Ebook-Il segreto del Contatto Alieno

Ebook - Il segreto del Contatto Alieno - Messaggi alieni - Vinicio de Bortoli
Il prof. Vinicio de Bortoli dice: Ho rivevuto la tecnologia BCI da una specie umanoide che è molto simile a noi e che fa parte della federazione VAM. Nel 1984 insieme al mio collega il Prof. Ugo licinio abbiamo ricevuto e poi brevettato il primo sistema di decodifica delle onde cerebrali. La federazione dei VAM ci sta aiutando ad affrontare in futuro i Vaux ed evitare così all'umanità l'estinzione. I Vaux sono una specie di predatori dello spazio, il cui unico interesse è quello di Studiarci e indurci ad autodistruggerci con le nostre mani, per evitare di farlo di persona. Il rapporto che c'è tra noi e loro è simile a quello che c'è tra noi e un Orangotan,per alcuni di loro siamo delle scimmie in uno Zoo, e il pianetaTerra è una sorta di di riserva naturale.

Aforismi

Dicono che gli animali non hanno un'anima...bè, io non ci credo.
Se avere un'anima significa essere in gradi di provare amore, fedeltà e gratitudine, allora gli animali sono migliori di tanti esseri umani.
J: Herriot

Jan McCormak - Uno Sguardo all'Eternità

splendido filmato che racconta un’ esperienza di premorte, come l’amore di Dio può aprire il nostro cuore e cambiarci la vita; nessuno è escluso da questo miracolo, ma il protagonista della storia scopre l’amore che non conosceva, quello incondizionato e purissimo che ognuno di noi ha instillato dentro di sè anche se fa finta di non saperlo.

A me ha commosso particolarmente la gioia che Jan ha messo nel raccontare la sua storia, di come ha cercato di comunicarci le sue emozioni e le sensazioni incredibili che ha provato, infine anche la sua è stata una scelta dettata dall’amore e ciò gli ha aperto nuovi orizzonti.

fonte: Menphis.com

Edgar Cayce: FAR FRONTE ALL’ANTAGONISMO

 

Il Giornale OnlineD- Perché incontro antagonismo in coloro che desidero aiutare di più?
R- Nelle compagnie ciò che può ricevere maggior aiuto attira i contatti maggiori, per la legge naturale del simile che genera il simile. Il fatto che siamo umani, nell’ambiente delle fasi materiali dell’esperienza, ci rende solo capaci, come individui, di venire feriti di più; perciò queste cose sono come segni o esperienze che ci danno l’intuizione che uno sforzo nella giusta direzione viene fatto; ma criticare perché si ferisce o trovare che il sé è impedito vuol dire diventare consapevoli di egoismo materiale.
Da’ giorno per giorno, poco per volta, in parola e azione ciò che è l’esemplificazione di quella legge che Lui diede: “Ama tuo vicino come te stesso,” che guida nella direzione giusta.
Così, affrontando tali condizioni in coloro che il corpo desidera aiutare materialmente o fisicamente, desidera quindi spiritualmente - e crocifiggendo il sé nel senso materiale affinché tu possa avere la gloria, proprio come hai l’Ideale, manifestando la Sua Coscienza; quindi diventando attraverso Lui tutt’uno con Lui nell’esperienza giornaliera. 288-31
D- Risulteranno inutili gli attacchi fatti nei miei confronti dall’Associazione dei Medici americani?

R- Dipende dall’atteggiamento antagonistico che il corpo assume, o da quali sono le determinazioni nel sé. Se vuoi l’antagonismo, allora sii antagonistico! Se vuoi avere la pace, sii pacifico! Se vuoi avere degli amici mostrati amichevole! Se vuoi essere saggio sii paziente e umile; e non parlare troppo. Parla nel posto giusto, dicendo le cose giuste; non ciò che soddisfa ma ciò che viene cercato da tutti - il forte desiderio di conoscere la pace che l’ anima dell’uomo può avere, che sotto qualsiasi altro nome diventa l’unica grande cosa nell’esperienza di ogni anima vivente; trovare armonia e pace ed essere rassicurati da coloro che sperimentano la continuità dell’esistenza. 969-1
D- ...Spiegate semplicemente come il corpo dovrebbe essere di maggiore servizio agli altri.
R- ...l’entità ha innate in sé le capacità di mettersi in sintonia con le influenze e forze costruttive - come può essere dedotto dalle esperienze dell’entità attraverso le influenze della terra, che agiscono sulle emozioni del corpo. Queste sono a volte state soggiogate a causa della paura di ciò che gli altri avrebbero potuto dire del fatto che l’entità è troppo dedita alla vita spirituale.
Perciò, quando mediti, quando ti analizzi - non è che si debbano dare tanti mezzi quando si devono assistere e aiutare gli altri che incontri giorno per giorno ad analizzare se stessi - affinché stiano lontani da odio, animosità, gelosie, paure; quelle cose che producono forze di disturbo nella vita del tuo vicino, del tuo amico, della tua gente. Ammoniscili come Lui fece allora, affinché camminino nelle vie che siano in armonia con quelle cose in cui le Forze Creatrici di Dio sono attive o vengono comprese nelle attività dei rapporti giorno per giorno.
Così troverai che non solo puoi portare delle forze utili nel cuore e nella mente di altri, ma facendo così porti a te stesso pace e armonia nella mente, nel corpo. Poiché proprio come odio e animosità e parole dure creano veleni nel corpo, così indeboliscono e rovinano la mente di coloro che si abbandonano a queste cose.
E poi cominciamo a chiedersi perché questo o quello è successo a loro.
Come puoi ben ricordare - come diede il salmista nei tempi antichi: “Ciò che ho odiato è ricaduto su di me.”
Quindi, quando amore, speranza, sopportazione, amore fraterno, gentilezza, pazienza in tutti i tuoi atti e tutte le tue attività vengono manifestati - nella tua conversazione, nelle tue attività, nei tuoi ammonimenti - troverai che porterai nella tua esperienza tale pace, tale armonia, tale gloria che la vita e tutte le sue fasi di esperienza saranno sempre più proficue.
Non è che quelle cose che soddisfanno la mente o la carne debbano essere un tabù - ma piuttosto che queste - ognuna di queste - vengano usate con tale moderazione, in tale modo e maniera da diventare trampolini di lancio piuttosto che ostacoli nella tua esperienza e nelle tue attività con il tuo prossimo. Poiché nel modo con cui ne parli, in cui agisci verso il tuo vicino più umile, agisci e parli del tuo Creatore.
Ricorda queste cose - e quello è ciò che vuol dire “tenere integra” quella capacità.
Poiché vi è innata e manifestata nella tua esperienza una tale capacità che puoi rendere il tuo andirivieni fra le persone prossime o qualcosa da essere temuto o qualcosa che è una benedizione per chiunque incontri! 1315-10
Fonte:

