiero. E il pensiero è materia. Le cellule che portano impressi i ricordi sono materiali e anche il pensiero è materiale. Ora guardate. Studiando la materia che è fuori di loro, gli scienziati tentano di scoprire qualcosa che è al di là di tutto. Se chiedete agli scienziati, agli astrofisici che scrutano le profondità dei cieli, li troverete d'accordo su questo: con le loro ricerche tentano di scoprire che cosa c'è al di là di tutte le cose.
Queste persone studiano la materia servendosi del pensiero, ma noi diciamo che anche il pensiero è materia: allora perché non studiare subito dentro di noi la materia, invece di andare a cercarla fuori?
Sarebbe molto più pratico e diretto. Richiede una straordinaria disciplina, ma consentirebbe di andare infinitamente lontano. Il pensiero è materia ed è il fattore che ha costruito tutta la nostra struttura psicologica: le angosce, le paure, lo sconforto, la disperazione, le diversità di umore, gli affetti, i sentimenti, i romanticismi, i sogni ad occhi aperti.
Le persone cosiddette religiose non lo ammetteranno, perché partono dal concetto che in loro ci sia qualcosa di spirituale; credono di avere un' anima, con tutto quel che segue. Ma non escono dai limiti del pensiero. Coscienza superiore e coscienza inferiore, l'Atman degli Indù, il Brahman, sono ancora creazioni del pensiero. Evidentemente il pensiero ha un campo nel quale deve essere usato.
Ci serve per parlare, per tornare a casa, per prendere l'autobus, per lavorare, per fare tutto ciò che richiede abilità e conoscenza. Ed è necessario che il pensiero funzioni in modo obiettivo, chiaro, preciso, imparziale. Ma il pensiero non ha altro posto, al di fuori del campo che gli compete. E invece il pensiero è costantemente all'opera per costruire la struttura dell'ego, dell'io che vuol diventare, o che non vuol diventare niente.
Si può stare al mondo senza che il pensiero intervenga a costruire la struttura dell'ego, che implica il divenire? Capite che cosa sto chiedendo? Finché non scomparirà il movimento psicologico del divenire, non sarà possibile andare molto lontano. Finché esisterà un centro dove si accumula lo sforzo che alimenta il divenire, da lì il pensiero continuerà a muoversi e ad operare.
E la mente che non è libera dalla struttura psicologica costruita dal pensiero, non potrà andare da nessuna parte. Potrà solo farsi delle illusioni e giocare a se stessa ogni genere di inganni.
Fonte: 
Ebook-Il segreto del Contatto Alieno
Il prof. Vinicio de Bortoli dice: Ho rivevuto la tecnologia BCI da una specie umanoide che è molto simile a noi e che fa parte della federazione VAM. Nel 1984 insieme al mio collega il Prof. Ugo licinio abbiamo ricevuto e poi brevettato il primo sistema di decodifica delle onde cerebrali. La federazione dei VAM ci sta aiutando ad affrontare in futuro i Vaux ed evitare così all'umanità l'estinzione. I Vaux sono una specie di predatori dello spazio, il cui unico interesse è quello di Studiarci e indurci ad autodistruggerci con le nostre mani, per evitare di farlo di persona. Il rapporto che c'è tra noi e loro è simile a quello che c'è tra noi e un Orangotan,per alcuni di loro siamo delle scimmie in uno Zoo, e il pianetaTerra è una sorta di di riserva naturale.
Che cosa ci separa dalla realtà? (Jiddu Krishnamurti)
Contattisti: Stefan Denaerde
Attualmente, per esempio, per giocare con i missili nucleari, lasciate che buona metà della popolazione mondiale continui a vivere in povertà e sottonutrizione. La libertà di pensiero è l’essenza dell’essere umano secondo la nostra etica; se le arrecassimo danno, commetteremmo un delitto. Per cui istilliamo in voi solo conoscenza, non persuasione. Per creare un alto livello di civiltà, o stabilità sociale, servono tre concetti: Libertà, Giustizia, Efficienza. Da noi non esiste denaro.
Stefane Denaerde è l'autore del libro "Ho incontrato gli Extraterrestri" pubblicato nel 1969 in Olanda, ha raggiunto più di undici edizioni ed è stato letto da più di quaranta milioni di persone nel mondo. Il protagonista di questa sconvolgente esperienza (il cui vero nome è stato tenuto nascosto usando lo pseudonimo di Stefan Denaerde) viveva negli anni '60 in Olanda.
Si tratta di un ingengere meccanico proprietario di diverse aziende che operavano nel commercio internazionale. Quest'uomo non aveva, all'epoca del contatto, interessi nei confronti dell'argomento "extraterrestri e UFO" né credeva in fenomeni ad essi legati. Nel corso del contatto avuto con questi Esseri provenienti dal Pianeta Iarga egli apprese importanti informazioni relative alla vera storia del nostro pianeta, rivelazioni sul significato cosmico della vita e il destino dell'uomo, e avvertimenti sul futuro dell'umanità.
(Fonte:
)
Autore del libro "Ho incontrato gli Extraterrestri", Anno 1969, letto da milioni di persone. Cosa ne hanno fatto… trent’anni dopo? Dimenticato, come tanti altri. Invito ognuno a leggerlo.
di Orazio Valenti
Domanda: Perché ci contattate e non ci aiutate?
Risposta: "Ciò significherebbe violare le leggi naturali. Voi non avete il concetto di Norma, l’Etica di una civiltà superiore. Per questo motivo la razza umana non ha possibilità di sopravvivenza. Nello stesso tempo ciò blocca la strada della Integrazione Cosmica.
La Legge Naturale più importante che regola il processo di civilizzazione di una razza intelligente, è la seguente: uno sviluppo tecnologicamente elevato deve eliminare tutte le discriminazioni, sotto pena di Autodistruzione. Ciò significa che l’estensione delle nozioni tecnologiche ad una razza discriminante è un delitto gravissimo, secondo le norme giuridiche cosmiche. Il rischio della rovina aumenta enormemente. (Questo vale per quanti credono che alcuni nostri Fratelli extraterrestri collaborino con certi nostri centri di ricerca, come per l’area 51. nda).
Civiltà è la misura con cui la comunità provvede a tutti, nel disinteresse collettivo.
Il disinteresse è la norma di selezione per l’immortalità di una razza intelligente. La Giustizia è efficiente quando ciascuno ha a propria disposizione, in misura uguale agli altri, quel tanto che sia sufficiente a renderlo disinteressato nei confronti dei beni materiali, altrimenti si ha l’invidia. (Come disse Eugenio Siragusa: Né pace né progresso senza giustizia nda).
Bisogna eliminare tutte le discriminazioni, di cui la prima è la proprietà personale: o tutti possiedono in eguale misura o nessuno possiede niente. L’ultima è la più efficace. Il denaro è soppresso perché è forma innegabile di proprietà: Denaro e Proprietà sono indici di un livello di civiltà molto primitivo! La maniera piatta con cui siamo spinti all’invidia reciproca e all’egoismo è criminale. Questa incitazione al materialismo, pericolo morale per una razza intelligente, è contraria ad ogni sentimento di giustizia. Bisogna imparare a pensare nei termini di efficienza e di benessere dell’intero sistema comunitario, non del singolo individuo. Non vi è produzione di armi, niente esercito.
Sulla Terra, la libera economia è basata sul diritto della giungla: il diritto della forza economica e la stabilità nello Status Quo attraverso l’equilibrio di potere. Quest’ultimo richiede l’appoggio della potenza militare. Dunque la libera economia non potrebbe esistere senza il sostegno degli armamenti. Potenza significa discriminazione del forte, rispetto al debole, e le discriminazioni possono essere mantenute solo con l’ausilio di altre discriminazioni. La completa sicurezza dell’esistenza è solo l’inizio di una superciviltà. L’uomo è chiamato a raggiungere ad un certo momento l’Integrazione Cosmica.
Il Nazionalismo non è altro che la copertura del protezionismo di gruppo, dell’egoismo di gruppo, dell’aggressività e dello spirito di rivalsa. Sono le discriminazioni che causano gli armamenti. Sui trapianti. La tecnica del trapianto richiede conoscenze relative all’origine della vita e voi ne siete ancora ben lontani. Cosa è la vita? Facciamo un esempio: la creatività umana riesce a dare vita ad un apparecchio radio così come la creatività cosmica dà vita ad un corpo vivente. Il campo energetico per cui ciò accade viene da noi chiamato radiazione biologica ed è solo una piccola parte del campo di creatività onnicomprensivo, chiamato irradiazione immateriale.
