Ebook-Il segreto del Contatto Alieno

Ebook - Il segreto del Contatto Alieno - Messaggi alieni - Vinicio de Bortoli
Il prof. Vinicio de Bortoli dice: Ho rivevuto la tecnologia BCI da una specie umanoide che è molto simile a noi e che fa parte della federazione VAM. Nel 1984 insieme al mio collega il Prof. Ugo licinio abbiamo ricevuto e poi brevettato il primo sistema di decodifica delle onde cerebrali. La federazione dei VAM ci sta aiutando ad affrontare in futuro i Vaux ed evitare così all'umanità l'estinzione. I Vaux sono una specie di predatori dello spazio, il cui unico interesse è quello di Studiarci e indurci ad autodistruggerci con le nostre mani, per evitare di farlo di persona. Il rapporto che c'è tra noi e loro è simile a quello che c'è tra noi e un Orangotan,per alcuni di loro siamo delle scimmie in uno Zoo, e il pianetaTerra è una sorta di di riserva naturale.

Aforismi

Dicono che gli animali non hanno un'anima...bè, io non ci credo.
Se avere un'anima significa essere in gradi di provare amore, fedeltà e gratitudine, allora gli animali sono migliori di tanti esseri umani.
J: Herriot

I Sumeri e il Diluvio Universale

 

Il Giornale Online

Tratto da Area di Confine n° 32 - Maggio 2008


La descrizione della catastrofe è ricca di dettagli che riguardano anche le conseguenze delle perturbazioni gravitazionali avute su Marte in seguito al passaggio di Nibiru.
Di Roberto Boncristiano
I segni premonitori di una terribile catastrofe, in procinto di colpire la Terra e Marte, vengono colti e riportati dai Sumeri: “…Nei giorni di Lamech ( il padre di Ziusudra, che è assimilabile al biblico Noè )…gli stenti sulla Terra aumentavano sempre più… Lahmu ( Marte ) fu avvolto da aridità e polvere. Gli Anunnaki si consultarono…Osservarono bagliori sul sole, vi erano sconvolgimenti nella forza di attrazione delle reti della Terra e di Lahmu…le sofferenze sulla Terra aumentavano sempre più. I giorni si facevano sempre più freddi, i cieli trattenevano le piogge…piaghe e carestie afflissero la Terra…”. I Sumeri stanno documentando storicamente variazioni climatiche sui due pianeti, indotte da una intensificazione della forza gravitazionale del Sole, e l’umanità ne patisce le conseguenze per il raffreddamento del clima e una sopraggiunta siccità.

Marte, a sua volta, era soggetto a un inaridimento del clima, presumibilmente dovuto a un prosciugamento delle fonti di acqua liquida o alla formazione di aree di permafrost. Altri effetti vengono registrati dagli Anunnaki a causa delle perturbazioni gravitazionali ed elettromagnetiche: “…Sul volto del Sole comparvero strane macchie scure, dal suo volto si sprigionavano fiammate. Anche Kishar ( Giove ) si comportava in modo strano, confusi erano i suoi circuiti. Il Bracciale Martellato ( la fascia degli asteroidi ) era tirato e spinto da invisibili forze di attrazione della rete. Per ragioni misteriose, il Sole disturbava la sua stessa famiglia…”.
I Sumeri ci informano dunque di disturbi nei moti orbitali del pianeta Giove e della fascia degli asteroidi e queste interferenze determinano cambiamenti anche sulla Terra, indicandone con estrema crudezza la causa: “…la coltre di neve e ghiaccio che ricopre la Terra Bianca ( l’Antartide ) ha iniziato a scivolare…la prossima volta che Nibiru si avvicinerà al Sole, la Terra sarà esposta alla forza di attrazione di Nibiru. Dalla forza di attrazione di Nibiru la Terra, nei cieli, non avrà alcuna protezione…la prossima volta che Nibiru si avvicinerà alla Terra, la coltre di neve e ghiaccio scivolerà via dalla Terra Bianca. Causerà una calamità di acqua: da un’enorme ondata, da un Diluvio, la Terra verrà sopraffatta…
Gli Anunnaki si preoccupavano molto sia della Terra, sia di Lahmu. Presero una decisione: che ci si prepari a evacuare la Terra e Lahmu!...”. Nibiru, il pianeta d’origine degli Anunnaki, nella lingua sumera significa il “pianeta dell’attraversamento”; una simile definizione sembra alludere al tracciato orbitale descritto periodicamente da Nibiru intorno al Sole. Nella sua marcia di avvicinamento Nibiru attraversa lo spazio cosmico compreso tra la fascia degli asteroidi e Giove, ma questa volta Nibiru si avvicinerà eccessivamente alla Terra, esercitando un surplus di attrazione gravitazionale in grado di influenzare e accelerare i mutamenti climatici in atto sulla Terra.

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Un aumento rapido della temperatura media del nostro pianeta può determinare lo scioglimento delle masse ghiacciate presenti nell’Antartide con il relativo scorrimento nelle acque oceaniche di enormi blocchi di ghiaccio. Cosa potrebbe succedere se un’immensa coltre di ghiaccio, forse dello spessore di chilometri e vasta centinaia di migliaia di chilometri quadrati, dovesse staccarsi improvvisamente per l’influsso della forza gravitazionale di un corpo celeste grande quanto Nettuno? Non dovrebbe essere particolarmente arduo prevederne le conseguenze apocalittiche, ossia un effetto “tsunami”. Neanche gli evoluti Anunnaki possono fronteggiare una calamità naturale di simile portata e per salvarsi dalla incombente catastrofe decidono di abbandonare, almeno temporaneamente, la Terra e Marte.
Alcuni “…tornavano su Nibiru e salirono a bordo delle navi celesti…”, mentre altri, come Marduk, si raccolgono “…al Luogo dell’Atterraggio…e lo stesso Marduk offrì agli Igigi la scelta di andare con lui, Sarpanit ( la congiunta di Marduk ), i suoi due figli e le figlie a Lahmu ( Marte ), per attendere la calamità, oppure di disperdersi nelle lontane regioni montuose della Terra, per trovare un rifugio dal Diluvio…”. La descrizione sumera del Diluvio Universale è estremamente drammatica e rivela dettagli molto accurati sull’andamento rovinoso della catastrofe: “…Per giorni interi prima del giorno del Diluvio la Terra rombava, gemeva, come se soffrisse. Per notti intere prima che la calamità si avventasse sulla Terra, Nibiru nei cieli era una stella risplendente… La Terra iniziò a tremare, agitata da una forza di attrazione fino ad allora sconosciuta….la luce della mattina si trasformò in oscurità. Poi esplose il suono del rombo di un tuono, i lampi accesero i cieli…Quel giorno con un tremendo boato il Diluvio ebbe inizio.
Nella Terra Bianca ( l’Antartide ), nelle viscere della Terra, le fondamenta della Terra tremavano. Poi con un rombo la coltre ghiacciata scivolò dalle sue fondamenta. Era spinta via dalla forza di attrazione invisibile della rete di Nibiru, nel mare del sud si andava a schiantare. La superficie della Terra Bianca si sgretolava come il guscio rotto di un uovo…”. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che lo scivolamento nella distesa oceanica di masse imponenti di ghiaccio sia in grado di sollevare un muro d’ acqua dell’altezza di alcune centinaia di metri, che viaggerebbe sulla superficie marina a una velocità di centinaia di chilometri all’ora, riversandosi sulle terre emerse con un impeto inimmaginabile e spazzando via ogni forma di vita.
Le tracce geologiche di questo sconvolgimento, causato da un’apocalittica inondazione, sono state evidenziate in studi di eminenti ricercatori, e sono presenti in quasi tutte le aree della Terra. I Sumeri ci testimoniano dell’avvicendarsi di eventi sismici devastanti, dovuti alla forza gravitazionale di Nibiru, e infatti la Terra “gemeva” e le sue fondamenta “tremavano”.