Cronaca di una disincarnazione-Come aiutare chi ci lascia

Introduzione
Molto `e già`a stato scritto sul tema della morte, e oggi sono sempre più numerosi i testi chetrattano di N.D.E. (Near Death Experiences = esperienze prossime alla morte) o di contatti medianici; tuttavia ci sembra utile offrire anche la nostra testimonianza, perché´ `e, di per sè, piuttosto diversa: grazie alla capacità di uscire coscientemente dal corpo (capacità di
cui ci serviamo ormai da più di vent’anni), ci `e stato possibile seguire passo dopo passo l’itinerario di una persona affetta da una malattia grave, votata in breve alla morte.
Questo libro racconta quale sia stato il suo approccio, vissuto “dall’interno”, settimana dopo settimana.

Non abbiamo addolcito la storia, che rimane a testimoniare la metamorfosi
di chi, come tanti altri, ha sofferto, si `e ribellato alla decadenza fisica e poi ha imparato
a scoprire in fondo a sè una fonte di luce e di speranza che credeva inaridita.
L’autenticità e l’amore hanno impregnato le sue parole; possano esse aiutarci tutti a diventare un po’ più umani . . . senza dimenticare che la parte divina, in noi, chiede ormai di sbocciare.


Anne e Daniel Meurois-Givaudan
I siti internet degli autori per la biografia e altro:
www.sois.fr (Anna Givaudan)
www.meurois-givaudan.com(Daniel Meurois)


Capitolo 1


Una guida per l’anima che
prende il volo


Nella camera con la tappezzeria a fiori, una figura indistinta si alza nella penombra dal letto di vimini, e si lascia andare in un’ampia poltrona.

Sul suo volto si posa la carezza azzurra della luce lunare che filtra dalle tapparelle socchiuse sull’ampia vetrata: `e un volto di donna sulla cinquantina, dai tratti fini e alteri. Dietro la pesantezza delle palpebre
chiuse, si intuisce una stanchezza indicibile, quasi il sospiro di un’anima che vorrebbe disfarsi di un pesante fardello.
Chi `e questa donna? A dir la verità, non ha importanza. Probabilmente, d’altronde, `e una come molte altre: un giorno felice, magari addirittura viziata dalla vita, e un altro giorno scottata, ferita da quella stessa vita. Niente di più banale: un’esistenza come milioni di altre . . . Eppure . . . eppure, `e proprio per questo che stanotte ci troviamo al suo fianco, perchè dietro la sua storia qualsiasi c’`e qualcosa della vita quotidiana di tutta
l’umanità, che ama, soffre e s’interroga; perchè dietro lo specchio opaco della banalità di ognuno di noi, può nascondersi una fonte di stupore. . .
Ci troviamo qui, accanto a lei, ma non col corpo fisico: con il corpo della coscienza; da più di vent’anni, ormai, la facoltà di uscire coscientemente dal corpo si `e risvegliata in noi, e la Vita spesso ci ha condotti al capezzale di gente che soffre, che a volte si tortura con le domande, che si rode . . . Questa volta, però, sarà diverso, anche se i dolori e le sofferenze sono sempre unici e mai paragonabili a quelli degli altri per chi li vive.


Sì, già sappiamo che questa volta sarà diverso: siamo penetrati in questa camera sconosciuta, al capezzale di questa donna di cui non sappiamo neppure il nome, guidati da un filo di luce particolarmente intenso; un filo che ci ha detto qualcosa come: ≪Lasciatevi andare. . . `e l`a che ora dovete recarvi. . . Non `e la vostra mente che deve attivarsi. . . ma il vostro cuore che deve curare. . . una piaga. . . per tante altre piaghe.≫


Poi, istantaneamente, gli occhi dell’anima hanno percepito una casa, una casa che il nostro essere intero ha raggiunto, e con la quale si `e fuso. Una casa bianca in fondo ad un vicolo chiuso, non lontano da una spiaggia; una casa semplicissima, pulita come la camera che si `e spalancata davanti a noi e da cui udiamo la risacca delle onde.

Di quando in quando, sprofondata nella poltrona, la figura femminile si anima con un lieve sussulto, poi porta una mano alla gola e la lascia ricadere lentamente.
Ci nasce dentro una sorta di tenerezza che ci spinge verso la nostra ospite involontaria, questa donna che non conosciamo ma che forse ci sarà compagna, complice per qualche giorno o per qualche mese.
I minuti scorrono quieti, e la nostra coscienza respira al ritmo del suo petto, che si solleva quasi impercettibilmente; che c’`e dietro a quei lunghi capelli biondi arruffati che le nascondono in parte il volto? E il taglio delle labbra, un po’ all’ingiù, quale storia tenta di mormorare?
≪Si chiama Elisabeth. . . ha un cancro generalizzato. . . e ne `e al corrente da pochi giorni.≫
Queste parole provengono da una voce calda, calma, che sorge da dentro di noi.


Istantaneamente percepiamo una presenza di luce, appena addensata, alla nostra sinistra: ci volgiamo nella sua direzione, ed eccola concretizzarsi ancora di più, per consegnarci il suo messaggio:
≪Sì, si chiama Elisabeth ed `e lei che, a quanto pare, la Vita ha designato perch´e vi sia amica e guida per qualche mese.≫
≪Guida?≫
≪La sua esistenza terrena volge al termine, vedete. . . Anche se consciamente lei ancora rifiuta questo dato, sa perfettamente di disporre di pochi mesi soltanto. `E una donna solida e lucida. . . ed ha un gran cuore.