Ogni essere vivente ha il proprio Tono (Vibrazione). Si potrebbe operare il trapianto di parti fisiologiche di uomini che abbiano lo stesso tono. Una identificazione precisa dei tessuti, una tecnica di misura della modulazione della radiazione biologica. Dopo il trapianto, il nuovo tessuto deve essere suscitato a vita indipendentemente con una radiazione biologica applicata artificialmente. Ma una specie che sia in grado di dominare la radiazione biologica, può anche dominare sia la vita che la morte.
Noi ci sentiamo autorizzati al ristabilimento delle possibilità di essere felici e non al prolungamento della vita, se essa deve terminare per disposizione naturale. Nelle nostre famiglie, i lavori casalinghi e di manutenzione li fanno tutti gli uomini insieme. Il vero compito delle donne è quello di educare ed istruire i bambini, ed altri lavori sociali. L’educazione di un bambino fino al tipo umano mentalmente stabile e sviluppato richiesto da una civiltà elevata è un compito complesso e difficile.
Libertà vuol dire assenza di imposizione, assenza di discriminazioni. Essa ha origine dalla giustizia e dalla efficacia.
Lo sviluppo di una razza intelligente viene dominato da due eccezionali leggi naturali che sono leggi di selezioni cosmiche. Esse formulano le condizioni di ammissione alle regioni di evoluzioni più elevate della Integrazione Cosmica.
Esprimendole con gli insegnamenti di Cristo:
1 - La prima fissa la condanna per le discriminazioni sociali. Sulla Terra il caos esiste già e si preannuncia prossima la decadenza. La disponibilità di armi chimiche e nucleari diverrà sempre più pericolosa col passare degli anni. Ancora un po’ di tempo e scoprirete la possibilità dell’irradiazione materiale. Un pugno di uomini sarà allora in grado di preparare un’arma capace di annientare l’intero genere umano. Quanto può durare una civiltà la cui scienza non conosce le proprie responsabilità?
2 - La seconda, selettiva, impone la consapevolezza delle nostre relazioni interumane. Essa pone l’Amore Cristiano come presupposto per l’Integrazione Cosmica. Solo l’atteggiamento disinteressato, che produce l’efficienza originale dell’ordinamento naturale, dà ad una razza intelligente la sicura sopravvivenza nella Integrazione Cosmica. Gli equilibri naturali vanno mantenuti. La specie che non riesce a realizzare l’efficienza della selezione di riproduzione dalle origini è destinata a perire".
Si chiede Stefan:
Come possono essere compatibili la libertà illimitata con la selezione di riproduzione?
Col senso di responsabilità e col disinteresse. La riproduzione artificiale accelera la degenerazione. A cosa serve riprodurre il fenomeno biologico umano? Il corpo con tutti i suoi desideri è solo zavorra. Ha importanza solo la mente creativa, capace di pensare solo in modo disinteressato.
Come educare i bambini alla libertà e alla felicità?
La libertà è mancanza di imposizione collettiva, su un modello di atteggiamento individuale, ed ha origine dalla mancanza di imposizione individuale su un modello di imposizione collettiva. La libertà non si può conquistare con un fucile in mano. Solo i genitori possono, generazione dopo generazione, conquistare laboriosamente tutto ciò, formando la mente dei loro bambini e dando loro la consapevolezza esatta del bene e del male. Questo è possibile partendo dall’amore naturale dei genitori e dalla varietà dell’ambiente di gruppo.
Il punto fondamentale non è di avere bambini, ma di saperli educare (secondo i principi delle Leggi Universali. nda). Felici, significa essere in pace col senso della propria esistenza, con se stessi ed il prossimo. È la creatività la spinta incosciente alla felicità. Ma può essere materiale od immateriale: La creatività materiale è l’aspirazione individuale verso il miglioramento delle proprie condizioni di vita, orientata sui terreni del sesso, possesso e potenza.
È la causa della povertà sul vostro pianeta. L’individualismo si esprime nell’egocentrismo, nell’avidità e nel predominio. Ma arrivano vecchiaia e malattia, il suo mondo crolla ed egli consuma il resto della sua esistenza irrequieto con se stesso; non ha capito di aver sempre inseguito un miraggio, sempre sfuggente sopra il deserto del materialismo. Al contrario, la creatività immateriale, l’Amore Cristiano, dà un a sensazione di felicità costante. È l’aspirazione individuale verso un miglioramento delle condizioni di vita degli altri.
Questa attività è indirizzata verso i valori elevati dell’Amore altruistico: sollecitudine, convivenza, tolleranza, amicizia, stima, ammirazione… Questa stabilità sociale crea un benessere illimitato ed una completa sicurezza di esistenza. Ogni azione disinteressata, ogni atto di abnegazione, aumenta costantemente il senso della propria dignità e di appagamento. La Saggezza non è sensibile alla sfortuna o all’invecchiamento. Le Leggi Naturali selezionano duramente ed impietosamente. Solo una razza con grande senso di altruismo può sopravvivere.
L’uomo libero da influenze materiali può mettere al mondo bambini con la certezza che siano altruisti, liberi e felici.
La varietà domina la nostra struttura di gruppo e l’ambiente educativo dei bambini. Il confronto con persone sempre nuove. Altre razze, opinioni, abitudini di vita, stimola in misura notevole la creatività nei contatti umani. Non vi sono né frontiere né nazionalità. La vita diviene la grande avventura della libertà, in cui il nostro disinteresse e la creatività vengono sempre aggiornati ed in cui possiamo divenire completamente uomini.
Una società diviene stabile quando il trasferimento, la diffusione dei popoli e la loro mescolanza produce un uomo finale. Sarà una razza umana di colore bruno quella che infine creerà la superciviltà sul pianeta Terra. (Sommando le caratteristiche delle quattro razze. nda). La razza bianca, sviluppata tecnologicamente, ricca, potente, con la sua arroganza discriminante, è destinata a scomparire. La natura umana è identica ovunque. È impossibile una differenza qualitativa intellettuale fra razze intelligenti chiamate alla integrazione cosmica, anche se sono lontane l’una dall’altra mille anni luce.
Con le Leggi Naturali non si può discutere: esse determinano, conformemente al diritto cosmico, il decorso di un processo sociale. Nonostante le differenze di tradizione, di alimentazione, di prestazioni intellettuali, la discriminazione razziale è arrogante stupidità, è un crimine molto serio secondo il Diritto Cosmico, che è la formulazione di norme di legge dell’ordinamento naturale in relazione all’evoluzione di razze intelligenti. La giurisprudenza è basata sul diritto cosmico che non conosce né rappresaglie né punizioni: appena la discriminazione sarà scomparsa, anche la criminalità scomparirà.
Non hanno ragione di esistere né i diritti economici né la violenza individuale, in un mondo in cui sia scomparsa la violenza collettiva. Le prigioni esistono solo nei Pianeti in cui vi sia ancora differenza di livello fra persone. Esse sono il frutto delle discriminazioni come ricchezze, maggiore sviluppo, potenza, che possono venire mantenute temporaneamente solo con altre discriminazioni come terrore, punizione, prigione. Scopo della evoluzione umana è la Libertà, che per i terrestri è ingiusta e perciò illecita. Quando mancano la giustizia e l’efficienza, la libertà è impossibile.
Per raggiungere la stabilità sociale ci vuole dunque il disinteresse o creatività immateriale cioè pensare in modo indipendente per migliorare le condizioni altrui, e perciò, oltre la libertà si richiede anche un determinato livello di sviluppo spirituale.
L’Amore Cristiano è il frutto della libertà e della uguaglianza fra tutti gli uomini. (Dunque libertà, coscienza e quindi messa in pratica dell’Amore. Questo non è una metodologia salvifica quando non si è realizzato il disinteresse e la creatività immateriale o autorealizzazione, altrimenti diverrebbe debolezza, facile preda dell’inganno. nda).
L’Ideologia Cosmica Universale
Per una razza discriminante, la conoscenza della Onnicretività ( che può chiamarsi anche Dio), quindi della struttura immateriale dell’ Universo, avrebbe come conseguenza l’autodistruzione, poiché con questa conoscenza si domina il campo immateriale dell’ energia che supporta la materia e la vita. Solo quando avrete invalidato la prima legge di selezione e sarete divenuti stabili, potrete accedere con la vostra scienza alla conoscenza più elevata.
L’Onnicreatività, Onnipresenza o Forza Naturale, è la Forza che muove l’ Universo (come disse Dante), è il significato universale del Campo di Radiazioni Immateriali che domina l’ Universo.
