Sereda ha presentato lunghi spezzoni di una delle sue interviste a Boyd Bushman, uno scienziato in pensione della compagnia Lockheed Martin
David Sereda, ricercatore e autore di documentari, è rimasto colpito dall’ avvistamento di un UFO, in pieno giorno a Berkeley, nel 1968 all’età di 7 anni. Si trovava in compagnia di un amico, ma erano presenti centinaia di persone per le strade che hanno potuto osservare quell’oggetto immobile nel cielo per 20-30 minuti. “Poi l’oggetto è scomparso istantaneamente in un’altra dimensione invisibile”…
Sereda ha avuto una formazione scientifica che gli ha permesso di avvicinare un gran numero di ricercatori della NASA. Inoltre è spinto da una forte motivazione ecologica.
Ed è proprio questa motivazione che lo ha ispirato per il tema di una sua recente conferenza a Laughlin: “Vogliamo scatenare una Terza guerra Mondiale per il controllo delle risorse petrolifere? Il modo per uscire dalla crisi e di fare fronte al riscaldamento climatico e di costringere il complesso militaro-industriale a divulgare le realizzazioni alle quali è pervenuto praticando la retro ingegneria su tecnologie aliene”.
che ha lavorato durante 23 anni negli stabilimenti di White Settlement in Texas. Bushman spiega le sue ricerche sull’antigravità e conferma le dichiarazioni di Ben Rich sulla retro ingegneria di tecnologie aliene.
Bushman, nato nel 1928, ha anche lavorato alle Hughes Aircrafts, Texas Instruments, o General Dynamics. È possessore di 25 brevetti d’invenzioni.
Nel video l’ingegnere dimostra la levitazione elettromagnetica. Essa richiede una grande fonte di energia, e Boyd Bushman non rivela la soluzione.
Egli pensa che la sperimentazione con una specie di Lifter a forma di anello possa essere utile per spiegare ad esempio la celebre faccenda del Gulf Breeze
in Florida, durante la quale i testimoni di Ed et France Walters hanno scattato una quarantina di fotografie tra il novembre 1987 e maggio 1988.
Le immagini sono state autentificate dal Dr Bruce Maccabee.
Ebook-Il segreto del Contatto Alieno
Il prof. Vinicio de Bortoli dice: Ho rivevuto la tecnologia BCI da una specie umanoide che è molto simile a noi e che fa parte della federazione VAM. Nel 1984 insieme al mio collega il Prof. Ugo licinio abbiamo ricevuto e poi brevettato il primo sistema di decodifica delle onde cerebrali. La federazione dei VAM ci sta aiutando ad affrontare in futuro i Vaux ed evitare così all'umanità l'estinzione. I Vaux sono una specie di predatori dello spazio, il cui unico interesse è quello di Studiarci e indurci ad autodistruggerci con le nostre mani, per evitare di farlo di persona. Il rapporto che c'è tra noi e loro è simile a quello che c'è tra noi e un Orangotan,per alcuni di loro siamo delle scimmie in uno Zoo, e il pianetaTerra è una sorta di di riserva naturale.
David Sereda. Uscire dalla crisi utilizzando la retro ingegneria aliena.
EFFETTO SERRA Dalle foreste un aiuto insperato 'Assorbono più CO2 del previsto'
Studio inglese rivede al rialzo la capacità delle grandi distese tropicali di rimuovere anidride carbonica dall'atmosfera: "Immagazzinano il 18% delle emissioni annue" di LUIGI BIGNAMI

La capacità delle foreste di assorbire anidride carbonica dall'atmosfera ha portato, negli ultimi anni, a risultati contrastanti: a volte incoraggianti altre volte molto meno. Un'ultima ricerca che ha interessato le foreste tropicali di tutto il mondo è positiva e vuole che esse stanno assorbendo quasi un quinto dell'anidride carbonica prodotta dalla combustione dei carburanti fossili. Da questi dati è emerso che le foreste tropicali africane, grazie alla fotosintesi, rimuovono ogni anno dall'atmosfera 1,2 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Queste informazioni sono state comparate con altri risultati ottenuti da studi condotti su 250.000 alberi di 156 aree e 20 Paesi fra il Sud America e l'Asia. Il confronto dimostra che nelle ultime decadi, complessivamente, gli alberi di tutte le foreste tropicali in un anno assorbono circa il 18% della dell'anidride carbonica, che equivale a 4,8 miliardi di tonnellate di gas, immesse nell'atmosfera annualmente da fenomeni naturali e dalla combustione dei carburanti fossili. Il conteggio finale stabilisce che ogni ettaro di foresta sta intrappolando 0,5 tonnellate di anidride carbonica in più rispetto a quanto immaginato finora. Ma come è possibile che le foreste siano così attive nel assorbire anidride carbonica? Spiega Federico Magnani, professore al Dipartimento di Colture Arboree, che si occupa da anni dello stesso problema all'Università di Bologna: "Una nostra ricerca suggerisce che per quel che riguarda le foreste delle nostre latitudini vi è una fertilizzazione involontaria a causa delle emissioni di azoto immesso dall'agricoltura e dall'uso dei combustibili fossili. Ciò ha fatto si che negli ultimi 50 anni le foreste europee abbiano raddoppiato la velocità di crescita". fonte: La Repubblica.it
La sorprendente scoperta è stata annunciata su Nature ed è il risultato di uno studio internazionale coordinato da Simon Lewis dell'Università di Leeds in Gran Bretagna. Il ricercatore ha monitorato, con i suoi colleghi, per circa 40 anni gli alberi di 79 aree delle foreste tropicali africane e ha confrontato questi dati con analoghe analisi fatte sulle altre foreste tropicali del Pianeta. Un lavoro che ha visto dal 1969 ad oggi i ricercatori impegnati nel mappare lo sviluppo di circa 70.000 alberi delle foreste di dieci Paesi africani, misurando ogni anno il loro diametro, l'altezza e la densità del legno.