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L’atavico popolo mesopotamico conosce perfettamente gli effetti del Diluvio: “…All’improvviso un’onda di marea si sollevò, il muro d’ acqua raggiunse i cieli. Una tempesta, con una violenza mai vista prima, iniziò a ululare dal cuore della Terra. I suoi venti spingevano il muro d’ acqua, l’onda di marea volgeva verso nord. Il muro d’ acqua correva verso nord, ormai già minacciava le terre dell’Abzu ( l’Africa ). Da lì poi viaggiò verso le terre abitate, invase l’ Eden ( la Mesopotamia )…”. Neanche gli Anunnaki possono contrastare la forza distruttrice di uno “tsunami” di proporzioni planetarie e tutto viene inghiottito dall’ acqua: “…Tutto ciò che un tempo era stato sul terreno fu spazzato via dalle acque impetuose…”. Sono allibiti dalla velocità con cui avanza la immensa onda d’ acqua e dalla sua altezza, probabilmente di alcune migliaia di metri: “…Prima che il giorno finisse, il muro d’ acqua, acquistando velocità, ingoiò le montagne…”.
D’altronde, si ergono nel continente africano sistemi montuosi che possono vantare cime svettanti migliaia di metri, ma vengono sovrastati da questo muro d’ acqua, come si evince dalla testimonianza sumera. Impotenti, gli Anunnaki assistono allo scempio mentre “…nelle loro barche celesti orbitavano intorno alla Terra…”. Il loro stato d’animo è dominato da un cieco terrore, dato che “…con sgomento in quei giorni furono testimoni di una forza più grande della loro…”. Non si può certo restare indifferenti alla descrizione apocalittica del Diluvio Universale e delle sue conseguenze, riscontrabile in questo testo sumero di cinquemila anni fa:”…le creature riempiono le acque come libellule annegate in uno stagno. Ogni forma di vita è stata spazzata via dall’ondata del mare in tempesta…
Dopo l’immensa ondata di marea, che spazzò la Terra, le chiuse dei cieli si aprirono e una pioggia torrenziale si abbatté sulla Terra…poi il muro d’ acqua, avendo raggiunto il suo limite, cessò l’attacco. Ma per quaranta giorni e quaranta notti le piogge continuarono a cadere dai cieli…laddove un tempo c’era terra asciutta, ora si stendeva un mare di acqua. Laddove un tempo le montagne svettavano verso il cielo, ora le loro cime spuntavano come isole nel mare…Poi le acque si riunirono nei loro bacini. Rollarono avanti e indietro, giorno dopo giorno; il livello dell’ acqua si abbassò…anche le piogge si arrestarono…”. Cosa ci rivela il testo sumero sulle sorti della specie umana? Eccone l’essenziale ma tragica conclusione della tavola sumera: “…L’umanità e ogni forma vitale erano scomparse dalla faccia della Terra…”.
Il documento sumero, inoltre, non si limita a narrare la catastrofe cosmica abbattutasi sulla Terra, ma ci fornice indizi significativi sulle conseguenze su Marte delle perturbazioni gravitazionali indotte dal passaggio di Nibiru e dall’allineamento di sette pianeti del sistema solare: “…Lahmu ( Marte) è stata devastata dal passaggio di Nibiru! Così riferì Marduk. La sua atmosfera è stata risucchiata, le sue acque sono poi evaporate, si è trasformata in un luogo di tempeste di polvere!...”. Questa descrizione sumera delle nuove condizioni climatiche e fisiche di Marte ci impone una doverosa riflessione: ci sono riferimenti scientificamente fondati sulla dispersione improvvisa dell’atmosfera di Marte, che è stata “risucchiata”.