Il vostro concetto di Dio è troppo statico, irrigidisce il pensiero creativo umano ed è un simbolo di contrasti, carico di tradizioni, quindi non più utile nella vostra era. Il concetto di Legge Naturale è dinamico e stimola la creatività umana. Infatti le leggi naturali di vostra continua scoperta, entrano spesso in contrasto con le tradizioni religiose. In relazione alla forza cosmica della onnicreatività, la materia è massa, energia conglobata, una trasformazione dell’ energia immateriale del campo di radiazione cosmico. La trasformazione avviene sotto l’azione di un enorme campo di forze, il Campo Portante, che crea leggi fisiche cui ubbidisce tutta la materia.
L’onnicreatività invia un campo portante che mantiene gli atomi una volta creati e crea le leggi di massa ed inerzia che ordinano l’ Universo (materiale). In uno spazio dove non c’è questo campo portante, mancando le leggi di massa e di inerzia, si dissolvono gli atomi e si ritorna alla energia immateriale nel Campo Portante Cosmico. (Entropia, Sintropia nda.). Il Mondo creato, viene controllato da una Intelligenza incommensurabile nel suo processo genetico e di conservazione, dalla sua Onda Portante. Le modulazioni dell’Intelligenza e dell’Amore, raggiungono il mondo vivente come irradiazioni immateriali.
L’Intelligenza Cosmica è infinita.
La più eccelsa creazione naturale è il cervello di un essere intelligente. La quantità delle sue memorizzazioni è inimmaginabile così come lo è l’estensione del Cosmo. Mediante deduzione e sintesi può pensare logicamente. Ma gli aspetti materiali del pensiero logico, con la loro memoria e coscienza, non elevano l’uomo al di sopra della materia o della bestia. È simile ad un calcolatore che può pensare logicamente in cui le mutazioni di memoria o di consapevolezza, si chiamano programmi. Questa ragione non dà all’uomo alcun valore spirituale.
I calcolatori, così come il cervello, sono in grado di sviluppare creatività materiali, tecniche o scientifiche, come ultimo limite, e non possono andare oltre, anche se sono formati da processi elettrochimici o quanti anni di processo tecnologico rappresentino. Come è dunque possibile che il cervello umano, con i suoi processi mentali chimici e quindi materiali, sia in grado di creatività immateriale?
L’egoismo è la caratteristica del mondo materiale, mentre il disinteresse è la soluzione opposta. Qualunque forma di vita materiale che lotta per la propria esistenza in funzione delle leggi di evoluzione è egoista. Quale fenomeno naturale si verifica nella mente di un uomo che pensa disinteressatamente? La risposta è che il cervello umano è strutturato in modo così geniale da adempiere ad una terza funzione, cioè quella di un apparato super-ricevente per la modulazione immateriale del Campo Cosmico Portante. Un esempio è il pensiero disinteressato della buona volontà.
Chiede ancora Stefan:
Perché dunque Dio non ci aiuta, invece di lasciare liberi gli assassini?
"Noi cerchiamo di aiutarvi a cambiare la vostra consapevolezza o programma, senza trasgredire la Legge Celeste per cui l’uomo deve essere libero. Solo nella libertà più completa è capace di pensare disinteressatamente. Egli può sacrificarsi non per fede od istinto naturale, ma per una disposizione spirituale che si esprime nell’amicizia, amore, buona volontà, compassione. Questo legame tra mondo materiale ed immateriale dà all’uomo il Diritto eterno all’esistenza come fine creativo della materia.
Una razza intelligente che sia guidata dalla mano di Dio come un teatrino di marionette è impensabile. Sarebbe infelice in un mondo monotono. La felicità umana o la gioia derivano dalla finalità creativa dell’uomo che vuol cambiare qualcosa. L’evoluzione è cambiamento. Un mondo stazionario sarebbe un deserto spirituale. L’uomo è nato per essere libero e disinteressato in un mondo dinamico. Ha dovuto iniziare dall’ultimo gradino come animale da preda aggressivo ed egoista e deve, con la propria libera creatività, raggiungere il gradino superiore, l’integrazione cosmica. Il peccato originale è l’egoismo.
Solo uomini liberi dalla zavorra dell’egoismo, dell’egocentrismo, dello spirito di vendetta, possono raggiungere la super-civiltà. L’esistenza immateriale infinita di una razza intelligente è la possibilità spirituale creativa di provare nel pensiero l’assoluto, l’eterno, l’immutabile.
Questa capacità spirituale è una espressione, manifestazione della creatività cosmica universale che chiamiamo onnicreatività. Il Campo portante cosmico è immateriale, cioè non legato a tempo e spazio. La capacità di ricezione, questo percepire l’assoluto in un sistema di pensiero (intuizione), è la possibilità spirituale di una razza intelligente, l’aspetto più geniale della creazione. Lo spirito eterno ed immutabile si è collegato ad una creazione materiale in evoluzione, dove intelligenze libere ed indipendenti possono divenire partecipi dell’onnicreatività dell’amore cosmico. Per tutte le razze intelligenti, in qualunque punto del cosmo, lo spirito è lo stesso, ma la loro possibilità di sentire lo spirito è diversa.
L’educazione o capitale mentale, è il passaggio delle conquiste dalla generazione passata a quella presente. È rappresentato principalmente dal passaggio della vita dei genitori, educatori, artisti, inventori, ai loro figli. Questa rappresentazione va proiettata sull’intera comunità umana. Dai valori individuali, ogni uomo lascia una impronta del tempo nell’atteggiamento mentale della generazione vivente. Intorno ad ogni Pianeta aleggia la capacità totale di creatività che viene investita nell’essere vivente: l’atmosfera della coscienza che determina l’atteggiamento mentale dei giovani che crescono e lo schema del loro comportamento. La sfera della coscienza è costituita da due specie distinte di creatività:
1 - La creatività materiale: stimola egoismo, egocentrismo, sopraffazione, Si esprime nell’importanza del possesso, potere, sesso, e crea la miseria. Un egoista vuole dominare, perciò stimola i contrasti individuali e la differenza di valore tra gli uomini. Continua a vivere nella miseria, nell’ingiustizia e nell’assenza di libertà che ha creato nella sua vita. Una capacità creativa che resta nelle generazioni come atteggiamento mentale ingiusto.
Il diritto cosmico non conosce punizione, ma prevede rigidamente le conseguenze del comportamento umano, per cui l’egoismo si punisce da solo: ogni generazione precedente vive nella presente, con ogni miseria. Parlando del Giudizio Finale, Gesù parla sia della possibilità della integrazione cosmica, sia delle conseguenze di un comportamento ingiusto. Ci sono i Benedetti che riceveranno il Regno preparato per loro fin dalla creazione del Mondo.
Cristo però non nomina solo questa possibilità per i beati. In un mondo senza questa etica, lo sviluppo tecnologico sfugge di mano e diviene causa di caos ed annientamento. Arriverà il momento in cui un pugno di esseri aggressivi sarà in grado di preparare un’arma che potrà annientare il genere umano in un solo colpo. E Gesù disse: 'Via da me, maledetti, nel fuoco eterno'.
Egli intende che la razza umana sia estinta ancor prima che l’integrazione cosmica venga raggiunta, per colpa collettiva, come atteggiamento mentale contrario alle beatitudini. L’annientamento totale in una guerra atomica potrebbe essere il fuoco eterno dei dannati, poiché con l’ultimo uomo muore l’intera umanità. La capacità umana terminerebbe le sue prospettive. Lo splendido pianeta diverrebbe la tomba di una razza dannata che non ha voluto accogliere l’etica di una civiltà superiore. Voi state giocando un giuoco irresponsabile con la morte eterna. La stabilità sociale non è altro che un cristianesimo evoluto.
Domanda: Loro potrebbero mettere la pubblica opinione nella giusta direzione?
Risposta: No. I rapporti interplanetari sono governati da un’Etica Cosmica. Solo l’uomo stesso potrebbe concretizzare il nostro avvertimento.
2 - La creatività immateriale: è il pensiero indipendente, un desiderio di assoluto ed eterno che si orienta alla ricerca di Dio, di provare la onnicreatività. Ma, come si può instillare nella sfera della coscienza della intera umanità, la facoltà di manifestazione dello spirito universale, l’aspirazione al disinteresse, la creazione di un livello mentale stabile? Se Libertà, Giustizia, Efficienza, sono portate fino alle estreme conseguenze, allora l’aspirazione al disinteresse si estende come una macchia d’olio sull’ acqua.
Appena ogni mente, l’una nell’altra, cercherà la grande avventura della vita e l’esperienza dell’onnicreatività, si avrà una nuova possente sfera di coscienza esistenziale creativa: la Esisfera, cioè l’eco del divino in cui si perpetua ogni atto e pensiero disinteressato. Essa è costituita dalla facoltà intellettuale individuale e dalla facoltà di risonanza, unite al divino. L’esisfera funziona da riflettore di amplificazione delle singole capacità recettive. Ogni uomo ha le stesse probabilità, però con il giusto atteggiamento mentale che deriva dalla finalità liberamente scelta.