Vorremmo dunque che la seguiste, passo dopo passo, settimana dopo settimana, fino al momento della sua partenza; vorremmo che vi
guidasse, giorno dopo giorno, comunicandovi come lei comprende e vive ci`o che ancora chiamate “morte”.≫
≪E servirà a qualcosa?≫
≪Sì, l’aiuterete a passare la soglia. . . E la sua testimonianza porterà luce alla folla strabocchevole di coloro che se ne vanno e dei loro parenti che li accompagnano negli ultimi giorni.≫
≪Ma, dicci, lei che ne sa di questo lavoro, del nostro incontro, di noi?≫
≪Coscientemente, nulla. . . o ben poco! Nel libro del suo passato, abbiamo visto che la sua anima era pronta, pronta come un frutto che giunge a maturazione e che si offre. . .
Perchè `e di un dono che si tratta, non di un lavoro! Il vostro primo compito sarà di avvicinare la sua anima, rivelandole la sua maturità; poi, sarà lei a far sì che il suo cuore sia come un libro aperto per voi, affinchè la sua esperienza sia fonte di crescita per tutti coloro che ancora si interrogano sulla sofferenza e sulla distruzione del corpo.
E dovrà nascerne una guida per l’anima che prende il volo!≫
Queste ultime parole dettate dalla presenza di luce si sfumano in un immenso sorriso.
Sorridere di fronte alla morte. . . molto spesso, in questi ultimi anni, la nostra strada ci ha condotti a questo. . . ma come comunicarlo agli altri? Quante donne, quanti uomini
rifiutano ancora di guardare con semplicità e amore una porta che dovranno varcare un<giorno o l’altro. . . ed anche far varcare a coloro che amano. . .
≪Eppure, `e proprio questo sorriso che deve nascere! Un sorriso di pace. Ma. . .guardate, guardate la vostra nuova amica che si avvicina.≫
Infatti, delicatamente, mentre l’essere di luce sfuma la propria presenza, qualcosa<accade a pochi passi da noi, sulla poltrona: dal corpo diafano di Elisabeth che `e stato vinto dal sonno profondo, si sprigiona una luce biancastra, un chiarore che ha i suoi tratti, i suoi capelli lunghi e quell’aria cos`ı stanca. . . `E il corpo della coscienza di Elisabeth che viene a raggiungerci, come se sapesse che lo stiamo aspettando: ha gli occhi spalancati ed `e la prima volta che ci specchiamo nella loro profondità; degli occhi azzurrissimi, un po’ spauriti. . . sembrano un punto interrogativo vivente, pronti a chiamare a s´e l’universo intero.
≪Elisabeth. . .≫ diciamo per verificare se percepisce bene la nostra presenza.
Ora la figura femminile si erge di fronte a noi, a pochi passi di distanza; ancora la percepiamo come una nebbiolina che si addensa, mentre il suo abito di carne si `e afflosciato nella poltrona alle sue spalle.
≪Elisabeth?≫
≪Sì. . . Chi siete?. . . Allora, `e finita?. . .≫ ≪Finita? Ma cos’`e che deve finire?≫ ≪Non so. . . la mia vita, forse. Ma voi, chi siete?≫
Prima ancora di rispondere, non possiamo trattenere uno slancio che ci spinge ad avvicinarci a lei, a prenderla per mano.
≪Siamo amici, e siamo qui solo per aiutarti a capire cosa succede.≫
≪Sono morta, vero? Non so proprio che significhi, ma ditemelo apertamente.≫
≪No, non sei morta. . . per`o `e vero che la tua vita terrena volge al termine. Lo sai, in un certo senso te l’hanno detto; ma `e anche vero che hai ancora un po’ di tempo a disposizione. La nostra presenza, Elisabeth. . .≫
≪Sapete come mi chiamo?≫
≪Certo, perchè siamo amici. Amici che ancora non conosci, ma comunque amici!
Guarda, Elisabeth, siamo nella tua camera; il tuo corpo si `e addormentato accanto a te, ed `e la tua anima che parla con le nostre anime. Non `e magnifico?≫
Dalle labbra sottili e contratte di Elisabeth finalmente nasce un sorriso rilassato e, con una lieve pressione, le sue mani rispondono alle nostre.
≪Non capisco ancora che cosa significa tutto questo, ma `e strano, questa cosa mi risuona dentro. . . in profondità. Come se fosse qualcosa di normale, di già vissuto o già previsto.≫


Questa volta, sentiamo che il dialogo `e partito bene: nello sguardo della nostra interlocutrice si `e accesa una scintilla che la dice lunga a questo proposito; basta che le nostre anime si abituino ancora un po’ le une alle altre, che i loro colori imparino a mescolarsi.

