Ebook-Il segreto del Contatto Alieno

Ebook - Il segreto del Contatto Alieno - Messaggi alieni - Vinicio de Bortoli
Il prof. Vinicio de Bortoli dice: Ho rivevuto la tecnologia BCI da una specie umanoide che è molto simile a noi e che fa parte della federazione VAM. Nel 1984 insieme al mio collega il Prof. Ugo licinio abbiamo ricevuto e poi brevettato il primo sistema di decodifica delle onde cerebrali. La federazione dei VAM ci sta aiutando ad affrontare in futuro i Vaux ed evitare così all'umanità l'estinzione. I Vaux sono una specie di predatori dello spazio, il cui unico interesse è quello di Studiarci e indurci ad autodistruggerci con le nostre mani, per evitare di farlo di persona. Il rapporto che c'è tra noi e loro è simile a quello che c'è tra noi e un Orangotan,per alcuni di loro siamo delle scimmie in uno Zoo, e il pianetaTerra è una sorta di di riserva naturale.

Aforismi

Dicono che gli animali non hanno un'anima...bè, io non ci credo.
Se avere un'anima significa essere in gradi di provare amore, fedeltà e gratitudine, allora gli animali sono migliori di tanti esseri umani.
J: Herriot

RACCONTO DI SULEIMAN

 

 


Saluti. Io sono Suleiman "Il Magnifico". Sono stato selezionato per iniziare i "Racconti da Marte".
Io, e molti altri guerrieri marziani abbiamo scelto di incarnarci nel Medio Oriente, dove la battaglia tra Luce e Ombra, bene e male, è stata molto intensa. In questo calderone bollente c’erano guerrieri delle due polarità. Venivamo a saggiare la nostra comprensione, attraverso profonde esperienze di apprendimento. Quelli che lottarono nel Medio Oriente sono i guerrieri del fuoco, molto influenzati dall’energia Marziana.
Il mio paese, la moderna Turchia, è sempre stato un complesso misto di razze e di religioni. La sua posizione geografica sulle coste del Nord-Est del Mediterraneo, lo rende come un ponte naturale tra l’Ovest e l’Est. Quando il mio grande nonno, Mehmed II, conquistò Costantinopoli nel 1452 d.C., i turchi ereditarono la corrotta cultura bizantina cristiana. I suoi discendenti conquistarono Grecia e Ungheria, fecero trattati con la potenza Veneziana in Italia. Durante il regno di Mehmed II, i Cristiani furono obbligati a convertirsi all’Islam. Potevano rimanere alle armi e avere diritti civili. Durante il mio regno, mi alleai con la Francia, contro l’imperatore Asburgico Carlo V, e il re inglese Enrico VIII.