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Cosa può aver provocato un processo così repentino di disgregazione e rarefazione dell’atmosfera marziana? Indubbiamente la forza di attrazione esercitata da Nibiru può solo parzialmente “strappare” a Marte la sua atmosfera, e dunque occorre preventivare un ulteriore fattore che abbia concorso al risucchio dell’atmosfera marziana. Riteniamo plausibile l’ipotesi di Melosh e Vickery, concernente la distruzione dell’atmosfera marziana per ripetuti impatti di asteroidi e meteoriti con il suolo marziano, anche perché il progressivo avvicinarsi del pianeta Nibiru provoca, nel medio periodo, l’espulsione dalla fascia degli asteroidi di corpi rocciosi, trascinandoli con sé nel suo moto orbitale, oppure cattura materiale meteoritico o protoplanetario residuo scagliandolo verso i pianeti interni del sistema solare.
La intensa craterizzazione dell’emisfero meridionale innesca il processo di rarefazione e di dispersione dell’atmosfera marziana in un arco temporale sufficientemente prolungato. Una riduzione progressiva della densità atmosferica comporterà una diminuzione dei valori pressori e della temperatura necessari per la permanenza dell’ acqua allo stato liquido; non è casuale che il testo sumero riferisca che “ le sue acque sono poi evaporate”. E’ probabile che in una fase iniziale le acque marziane siano state soggette ad evaporazione per il surriscaldamento della superficie marziana, dovuto all’enorme energia da collisione sprigionata dagli innumerevoli corpi asteroidei e meteoritici. Successivamente, le nubi di vapore generate dagli impatti decompongono l’atmosfera marziana, la cui pressione, ormai asfittica, non è in grado di trattenere l’enorme quantità di vapore acqueo immesso nell’atmosfera marziana e di evitare il passaggio dell’ acqua dallo stato liquido a quello gassoso.
Le molecole di vapore acqueo, successivamente, si disperdono nello spazio profondo per la carenze fisico-chimiche dell’atmosfera marziana. Le acque marziane, inoltre, subiscono l’intenso influsso gravitazionale di Nibiru per un esteso periodo di tempo e, dunque, subiscono poderose spinte acceleratici che le rendono impetuose e capaci di un’azione erosiva profonda. Nel sito marziano di Chryse Planitia si può notare un sistema fluviale con una larghezza di 25 chilometri e una lunghezza di oltre 2000 chilometri, con una portata di milioni di metri cubi al secondo. Solo uno scorrimento rapido di imponenti masse d’ acqua può spiegare il modellamento delle pareti del sistema fluviale, estremamente lisce e livellate.
Non essendo ravvisabili nel sito dislivelli del terreno, è lecito chiedersi come fosse possibile una velocità di scorrimento delle acque così travolgente. Il ricercatore Cattermole, ma anche Victor Baker e Daniel Milton, sottolineano che solo una “inondazione catastrofica” può svolgere un’azione erosiva con effetti così macroscopici. Si suppone che inondazioni di questa tipologia siano preventivabili se immaginiamo fondatamente una forza gravitazionale accentuata ed emanata da un gigantesco corpo celeste, e ipotizziamo che questo astro fosse il pianeta Nibiru, come ricordato dai testi sumeri.
Un altro sito marziano, denominato Reul Vallis, presenta una profonda scanalatura, configurabile come un immenso letto di un fiume, le cui acque scorrevano tumultuosamente sull’intera area circostante, per effetto di un’inondazione catastrofica; lo studioso Michael Malin la paragona per le sue dimensioni al diluvio che colpì il Mar Mediterraneo. Questi rinomati scienziati confermano dunque che anche Marte è stato subissato da fenomeni diluviali, e probabilmente nello stesso periodo del Diluvio Universale che imperversò sulla Terra almeno 13000 anni fa. Il ricercatore James B. Pollack ritiene che le grandi formazioni fluviali marziane denotino caratteristiche specifiche che non sono inquadrabili nell’ambito di un unico evento fisico, ma ciascuna valle è riportabile a un singolo fenomeno fisico, distinto da tutti gli altri.
La congettura di Pollack sembra presupporre un susseguirsi di un insieme di eventi traumatici, collegabili a catastrofi cosmiche da impatti e collisioni di corpi estranei provenienti dallo spazio. Non si può escludere che lo studioso alludesse all’eventualità di prefigurare fenomeni fisici che non siano impatti o collisioni con corpi celesti, tuttavia è opportuno prendere in considerazione tutte le possibili ipotesi esplicative. La sonda spaziale americana Mars Global Surveyor ( MGS ) ha rivelato che vi sono sulla superficie marziana prove materiali di uno scorrimento di acqua liquida in un passato molto recente, e particolarmente nel sistema di canyons denominato Valles Marineris sono stati scoperti i segni indelebili di un flusso spiccatamente erosivo e improvviso dell’ acqua, a tal punto che i canali visibili prospicienti il sito della Valles Marineris mostrano le tracce inconfondibili di un fluire rovinoso dell’ acqua.
Alcuni studiosi sono persuasi che un erompere così devastante di masse liquide sia stato possibile per effetto di uno scioglimento rapido del ghiaccio intrappolato nel permafrost. Il rialzo termico all’origine dello scioglimento è stato imputato al calore prodotto da sorgenti vulcaniche o al flusso termico proveniente dall’interno del pianeta. Dovremo attenderci,dunque, in un prossimo futuro un riscaldamento del pianeta a causa di una variazione orbitale? Oppure questo flusso termico di origine endogena è sufficiente per sciogliere esorbitanti masse d’ acqua ghiacciata nel sottosuolo marziano? Ci sembra piuttosto fragile una simile spiegazione per giustificare lo scioglimento del permafrost marziano, perché occorrerebbe stabilire la quantità di calore necessario per poter trasformare in acqua liquida un quantitativo non meglio precisato di ghiaccio marziano, nonché quanto calore può essere generato dalle fonti energetiche interne al pianeta.
Non ci risulta, almeno ufficialmente, che siano disponibili questi dati per compiere le misurazioni del caso. Non si porrebbero problemi di misurazione se ci affidassimo a una ipotesi certamente azzardata, ma non più di quelle proposte da eminenti scienziati, circa l’avvicinamento di un pianeta di grosse dimensioni, la cui forza gravitazionale, certamente incalcolabile, produrrebbe un riscaldamento tale da causare la liquefazione degli immensi depositi di ghiaccio marziano, il bombardamento di Marte con corpi rocciosi catturati dalla sua “rete”, come direbbero i Sumeri, e l’innalzamento imperioso delle acque che scorrono in superficie. Non possiamo trascurare l’ultimo dettaglio della testimonianza sumera, relativa alla trasformazione di Marte in “un luogo di tempeste di polvere”.
I dati a nostra disposizione stabiliscono che Marte sia soggetto ad un’attività di erosione e di deposizione di origine eolica; i venti possono giungere alla ragguardevole velocità di 400 chilometri orari, sollevando quantità incredibili di polvere sabbiosa e disseminandola sull’intera superficie marziana. La presenza di un simile ammasso di sabbia risulta sconcertante e al momento non vi sono spiegazioni plausibili, ma è ormai assodato che la vita sarebbe proprio impossibile in siffatte condizioni e Marduk, uno dei personaggi più in vista degli Anunnaki, ha tutte le ragioni per lamentarsi quando informa che “…la loro stazione è stata colpita da tempeste di polvere…”; in un altro passo del testo sumero si riferisce che “…ci disturbano forti venti che sollevano fastidiose tempeste di polvere…e il pianeta fu avvolto da aridità e polvere…”.
Il già menzionato disastro cosmico che colpisce Marte indurrà gli Anunnaki ad abbandonare Lahmu ( Marte ) dato che “…le condizioni sono diventate insopportabili,la sopravvivenza non è più possibile…”. La memoria storica dei Sumeri conferma in modo inequivocabile che un evento catastrofico di origine cosmica si è abbattuto sulla Terra e su Marte, seminando morte e distruzione ovunque. La Terra sarà sconvolta da inondazioni, terremoti e tempeste atmosferiche, che porteranno alla quasi estinzione dell’umanità, mentre Marte disperderà nello spazio quasi tutta la sua atmosfera e parte delle sue riserve idriche. Possiamo reperire ulteriori riscontri di natura storica che ci permettono di associare il Diluvio Universale, o comunque una catastrofe cosmica, ad entrambi i pianeti; nella cultura egizia veniva posto uno stretto legame tra il pianeta Marte e il monumento della Sfinge nella piana di Giza.

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Entrambi venivano menzionati con il nome di ‘Horus dell’Orizzonte’ oppure di ‘Horus il Rosso’. L’altro nome attribuito alla Sfinge è ‘Horakhti’, epiteto con cui gli Egizi indicavano Marte, e molte testimonianze antiche asseriscono che la Sfinge era stata dipinta per un lungo periodo di tempo con il colore rosso. Il collegamento probabilmente è di natura astronomica, in quanto la Sfinge, che simboleggia Marte, indica con il suo posizionamento rispetto alla volta celeste che il pianeta rosso attraversava la costellazione del Leone in un periodo databile tra il 10970 e l’8810 a.C. Il sole all’equinozio di primavera sorgeva dunque nella costellazione del Leone.
L’interrogativo sollevato dalla Sfinge concerne la ragione che induce gli antichi Egizi a costruire questo monumento orientato verso la costellazione del Leone. Si ipotizza che questo monumento avesse il compito di tramandare alle generazioni successive la memoria di un evento catastrofico che avrebbe coinvolto contemporaneamente la Terra e Marte nell’età del Leone. Non sarà del tutto casuale che gli Egizi testimoniano del pericolo rappresentato dall’avvicinarsi minaccioso di una cometa, le cui sembianze mostruose vengono descritte con raccapriccio: “…sembrava infuocata, ondeggiava come le spire di un serpente ed era orribile a vedersi…”.