E come si spiega invece, che anche le foreste tropicali assorbano così tanta anidride carbonica, quando si è sempre pensato che esse sono da tempi remoti in uno stato di equilibrio, almeno quando non interviene l'uomo a distruggerle? "In realtà - risponde ancora Magnani - le foreste accumulano carbonio estraendolo dall'atmosfera in parte perché la deforestazione degli ultimi decenni è seguita da una forestazione quando l'uomo abbandona le aree che ha sfruttato. In tal caso infatti, la foresta si riguadagna i terreni molto velocemente e quindi ritorna ad assorbire anidride carbonica. Ma ci sono anche altri fattori. Sembra che la stessa anidride carbonica stimoli la crescita attraverso la fotosintesi, anche se studi degli ultimi anni, dimostrano che l'anidride carbonica non abbia un grande effetto se non è accompagnata da aumento di nutrienti presenti nel suolo".
Secondo le ricerche anche nelle foreste tropicali l'azoto può arrivare per via aerea, come prodotto di combustione dei combustibili fossili che può avvenire anche a centinaia di chilometri di distanza. Tuttavia Lewis avverte: "Qualunque sia la causa della capacità delle foreste di assorbire anidride carbonica, non possiamo contare sulle foreste stesse per sempre, perché questi alberi non continueranno a crescere all'infinito".
Mind Room (original) Epigenetic Intro
Dal commento del video: La forza della Mente sulla Materia inizia ad essere provata scientificamente e l'effetto "placebo" non è più un mito, la vita è un dono e la vostra mente controlla le vostre cellule, siate intelligenti, amate il vostro corpo, persino se la vita cerca di abbattervi, fatevi forza e rialzatevi, cambiate la vostra mentalità, dimenticate cosa pensano gli altri e catturate l'amore.
Le grandi cose sono sempre semplici, pensieri ed emozioni influenzeranno come il vostro dna verrà letto e più profondamente, influenzeranno direttamente la vostra salute, se crederete nella guarigione e agirete per supportarla, il vostro corpo si guarirà, se crederete di stare morendo, le vostre cellule eseguiranno. Logicamente quando ci curiamo di noi e desideriamo veramente di essere felici, istintivamente inizieremo a nutrirci meglio, a sentirci meglio e a conoscere meglio..
Vedi: 
La Biofotonica

La Biofotonica si occupa della ricerca e dello studio della presunta radiazione luminosa non visibile ad occhio nudo (i seguaci della disciplina orientale Reiky, però, sostengono di riuscirvi a seguito di particolari tecniche) che circonderebbe il corpo umano. Da sempre la mistica e le varie discipline esoteriche parlano di una sorta di involucro energetico multi strato che emana dall'uomo e che identificano col nome di "aura". Il giovale Semyon aveva così scoperto il famoso effetto Kirlian. Il ricercatore, negli gli anni seguenti, dedicò tutto il suo tempo libero a tale studio migliorando ed affinando la strumentazione atta a riprodurre l'effetto. Molto importante fu anche l'apporto di sua moglie Valentina che lo assistette permanentemente. Purtroppo, come spesso avviene, dopo la scoperta iniziarono le polemiche che sono sfociate in un totale rifiuto della scienza ufficiale (gli scienziati sostengono, infatti, che l'effetto è dovuto alla umidità che circonda i corpi) dei postulati di Kirlian.