Per un lungo istante restiamo a guardarci tutti e tre, non perchè i nostri cuori siano senza parole, ma perchè ci sembra che le parole non siano necessarie, come se ci fosse un accordo fra noi, tra le righe.
Intanto, in questa notte in cui tutto può accadere, il canto delle onde sulla spiaggia si amplifica, come una nota d’organo nel silenzio che ci unisce; `e anch’esso partecipe di ciò che accade qui, ne siamo certi. . . perchè in esso c’`e qualcosa di magico.
≪Non so bene cosa succeda – riprende infine Elisabeth, portandosi le mani di luce alla gola – ma so che devo fidarmi di voi, perchè `e un bisogno impellente. Spiegatemi di cosa si tratta. . . ci sono cos`ı tante cose che si agitano dentro di me, che ho paura di non capire.
Me ne vado, non `e vero. . . ?≫
≪Sì, Elisabeth, `e vero: fra non molto te ne andrai; i medici non ti hanno nascosto la verità. . . la verità che volevi assolutamente sapere! Ma non siamo venuti da te per dirti cose che sai già; in realtà siamo qui per due ragioni: la prima `e l’aiuto che, se accetti, possiamo darti; la seconda, `e l’aiuto che puoi dare tu, se accetti, a tante altre persone.≫
La nostra amica si ritrae, sorpresa, tra l’emozione ed il dubbio:
≪Io, posso essere d’aiuto? E come? Mi sembra di non essere neanche più una donna intera. . . Sapete. . . l’anno scorso mi hanno amputato un seno, il mese scorso mi hanno tolto l’utero ed ora. . . avete visto che aspetto ha il mio corpo.≫
≪Sì, Elisabeth, appunto: abbiamo visto com’`e il tuo corpo. . .≫
E mentre pronunciamo lentamente queste parole, la vediamo portare meccanicamente
una mano all’ascella sinistra, come a cercare il segno di una cicatrice.
Si `e resa conto di ci`o che accade? Probabilmente no, perchè i suoi occhi non traducono subito l’emozione che vive dentro di lei: in effetti, sotto il tessuto della controparte luminosa della camicia da notte, Elisabeth non ha trovato la traccia dolorosa della vecchia cicatrice; sotto il suo abito stropicciato e crepitante di scintille azzurrine, tutte le forme del suo corpo di donna che credeva mutilato per sempre sono ancora presenti. . .
Ora, Elisabeth ci guarda fissa, e in un ampio sorriso le lacrime di gioia le illuminano il volto.
≪Vedi, – non possiamo fare a meno di dirle – vedi come sono le cose in realtà. . .
Solo quell’altro tuo corpo `e stato mutilato: questo, il corpo che corrisponde al tuo cuore, alla tua coscienza aperta, `e così più vicino alla realtà: `e intatto; ed `e di questo corpo, con questo corpo, che parliamo. . . Ed `e grazie a questo corpo che potremo aiutarti e che anche tu potrai aiutare gli altri.≫
≪Ditemi cosa devo fare. Penso proprio che. . . voglio trovare la forza per. . . e voglio capire.≫
≪Per quello che ci viene chiesto di fare con te, Elisabeth, vorremmo che soltanto il tuo cuore rispondesse di sì, ma non per senso del dovere. Sarai tu l’unico giudice, l’unica ad avere in mano tutta la situazione.≫


≪Sì, `e cos`ı che mi piacciono le cose. . . non agirei mai in altro modo. Ma ne avrò la forza? `E di questo che ho paura. Non so più. . . mi sento così disorientata. . .≫

≪Appunto, `e per percorrere insieme la strada che siamo qui, per sgomberarla dalle erbacce e dai rovi di cui la tua esistenza l’ha ricoperta.≫
≪`E ai miei problemi che vi riferite, non `e vero?≫
≪Ci riferiamo alle difficoltà di qualsiasi anima che viene al mondo e che un giorno se ne deve andare. Vogliamo parlarti di questa matassa ingarbugliata che `e la vita di tutti noi, e di come l’amore possa dipanarla.≫


Elisabeth d’un tratto muove un passo indietro, nel suo corpo di luce: si `e liberata dalla stretta delle nostre mani, come per andare a nascondere una vecchia cicatrice che si `e aperta, indurendo il suo sguardo.
Per un attimo abbiamo pensato che la sua veste di carne la stesse richiamando: il corpo dell’anima ha cominciato ad ondeggiare, diventando quasi opaco, poi si `e stabilizzato di nuovo. Elisabeth ha abbassato gli occhi e ha alzato di nuovo lo sguardo per sondare il nostro.


≪`E il semplice fatto di parlare d’amore che ti fa contrarre a questo modo, Elisabeth?≫
≪Questa parola non mi piace più, non vuol dire nulla, la rifuggo. . .≫
≪Ma non `e di parole, che parleremo con te! `E tempo ormai di liberarsi dalle parole. . .
o meglio, dei loro abiti smessi; `e ora di ascoltare insieme i silenzi che uniscono le parole fra loro, e di sfiorare ci`o che il cuore mette in essi. Non sei d’accordo?≫
La sua risposta `e un sorriso pallido, e la sua figura alta e severa si illumina di nuova luce.
≪Ho paura. . . – aggiunge infine, dopo una lunga pausa – ma cercherò di esservi complice. . .  C’`e tanto da fare.≫
Allora, mentre l’alito rosa dell’alba penetra fra i listelli socchiusi della tapparella che nasconde la vetrata, chiacchieriamo ancora un po’ con Elisabeth: parole semplici, da amici, parole di pace e di fiducia, dove non c’`e posto per l’ombra; parole come quelle che offriamo a tutti coloro che leggeranno questo libro. . . affinchè, nell’alambicco della sofferenza e della morte, al di là della sofferenza e della morte stessa, possano scoprire
una nuova coscienza, una ragione migliore per vivere e sperare, sia che stiano vivendo direttamente esperienze come questa, sia che si trovino accanto a chi le vive.

scarica l’intero libro qui

LO SFIDANTE

Ogni essere umano che appare in vita sul nostro meraviglioso pianeta Terra ha diritto ad una vita piena, felice, intensa, che gli permetta di esprimersi nella sua unicità irripetibile, che gli porti il dono della Saggezza, e che gli permetta di contribuire fattivamente al miglioramento delle condizioni di vita dell’intera comunità umana.
Questo diritto, questo naturale retaggio ad una vita maestosa, gli è stato offuscato. Ma da che cosa?
Che cosa si frappone tra noi e la vita che desideriamo, i sogni che vogliamo realizzare, la pace che desideriamo raggiungere?

Siamo stati condizionati a credere che qualcosa di esterno a noi stessi sia la causa della nostra infelicità, ma non è così. Qualcosa che agisce dentro di noi scatena al di fuori quell’inferno dal quale vogliamo fuggire, ma di cui non riusciamo a privarci. Qualcosa di cui spesso non conosciamo nemmeno l’esistenza, perchè nessuno ci ha mai spiegato dove guardare; tranne, naturalmente, tutte le tradizioni di ricerca interiore che hanno un fondamento nella Verità, perchè tutte, senza alcuna eccezione, indicano da sempre l’esatto punto dove guardare e l’esatto modo di liberarsi.
Un insieme di Forze agisce su ogni essere umano al fine di depotenziarlo e renderlo timoroso, debole, dubbioso, attaccato emozionalmente ad abitudini dannose e portato ad indugiare invece che ad agire.
Questo insieme di Forze è sostenuto dalla nostra non conoscenza dei mezzi che esso usa per depotenziarci, ma può essere inattivato per consentire finalmente alla Consapevolezza che alberga in noi di dispiegarsi verso ciò che è realmente.
Questo insieme di Forze è ciò che identifichiamo con Lo Sfidante. Un termine di comodo, un segnale indicatore. Verso una realtà che è giunto il momento di svelare e diffondere.
Lo Sfidante è un film documentario prodotto dal Centro MareNectaris, e liberamente disponibile in rete per la visione ed il download. Realizzato attraverso strumenti e software liberi, con musiche e video resi liberamente disponibili dalla comunità, ci mostrerà in che modo Lo Sfidante ci depotenzia, quali sono i mezzi che utilizza per farlo, e una possibile via di azione che ci porti a liberarci dalla sua nefasta interazione con noi.
Vi aspettiamo dunque sul sito ufficiale del film, dove potrete vederlo ed eventualmente scaricarlo sul vostro computer:
Buona visione.
Fonte:

 

 

Scienziati scoprono gli effetti benefici della luce, dei colori e degli aromi del territorio salentino, a sud della Puglia

Studiato un campione di oltre 5.000 donne, uomini e bambini

Sensazionale scoperta scientifica

Una nuova cura benefica: la salentoterapia

Alcuni illustri scienziati dell'Università teulandese di Dorckenstein hanno appena pubblicato un recente studio che rivela una scoperta sensazionale sul fronte delle terapie benefiche in medicina alternativa, per la salute fisica e mentale dell'uomo. Dalle pagine e dai grafici presentati dai ricercatori si evince un inequivocabile dato scientifico: la permanenza, anche solo per pochi giorni, su un particolare lembo di territorio italiano, e precisamente sulla penisola a sud della Puglia conosciuta con il nome di Salento, apporta un considerevole beneficio terapeutico a carico di alcuni apparati funzionali (circolatorio, respiratorio, digerente, etc.) e a favore dell'equilibrio psico-somatico.

Lo studio scientifico ha coinvolto un campione di 5.250 turisti che hanno trascorso, in ogni stagione dell'anno, un periodo dai tre ai venti giorni presso una delle diverse rinomate località dislocate sull'intero territorio salentino, sia sulle coste bagnate dai due mari che sui territori nell'entroterra della penisola. Tutto il campione è stato sottoposto ad esami e test di vario genere ed il dato sorprendente è che al termine di tutti i controlli il 98,8% degli esaminati ha riportato risultati clinici positivi che dimostrano una notevole miglioria sul fronte del benessere.

La scoperta della nuova cura naturale, battezzata dagli scienziati con il nome di "salentoterapia", è ora all'esame dei maggiori centri internazionali di medicina alternativa per l'inclusione nei protocolli ufficiali.

L'intento dell'esimio gruppo di ricercatori è ora quello di comprendere esattamente quali sia la fonte o le fonti che risultano maggiormente responsabili dei risultati riscontrati. Vi sono diverse scuole di pensiero.

Alcuni ritengono che sia la particolare alchimia di colori offerti allo sguardo del visitatore a generare l'effetto benefico, secondo la teoria sostenuta ed utilizzata dagli esperti di cromoterapia. Pare che l'accostamento dei rossi della terra, dei verdi della vegetazione mediterranea, dei blu dei mari e dell'argento degli alberi d'ulivo sviluppi una tonificante sensibilità percettiva.

Altri invece sostengono che sia la particolare miscela dell'aria che si respira ad apportare i riscontri positivi alla salute, adducendo che l'ossigeno ricco di iodio sprigionato dal particolare ed unico incontro tra il mare Adriatico ed il mare Ionio, unito all'ossigeno dei vasti uliveti e vigneti diffusi nell'entroterra generano una fusione di elementi tale da indurre un sensibile benessere alle vie respiratorie.

Altri ancora sono giunti alla conclusione che il maggior beneficio è apportato dalle numerose e diffuse testimonianze di arte presente sul territorio. Come se fosse la vista delle particolarissime e ricche elaborazioni barocche che vestono palazzi ed edifici religiosi, insieme alla scoperta degli oggetti tipici dell'artigianato locale, che trova la sua quintessenza nella lavorazione della cartapesta e della pietra leccese, a donare all'ospite un senso profondo di benessere.

Infine, ci sono i sostenitori "dinamici", ossia coloro che ritengono che sia invece la musica ed i balli rituali della zona a contaminare con influssi terapeutici chiunque ne venga a "contatto". In particolare sostengono che anche il solo assistere ad una tipica ronda impegnata a suonare in gruppo ed a danzare la pizzica può immediatamente influenzare positivamente lo spettatore, mentre ritengono che il beneficio ricevuto possa essere addirittura dieci volte superiore se, anziché semplicemente assistere al ballo, vi si partecipa in prima persona.

Come spesso accade, probabilmente nessuna delle su citate teorie risulterà in assoluto la più veritiera, i più moderati infatti sostengono che è la totale miscela degli elementi a causare il beneficio nel suo insieme e - continuano - alle teorie basate sui colori, sull'aria, sull'arte e sulla musica vanno inoltre aggiunti i benefici ottenuti dall'acqua dei mari, dalla particolare luce che investe l'area, dai profumi e odori ruspanti della vegetazione e, in particolar modo, dalla gastronomia locale basata sugli ingredienti e sulle più antiche e sane ricette della dieta mediterranea. 

Appena giunta la notizia di questa straordinaria scoperta scientifica, le istituzioni locali e tutti gli operatori turistici della zona si sono mobilitati per prepararsi all'ingente incremento di presenze che sicuramente saranno registrate nei prossimi mesi e nei prossimi anni.

Maggiori informazioni, immagini e dettagli sul sito www.repubblicasalentina.it

Grazie e buon lavoro dalla

...è uno Stato d'anima!

AVVISTAMENTO UFO DURANTE IL VOLO RIO DE JANEIRO - PARIGI

Questo incredibile avvistamento è stato ripreso da un Airbus A330 dell'Air France, circa 30 minuti dopo la partenza da Rio de Janeiro, l'11 Giugno, due settimane dopo il disastro dell'Airbus scomparso nell'atlantico.
Valerio Ugliano
Tratto da:

Una supernova insolita

 

Il Giornale OnlineL'oggetto SN 2008 ha due carattestiche mai osservate insieme: emette in modo molto debole e non presenta tracce d' idrogeno.
Il collasso gravitazionale di una supernova è uno dei fenomeni più energetici e violenti dell' universo. Esso segna la fine del ciclo di vita delle stelle con massa maggiore almeno di otto volte quella del Sole.