La coscienza individuale in una civiltà elevata, è il risultato di tutta la creatività che ne ha determinato la formazione. Sia l’egoismo che l’altruismo si perpetuano nelle generazioni. Tuttavia la creatività materiale non potrà mai raggiungere la meta finale dell’evoluzione umana. Ci sono due possibili modi affinché l’egoismo venga spazzato via dalla generazione vivente:
A: L’autodistruzione della razza.
B: L’annientamento dell’egoismo attraverso la selezione educativa e matrimoniale.
Solo così gli egoisti potranno piombare nella morte eterna, come disse Gesù Cristo: Via da me, dannati, nel fuoco eterno! Praticamente, bandire l’egoismo è una questione di vita o di morte.
Per raggiungere la stabilità sociale, come tante altre razze planetarie, avete bisogno solo della conoscenza dello scopo della evoluzione umana, rapidamente. L’Ideologia Universale formula e giudica la finalità dell’unione all’onnicreatività e pesa la consapevolezza del bene e del male in funzione di questa finalità. Non pretende di essere una fede di vita o di religione. Comprende la ricerca e la formulazione della legalità dell’ordinamento naturale e non conosce l’irrigidimento di dogmi.
È in continuo movimento. La formulazione della struttura immateriale dell’ Universo (onnicreatività), dà ad ogni individuo, almeno inizialmente, possibilità praticamente illimitate ad una interpretazione propria. Questo mette d’accordo le varie correnti religiose. Per voi esiste ancora tutta la libertà di interpretazione, ma lo sviluppo scientifico, in continua evoluzione, restringe i limiti della interpretazione individuale. Vi mancano la modestia e la saggezza per capire che nessuna ideologia o religione può avere pretesa di giustezza o di verità, bisogna imparare a coltivare la civiltà.
Il Cristo ha portato norme di civiltà intese a creare un livello mentale stabile allo scopo di prevenire l’autodistruzione: un insegnamento che avete trasformato erroneamente.
La stabilità sociale crea il punto di partenza per una superciviltà.
La Giustizia elimina non solo discriminazioni, differenze di livello, criminalità.
La Libertà genera la creatività immateriale (l’immortalità. nda), la fusione delle razze, la felicità umana stabile (la saggezza. nda). Così inizia la creatività immateriale. L’uomo diviene cosmopolita ed impara a pensare e sperimentare attraverso la struttura di gruppo. Si è felici tra uomini felici. Nasce il superuomo.
L’impulso alla felicità individuale è trasferito sui propri simili: 'Altri pensano alla mia felicità, io penso alla felicità degli altri'. Poi, oltre la evoluzione spirituale e fisica si sviluppa quella scientifica. Viene tenuto sotto controllo l’equilibrio delle variazioni materiali del Pianeta, delle condizioni climatiche, della dinamica terrestre. La scienza medica controlla la vita e la morte, Le scienze naturali l’intera natura ed il Cosmo. Con la scoperta della Ruota Solare, che può sviluppare forze cosmiche senza reazione, divengono accessibili i viaggi spaziali interstellari. (Ad es. l’ energia elettromagnetica gravitazionale, l’ energia a fusione fredda, l’ energia psichica, ecc… nda).
Con le libere forze cosmiche si possono cambiare i corsi dei Pianeti e di interi sistemi solari. L’onnicreatività è infinita. Cristo vi ha chiamati alla Integrazione Cosmica. L’uomo è il fine della creazione della materia che lo circonda, in questo sistema solare. Egli è creato come frammento di creatività materiale e tornerà come creatività immateriale all’onnicreatività, come il figliuol prodigo alla casa paterna. Il Padre gli va incontro appena l’uomo, con la sua libera scelta, si sarà orientato all’unisono con l’onnicreatività (la strada verso casa. nda).
La creatività è una radiazione energetica immateriale dell’onnicreatività. Un processo ad autoaccelerazione di impulsi energetici creativi porta ad una esplosione creativa di inaudita energia. Questo processo inizia con la superciviltà. L’esisfera supera il valore di soglia, per cui la capacità di antenna diviene così grande che l’uomo può entrare in diretto contatto mentale con l’onnicreatività, e noi lo chiamiamo: Contemplazione Finale. La facoltà mentale creativa dell’uomo si libera dalla materia, dal proprio io ed in spirale vertiginosa sale ad altezze imperscrutabili. La coscienza collettiva è un’integrazione creativa, esplosiva, nell’esisfera, con cui l’onnicreatività si è manifestata nell’uomo, la forma fenomenica dell’onnicreatività.
L’estasi contemplativa è un faccia a faccia con la sorgente di ogni conoscenza e saggezza. Alcuni la descrivono come un dilatarsi della mente in uno spazio illimitato, altri come l’ingresso dello spirito in uno spazio con una luce accecante ed un colore carezzevole. La sensazione fisica è descritta come un momento di rapimento e felicità. Dopo un lungo processo di contatti contemplativi, l’uomo si avvicina all’onniscienza. La buona volontà è la sfida al proprio potere creativo. Perfezionando il proprio amore reciproco si raggiunge uno stato di coscienza collettiva spirituale, il noi della esisfera.
Nell’ultima fase della superciviltà, l’umanità si eleva all’unisono con il più alto grado di amore, conoscenza e saggezza. L’umanità diviene una emittente di energia naturale, di creatività universale. Il dominio della energia immateriale dà una enorme potenza poiché tutta la materia è subordinata ad essa, per cui si può trasformare la materia in energia e viceversa e spostare le montagne, calmare le tempeste, risuscitare i morti. L’integrazione cosmica è compiuta con il ciclo: onnicreatività - materia, uomo - amore - onnicreatività.
L’uomo è energia subordinata allo spirito, si sposta alla velocità del pensiero, partecipe della creatività. L’integrazione cosmica è compiuta ed ha inizio una nuova fase. (Esseri astrali, Elohim) Tutte le razze intelligenti esplorano lo spazio ed osservano i Pianeti su cui si sviluppa la vita e, rispettando le Leggi Naturali, sono spinti a migliorare la qualità delle razze mediante la selezione riproduttiva. L’Onnicreatività stessa regola il processo della creazione, con un innesto intelligente che si autocontrolla. I Navigatori introducono l’amore per il prossimo e l’aspirazione al disinteresse fra le razze primitive intelligenti allo scopo di creare una esosfera embrionale, favorendone la integrazione cosmica.
Lo fanno creando la capacità di ricezione, per cui diviene possibile una ricezione diretta delle modulazioni del campo portante: il segnale passa quando il circuito ricevente risuona. È a questo punto che, cadendo il compito creativo della razza supercivile che accompagnava l’umanità terrestre, intervenne il Cristo (anche se l’umanità non ha e non vuole comprendere il significato fondamentale della Sua venuta). La manifestazione dell’onnicreatività ha privalo l’atmosfera della dimensione del tempo, e da questo avanzamento non si torna più indietro: l’umanità può solo riuscire o fallire".
Concludono gli Iargani stimolando Stefan così come hanno fatto con ogni loro collaboratore chiamato:
"Devi trovare il coraggio di affrontare la pubblica opinione, perché la verità di ciò che è giusto non può essere vinta. Con questa conversazione ci siamo assunti una grande responsabilità, ma abbiamo dato una grave responsabilità anche a te".
E spiegano ripetutamente:
L’etica dei contatti interplanetari.
"Violare la libertà di una specie chiamata all’integrazione cosmica è il più grande delitto che una specie supercivile possa commettere. Non possiamo aiutarvi. Non possiamo entrare in contatto apertamente, ma ci sentiamo autorizzati a percorrere una certa zona di confine. Abbiamo fatto venire fin qui un gran numero di dischi volanti, operanti con sistemi gravitazionali, nella speranza che voi una volta o l’altra ricercaste il motivo per cui altre razze intelligenti vi ammonissero pur senza entrare in contatto fra di voi.
Il significato di alcuni nostri sforzi con voi è di fornire un’ipotesi, una possibilità rispetto alla quale ogni uomo, dopo una certa scelta, possa dire di sì o di no. Come possiamo, in nome del Cielo, impedire che questa Terra salti in aria senza violare la vostra libertà? Se uno di voi, riferisse il proprio rapporto, accompagnato da una prova materiale inconfutabile, ciò creerebbe una mancanza di libertà, un coercizione a credere, un discriminazione" (Eppure, le prove di vario tipo ci sono state date, e la congiura del silenzio per fini molto più terribili le rende inutili! nda).