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(il diluvio in una grafica indiana di epoca mogul, tratto dall'archivio personale di Patsy Nicholas di Falco)

I riferimenti egizi a una cometa in marcia di avvicinamento verso Marte e la Terra corroborano le fonti sumere e avallano storicamente che un evento cosmico di proporzioni inaudite investe in un comune destino la Terra e Marte, uccidendo geologicamente Marte e devastando la Terra. Una simile memoria storica viene ereditata dagli arabi che chiamarono la città contigua alla necropoli di Giza ‘El-Khaira’ ovvero Il Cairo, che significa ‘ Marte’. Una singolare coincidenza. O no?
Il nostro auspicio è poter annoverare ulteriori elementi di natura storico-scientifica per avvalorare la tesi della reale esistenza di esseri intelligenti, testimoni del passato del nostro pianeta e del suo coinvolgimento, insieme a Marte, in una catastrofe cosmica che ha mutato radicalmente la storia climatica della Terra, ponendo termine all’era glaciale e le basi di una nuova fase di civilizzazione della specie umana. Siamo infinitamente grati ai nostri progenitori per averci tramandato la loro testimonianza circa le nostre origini e il nostro passato. Lo saremo eternamente.
R.B.
Fonte:

Una doppia cima frequentata da diavoli e Ufo

 

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Antiche leggende e avvistamenti d'oggi creano un alone di mistero
24/8/2009


Secondo una leggenda piuttosto diffusa, la Bisalta dovrebbe la sua conformazione a un intervento diabolico. Si narra, infatti, che molti secoli fa la montagna presentasse un unico e aguzzo punto culminante. Tutto cambiò in una notte d'estate. Un montanaro, dopo aver festeggiato in osteria la vendita del formaggio al mercato, tornava al suo villaggio. Il vino, tuttavia, rendeva il suo passo sempre più incerto. Quando la luna tramontò dietro il profilo della Bisalta, l'uomo non riuscì più a proseguire. Improvvisamente apparve il diavolo, che offrì al pastore un po di chiaro di luna, in cambio della sua anima.

Il pover’uomo, ormai stanco e disperato, accettò e il diavolo preparò il contratto, mentre un esercito di piccoli demoni ritagliava dal monte la porzione di roccia che oscurava il disco della luna. Quando il diavolo presentò al montanaro l’atto di vendita dell’ anima, il pallido chiarore della luna illuminò a fatica la firma: si trattava di una croce, unica cosa che il disgraziato aveva imparato a scrivere. Pare che agli inferi, non avesse alcun valore legale. Così la sua anima fu salva: il diavolo fuggì urlando e l'unica che ne fece le spese fu la montagna, che perse una «fetta» della vetta.
Al di là della leggenda, l'alone di mistero che circonda la Bisalta fu probabilmente generato dalla sua posizione isolata e dalla propensione delle sue rocce ad attirare i fulmini. Ciò causò, nel luglio del 1960, una tragedia nella quale persero la vita quattro persone che partecipavano a una cerimonia religiosa al Bric Costa Rossa: una folgore si abbattè improvvisamente sulla montagna e si scaricò sulla croce metallica.
Sulla montagna, nel primo Novecento e negli Anni '50, sono state effettuate ricerche di uranio, curate tra gli altri dal geologo Felice Ippolito e dal premio Nobel Marie Curie. A completare il quadro inquietante della Bisalta si aggiungono i numerosi «avvistamenti» di oggetti misteriosi che si dirigono o provengono dal monte. Le indagini effettuate dall'Ars di Torino (associazione ricerche scientifiche) hanno poi evidenziato la presenza di menhir, cromlech, strani manufatti e una «scultura» antropomorfa in pietra di circa un metro e mezzo, raffigurante un individuo con la testa triangolare. Negli Anni '70 la Bisalta era bersaglio delle esercitazioni di artiglieria pesante: i cannoni sparavano da Roracco,Villanova Mondovì, e da altre postazioni a Peveragno e Pianfei.
Si racconta infine, che nel secolo scorso, in autunno, molte persone erano solite recarsi da Villanova Mondovì in una località della Francia per lavorare alla raccolta del legname. Durante il tragitto, transitavano in un luogo in quota dove si trovavano «bambini dalla pelle molto chiara, quasi albini - raccontavano - ai quali dava molto fastidio la luce del sole, così da renderli quasi ciechi. E che fuggivano spaventati al nostro passaggio». Nell'autunno del 1975, a mezzogiorno, da Prato Nevoso, si assisteva a tre forti esplosioni nel cielo sopra la Bisalta, accompagnate da tre lampi ben visibili. Molti i testimoni oculari.
Alle 14 una squadra di Soccorso alpino partiva da fondovalle temendo lo schianto di un aereo, ma trovava tutti i sentieri d'accesso al monte bloccati da elicotteri della Marina militare. Il ministero della Difesa parlò, in via ufficiosa, di missili lanciati da una nave militare.
Fonte:

Edgar Cayce: ADEMPIERE ALLA LEGGE E DIVENTARE LA LEGGE

 

Il Giornale OnlineLe forze universali... diventano manifeste nel mondo materiale man mano che la mentalità dell’uomo si sviluppa e giunge alla conoscenza delle leggi dell’ universo... Gesù che usava soltanto la legge universale e nella deformazione della stessa, attraverso la vita vissuta, rese la stessa manifesta nel mondo, superando alla fine anche la disintegrazione dello spirito e dell’ anima dal corpo fisico o corporeo, e diventò capace di costringere tutta la legge a farsi assoggettare dal corpo, o, come vediamo, a diventare manifesta nelle forze elettriche. 900-17
Come Gesù, l’uomo, che è in rapporto con te stesso, -- come Egli applicò la legge. Egli si rese uguale alla legge, diventando la legge. Nessun dubbio, nessuna paura, nessuna animosità, nessun sé -- ma altruista nel proposito di Dio. Questo supera la legge in quanto è in relazione con tutte le fasi della materialità, inclusa la gravità. 2533-7
Poiché non c’è stato il pieno concetto per quanto riguarda il significato del sangue versato per il sacrificio eterno, o la legge che non è di nessun effetto nella legge stessa; che, come gli individui, nel corpo, nella mente, nello spirito diventano la legge, allora c’è come un vuoto nella loro esperienza --poiché essi sono la legge! E la legge è amore, la legge è Dio. 2067-2
“Non sono venuto per abolire la legge, ma per dare compimento” (Matteo 5:17). 1541-11

Allora sappi, questa è l’intera legge -- di amare Dio, rifuggire dal male e amare il tuo vicino come te stesso! 1603-1
Fino a quando gli individui sono nel loro pensiero, proposito e intento la legge -- la quale è costruttiva -- essi sono soggetti alla stessa.
Perciò quelle ingiunzioni che sono state date così spesso: “Quando conoscerete la verità, la verità vi farà liberi” (Giovanni 8:32). Liberi da che cosa? Dal Sé. 1538-1
Pratica ... la carità verso tutti, l’amore verso tutti; senza criticare nessuno; essendo pazienti con tutti, mostrando amore fraterno e gentilezza fraterna. Contro questi non c’è nessuna legge. E ... per mezzo dell’applicazione di questi ... diventi libero dalle leggi che sono del corpo o della mente; poiché allora sei cosciente di essere tutt’uno con le Forze Creative. 1620-1
L’uomo per la sua conformità con la legge divina mette ordine nel caos; o, con la sua inosservanza delle associazioni e leggi di influenza divina, porta il caos e le forze distruttive nella sua esperienza. 416-7
E se la tua luce è disturbata, se il tuo cuore è triste, se il tuo corpo è tormentato dal dolore, [la causa] è il tuo pasticciare con le leggi che sono tanto Universali quanto la Vita stessa. 281-27
Non pensare che il corpo sia una macchina casuale, o che le cose che succedono agli individui siano per caso. Tutto è legge! 2067-1