Dopo aver consumato tutto il combustibile nucleare disponibile, queste stelle collassano per gravitazione e formano una stella di neutroni o un buco nero. Allo stesso tempo, gli strati più esterni vengono proiettati verso l'esterno ad alta velocità (fino al 10 per cento della velocità della luce) producendo un bagliore paragonabile a quello di miliardi di stelle insieme.
Secondo le stime, l' energia totale emessa in una tipica supernova supera l' energia totale rilasciata dal Sole durante l'intera sua vita di circa 10 miliardi di anni.
Tuttavia, alcune supernove a collasso del nucleo risultano essere fino a 100 volte meno energetiche e luminose rispetto al solito. Queste esplosioni a bassa energia normalmente mostrano la presenza di idrogeno gassoso, ma un nuovo evento denominato, la supernova SN 2008, scoperta da un gruppo internazionale di astronomi dell'Università di Belfast, nel Regno Unito, del Max-Planck-Institut per l'astrofisica di Garching, in Germania, e dell'Istituto nazionale di astrofisica (INAF), non presenta tracce dell'elemento, come illustrato in un articolo pubblicato dalla rivista “Nature”.
Considerate insieme, la limitata energia e la mancanza di idrogeno lasciano spazio a due scenari circa la sua possibile origine. La prima è che la stella progenitrice sia stata una stella moderatamente massiccia appartenente a un sistema binario che perse i suoi strati più esterni per effetto dell'interazione con la compagna.
In alternativa, l'esplosione potrebbe essere stata dovuta a una stella molto massiccia che perse il suo involucro per effetto dei venti stellari, andando a formare un buco nero dopo il collasso del nucleo.
Se fosse confermato questo secondo scenario, la SN 2008 ha potrebbe essere di particolare importanza per la nostra comprensione della connessione tra supernove e un insieme di brillamenti di raggi gamma.
Fonte:

Geopolimeri. La vera storia delle piramidi - prima parte

 

Il Giornale Online

Segnalato da Skorpion75
La scienza, le conoscenze dell'antico Egitto sono state in gran parte perdute, a causa del supporto sul quale esse erano state riportate:
il papiro, una materia deteriorabile e combustibile, che veniva utilizzata come supporto per la scrittura in un paese dove non c'è disponibilità di legno.
Fino all'inizio del secolo scorso persino migliaia di mummie sono state utilizzate come combustibile (anche per alimentare le locomotive a vapore!). Allora immaginate l'enorme quantità di papiri bruciati nel corso dei millenni; dei preziosissimi papiri per cuocere il pranzo, per scaldarsi la notte! Senza parlare dei vari incendi della famosissima biblioteca d'Alessandria, si parla di 40 mila a 70 mila papiri bruciati nel durante il più famoso di questi incendi.
A causa di questo i documenti che riguardavano la medicina, la matematica, ecc. sono rarissimi, resta solo qualche papiro miracolosamente preservato. Al contrario, grazie alle, quasi indistruttibili, tavolette cuneiformi di terracotta noi conosciamo tante cose sulla civiltà babilonese (esempio i metri cubi della biblioteca di Ninive).
Da non dimenticare che, purtroppo, moltissime conoscenze di queste civiltà erano appannaggio delle caste sacerdotali, che le custodivano gelosamente al loro interno tenendole segrete e tramandandole di bocca in bocca.
Dunque conoscere la civiltà egizia è quasi impossibile, non possiamo pretendere di scoprire sulle mura di un tempio o di una piramide i dettagli sul metodo che fu usato per costruirla, sarebbe come se in futuro delle persone volessero decriptare la nostra epoca decifrando dei pannelli pubblicitari, o cose simili.
Ci sono numerosi misteri da chiarire.

Ecco ad esempio una coppa in gneiss (1) esposta al museo del Louvre. Essa fa parte dell'immensa collezione di "vasi in pietra dura" trovati nelle tombe di Saqqarah in Egitto (Anziano Impero).

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Coppa in gneiss, n° 99. Catalogo dell'Esposizione dell'Arte Egiziana all'Epoca delle Piramidi. Museo Nazionale del Louvre, Foto del 1999, estratta dal libro "La nouvelle histoire des piramides"

Nessuno sa, al giorno d'oggi, tagliare una coppa come quella della foto, soprattutto utilizzando gli attrezzi dell'epoca. Al contrario questa coppa sembra essere stata fatta ripiegando la materia, come se fosse plastica!
Ma come hanno fatto gli antichi egiziani? Sapevano realizzare una pietra ricostituita talmente così dura? Impossibile!?

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Tracce di calco alla corda all'interno di un vaso di pietra "dura".

E questa traccia "di corda" all'interno di un vaso in pietra massiccia? E' stata usata la tecnica detta "con la corda" usata per realizzare giare di argilla?
La tecnica della corda: Questa tecnica permette di realizzare grandi giare con l'aiuto di una sagoma di legno intorno la quale si avvolge una fune di canapa.

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La sagoma è in seguito ricoperta di uno strato d'argilla. L'operazione terminata la superficie della giara è lisciata con una stecca di legno.
La giara viene poi messa a cuocere in forno e poi messa a raffreddare. Quando è fredda si smonta e si ritira la sagoma di legno. Infine la corda può essere tolta. Essa lascerà un'impronta all'interno della giara, la stessa traccia che si nota nell'antica giara egiziana.

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Come è possibile, a partire di blocchi di pietra estremamente dura, realizzare migliaia di oggetti ritrovati nei siti di Saqqara come quelli della foto qui di seguito:

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Foto estratta dal libro di Davidovits. Vasi in pietra dura 3500 av. GC, museo del Louvre.

Queste "anomalie" non sono le sole. Esistono statue di quarzite, una pietra talmente dura, che non si sa come come avrebbero potuto essere realizzate con scalpelli in bronzo!