"È stabilito nelle Leggi Naturali che i viaggi spaziali veri e propri siano possibili solo a razze intelligenti, socialmente stabili. Dallo spazio non dovete temere nessun pericolo. Le altre si annientano anzi tempo e procedono senza sosta da un caos all’altro. Il tempo della conoscenza per voi terrestri non è ancora venuto. Solo quando sarete divenuti stabili, interromperemo il vostro isolamento e vi accetteremo nel nostro sistema. Consigliamo un dialogo tra religioni ed ideologie, senza arroganza di nessuno. Dovete imparare a riconoscere in ogni uomo pensante la creazione più grande, non discriminando mai tra razze, ideologie, fedi politiche e religiose. Vai, compi la tua opera di messaggero, i pensieri di miliardi di esseri intelligenti ti saranno vicini nell’adempiere al tuo difficile compito".
Fonte:
Vedi: 
Evoluzione Organica
di Giuliana Conforto
Vogliamo un mondo libero, giusto e prospero? Dobbiamo sfidare il potere temporale al quale crediamo... senza prove. Promosso dalle religioni, che controllano la sessualità umana, e dalle scienze che la ignorano, il potere temporale nasconde la forza creatrice, l'eterna Armonia. Non è un mito: è la forza nucleare debole che ci anima e che tutti possiamo sentire, la VITA che sta accelerando i tempi e compiendo la resurrezione dell'intero sistema solare.
guarda il filmato:
Sindone firmata: è già polemica
La Frale ha interpretato la seguente scritta: «Gesù Nazareno deposto sul far della sera, a morte, perché trovato» colpevole. Il tutto scritto con termini di tre idiomi: latino, greco ed ebraico. E al profluvio di critiche che si preannunciano, la giovane addetta dell’Archivio vaticano risponde così nelle conclusioni del suo volume, anticipato ieri da Repubblica: «L’ipotesi che le scritte siano state messe da un falsario per avvalorare l’autenticità della Sindone è da scartare: infatti questo truffatore avrebbe dovuto inventare un sistema complicato per lasciare sul telo certe tracce che sarebbero divenute visibili ai posteri solo tanti secoli dopo, con l’invenzione della fotografia; inoltre qualunque falsario avrebbe usato le diciture del titulus crucis, quelle descritte dall’evangelista: non certo quelle strane parole che con i Vangeli non c’entrano proprio nulla».
«In base ai confronti svolti, oggi sono convinta che le tracce di scrittura identificate sul lino della Sindone possano appartenere ad un testo derivato direttamente o indirettamente dai documenti originati fatti produrre per la sepoltura di Yeshua ben Yosef Nazarani, più noto come Gesù di Nazareth detto il Cristo». È questo il sasso lanciato nello stagno della scienza della Sindone, il celebre (e discusso) sudario di Cristo conservato a Torino, da una storica di recente balzata agli onori delle cronache per i suoi saggi medievalistici.
Già il volume I Templari e la sindone di Cristo (Il Mulino), uscito a inizio anno, di Barbara Frale, funzionaria dell’Archivio Segreto Vaticano, aveva diviso gli esperti. Ora, con La Sindone di Gesù nazareno (Il Mulino, pp. 254, euro 28), la Frale – nata a Viterbo nel 1970 – lancia un’altra ipotesi suggestiva: che sul lino custodito all’ombra della Mole si annidino alcune scritte multilingue vergate da un funzionario addetto alla sepoltura dei condannati a morte nella Gerusalemme del I secolo. Qui Barbara Frale interpreta un’iscrizione compatibile con la tradizione che vede nel sudario il telo che avvolse il corpo di Gesù di Nazareth, che nella primavera prossima verrà di nuovo mostrato in pubblico: a Torino si recherà pellegrino anche Benedetto XVI.
E la discussione si infiamma. «Sono molto stupito». Monsignor Giuseppe Ghiberti, vicepresidente del Comitato per l’ostensione della Sindone, non nasconde la sua perplessità, sebbene metta le mani avanti: «Prima di tutto bisogna leggere l’opera. Sono stato di fronte alla Sindone ore e ore e mai ho avuto sentore di nulla del genere. E nemmeno l’hanno avuto professori competenti in elaborazione di immagini». Circa il carattere multilinguistico della ricostruzione, Ghiberti afferma: «L’unico precedente che può dare peso a questa ipotesi è il titolo della croce di Gesù, che era in più lingue». Ma alla domanda se ritenga realistica la tesi della studiosa laziale, Ghiberti risponde con un eloquente sospiro. E riprende: «Quando non si conoscono bene gli argomenti altrui, si preferisce sospendere il giudizio. Ma tutto questo non mi convince».
«Non voglio essere ironico né polemico», esordisce Luciano Canfora, docente di Filologia greca e latina all’università di Bari. «Ma secondo me Barbara Frale si è avventurata in qualcosa di molto insidioso». Per lo studioso barese «la ricchezza di particolari nascosti nelle fibre di lino fa pensare a una vera falsificazione». Canfora qualifica come errata l’ipotesi della Frale in base a due elementi: la ricchezza di dettagli e il poliglottismo della scritta decifrata. «Si presenta tutto ciò come una gigantesca novità, ma così non è. La prima, forte perplessità è la presenza di tre lingue nella scritta ritrovata. La Frale spiega tale riscontro con il pluriculturalismo della Gerusalemme del tempo. Ma un conto è l’ambiente culturale di una città – annota Canfora -, altra cosa un documento che racchiude tre lingue. È come se oggi un taxista di origine indiana a Londra, per scrivere una ricevuta, utilizzasse tre idiomi diversi».
Canfora sottolinea un altro particolare per spiegare la sua disapprovazione: «Tutto si basa sull’idea che al collo del condannato vi sia il verbale del giudizio di Caifa su Gesù». L’affermazione che si trattasse di uno scritto fatto da un becchino trova l’antichista pugliese nettamente scettico: «Non è ovvio che esistesse una figura del genere. Non abbiamo ancora una trattazione sistematica sulla figura di funzionari addetti alla sepoltura dei condannati a morte nella Giudea del I secolo: vi sono testimonianze contraddittorie al riguardo». Canfora stabilisce un parallelo tra il papiro di Artemidoro e la Sindone, o meglio tra la contestata autenticità della seconda e la dimostrata falsità del primo: «I numerosi dettagli, che vogliono avvalorare l’autenticità, indicano invece che questi elementi scritturistici sono aggiunte tardive. Com’è stato constatato dalla polizia scientifica per il papiro di Artemidoro». Canfora riconosce che Barbara Frale non propone una tesi: «Lei dice: io ho trovato questo. Ma ha riscontrato cose tutt’altro che univoche!».
A Canfora replica Franco Cardini, medievalista e docente all’università di Firenze: «Primo: dobbiamo difendere Barbara Frale dai sindonologi che si scagliano con durezza contro quanti sostengono ipotesi troppo forti. La sua non è ancora una tesi ma un’ipotesi, ragionevole e affascinante, basata su indizi. Si tratta di una pista interessante. Ritengo che gli indizi che lei individua siano troppo coerenti per poterli considerare frutto del caso. Si è limitata a riempire dei vuoti di documentazione come solitamente si fa nella ricerca storica. La sua è un’interpretazione con forti basi storiche, niente a che fare con la fantastoria di Dan Brown». Insomma, per lo storico fiorentino siamo davanti a «un lavoro serio, da prendere in considerazione, in cui ci sono osservazioni geniali».
È poi singolare che Cardini giudichi in maniera opposta il particolare del plurilinguismo rinvenuto dalla Frale sul lino di Torino, cosa che Canfora bolla come «artefatto»: «Se si trattasse di un documento di ambiente caratterizzato da un forte monolinguismo, capirei l’obiezione. Ma la Gerusalemme del I secolo era un luogo di straordinario incrocio linguistico: il latino era la lingua ufficiale ma il greco rappresentava il “basic english” del tempo. Poi c’erano il caldeo, l’ebraico, e altre lingue che poggiavano su una grande tradizione grafica». Cardini guarda all’oggi per suffragare la plausibilità dell’interpretazione plurilinguistica della Frale: «I ragazzini arabi dei suk della Gerusalemme attuale, quando scrivono, passano tranquillamente dalla grafia araba a quella latina dell’inglese. Il plurilinguismo della scritta della Sindone non mi sorprende affatto».
Invece Bruno Barberis, direttore del Centro internazionale di Sindonologia di Torino, non concorda con la Frale: «Premetto che devo leggere il libro per un giudizio completo. Comunque, già nell’opera precedente, questa studiosa faceva un accenno a tali ipotesi. Il nodo è che queste scritte sono tutt’altro che confermate. Non è mai stato fatto un rilievo fotografico che dia risposte definitive se sulla Sindone ci siano delle scritte. Del resto in molti vi hanno rinvenuto tantissime parole: sembra più un’enciclopedia che un sudario!». Barberis afferma che è prioritario «stabilire se queste scritte esistono. Che poi si giunga a conclusioni del genere della Frale, mi sembra fantascienza e fantastoria. Sono inoltre estremamente critico su queste ipotesi perché possono essere strumentalizzate dagli avversari della Sindone».