C’E’ UNA LEGGE PER TUTTO

Ci deve essere una legge per tutto-- spirito, mentale, materiale. Senza dubbio c’è: ma viene guidata, custodita e tenuta in accordo con ciò che è il principio, lo spirito, l’ anima della Prima Causa. 1885-2
Sappi nel sè che ci sono leggi immutabili e che, come l’ universo visto intorno al sè viene diretto da leggi messe in movimento fin dal principio, è anche così nel rapporto dell’uomo con lo stesso sotto la legge. 2449-1
La legge del Signore è perfetta ed è applicabile nell’uomo come nell’ universo, come in natura, come nei regni dello spirito stesso. Poichè il primo principio è che il Signore, il Dio dell’ universo è Uno. 4035-1
Ci sono leggi divine o universali, come ci sono leggi della natura, e la loro applicazione cambia secondo la circostanza o la maniera di applicazione attraverso la comprensione. 2615-1
Ogni manifestazione della vita è spirito. Perciò la materia, la materialità, non dovrebbe essere niente. Ma quando lo spirito si manifesta in un mondo tridimensionale di materia, forma e spirito, diventa soggetto alle leggi della materialità--che in se stesse sono temporanee e perciò soggette alla deteriorazione. 1678-1
Le leggi naturali sono leggi di Dio. Ogni cosa nella terra è governata dalla legge. Egli disse: “Che luce sia fatta” (Genesi 1:3), e la luce fu--per mezzo della legge.
Quale legge? Dello spirito della verità, della luce stessa che si mosse in attività diventando così creativa per mezzo della legge. 3902-2
“Il simile genera il simile. Come semina, così raccoglierà. Come l’uomo pensa nel cuore, così egli è”. Tutti questi non sono nient’altro che detti comuni per la maggior parte di noi, anche per l’uomo pensatore; ma se la mente di un individuo (la mente finita) dovesse rivolgersi nell’intimo del suo essere per la legge che riguarda questi detti comuni fino a quando non nasce la comprensione, allora c’è la coscienza nel finito dell’infinito che si muove sul e nel sé interiore. 262-52
Su quello che ti fissi, quello lo diventi;--proprio come quello che odi ti accade all’improvviso. Questa è la legge naturale. 2034-1
Ricorda, Amore è Legge e Legge è Amore, e con il metro col quale lo stesso viene misurato viene misurato al sé. Questo resta valido attraverso ogni canale, sia dell’essere mentale, spirituale o fisico dell’uomo. 270-15
Lo sviluppo dell’uomo, come è stato dato, è quello della comprensione dell’uomo e della sua applicazione delle leggi dell’ Universo. E man mano che l’uomo applica queste, l’uomo si sviluppa, l’uomo eleva l’intera generazione dell’uomo. Gli individui, troviamo, adempiono a certi elementi e leggi, e gradualmente l’uomo diventa capace di applicare ed usare questi nella vita di tutti i giorni dell’uomo. Questo, applicato nella scienza medica, nella scienza anatomica, nella scienza meccanica. 900-70
Le esperienze a livello terreno sono state molto varie. E mentre le faccende che riguardano anima e mente sono sempre state di interesse speciale per l’entità, l’applicazione di alcuni di quei principi non ha fatto tanto bene all’entità. . .
Non pensare, visto che possono in apparenza essere applicati soltanto alla mente mediocre o a quelli che sono di una certa fede, che non si applichino a te.
Ma sappi che la verità è applicabile in ogni esperienza della vita dell’entità, o come venditore di lacci per scarpe o come direttore di qualche grande istituzione finanziaria o addirittura come capo o regnante di molti popoli.
Poiché lo stesso principio che riguarda un [caso] è vero nell’altro. Poiché colui che dichiarerebbe “Se io fossi così e così, quanto sarei caritatevole”, oppure “Se io fossi in questa o quella posizione che sforzo farei per magnificare questo o quello”, soltanto tenta - dicendo così - di dare agli altri una grande opinione di sé, eppure non inganno nemmeno se stesso o chiunque altro!
Poiché, se non dai quando non hai nemmeno a sufficienza, anche se tu fosti benedetto con molti milioni, molto probabilmente saresti ancora più spilorcio di adesso - e sarebbe molto più difficile andare d’accordo con te - anche se dichiari che non lo sarebbe così! . . .
Questa è la prima lezione che dovresti imparare: c’è tanto di buono nel peggiore di noi, e tanto di male nel migliore di noi che non conviene a nessuno di noi parlare male di tutti gli altri. Questa è una legge universale, e finché non si comincia ad applicarla, non si può andare molto lontano nello sviluppo spirituale o dell’ anima. 3063-1 M.56
L’entità era allora di nome Esten e di quei gruppi che infine si stabilirono, o erano per un certo periodo, in parti di ciò che è ora il Wisconsin. Così troviamo dalle sue attività e dal suo studio con gli sciamani di quell’area particolare e di quel periodo particolare che i luoghi sembrano familiari, i visi sembrano familiari all’entità. Non che quelli che non sono familiari debbano essere dimenticati. Poiché niente accade per caso. Ci possono essere delle opportunità per te, non soltanto per aiutare gli altri, ma per essere aiutata da altri. “Poiché tutto ciò che puoi mai tenere è proprio quello che dai via, e quello che dai via è consiglio, consulenza, modo di vita che vivi tu stesso.
”Il modo in cui tratti il tuo prossimo, la tua pazienza, il tuo amore fraterno, la tua gentilezza, il tuo garbo. Quello che dai via è tutto ciò che puoi possedere in quegli altri regni di coscienza.
E poi, quando un’entità raggiunge il regno della coscienza fisica, cose come queste possono dare frutti nella tua vita, nelle tue associazioni con altri. 5259-1 F.46
Poiché sappi che quello che è veramente tuo non ti può essere tolto; e nemmeno è mai perduto ogni vero carattere.
Ricorda questi - non soltanto come assiomi, ma analizzando gli avvenimenti attraverso i soggiorni sulla terra: preoccupati del tipo di seme che semini. Poiché ciò che semini lo raccoglierai pure. Con quale peso misuri, viene misurato pure a te. Se vorresti avere l’amore, sii graziosa - con tutti. Poiché, nel modo con cui misuri e agisci verso gli altri stai misurando e agendo verso il tuo Fattore.
Ricorda quindi che quelle attività sono il tuo passe-partout per il trono di grazia. Sempre, nelle tue attività materiali con gli altri, conserva il buono di Dio che ti permetterà l’accesso in altra data. . .
Spesso l’entità ha trovato che moltissime delusioni appaiono negli altri. Conosci quella prima regola, una legge che è eterna: Il seme seminato deve essere raccolto un giorno. Hai deluso altri. Oggi, dalle tue proprie delusioni puoi imparare la pazienza, la più bella di tutte le virtù e quella meno compresa!
Ricorda, è una delle fasi o dimensioni attraverso cui la tua anima può avere la visione più grande e più bella del Creatore.
Poiché, quando Egli venne fra i Suoi e i Suoi non Lo ricevettero, in pazienza Egli portò quella consapevolezza [a loro] di ciò che avevano perso con la loro mancanza di apprezzamento delle opportunità date.