Secondo certi sensitivi, che sostengono di vederla, e secondo gli esoteristi, l'aura si presenterebbe variamente colorata a seconda del nostro stato di salute o del livello di reincarnazione raggiunto. Del resto un concetto simile non è del tutto sconosciuto a noi occidentali visto che la iconografia cristiana ha da sempre rappresentato i santi circondati da una particolare luminosità circondante la testa (aureola), che probabilmente si richiama ai concetti su esposti. Naturalmente simili concetti sono comuni anche nella mistica orientale.
A livello scientifico tra i primi ad ottenere risultati di un certo rilievo nel campo di ricerca della bioluminescenza è stato il russo Semyon Kirlian. Nel 1939 questo ingegnere elettronico venne chiamato in un laboratorio di Krasnodar, nel Caucaso, per riparare un apparecchio per l'elettroterapia. Sfiorando accidentalmente con la mano un elettrodo ricevette una piccola scarica ed intravide uno strano lampo. Ripensando allo strano effetto decise di frapporre una lastra fotografica fra la sua mano e la scintilla. Durante lo sviluppo apparve un'immagine raffigurante i contorni delle sue dita circondati da una sorta di vapore luminoso accompagnato da lampi.
Il campo di ricerca della Biofotonica non era del tutto nuovo quando Kirlian inizio le sue ricerche, uno scienziato croato, Nicola Tesla, già nel 1890 aveva compiuto esperimenti pressoché identici negli Stati Uniti.
Già a quei tempi Nicola Tesla aveva ottenuto fotografie sotto alta tensione paragonabili a quelle di Kirlian. Un pò più tardi, negli anni trenta, il ricercatore George de la Warr scoprì l'esistenza di deboli campi di radiazione elettromagnetica intorno a varie parti del corpo umano, come anche ad una certa distanza da queste zone.
Secondo questo ricercatore tali campi possono raggiungere picchi di tensione fino a 70 millivolt. Egli constatò anche che la tensione stessa variava a seconda dello stato di salute o dell'umore del soggetto. Ma bisogna precisare che emanazioni radianti non sono state riscontrate solo a livello macroscopico ma anche microscopico. Infatti esperimenti estremamente interessanti condotti nella seconda metà degli anni '60 a Novosibirsk (Siberia) da scienziati sovietici dimostrarono come delle cellule in coltura irradiassero informazioni sotto forma di raggi ultravioletti.
Ciò confermava quanto emerso negli studi condotti dall'istologo Russo Alexander Gurvitch negli anni '20 e '30: le cellule viventi producono una radiazione invisibile. Tale radiazione fu da lui denominata radiazione mitogenica.
In questo stesso periodo altri ricercatori (Cremonese, Protti, Timosetta, Popp, etc.) documentavano la presenza di radiazioni anche in frequenze ottiche ed infraottiche. Nell'ex Unione Sovietica alcuni scienziati sono riusciti a registrare le allucinazioni visive ed uditive di alcuni soggetti psicotici utilizzando, con sistemi opportuni, macchine fotografiche e magnetofoni.
Tali sperimentazioni, condotte in una clinica psichiatrica di Perm dal dottor Krokhalev hanno consentito non solo di registrare su nastro magnetico le allucinazioni uditive ma anche su pellicola fotografica delle immagini riproducenti le visioni oniriche o le allucinazioni psicotiche che i soggetti sottoposti all'esperimento dichiaravano di vedere, così da lasciar ipotizzare una qualche forma di radiazione emessa dai loro occhi.
Quest'ultimo esperimento è stato eseguito utilizzando una macchina fotografica il cui obbiettivo era collegato a semplici maschere da sub che distanziavano l'apparecchio di circa 30 cm dai volti dei pazienti.
Altro esperimento era quello di provare le possibilità di un malato di mente di influire direttamente sul materiale fotosensibile di una lastra fotografica, impressionandola, psichicamente, con con le immagini delle sue allucinazioni visive.
Negli anni settanta anche in Italia sono state condotte sperimentazioni in questo settore da parte di tre parapsicologi: Carlo Trajna, Ferdinando Bersani e Loretana Angelucci. Pur ottenendo risultati promettenti (si è tentato di registrare le allucinazioni uditive di un soggetto psicotico), la sperimentazione non fu però approfondita perché si trattava di un esperimento marginale nel contesto di una ricerca più vasta.
In quell'occasione l'ingegner Trajna ipotizzò una relazione tra quel fenomeno e quello delle voci paranormali. Partendo dal principio che le immagini da allucinazione (siano esse visive, uditive, tattili o altro) hanno origine nell' inconscio dell'individuo e si traducono, per lui, a livello di coscienza come una realtà soggettiva.