Fonte:

La creazione della realtà e la trappola planetaria
Credere che il mondo sia qualcosa di separato da noi e non esclusivamente una nostra proiezione, è la causa prima di tutte le paure che ci affliggono. Le nostre paure originano infatti dalla superstiziosa credenza che possa esistere un mondo esterno alla nostra coscienza, separato da noi, il quale può agire su di noi indipendentemente dal nostro volere. Questo criterio totalmente fasullo di rapportarsi alla realtà è stato inventato, divulgato e viene tutt’ora alimentato da talune "forze" che governano il mondo nell’ombra. Ma essi stessi sono prigionieri della loro trappola.
di Brizzi Salvatore
Di fronte ai problemi del mondo, spesso ci sentiamo impauriti e cerchiamo qualcuno o qualcosa che "ci protegga"... ma in realtà non siamo vittime impotenti di eventi casuali: siamo esseri divini discesi nella materia per imparare a sviluppare maggiore coscienza...
Il globo terrestre è allo stesso tempo un pianeta-scuola e una trappola per le anime.
È un pianeta-scuola in quanto tutte le anime non sono altro che frammenti di Dio che si incarnano qui per sperimentare l’autocoscienza – la sensazione di esserci – e sviluppare qualità sempre nuove. Detto in altre parole, l’ anima usa il corpo materiale – una macchina biologica – per attirare intorno a sé persone e circostanze che le permettono di sviluppare sempre più amore, sempre più unità, fino a quando un giorno l’individuo non si percepirà finalmente "Uno con tutte le cose".
Ma questo pianeta è anche una trappola, in quanto ognuno di noi, una volta incarnato sul piano materiale, smette di essere l’Uno onnicomprensivo e si identifica totalmente con una particolare macchina biologica, dimentica il suo scopo evolutivo e, soprattutto, comincia a credere che esista un mondo "là fuori" sul quale non ha alcun controllo e del quale è succube.
Ognuno di noi crea, spesso inconsciamente, le situazioni e le persone che gli sono più utili per compiere il passo successivo sul suo cammino evolutivo. Le persone e le cose non sono fuori di noi, bensì dentro di noi. L’ anima – la coscienza – letteralmente materializza nel cosiddetto "mondo esterno" solo ciò di cui ha bisogno. Nella misura in cui noi siamo identificati – addormentati – nel corpo, non siamo coscienti di stare creando il mondo e quindi subiamo le decisioni della nostra stessa anima come se non fossero nostre. Solo l’incapacità di udire la voce della nostra vera essenza ci fa apparire improvvisi e inaspettati gli eventi della vita. Mentre nella misura in cui sentiamo di essere anima, diveniamo anche coscienti di stare materializzando tutto ciò che ci accade momento dopo momento. La conseguenza di questo nuovo atteggiamento è che svanisce ogni paura e diveniamo finalmente liberi.
L’élite che governa il mondo al soldo di certe "forze" è costituita da individui estremamente intelligenti, raffinati conoscitori della psiche umana. Essi sanno bene che alimentando fra la popolazione la stupida superstizione che esista un mondo esterno alla coscienza capace di influenzare l’essere umano, quest’ultimo rimarrà per sempre uno schiavo pieno di paura. Infatti non è un caso che la scienza, l’educazione, la politica, l’ economia... siano tutte basate su questo paradigma conoscitivo: io e il mondo siamo due cose separate. Così il Mondo diventa un idolo da adorare e temere. Questo è il paradigma della paura, della povertà, dell’insicurezza. Questo è il peccato dei peccati che ha costretto l’uomo ad abbandonare il Paradiso Terrestre. Crediamo che nel mondo possano nascondersi sorprese e pericoli inaspettati, quando invece nel mondo incontriamo sempre e solo noi stessi. Tutto appare inaspettato agli occhi di chi non si conosce.
Nani psicologici prigionieri della loro atterrita natura animale. Ecco in cosa si sono trasformati gli esseri umani. Come insetti strisciano sulla superficie del globo attendendo il momento in cui un piede li schiaccerà mettendo fine alle loro sofferenze. Quanto in basso siamo scesi noi guerrieri divini e immortali?!
Facciamo un esempio. Un giorno dall’ufficio del personale della nostra azienda ci comunicano che siamo stati licenziati. Cosa proviamo? Ognuno di noi reagisce con una manifestazione emotiva differente. Ognuno di noi reagisce secondo ciò che è. Qualcuno diventa aggressivo, un altro comincia a piangere, un altro è contento perché non vedeva l’ora di andarsene, un altro si sente perduto e tenta il suicidio... e così via. Un atteggiamento unico però li accomuna: tutti credono che un’entità temibile e onnipotente conosciuta come "il Mondo" si sia abbattuta su di loro dall’esterno. Chi di loro avrà invece il coraggio di pensare: "Io mi sono licenziato. Ho usato il mondo per licenziarmi. Affinché emergessero proprio le emozioni che mi stanno attraversando in questo momento!”. Vi ho appena dato una chiave magica, usatela in ogni circostanza e presto aprirete la Porta, non serve altro.
Sono le nostre emozioni a plasmare il mondo, e non viceversa. La realtà è fatta di luce, lo hanno scoperto anche in fisica, e questa luce è facilmente malleabile da parte della nostra coscienza, proprio perché è dentro la nostra coscienza. Siamo guerrieri, Portatori della Fiamma, signori incontrastati della nostra realtà... e invece deleghiamo al mondo esterno il potere di decidere quando ci è concesso essere felici e quando no. Abbiamo eletto il mondo esterno a nostro Dio, lo adoriamo, lo temiamo e ci prostriamo ai suoi piedi, infognati nella superstizione e ormai privi di ogni dignità dell’Essere. Credere alla materia è solo superstizione, perché il mondo è costituito unicamente di immagini. Le persone non esistono di per se stesse: i figli, i colleghi di lavoro, i partner... sono solo immagini che ci rimandano parti di noi che non vogliamo conoscere, non vogliamo affrontare, non vogliamo superare.
Lamentarsi, accusare gli altri, gli eventi, del nostro star male, è come accusare la nostra immagine allo specchio... e arrabbiarsi con lei... e aver paura di lei. Abbiamo il terrore di venire licenziati, di restare senza denaro, di subire un’aggressione per strada, di venire derubati, di ammalarci, di essere abbandonati dal partner... Siamo ipnotizzati da un fantomatico "mondo di fuori". Crediamo che le disgrazie possano colpire "a caso"... non riusciamo a concepire un’Intelligenza Nascosta – la nostra – che crea gli eventi intorno a noi secondo le nostre necessità evolutive... e allora ci preoccupiamo di cosa potrebbe riservarci il Mondo, quasi fosse una creatura divina onnipotente.
La nostra idolatria e la nostra superstizione vengono abilmente usate da chi governa il pianeta per tenerci in uno stato di apprensione: crisi economica, immigrazione, terrorismo, pandemia, pedofilia... Ma il mondo non possiede un’esistenza autonoma, è solo uno stupido schermo privo di vita sul quale ognuno di noi proietta immagini di se stesso. In noi è la vita, e noi siamo i registi del film.
Questo è un Appello. Per gli anni che verranno servono guerrieri impavidi, uomini e donne, Portatori della Fiamma. La tromba del Giudizio è già squillata: uscite allo scoperto e radunatevi. Non sentite ardere la Fiamma nel petto mentre leggete queste parole? Il Guerriero dello Spirito incarna il vero potere perché sa che il mondo non può fargli nulla di male, il guerriero sa che vivrà solo le crisi e le sfide che gli serviranno... che lui stesso andrà creando per autoiniziarsi. Pertanto non ha più paura del mondo, e un essere senza paura sfugge a ogni gabbia psicologica... diventa imprevedibile... pericoloso.