Così, nei tuoi rapporti con altri, nei tuoi problemi con gli altri, nelle tue associazioni quotidiane - ricorda di valutare ogni fase di un’esperienza e di sottolineare il bello, di minimizzare gli errori. Poiché questo vuol dire seminare il seme della bellezza nello spirito della verità; e anche quello fiorirà nella tua vita e nei tuoi rapporti con altri.
Vedi il lato divertente - non essere troppo seria. Ricorda, Egli scherzò persino quando andò nel giardino per essere tradito.
Ricorda, Egli guardò con amore il Suo discepolo che lo rinnegò, proprio quando Egli stava solo . . .
Non lasciare che il tuo cuore sia turbato; tu credi in Dio, credi anche in Lui - che è capace di accelerare la vita mentre scorre attraverso il tuo corpo, la tua mente, la tua anima, per una piena rigenerazione nel mondo materiale, quindi speranza nel mentale, quindi verità nello spirituale. Poiché Egli è la verità, e la luce, la via; ché ogni anima possa trovare la via e ritornare dalle tenebre a Dio - proprio come Lui. 2448-2 F.25
Poiché, secondo la vera legge dello spirito, il simile genera il simile. Perciò, come armonia e bellezza e grazia regnano nella coscienza di un’entità, essa dà quello agli altri - e gli altri si chiedono meravigliati che cosa li abbia mossi a sentirsi differenti, quando nessuno ha parlato, nessuno nemmeno sembrava essere in ansia. Questo è il modo in cui lo spirito della verità opera fra i figli dell’uomo. . . .
Che cosa allora si descriverebbe come l’essenza di un tramonto, l’essenza della bellezza di una rosa, l’essenza dell’amicizia, l’essenza dell’amore? Questi sono indicati in quello che è stato detto che dovesse far parte dell’offerta sull’altare nel sancta sanctorum, quando furono date certe combinazioni che dovevano essere offerte come sacrificio, come odore dolce per il Signore.
Qual è allora quell’odore dolce nella vita della gente? E’ quello che può essere indicato come l’essenza di amore, speranza, bellezza. Queste sono quelle cose in cui le persone spesso eccellono e di cui altri si curano poco, eppure ne vengono influenzati e non si sa perché. Gli individui che vivono una tale vita, quindi, e con tutte le emozioni della natura e del mondo materiale, sono davvero quelli che possono venir chiamati i figli dell’Uno Sacro. 3098-2 F.54
Perciò studia nel sé per mostrare il sé approvato dal tuo Dio. Che cosa è il tuo Dio? Chi è il tuo Dio? Chi è il Suo messaggero per te? Che cosa hanno significato per te i Suoi messaggi, per quanto riguarda il modo con cui devi trattare il tuo prossimo? Poiché, come tu fai agli altri, così fai al tuo Fattore.
Perciò, questo atteggiamento si riflette nelle tue condizioni fisiche - e non pensare che non lo faccia! Lo fa in ogni entità- anima . . .
Affronta i problemi della giornata nella luce dei tuoi desideri come il tuo Dio-Padre affronterebbe te con le tue mancanze con te stesso. Affronta questi [problemi] nei tuoi rapporti con gli altri. No, non idealistici. Rendi il tuo rapporto con Dio pratico nel tuo rapporto con il tuo prossimo. 3335-1 M.72
Poiché quella forza creativa, quello spirito che spinge alle attività in un mondo materiale, nasce nel cuore, nell’ anima di ogni individuo da essere ripartita al suo prossimo.Poiché si può non odiare il proprio fratello e amare il proprio Dio; si può non venerare il proprio Dio e covare rancore o invidia contro il proprio fratello. Poiché questi sono di Uno, e la Legge di Uno deve essere portare a compimento.
Come semini nello spirito, così può la mente costruire quello che raccogli nella materialità. Come semini nella materialità, così può quella mente costruire per determinare discordia o un parallelo di un’attività nel significato spirituale. Essi sono intercambiabili. 961-1 M.55
Sappi che il tuo corpo, la tua mente, la tua anima, è una manifestazione di Dio sulla terra - come è ogni altra anima; e che il tuo corpo è davvero il tempio del Dio vivente.
Tutto il bene, quindi, tutto il Dio, quindi, che puoi conoscere è manifesto in te e attraverso te - e non quello che qualcun altro pensa, non quello che qualcun altro fa! Poiché quello è un bel modo del diavolo nella sua bottega - “Fa’ perché qualcun altro fa! Pensa a quello perché qualcun altro lo fa!”
Il Signore tuo Dio è Uno - come tu sei uno . . .
Poiché noi siamo - fisicamente - quello che abbiamo digerito con il corpo.
Siamo mentalmente quello che abbiamo pensato, ma non ha aggiunto neanche un po’ al fisico, non è vero?
Siamo spiritualmente quello che abbiamo digerito nel nostro essere mentale.
E se Lui cammina con te, non sarai mai sola! 2970-1 F.48
IntrattieniLo quindi spesso nella tua mente, nella tua attività. Poiché le applicazioni dei Suoi principi sono semplici; ma nel mondo della realtà diventano spesso come montagne:
Pazienza, amore, gentilezza, garbo, sopportazione, amore fraterno. Non c’è nessuna legge contro uno di questo. Poiché essi sono la legge delle coerenza nella ricerca della pace. Poiché essi di per sé portano pace, e sono quello che Egli diede al mondo con il sacrificio di Se stesso per essere il mediatore fra uomo e Dio. 3175-1 F.42
E’ vero per l’entità e per la maggior parte delle anime individuali che si manifestano sulla terra, che niente, nessun incontro avviene per caso. Questi sono un disegno o schema. Questi schemi però vengono disposti dall’entità individuale. Poiché vi sono delle leggi. Poiché la legge è amore, amore è legge. Ed Egli non ha voluto che una qualsiasi anima perisse, ma con ogni tentazione, con ogni prova , ha preparato una via d’uscita . . .
E’ vero, quindi, che ci sono degli impulsi latenti e manifesti, capacità manifeste, virtù manifeste, difetti manifesti, nell’esperienza di ogni entità. Questi difetti, queste virtù possono essere indicati, ma l’uso, l’applicazione di questi è secondo il libero arbitrio - quello che è il dono universale alle anime dei figli degli uomini; che ogni entità possa conoscere se stessa di essere se stessa eppure tutt’una con la causa universale.
Perciò lo schema, il libro della vita viene scritto dall’entità nel suo uso di verità, conoscenza, saggezza, nei suoi rapporti con il suo prossimo attraverso i soggiorni materiali. Anche durante gli intervalli di tempo fra tali soggiorni ci sono delle coscienze o consapevolezze. Poiché l’ anima è eterna, continua a vivere, ha una coscienza nella consapevolezza di ciò che è stato costruito. 2620-2 F.41
. . . portare speranza, portare allegria, portare gioia, sì, portare nuovamente un sorriso a quelli che hanno il viso e il cuore bagnati di lacrime e dolore non è altro che far splendere - splendere - quel divino amore nella tua propria anima! Quindi sorridi, sii gioiosa, sii contenta! Poiché il giorno del Signore è vicino. 987-4 F.49