Fu ipotizzato che con la psiche si potesse influenzare un campo elettromagnetico, ciò ricondurrebbe ad un fenomeno psicocinetico quello delle voci paranormali che si evidenziano nei nastri. Gli esperimenti fotografici di Perm confermerebbero, comunque, la genuinità delle immagini scotografiche ottenute da Ted Serios (anche se in alcune occasioni è stato colto a frodare).
Anche il dottor Victor Inyushin, esperto in bioenergetica, ed i suoi colleghi dell'Università Statale del Kazachistan hanno esplorato le emanazioni ultraviolette dei sistemi viventi, in particolare quelle provenienti dagli occhi degli animali e degli esseri umani.
Questo studioso è riuscito a fotografare tale effetto utilizzando pellicole sensibili all'ultravioletto e filtri capaci di isolare le radiazioni termiche. A conferma della realtà di questo fenomeno esistono oggigiorno diversi gruppi di ricerca che in tutto il mondo perseguono lo stesso intento: misurare tutte le radiazioni emesse dai sistemi viventi.
Una delle ricerche più interessanti è in corso da alcuni anni presso la Nippon Medical School della Denki University di Tokyo. Qui gli studiosi del Bio-Emission Group partendo dalla constatazione che esistono individui che raggiungono particolari stati mentali durante la pratica del qigong, della meditazione o semplicemente della concentrazione, mostrando anomale funzioni somatiche, hanno deciso di misurarle.
L'intenzione è quella di portare chiarezza sugli sconosciuti fenomeni provocati da tali soggetti, come le anomale irradiazioni termiche volontarie, utilizzano due tipi di misurazioni:
Parametri fisiologici
* Onde cerebrali
* Cardiogramma
* Pulsazioni
* Esalazioni
Parametri fisici
* Infrarosso
* Biofotoni
* Campo magnetico
* Campo elettrico
* Onde radio
* Onde sonore
Fonte:
Vedi:
,
,
,
, 
Scienziato stima che ci sono 38.000 civiltà intelligenti fuori la Via Lattea
Anche se ci sono quasi 40 mila pianeti con la vita, tuttavia, è molto improbabile che venga stabilito un contatto con la vita aliena.
Ci sono civiltà intelligenti oltre la Terra e che potrebbero essere presenti in un massimo di quasi 40 mila pianeti, in base a nuovi calcoli effettuati da Duncan Forgan, un astrofisico presso l’Università di Edimburgo, in Scozia.
La scoperta di più di 330 pianeti al di fuori del nostro sistema solare negli ultimi anni, ha contribuito a ridefinire il probabile numero di pianeti abitati da una qualche forma di vita, secondo un articolo pubblicato da Forgan e apparso nella rivista “International Journal of Astrobiology“.
Studi correnti stimano che ci sono almeno 361 civiltà intelligenti nella nostra galassia, e possibilmente al di fuori 38 mila.
I ricercatori hanno stimato spesso la vita intelligente al di fuori della Terra, ma si tratta di un processo all’indovinello, con stime che oscillano tra un milione e meno di un pianeta con una qualche forma di vita.
“Si tratta di un processo per quantificare la nostra ignoranza“, ha detto Forgan.
SIMULAZIONI
Nel suo articolo, Forgan riferisce di aver creato una simulazione di una galassia simile alla nostra, che le consenta di sviluppare sistemi solari sulla base di ciò che è noto dall’esistenza di pianeti al di fuori del nostro sistema solare - chiamati esopianeti.
Questi mondi simulati alieni sono stati quindi sottoposti a tre diversi scenari.
Il primo scenario si è basato sul presupposto che l’emergere della vita è difficile, ma il suo sviluppo è facile. In questo caso, ci sarebbero 361 civiltà intelligenti nella galassia.
Il secondo scenario afferma che la vita può nascere facilmente, ma la sua evoluzione in vita intelligente sarebbe difficile. In queste condizioni, la stima è che ci sono 31.513 altri pianeti con una qualche forma di vita.
Il terzo caso in esame riferisce la possibilità che la vita può essere passata da un pianeta all’altro durante le collisioni di asteroidi - una teoria popolare di come è nata la vita sulla Terra.
In questo caso, la stima è che ci sono 37.964 civiltà intelligenti.
IPOTESI
Se, da un lato, la scoperta di nuovi pianeti lontani e sconosciuti può contribuire in maniera più precisa alla stima sul numero di pianeti simili alla Terra, alcune variabili di questi calcoli continueranno ad essere mera congettura.