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Edgar Cayce: LA VOLONTA’ O LA LIBERA SCELTA E’ LA NOSTRA PIU’ GRANDE FORZA
La volontà, quel compagno della coscienza verso il quale bisogna diventare consapevoli prima che l’applicazione della volontà diventi un fattore. Quindi si può non voler fare così o cosà senza la coscienza di una scelta esistente. Quando questo non è in azione, allora la sfera ambientale ha la sua influenza. 900-357
Sappi che il diritto di nascita di ogni anima è la scelta, o la volontà. 2329-1
La scelta viene fatta dalla volontà, guidata dal mentale a seconda di quello che nella coscienza del sé è l’ideale dell’entità. 1885-1
Ogni individuo ha la scelta, e nessuno ha il diritto di prendere il suo posto -- nemmeno Dio ! 254-102
Se la nostra volontà fosse spezzata, se ci comandassero di fare questo o quello o di diventare un automa, allora la nostra individualità sarebbe persa e saremmo soltanto come in Lui senza coscienza -- coscienza -- la consapevolezza di essere tutt’uno con lui; con le capacità di scegliere da sé. 1567-2
Com’è stato fin dal principio, la scelta è ciò che ha diviso l’entità dalle Forze Creative o assicura il suo essere tutt’uno con esse. 1470-2
Abbiamo continuamente le influenze contraddittorie, o il bene e il male costantemente davanti ad un’entità per la scelta ...
Perché con il libero arbitrio diventiamo i figli del Padre. Senza il libero arbitrio diventiamo automi, o come la natura nella sua bellezza -- ma sempre soltanto quell’espressione ; mentre l’ anima dell’uomo può crescere per diventare uguale, tutt’uno, con le Forze Creative. 1435-1
Non c’è nessuna spinta nell’astrologico, nel vocazionale, nell’ereditario o nell’ambientale che sorpassi la volontà o la determinazione. 5023-2
Sappi che è questa volontà -- il diritto di nascita di ogni anima -- che consente crescita o ritardo in ogni data esperienza o attività ...
Forme, ombre, colori, numeri, --anche per quanto riguarda gli aspetti astrologici, -- hanno il loro posto. Ma sappi che essi sono soltanto delle lezioni, delle indicazioni lungo la strada. Indicano, come la banderuola, da quale direzione può sorgere l’impulso, -- la via più semplice di ogni attività; e perciò non sono la cosa né la forza stessa. 1992-1
Appena l’uomo contempla il suo libero arbitrio, ci pensa come a un mezzo per fare l’opposto della volontà di Dio, anche se trova che soltanto facendo la volontà di Dio trova la felicità. Ma il concetto di essere al servizio di qualcuno non gli sta bene, perché lo vede come un sacrificio della volontà.
Soltanto col disinganno e con la sofferenza, in tempo, spazio e pazienza, egli giunge alla saggezza che la sua vera volontà è la volontà di Dio, e la sua pratica è felicità e paradiso. 2537-1
La volontà è stata data all’uomo su tutta la creazione e al di sopra di essa: quella forza che può separare se stessa dal suo Creatore, perché con la volontà l’uomo può o aderire alla legge Divina o opporsi ad essa -- quelle leggi immutabili che sono state stabilite tra il Creatore e il creato. 3744-4
D- C’è un messaggio per il gruppo nell’insieme?
R- ... come troviamo, dall’uomo - che è stato dotato di molte cose -si richiede molto. In tutto l’ universo, nelle forze celestiali, in quelle terrestri, in estate, in autunno, in inverno, in primavera, in ogni manifestazione troviamo la bellezza del Signore, del Cristo - la loro gloria. Soltanto nell’uomo possiamo vedere - attraverso i suoi rapporti con il suo fratello - egoismo, bruttezza, il desiderio di aumentare il proprio prestigio o di gratificare il sé senza un pensiero o un concetto di ciò che possa essere il risultato della sua attività.
Perciò nel suo destino l’uomo, nel corpo, assicura ciò che egli come individuo, come personalità, deve affrontare nella personalità o nella carne - o nelle manifestazioni di queste, con la consapevolezza di ciò che può essere costruito in e attraverso quelle varie attività attraverso cui il corpo nei suoi diversi ambienti, nelle sue diverse attività può trovare se stesso. E che cosa assicura il cambiamento? La volontà!
Che cosa è la volontà? Ciò che assicura la linea divisoria fra il finito e l’infinito, il divino e quello che è interamente umano, il carnale e lo spirituale. Perché la volontà può essere resa tutt’uno con Lui oppure soltanto per il sé. Quindi, con la volontà l’uomo stabilisce nelle attività di un’esperienza materiale come consentire i rapporti con la verità.
Che cosa è la verità? Ciò che dà al sé più intimo o all’ anima la consapevolezza del Divino e dei suoi propositi con quell’ anima. Così il corpo - sia esso seminato in questo o quell’ambiente, in questo o quel livello di attività - diventa tutt’uno con i Suoi propositi, rendendo la volontà tutt’una con il significato o l’attività spirituale; oppure determina le separazioni - che devono essere affrontate soltanto nell’esperienza materiale ...
Così, nel destino del tuo corpo rendi la volontà (Come? Attraverso la mente del corpo!) tutt’una con Lui; sapendo nel tuo sé che ciò che è stato stabilito, ciò che è - come Dio. Ma in Cristo puoi affrontare ogni prova, ogni tentazione.
Perché, come ha parlato Egli? Che sebbene le offese devono venire (e guai a quelli attraverso i quali vengono!), Egli non ha permesso che loro vengano tentati oltre a quello (nel corpo) che sarebbero capaci di sopportare. Quanto è grande, quindi, la fiducia che Egli ha posto in te, che tu dovresti sopportare le liete notizie di un Signore risorto, un Dio vivente nella tua stessa esperienza! Voi che avete scelto Lui, come Lui ha scelto voi per essere luci ai figli dell’uomo. Comportatevi quindi, come Lui ha avuto fiducia in voi; abbiate voi fiducia in Lui! 262-81 5/12/35
Perché quello che semini lo devi raccogliere. E ricorda, ogni esperienza è condizionata. Perché la scelta deve essere fatta giornalmente. 2034-1
Voi siete stati scelti; tutti coloro che scelgono di eseguire i Suoi ordini. 262-57
La volontà è il fattore nell’esperienza di ogni anima che la rende separata o individuale. E’ l’individualità di un’ anima. 3351-1
La volontà dell’ anima messa in sintonia con Dio può cambiare le circostanze o l’ambiente ... infatti tutte le forze perfino nella natura stessa. 3374-1
Dapprima c’è lo spirito, poi l’ anima (parliamo dell’uomo), poi la mente con le sue diverse modificazioni e con i suoi diversi moventi, con le sue diverse ramificazioni, se preferisci, e la volontà l’equilibrio nelle forze che possono fare tutto o perdere tutto.
Nello svilupparsi quindi, affinché l’uomo possa essere tutt’uno con il Padre, è necessario che l’ anima passi, con la sua compagna, la volontà, attraverso tutti gli stadi di sviluppo, fino a quando la volontà non sarà persa in Lui ed egli non diventerà tutt’uno con il Padre.
L’illustrazione di questo la troviamo nell’uomo chiamato Gesù. Quest’uomo, come uomo, fa della sua volontà la volontà del Padre, diventando quindi tutt’uno con il Padre e il modello per l’uomo. 900-10
Se le circostanze o l’ambiente devono governare l’esistenza o l’esperienza di un’entità, o la volontà, dipende quindi -- per lo più -- da ciò che l’entità o anima stabilisce come suo criterio di requisiti da soddisfare o da esserne all’altezza, nel suo proprio sé; o quanto bene il sé può essere guidato dal suo criterio nel prendere decisioni in quelle direzioni.
Perché, vorrei che tutte le anime potessero sapere che Egli, il Datore di doni buoni e perfetti, è sempre pronto e volonteroso per assistere, anche nei più piccoli dettagli di un’esistenza umana o in quelle cose che hanno a che fare con le attività di un’ anima con il suo simile, se la fiducia viene posta in Lui ... 590-1
Ogni entità è dotata di scelta. E la scelta è il risultato dell’applicazione del sé in rapporto a ciò che è il suo ideale -- e trova la sua manifestazione in ciò che gli individui chiamano abitudine o attività subconscia. Ma ha il suo inizio nella scelta. 830-2
D- Il corpo è consapevole del destino del corpo fisico alla nascita?
R- Dio Stesso non sa che cosa l’uomo stabilirà di fare con se stesso, altrimenti Egli si sarebbe pentito di aver fatto l’uomo. Egli ha dato all’uomo il libero arbitrio. L’uomo destina il corpo. 262-86
D- Il terzo problema ha a che fare con la caduta dell’uomo. Dovrebbe questo essere descritto come qualcosa di inevitabile nel destino delle anime o qualcosa che Dio non ha desiderato, ma che Egli non ha impedito una volta che aveva dato il libero arbitrio? Il problema qui è di riconciliare l’onniscienza di Dio e la Sua conoscenza di tutte le cose con il libero arbitrio dell’ anima e la caduta dell’ anima dalla grazia.
R- ( Dio) non ha impedito (la caduta dell’uomo) una volta che ha dato il libero arbitrio. Perché Egli ha fatto le entità individuali o anime in principio. Perché gli inizi del peccato furono naturalmente nel cercare espressione di se stessi al di fuori del piano o del modo con cui Dio l’aveva espresso. Perciò fu l’individuo, chiaro?