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E i giganteschi colossi di Memnon, che pesano molte centinaia di tonnellate. Come sono stati trasportati e messi in loco (3)? Perché non si riesce a trovare la cava, vicina o lontana, dalla quale questi blocchi sono stati estratti, e si continua a cercare e a fare solo ipotesi?
E ancora: Nella Grande Galleria della piramide di Cheope si possono vedere dei blocchi di venti tonnellate che combaciano talmente bene fra i piani di giunzione che non ci si può infilare una lima per le unghie. L'assemblaggio (sia nel piano orizzontale che verticale) è dell'ordine di un decimo di millimetro! Perché? Meccanicamente non esiste nessuna utilità.
Meccanicamente non esiste nessuna utilità. La perfetta giunzione sul piano orizzontale evita ovviamente un qualsiasi slittamento dei blocchi, ma la perfetta giunzione nel piano verticale sarebbe stato un lavoro inutile, e se i blocchi fossero stati lavorati allo scalpello, un'enorme perdita di tempo.

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Inclusione calcarea nella piramide di Chefren (foto del 1999)

Cosa ci fa un'inclusione in una pietra massiccia?
Nessun archeologo "ufficiale" è riuscito a spiegare questi misteri, Anzi cercano di dimenticare il "problema".
Ma se le piramidi fossero state costruite con un metodo simile al filmato qui sotto?
Un esperimento condotto da Davidovits, realizzato con i materiali e gli utensili simili a quelli utilizzati all'epoca:

IL CEMENTO DEI FARAONI

I "geopolimeri" (la colla Geologica) scoperti da Davidovits all'inizio degli anni '70 risolvono qualsiasi problema! Quello che gli scienziati contemporanei non riescono ad ingoiare è il fatto che tali realizzazioni possano fondarsi su delle tecniche "futuriste" vecchie di 5000 anni (minimo), e non sono stati essi stessi a scoprirne il segreto...
Davidovits ha dimostrato che ricostruire la pietra è altrettanto facile che utilizzare i nostri cementi, anche se purtroppo con questi ultimi noi siamo ancora allo stadio primitivo. Infatti la longevità dei nostri cementi è molto limitata, 50-70 anni circa. Inoltre essi perdono, col tempo, le loro caratteristiche meccaniche.
I nostri cementi sono porosi e subiscono una degradazione chimica esterna ed interna. Così che i nostri "monumenti", i grattaceli, ponti, porti, ecc. sono delle costruzioni con una data di scadenza. Ed abbiamo la tendenza a dimenticarlo.
La pietrificazione è un fenomeno di metamorfosi. Le conchiglie (calcare) formano dei sedimenti, che subiscono durante dei periodi lunghissimi una enorme pressione e si trasformano. Esistono vari stadi di trasformazione che dipendono dal tempo trascorso. Inversamente, il calcare è solubile nell' acqua, e questo fatto crea dei fiumi sotterranei, e rilievi carsici, i quali che si formano non solo per erosione, ma principalmente per dissoluzione.
Sulla pianura di Giza esistono differenti filoni di minerali calcarei, corrispondenti a differenti stadi di trasformazione. Uno di questi, da cui si estrae il famoso natron (2) del video, si presta facilmente ad una degradazione in elemento acquoso. Da qui la sua tesi.

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Immagine estratta dal libro " Ils ont bàti les pyramides "

Tutto questo funziona tanto bene che i geologi sono d'accordo nel dire che questo calcare di sintesi è totalmente identico al calcare naturale.Insomma ora possiamo ricreare le pietre e le rocce copiando il (lungo) lavoro della natura.
Attenzione, Davidovits ammette che le pietre ricostituite, con questo metodo, di dimensione superiore a 1,50 metri cubi, si fessurano, perché semplicemente che manca un ingrediente, che gli egiziani sicuramente adoperavano. Un sapere perduto...
Per capirci, prendiamo ad esempio il cemento Portland, ed un cemento a presa rapida. Il primo è identico al secondo ma con un "rallentatore di presa". Se noi conoscessimo solo il cemento a presa rapida, saremmo incapaci di creare dei blocchi di grandi dimensioni, missione impossibile.

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Ecco le due tecniche utilizzate in Egitto. Esse corrispondono a tradizioni, materiali e divinità differenti:
Nord Antico Regno, le Piramidi e il dio Khnum dalla testa d'ariete detto anche Vasaio Divino (4): tecnica della pietra agglomerata.
Sud Nuovo Regno, la Valle dei Re e il dio Amon (5): tecnica della pietra lavorata.
(1) Lo gneiss (si pronuncia gnaiss con la "g" dura) è una delle più comuni [rocce metamorfiche] costituenti la crosta continentale. È il risultato del metamorfismo regionale dinamotermico di rocce originarie (protoliti) di composizione sialica, ovvero ricche di quarzo e feldspati e povere di silicati ferro-magnesiaci.
Si forma a grande profondità, per effetto delle mutate condizioni di pressione e temperatura, nelle zone di convergenza di due placche, durante la fase di subduzione e in quella successiva di collisione continentale, che danno origine alle catene montuose.
(2) Natron (carbonato idrato di sodio) deriva il suo nome dalla parola latina con cui si indicava la soda. In Egitto esistono numerosi giacimenti, ma in una cava in particolare, Wadi el-Natrun a circa 80 km dal Cairo, si estrae un natron che, per la sua proprietà di assorbire l' acqua, era utilizzato dagli antichi egizi, per l'imbalsamazione .
(3) I Colossi di Memnone sono stati studiati approfonditamente in una famosa ricerca dei primi anni '70 pubblicata su Science, in cui la tecnica di analisi INAA è stata impiegata per determinare la sorgente da cui proveniva la quarzite di cui sono costituiti i Colossi.
I Colossi di Memnone si trovano in prossimità di Luxor. Essi sono stati scolpiti a partire di due monoblocchi di quarzite (ri-costituita?), la roccia più dura tra quelle impiegate per monumenti di grandi dimensioni. Viste le dimensioni più che ragguardevoli dei blocchi (~ 700 tonnellate), gli archeologi si posero il problema di identificare la cava da cui essi erano stati prelevati.
Esistevano in Egitto non più di sei cave di quarzite con pietra dalle caratteristiche idonee alla scultura; di queste, la più vicina alla zona dei Colossi (nella piana occidentale di Tebe) si trova a 60 km a monte di Tebe.
Nello studio non sono state considerate cave senza ragionevole accesso al Nilo, per l'impossibilità di trasportare pesi così elevati su terreno collinoso e a così grande distanza; sono quindi state scartate le cave del Sinai e di Wadi-Natrun (forse dei sacchi di natron in polvere?).
L'analisi INAA è stata effettuata su un numero elevato di campioni prelevati sia dai Colossi, sia dalle cave. Il contenuto di ferro ed europio determinato nei campioni di quarzite delle cave e dall'analisi INAA dei campioni di quarzite prelevati sui Colossi, è facile concludere che la sorgente più probabile dei blocchi è quella di Gebel el Ahmar, vicino al Cairo. Ma non è noto il motivo per cui gli antichi Egizi abbiano scelto di trasportare due blocchi di 700 tonnellate per circa 680 km in direzione sud a sfavore di corrente!
Alcune parti di una delle due statue hanno però una concentrazione di ferro ed europio compatibile con le cave di Assuan: ciò è spiegabile storicamente con l'intervento restaurativo fatto eseguire dall'imperatore romano Settimio Severo nel III secolo d.C., effettuato con blocchi prelevati da cave più vicine.
(4) Khnum (ẖnmw) è una divinità della mitologia egizia, particolarmente venerata ad Assuan, in Egitto. Si considera protettore delle sorgenti del Nilo e della potenza creatrice delle inondazioni; viene raffigurato come un uomo con la testa di ariete, a volte sormontata da una croce, mentre tiene in mano l'ankh. Secondo il mito plasmò l'uovo della creazione, e viene considerato il Vasaio Divino, che dona la vita alle sue creazioni modellandole al tornio con il limo del fiume egizio.
(5) Amon ('Imn, in italiano anche Ammone; letteralmente il misterioso o il nascosto) è una delle principali divinità della mitologia egizia.
Post, liberamente tradotto da Giuditta, dell'astrofisico, esperto d'aereospaziale, egittologo, direttore del CNRS francese, ecc. Jean Pierre Petit
link Davidovits.
Fonte:

Edgar Cayce: VENDETTA E ODIO

 

Il Giornale OnlineLo spirito dell’odio, l’anticristo, è contesa, conflitto, critica, amanti del sé, amanti dell’elogio. 281-16
Proprio come odio e animosità e parole dure creano veleni nel corpo, così indeboliscono e rovinano la mente. 1315-10
Senza dubbio, gli atteggiamenti influenzano spesso le condizioni fisiche del corpo. Nessuno può odiare il suo vicino e non avere problemi di stomaco o di fegato. Nessuno può essere geloso e ammettere la rabbia di questo e non avere la digestione sconvolta o dei disturbi cardiaci.
Nessuno di questi [disturbi] è presente qui, eppure quegli atteggiamenti hanno molto a che fare con gli accumuli che man mano sono diventati...tendenze verso reazioni neuritiche-artritiche. Rigidità è indicato a volte nella locomozione; nausea o sconvolgimento del sistema digerente; i mal di testa sembrano nascere da un disturbo fra il fegato e i reni stessi, anche se di solito l’avviamento di eliminazioni migliori li alleviano...

Poi [per quanto riguarda] gli atteggiamenti del corpo: sappi che nel sé c’è tutta la guarigione che può essere compiuta per il corpo. Poiché ogni guarigione deve venire dal Divino. Poiché chi guarisce le tue malattie? La fonte del rifornimento Universale.
Per quanto riguarda quindi l’atteggiamento del sé, quanto bene desideri stare?
Fino a che punto sei pronto a collaborare, a coordinare con le influenze Divine che possono operare in te e attraverso te stimolando i centri che sono stati latenti con l’attività della natura. Poiché tutte queste forze devono venire dall’unica fonte, e le applicazioni servono solo per stimolare gli atomi del corpo. Poiché ogni cellula è una rappresentante di un universo in se stesso. Quindi che cosa vuoi fare con le tue capacità?
Come dai agli altri, non odiandoli, per sapere di più delle Forze Universali, così puoi avere di più, poiché Dio è amore. Fa’ questo, e avrai delle condizioni migliori per te. Lavori dove sei. Come è stato dato a quelli che sono stati chiamati: “Il suolo su cui ti trovi è sacro.” Cominci dove sei. 4021-1
Quello su ciò che ti fissi lo diventi; - - proprio come ciò che odi ti assale all’improvviso. Questa è la legge naturale. 2034-1
“La vendetta è mia, dice il Signore” (Romani 12:19).
Perciò coloro che cercano di “prendersi la rivincita” o che esigono il loro diritto senza tener conto che cosa succederà agli altri troveranno delle forze di disturbo nella loro esperienza nei soggiorni materiali. 1539-2
Colui che giura vendetta paga fino all’ultimo centesimo...poiché quando c’è gelosia, odio, cose che non rendono l’ anima dell’uomo libera, queste cose portando dei ritardi ad un individuo. 5177-1
Per quanto riguarda l’associazione con gli altri - se vuoi avere degli amici dimostrati amichevole. Questo non significa diventare lo zimbello del divertimento di altri, né usare gli altri allo stesso modo. Ma se vuoi avere amore ama gli altri; fa’ loro del bene, persino a quelli che ti usano con disprezzo, persino a quelli che ti travisano. Non perché è nobilitante, ma perché è giusto nella tua vista!
Non sminuire, non odiare, poiché l’odio crea... e porta scompigli e conflitti.
Mostrati come figlio del Padre vivente, sacro e accettabile a Lui; non vergognandoti, bensì tenendo il viso verso la luce, e le ombre rimangono lontane. 1537-1
E’ vero che il corpo sente di non avere avuto la considerazione che avrebbe dovuto avere, da molti punti di vista; ma tenere animosità produce la creazione ... di veleni... non facili da eliminare - specialmente in una condizione già stressata...del sistema digerente.
E qui troviamo che odio e animosità e ansietà possono essere il veleno che causa molto disturbo.
Vivi di più in armonia con ciò che hai professato, che Lui è in grado di tenere ciò che Gli è stato affidato contro ogni esperienza. Lui Si è giustificato davanti ai suoi accusatori? Ha tentato anche solo di affrontare le parole che vennero dette per condannarLo? ...
Fa’ come indicato...Ma non fare solo una parte e dire : “Ho fatto tutto!” Fallo tutto o non fare niente! e farlo significa lasciar stare l’animosità, nonché fare l’applicazione fisica! 1196-11
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