Ad esempio, il tempo che intercorre tra la formazione di un pianeta e la comparsa delle prime forme di vita, o fino a quando ciò porti all’esistenza di vita intelligente, sono le principali variabili in una ipotesi generale.
In questi casi, ha detto Forgan, dobbiamo continuare sul presupposto che la Terra non è un’eccezione.
“È importante per noi il fatto che abbiamo costruito un quadro della situazione, che però è ancora incompleto“, ha detto l’astrofisico.
“Anche se ci sono forme di vita aliene, non necessariamente potremmo entrare in contatto con loro, e non abbiamo alcuna idea della loro forma“.
“La vita su altri pianeti può essere molto varia come sulla Terra e non si può prevedere come siano le forme di vita intelligenti provenienti da altri pianeti, o come comportarsi con loro“, conclude.
Fonte 
UFO: l’aeronautica italiana “non esclude che siano extraterrestri”
Sempre nell’area di Riccione, il 21 agosto dello scorso anno, altri cittadini hanno segnalato l’ avvistamento di una ”palla infuocata” di colore rosso che volava a circa 1.500 metri d’altezza ”da sud verso nord, sul mare”. Per il futuro il progetto è quello di ”mettere a disposizione sul portale dell’Aeronautica i moduli per le segnalazioni”. Con le associazioni ufologiche ”c’è un interesse comune sulla materia, ma la nostra finalità è esclusivamente quella della sicurezza’‘, spiega il generale Di Giorgio. ”La stragrande maggioranza delle segnalazioni - osserva - trova una spiegazione in breve tempo. Non è raro il caso di chi scambia una mongolfiera per un Ufo”. La possibilità di intelligenze extraterrestri ”non si può escludere”, ma al momento, precisa, ”non ci sono evidenze sulla possibilità che ci siano forme di vita”.
Strane luci nel cielo, forme irregolari in volo, in un caso anche una ‘palla infuocata’ di colore rosso: sono tre gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati che il Reparto Generale Sicurezza dell’Aeronautica militare ha catalogato per l’anno 2008.
Il primo avvistamento Ufo risale al 2 marzo dello scorso anno: alcuni cittadini hanno segnalato di aver visto, al tramonto, un oggetto sferico di colore ”bianco, luminosità costante, con alone di forma ellittica di colore rosso”, che volava a circa 200 metri di quota sul cielo di Terrasini (Palermo).
Quattro mesi più tardi, il 28 luglio a Riccione, alcune persone hanno osservato in pieno giorno (le 12.45) per tre minuti un oggetto di forma ”irregolare” che ‘’sembrava allungarsi ed accorciarsi” mentre volteggiava, ”fluttuando su se stesso’.
L’oggetto è stato osservato per 10 minuti intorno alle 21.30 di sera. ”I dati sugli avvistamenti - dice all’ADNKRONOS il generale Roberto Di Giorgio, Capo del Reparto Generale Sicurezza dell’Aeronautica militare - vengono raccolti e pubblicati. Lo scopo non è solo statistico perché l’attività viene svolta ai fini della sicurezza. La prima preoccupazione è naturalmente quella di accertare che ciò che viene avvistato non abbia ripercussioni per quanto riguarda la sicurezza del volo, sia civile che militare”.
”I casi catalogati e diffusi anche on line sul portale dell’Aeronautica - aggiunge - sono quelli che non trovano un’immediata spiegazione logica che la riconduca a fenomeni naturali, umani o comunque ‘terrestri’ come ad esempio un pallone-sonda”.
Dal 2001 ad oggi sono stati catalogati 38 casi di avvistamento. L’Aeronautica militare raccoglie e pubblica sia gli episodi comunicati dai cittadini alle forze dell’ordine sia le segnalazioni provenienti dai piloti militari.
Nel 2007 l’Aeronautica militare ha catalogato altri tre casi di avvistamento Ufo: alle 10.10 delll’11 luglio, nell’area di Bologna, è stato segnalato un oggetto di colore bianco di forma ”irregolare”, che ”ruotava su se stesso lentamente” a circa un km di quota.
Un mese più tardi, il 19 agosto, alcuni cittadini testimoniarono di aver visto nella zona dell’aeroporto palermitano di Punta Raisi due luci bianche procedere in cielo a zig-zag da ovest verso est. Si arrivò quindi al 6 settembre di due anni fa, nell’area di Nettuno (Roma), quando dei ”punti di luce” bianchi vennero ”captati dalla macchina fotografica” di alcuni cittadini dopo la fine di un temporale.
Fonte:
, 