Avendo quindi dato il libero arbitrio -- pur avendo la preconoscenza, pur essendo onnipotente e onnipresente -- è soltanto quando l’ anima che è una parte di Dio sceglie che Dio ne conosce il risultato.
D- L’eredità, l’ambiente e la volontà sono fattori equivalenti per aiutare o ritardare lo sviluppo dell’ anima?
R- La volontà è il fattore più importante, perché può superare tutti gli altri; a condizione che la volontà venga resa tutt’una con il modello, chiaro? Perché nessuna influenza di eredità, ambiente o che so supera la volontà; altrimenti perché sarebbe stato mostrato quel modello nel quale l’ anima individuale, indipendentemente da quanto possa essersi allontanata, può entrare con Lui nel Sancta Sanctorum? 5749-14
Capitolo di “Filosofia” di “Vi è un Fiume” 5/14/41
C’è quello che è nel sé che è creativo; ed essa, quella forza creativa, che coopera con il Divino all’esterno, porterà alla scelta di ciò che è la vita. E quando la scelta è stata fatta, allora ci può essere una visione, astrologicamente e altrimenti, di ciò che ne è il risultato. Ma ogni anima ha ricevuto il diritto alla nascita della capacità di scegliere -- in ogni ambiente, in ogni circostanza, in ogni esperienza. 1580-1
D- E’ il destino di ogni entità spirituale di diventare alla fine tutt’uno con Dio?
R- A meno che l’entità non voglia il suo bando... Ma Dio non ha voluto che una qualsiasi anima perisse. 900-20
D- Se l’ anima non riesce a migliorare, che cosa ne succede?
R- ...Può la volontà dell’uomo continuare a sfidare il suo Creatore? 826-8
L’ anima deve quindi ritornare -- vuole ritornare -- dal suo Creatore. E’ una porzione della Forza Creativa la cui energia viene fatta entrare in attività anche nella materialità, nella carne. 272-9
Ogni anima è destinata a diventare nuovamente una parte della Prima Causa, o a ritornare al suo Creatore. 987-2
L’ora di nascita, il posto nell’ambiente giocano un ruolo nel destino? I giorni o gli anni, o i numeri hanno tutti la loro parte? Sì, più di questo! Eppure, come è stato dato, tutti questi sono soltanto dei segni lungo la strada; sono soltanto degli auspici; sono soltanto le tracce che hanno indicato -- perché, come dato, Egli ha stabilito la Sua impronta, e questi sono segni, non destini. Perché il destino della mente, del corpo, o l’ anima, è con Lui. 262-75
Il destino è dentro , o è come la fede, o è come il dono delle Forze Creative. L’influenza karmica è quindi l’influenza ribelle contro tale dono. Quando si presentano delle opportunità, è la propria forza di volontà dell’entità a dover essere esercitata...Perciò, per quanto riguarda la realizzazione dell’entità, essa è sempre per strada. 903-23
L’entità è sempre stata una parte della Coscienza Universale, ma ha ricevuto la volontà...per poter essere individuale, sapendo di se stessa di essere se stessa, eppure tutt’uno con le Forze Creatrici. 2524-1
Nessun impulso -- sia esso dei soggiorni materiali o degli aspetti astrologici -- supera le capacità mentali e spirituali di un’ anima di scegliere il suo percorso che essa, l’ anima e la mente, può prendere. 2533-1
La mente è, come è stato dato, sia spirituale che fisica. Nel mondo materiale, dove troviamo espressioni del fisico e dello spirituale, troviamo la Mente. Ma ciò che è conosciuto come la Mente di Gruppo -- o del regno delle piante, del regno minerale e del regno o gruppo animale -- ritorna (come suo Destino) alla Forza Creativa che è l’autore, il suo creatore. L’uomo -- l’agente del libero arbitrio; l’uomo fatto per diventare un compagno per il Creatore attraverso la purificazione, per mezzo della manifestazione dell’amore di Dio come può essere manifestata nella terra -- crea il suo Destino a seconda se la sua Mente (che accompagna la sua anima) è tutt’una con le Forze Creative o in opposizione con esse. Perché egli, nella buona e nella cattiva sorte, dà espressione di questo nella sua attività. E il suo Destino -- il Destino della Mente -- è in Lui se egli, l’uomo, volesse soltanto rendere la mente tutt’una con ciò che è creativo nella sua essenza, nella sua attività, nel suo flusso.
Perché la Mente è la linea divisoria tra ciò che è umano, ciò che è uomo e ciò che è animale -- o di quella divisione di un’ anima o di un gruppo di coscienza. Perciò la variazione in ciò che Egli insegnò quando disse a Nicodemo: “Non sai che devi nascere un’altra volta” (Giovanni 3:3)? Nato da acqua e sangue; cioè, dallo spirito -- ma lo spirito che rende manifesto nella carne l’ultimo comandamento, tutti i comandamenti quando diede : “ Do un comandamento nuovo, che vi amiate l’un l’altro” -- perché siate di un’unica mente, di un unico scopo, o un’unica meta, di un unico desiderio. Che ognuno debba avvicinarsi dal suo proprio modo di vedere, dal suo proprio stato di sviluppo non cambia ciò che è stato detto: “Come l’uomo pensa nel suo cuore, così lui è” (Proverbi 23:7). Così la Mente porta salute, ricchezza, felicità; per quanto è resa tutt’una con la Forza Costruttiva, tutt’una con il Creatore; e così adempie al suo Destino -- per diventare Una in Lui, Una con il Padre. 262-80
Sebbene i cieli cadano, sebbene la terra possa svanire, a Suo proprio tempo Egli ti attirerà a Lui -- se solo tu volessi dimostrare la tua buona volontà ad essere attirato; ma non contro il tuo sé migliore o interiore. 366-5
Soltanto all’uomo è dato ... il libero arbitrio. Soltanto lui può sfidare il suo Dio. 5757-1
La volontà ... distingue ... l’uomo dal resto del mondo animale. 3340-1
... non vi è nessun impulso nell’astrologico, nel vocazionale, nell’ereditario o nell’ambientale che superi la volontà o la determinazione di un’entità ... è vero [che] non c’è niente in cielo o all’inferno che possa separare l’entità dalla conoscenza o dall’amore della Forza Creativa chiamata Dio fuorché il sé. 5023-2 M.45 7/18/44
Sappi che vi è soltanto uno Spirito e che tu possiedi la tua parte dello stesso. La tua volontà ti è stata data per usare quello Spirito o per abusarne. Perché lo Spirito è del Creatore, e il tuo corpo è il tempio di quello Spirito manifestato sulla terra da difendere o da usare nel tuo proprio ego, o nella tua stessa indulgenza con il sé o per la tua propria gloria oppure per la gloria di Lui che ti diede vita ed immortalità - se tu conservi quella vita, quello spirito in Lui. 2448-2 F.25 5/31/41
Perché, se la volontà di fare è sempre presente e non vacilla per dubbi e paure che possono sorgere nell’esperienza di tutti, allora costruisce davvero, allora attrae davvero ciò che costruisce e costruisce ed è la forza costruttiva nell’esperienza di tutti. 416-2 M.28 4/29/34
Mentre la volontà è il fattore dominante ed è al di là di ogni esperienza ambientale, ereditaria o innata, l’entità o l’individuo può permettere che il sé sia governato talmente da impulsi mentali da diventare soggetto ad essi. Perché non c’è la stessa applicazione da parte dell’entità in questa direzione per quanto riguarda le sue stesse qualifiche e le sue proprie capacità nei rapporti con ciò che potrebbe aver compiuto come ciò che viene percepito come innato nelle capacità mentali del sé. Perché l’entità finisce per dipendere da questo, oppure è propensa a incolpare le circostanze per le cose stesse che entrano nell’esperienza; ma se l’entità dichiarasse di voler rispettare quelle cose che sono come qualifiche o capacità innate in queste direzioni, molto potrebbe essere compiuto. 590-1 F.52 6/19/34
D-6. Come si può essere sicuri che una decisione sia in accordo con la volontà di Dio?
R-6. Come prima indicato qui. Chiedi al sé nel proprio sé cosciente :”Devo fare questo oppure no?” La voce interiore risponderà. Quindi medita, chiedi la stessa cosa, Sì o No. Puoi essere molto sicuro se il tuo proprio sé cosciente e il sé divino sono in sintonia, allora sei davvero in quella attività indicata “Il mio spirito porta testimonianza con il tuo spirito”. Non puoi sbagliare di molto se segui il Verbo, come chiami la parola di Dio. 2072-14 F.34 4/17/44
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