COLUI CHE COMPRENDE LA NATURA CAMMINA VICINO A DIO

Colui che comprende la natura cammina vicino a Dio. 1904-2
Tutta la natura sta emanando lo Spirito della Creazione, e chi sintonizza il sé nella mente o nelle forze mentali con gli esseri di emanazione, ottiene conoscenza in un modo inestimabile che si addice all’ anima, alla personalità, all’essere dell’individuo. 345-2
Ascolta gli uccelli. Osserva il rossore delle rose. Ascolta la vita che si sveglia nell’albero. Questi servono il loro Fattore. Attraverso che cosa? Quella forza psichica che è la Vita stessa... Impara, Oh Uomo, da quello che hai intorno. 364-10
Non pensare che la lumaca o la libellula, quando striscia dalla sua bava, non glorifichi il suo Fattore. E quando sale con le sue ali di tessuto finissimo, colma quel posto al quale -- nel suo campo di attività -- è stata designata; nel suo campo, il suo modo di esternare il suo amore come manifestato dal Creatore nel mondo materializzato. 254-68
Va’ dalla formica, fannullone -- comprendi i suoi modi e sii saggio! ...Esse scelgono con l’istinto. Tu impara con l’applicazione della scelta. 1965-1
(Nel Giardino di Eden) il frutto, le foglie, gli alberi avevano il loro significato spirituale nella vita delle persone. 5373-1
Fonte:

Un enorme complesso di grotte sotto le piramidi di Giza

 

Il Giornale OnlineSegnalata da Thamus
L’esploratore britannico Andrew Collins ha annunciato di aver trovato un enorme complesso di grotte, camere e tunnel nel sostrato di calcare sotto le piramidi di Giza.
Collins, che pubblicherà dettagliatamente le sue scoperte nel libro “Beneath the Pyramids”, è venuto a conoscenza di questo mondo intatto dopo aver letto delle memorie dimenticate di Henry Salt, un diplomatico ed esploratore britannico che nel 1817 scoprì insieme all’esploratore Giovanni Caviglia un sistema di “catacombe”.
Il loro resoconto riporta che i due attraversando le grotte per parecchie centinaia di metri, arrivarono a quattro grandi camere dalle quali si estendevano altri passaggi nelle caverne.
Con l’aiuto dell’egittologo Nigel Skinner-Simpson, Collins ha ricostruito il percorso di Salt, riuscendo a localizzare l’ingresso delle catacombe perdute: una tomba apparentemente non registrata a ovest della Grande piramide, che in effetti presenta una fenditura nella roccia.

E lì comincia il viaggio: “Abbiamo esplorato le caverne prima che l’aria diventasse troppo rarefatta per continuare. Ci sono molti pericoli, buche nascoste, colonie di pipistrelli e ragni velenosi”, dice Collins.
Per lui, le – vecchissime – grotte potrebbero aver influito sullo sviluppo delle piramidi e sulla credenza dell’aldilà degli Egizi: “Gli antichi testi funebri alludono chiaramente all’esistenza di un mondo sotterraneo nelle vicinanze di Giza”.
Giza era infatti nota come Rostau (o Rose-Tau), “l’entrata dei passaggi”, lo stesso nome di una regione dell’antico oltretomba egizio: Duat.
Tuttavia, Zahi Hawass scarta il tutto: “Non ci sono nuove scoperte da fare a Giza. Sappiamo tutto sull’altopiano”.
Fonte: ,
Vedi: ,

 

 

 

Vedi:
" Edgar Cayce: Association of Research and Enlightenment Newsletter
I met with Dr. Zahi Hawass, Secretary General of the Egyptian Supreme Council of Antiquities, after he spoke for an hour to our A.R.E. group. He shared that Joe Jahoda, a longtime A.R.E. member, had convinced him to drill under the Sphinx for a chamber."

fonte: Altro Giornale

GREGG BRADEN - ( Intervista Esclusiva )


Esistono molti verificabili indicatori scientifici che provano che la Terra ed il Sistema solare stanno attraversando cambiamenti che non sono mai accaduti prima, o almeno in epoca storica. Molti canalizzatori e sensitivi dicono che è cominciato uno spostamento dimensionale che già sta influenzando notevolmente la nostra vita. Alcuni predicono anche che nel prossimo decennio entreremo in un processo di Ascensione, adempiendo così le profezie fatte da Gesù. Gregg Braden è probabilmente la persona

maggiormente riconosciuta ed apprezzata nel valutare e rivelare i fenomeni scientifici riguardanti questo spostamento. Incominciò ad interessarsi a tutto questo quando stava lavorando per Phillips Petroleum negli anni 70, notando che il magnetismo terrestre era al punto più basso da 2000 anni a questa parte e che stava continuando a decrescere rapidamente. Alla fine Braden scrisse un libro: "Risvegliarsi al punto zero in cui citava questo ed altri indicatori sul rapidissimo nostro cambiamento planetario". L'intervista è centrata sul cambiamento del campo magnetico terrestre, le profezie relative al 2012 e le possibili conseguenze sulla consapevolezza.

fonte: Menphis75.com

Sai camminare sull'acqua?

 

Il Giornale Online

20-04-2009
Quando ci incamminiamo sul sentiero della spiritualità e delle tecniche sciamaniche o mistiche di trasformazione personale, non dobbiamo dimenticare che l’origine e la sostanza di ogni disciplina trae ispirazione e nutrimento dall’osservazione della natura. Il modo in cui ci rapportiamo con la natura è direttamente collegato al rapporto che abbiamo con il nostro corpo.
In molte tradizioni, come ad esempio il taoismo delle origini, la natura è considerata madre di tutte le cose, esempio di perfezione nel suo equilibrio dinamico di forze solo all’apparenza contrapposte.
Il corpo umano, esempio microcosmico della perfezione del Tao, è un insieme di energie che si muovono seguendo percorsi definiti. Queste varie energie sono direttamente collegate alle energie cosmiche: aria, terra, acqua, fuoco, metallo. Ognuna di queste energie non rappresenta un elemento, ma un movimento, una proprietà dinamica e viva.

Un giorno il mio maestro di Shiatsu mi disse che la differenza principale fra la medicina orientale e la nostra è che la prima studia i corpi quando sono vivi, quindi nella loro capacità di fluire in quanto processi, la seconda studia i corpi quando sono morti.
La moderna medicina occidentale nasce appunto dalla pratica di sezionare cadaveri e quindi dividere il corpo in parti, collocando poi ogni parte all'interno di un funzionamento complessivo. Ma la visione rimane quella di parti separate che concorrono al tutto.
Il corpo umano, nell'idea orientale, è un meraviglioso meccanismo in perpetuo cambiamento, in cui la somma delle parti è qualcosa di più del tutto che vediamo. Ogni blocco che imponiamo al libero flusso delle energie che lo percorrono non può che portare a squilibri e, alla fine, a malattie di vario genere.
Per questo in oriente c’è sempre stato un proliferare di discipline e di arti più o meno esoteriche il cui scopo era rendere il corpo il posto più adatto per accogliere l’ anima, perché fosse possibile il suo pieno e completo manifestarsi in questa dimensione. Lo sviluppo di un’equilibrata consapevolezza di sé passa, infatti, attraverso la nostra corporeità.
Il nostro corpo è l’unico strumento che abbiamo per innalzarci alle vette dello spirito. Non per niente la ricerca degli alchimisti taoisti, ma anche occidentali, era principalmente volta alla ricerca dell’elisir di lunga vita.
In alcune tradizioni cristiane, invece, la natura, e con essa il corpo, è stata spesso ritenuta qualcosa di separato dall’ anima, qualcosa da combattere in quanto di origine inferiore, “bestiale”. Da qui le varie discipline che fanno della mortificazione del corpo e delle passioni ad esso legate uno strumento di liberazione e crescita.
Questa concezione di separatezza non è priva di conseguenze anche e soprattutto a livello ecologico. L’uomo, separato dalle leggi di Madre Terra, si sente alienato, guarda con sospetto tutto ciò che fuoriesce dai limiti della “civiltà”. Si trova rinchiuso nelle regole di una vita alienata e costretto a perseguire scopi che non rispecchiano la sua vera natura.
Mi riferisco principalmente allo svilupparsi nel tempo dell’idea antropocentrica, per cui l’essere umano, autodefinendosi superiore, ha preso le distanze da tutte quelle cose che gli ricordavano la sua originaria natura animale. Questo salto non è avvenuto a caso e non per un solo motivo. Ma la spinta delle religioni è stata in questo senso determinante.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non è forse il sentirsi separati dal mondo la causa del nostro atteggiamento violento nei confronti di tutte le altre creature? Non è il nostro arrogante sentirci superiori che ha portato allo sfruttamento indiscriminato di ogni risorsa a discapito di tutti gli altri abitanti della terra? Io penso proprio di si.
Ma cosa c’entra tutto questo col titolo di questo articolo?
Ansari di Heart, mistico musulmano dell’XI secolo, ha detto:

Sai camminare sull' acqua? Non hai fatto niente di meglio di una pagliuzza.
Sai volare nell'aria? Non hai fatto niente di meglio di un moscerino.
Conquista il tuo cuore; solo allora potrai diventare qualcuno.


Ciò che i mistici di ogni epoca ci hanno sempre ripetuto è che tutto è connesso. Non esiste separazione fra noi e quello che, apparentemente, è la fuori. Tutto quello che facciamo agli altri lo facciamo a noi stessi. Non esiste un bianco e un nero, ma tutto fa parte di un flusso che non ha soluzione di continuità. Le moderne scoperte della fisica quantistica e dei campi morfogenetici ci avvicinano sempre di più a queste antiche intuizioni. Camminare sull’ acqua, a ben vedere, non è qualcosa che ci riguardi.
Quello che ci aspetta nel prossimo futuro è la presa di coscienza che se vogliamo cambiare il mondo e renderlo un posto vivibile per i nostri figli, non ci resta che porre fine ad un atteggiamento, così radicato quanto pernicioso, di abuso di potere, che l’uomo sta mettendo in atto in ogni modo possibile. In altre parole, la sfida che ci aspetta per la nuova era è questa: sappiamo far volare il nostro cuore?
Sappiamo vedere in tutto quello che ci circonda noi stessi? Io credo che in questo percorso di consapevolezza, volto alla ricerca di risposte interiori, sia molto utile la conoscenza dell'antica filosofia taoista, che da sempre ci insegna come sia importante seguire le leggi naturali. Credo sia importante, soprattutto per noi popoli occidentali, riacquisire quel collegamento perduto con la natura, di cui fa parte e che dovrebbe mantenere saldo ad ogni costo. E questo passa anche attraverso una maggiore cura del nostro corpo, delle sue emozioni, dei suoi ricordi.
Stiamo così attenti alla perfetta manutenzione della nostra scatoletta a quattro ruote e non pensiamo a quanti velenosi intrugli immettiamo ogni giorno nelle nostre bocche, nei nostri polmoni, nei nostri occhi. Se non riusciamo a riappropriarci del nostro principale strumento di crescita come potremo occuparci del pianeta, di chi ci circonda, di chi ha bisogno di noi? Se non riusciamo più a sentire la sofferenza che ci colpisce quando ci avveleniamo, come possiamo diventare sensibili alla sofferenza delle altre creature?
Le religioni del mondo occidentale, in genere, ci hanno abituati a nascondere, censurare ciò che il corpo vorrebbe mostrare. La nostra crescita, però, non può prescindere da noi stessi. Adesso più che mai il ritorno ad una vita più umana si rende necessario. Per affrontare la crisi energetica, ma anche per prepararsi al salto evolutivo che presto sarà richiesto al genere umano.
Allora la domanda del titolo diventa superflua. Non è importante saper camminare sull' acqua, ma vivere responsabilmente. Nel prossimo articolo affronteremo proprio il concetto di responsabilità totale nell'Huna hawaiano.
Autore: David Ciolli - Redazione di Promiseland
Approfondimenti
R.Sheldrake, La mente estesa. Ed. Urrà
Lao tzu, Tao Te Ching
A.Watts, Il Tao. La via dell' acqua che scorre. Ed. Ubaldini
A.Gentili, Le ragioni del corpo. Ed.Ancora
Fonte:

L’autostrada delle comete

 

Il Giornale Online

di Caterina Visco


Comincia dal cuore della nuvola di Oort la corsia preferenziale delle comete dirette verso il nostro pianeta. Lo rivela uno studio pubblicato su Science nel quale, attraverso un modello al computer, due ricercatori dell'Università di Washington hanno simulato l’evoluzione di nuvole di comete nel Sistema Solare per i passati 1,2 miliardi di anni.
La nuvola di Oort è quello che resta della nebulosa che ha dato origine al nostro Sistema 4,5 miliardi di anni fa. È mille volte più lontana dal Sole rispetto alla Terra, si estende per circa tre anni luce e contiene miliardi di comete.

Finora gli scienziati ritenevano che le comete “di lungo periodo” (quelle che impiegano da duecento a dieci milioni di anni per compiere un giro intorno al Sole) potessero provenire esclusivamente dalla parte esterna della nuvola di Oort. I ricercatori statunitensi hanno mostrato, invece, che proprio la parte interna è la maggiore "fonte" di comete di lungo periodo che attraversano i nostri cieli.
Del resto già da un paio d’anni si supponeva che alcuni corpi celesti riuscissero ad attraversare la barriera protettiva fornita alla Terra dai giganti Giove e Saturno ( Giove non è uno scudo). Le comete potrebbero quindi essere state la causa di grandi estinzioni di massa avvenute in passato (Prove di un antico impatto)? Nathan Kalib, primo autore dello studio, lo considera molto improbabile.
Tre comete cadute sul pianeta quasi simultaneamente, circa quaranta milioni di anni fa, sono considerate i maggiori eventi di impatto con questi corpi celesti avvenuti fino a oggi, eppure sono stati causa soltanto di una “piccola” estinzione di massa: “Si parla della pioggia di comete più intensa degli ultimi milioni di anni. Questo significa che le comete arrivate finora non possono essere considerate le responsabili di grandi estinzioni”, ha spiegato Kalib. In effetti, l' estinzione dei dinosauri di 65 milioni di anni fa viene attribuita piuttosto alla collisione con un asteroide.
I ricercatori hanno dato per scontato, nel loro lavoro, che il Sistema Solare sia rimasto praticamente lo stesso per circa cinquecento milioni di anni, ma non è detto che sia così. Molti domande infatti restano ancora senza risposta, anche nello studio delle comete. È attraverso queste, per esempio, che sono arrivate le prime molecole all’origine della vita sul nostro pianeta? (Se in principio fu la cometa, C’è vita sulle comete).
Riferimenti: Science DOI: 10.1126/science.1172676
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