Queste prime influenze cristiano-europee, sono continuate in Turchia fino ai tempi moderni. Durante il mio regno, tutte le religioni erano tollerate. Ebrei, Cattolici, Russi ortodossi, ecc. potevano vivere liberamente. Sono cresciuto in una ricca atmosfera di culture orientali ed occidentali. Mercanti, studenti, diplomatici e soldati dalla Grecia e dall’Europa, erano mischiati con quelli provenienti dall’India, Tibet e Cina. Le nostre grandi biblioteche contenevano l’antica saggezza di Atlantide ed Egitto. Le memorie di tutte le filosofie e le religioni erano tenute vive, da gruppi che ne hanno conservato gli insegnamenti. C’era molta libertà di espressione, ed eravamo molto fieri del nostro splendido, antico lignaggio, pur non essendo fanatici e intolleranti, come i religiosi della vostra cultura occidentale.
Selim I, (1512-20), mio padre, raddoppiò i confini dell’Impero Ottomano, eliminando la corruzione di 100 anni dei Mammalucchi. L’impero Ottomano prese tutti i posti vacanti dell’Islam, e resero il Sultano Turco, il più’ importante dell’Islam. L’influenza islamica, le credenze, le organizzazioni, dominarono, senza tuttavia eliminare completamente, l’influenza delle altre religioni. L’aspetto mistico dell’Islam, il Sofismo, fu un’altra parte della mia eredità. Mio nonno, Bayezid II, (1481-1512), divenne in seguito un pacifista Sufi. Janissaries, la potente organizzazione militare che condusse la conquista Ottomana, depose Bayezid II a favore di suo figlio, Selim I, mio padre. I Sufavids, in Iran, furono gli unici nell’intero Medio Oriente, a non essere conquistati dagli Ottomani, a conservare la loro forte influenza. Come mio nonno, io pure, negli ultimi anni di vita, divenni un ascetico mistico.
Come uno dei tanti figli del Sultano, sono stato rigorosamente addestrato, fin dall’infanzia, in tutti gli aspetti del comando. Soltanto il prescelto sarebbe diventato il supremo capo. Ho dovuto competere non soltanto nelle arti marziali, ma anche nelle arti gentili. Ho dovuto imparare ad usare la penna, componendo poemi, altrettanto bene come la spada. Sono cresciuto in un’atmosfera di tremenda competizione, in mezzo alla sottile lussuria e ai più’ alti intrighi, della corte turca. Ho ereditato da mio padre un’indomabile volontà, che mi ha dato la forza interiore di sopravvivere ad ogni sfida. Ho presto imparato a non credere a nessuno e fidarmi solo di me stesso. Fortunatamente per me, mia madre non era solo bella, ma anche intelligente e creativa. Mi ha insegnato gli intrighi dell’harem, la poesia, la musica e la danza. Il suo profondo amore per la bellezza e arricchito la mia infanzia e continua ad essere la consolazione nella mia tumultuosa vita. Mi ha insegnato a convertire la rabbia in gentili parole, e distrarre l’aggressione con sottile femminilità. Sono diventato un'inusuale combinazione di attributi maschili e femminili. Potevo recitare un poema e subito dopo, cercare di uccidere un oppositore. Questo era il mio carattere, forgiato nella corte turca del 16° secolo. Da mia madre ho tratto un grande amore per le donne. Come ogni Sultano turco, ho avuto molte concubine. A differenza dei miei predecessori, mi sono innamorato di una ragazza slava schiava, di nome Hurrem, che significa "portatrice di gioia". A dispetto di tutti, la sposai e la amai per tutta la vita. Lei diceva che non era poi così bella, ma per me era l’essenza della femminilità, saggezza, compassione ed amore. Lei mi ha dato il terzo dei quattro figli che ho avuto. Fu suo figlio che divenne mio erede, quando mio figlio più’ grande fu giustiziato per la sua slealtà. Hurren era la vita stessa per me. Quando morì, la mia gioia se ne andò con lei. Nella mia poesia, che è stata conservata, ho cercato di esprimere il mio dolore. E’ stata la mia sola consolazione. Ho avuto bisogno di tutta l’intelligenza e abilità per diventare il successore del Sultano. I nemici abbondavano da ogni parte. Quando mio padre, Selim, finalmente decise di farmi suo erede, uccise i suoi fratelli, sette dei loro figli e quattro figli suoi, affinché ci fosse solo un erede al trono. Quindi io, Suleiman II, ereditai ricchezza e potere.
Ho avuto anche il vantaggio di avere un grande insegnante ed educatore, mi fu presentato col nome di Ashanti. Mi notò quando ero molto giovane e mi seguì nella crescita. Durante le sue rare visite, mi incoraggiava sempre. Solo pochi anni più tardi seppi il suo vero nome. Era Akbar il Grande, l’imperatore Mongolo dell’India, (1542-1605) che viaggiava in incognito. Molto più’ tardi, finalmente, conobbi il suo nome spirituale: El Morya.
Akbar, o Ashanti, come lo chiamavo, era veramente un uomo molto saggio, con una grande cultura, che cominciai ad amare e credere sopra ogni altro. Egli spese la sua vita assorbendo la conoscenza in ogni disciplina. In Europa, il Rinascimento con il suo nuovo umanesimo e secolarismo. L’antica saggezza dei Greci e dei Romani furono rivisti. Questo era il tempo degli alchimisti, degli stregoni, degli astrologhi. Questo uomo del Rinascimento fu il mio maestro. Conosceva le scienze, le religioni, la filosofia, la medicina e le arti. Viaggiò e studiò le usanze di molte culture e paesi. Dopo questo, devo ancora dire delle grandi capacità di Ashanti. Egli conosceva non solamente le cose di questo mondo, ma anche di altri mondi. I libri di storia non registrano la strana, ma vera, storia degli extraterrestri, dei contatti con le altre dimensioni, attraverso le epoche. La Fratellanza della Luce si è sempre mossa quietamente sulle scene dell’evoluzione umana, per guidarla. La maggior parte delle loro storie sono nascoste in raccolti di favole, miti e leggende. Gli Epici Sumeri di Gilgamesh e i racconti Greci di Ulisse sono esempi di eventi reali, colorati da abbellimenti drammatici, lezioni moralizzanti. Ashanti, era un maestro asceso, un immortale, che lavora per la Fratellanza della Luce. Attraverso Ashanti, fui attentamente risvegliato al mio vero essere ed al mio destino. Non sembrava essere un uomo del mio tempo. Sembrava un uomo maturo, in piena forza. Come l’enigmatico St. Germaine, che apparve misteriosamente e altrettanto misteriosamente scomparve, nella corte di Francia di Luigi XIV, XV e XVI, il mio maestro sembrava avere uno status speciale, che gli permetteva di andare e venire dalla corte Turca a volontà. Aveva illimitate risorse e poteri. Entrò in confidenza con mio padre, il Sultano, così come con gli altri capi. Dopo le sue visite, mio padre tirava fuori soluzioni ed idee, per i problemi del nostro paese. Mio padre non ha mai parlato pubblicamente dell’assistenza di Ashanti, ma era sempre il benvenuto a corte. Come seppi più’ tardi, era Ashanti che insisteva per mantenere il suo segreto. Egli non voleva avere l’attenzione pubblica e la notorietà.
I contatti cosmici di Ashanti gli permettevano di conoscere il mio destino. Veniva a controllare i miei progressi ed iniziare alla spiritualità. Naturalmente, questo non me l’ha mai detto. Il mio Io ne sarebbe stato orgoglioso. No, con me era sempre molto indiretto. Non so come riuscì a divenire il mio educatore personale. Era molto irregolare il suo modo di entrare nella vita di famiglia del Sultano. Sì, ho avuto la guida e la protezione di questo grande maestro asceso. Mi iniziò nella Fratellanza della Luce, risvegliando la mia coscienza, e motivandomi a servire il Piano divino. Con il suo aiuto fui capace di compiere il mio destino divino come Sultano. Adesso lascio il ruolo di narratore di "Racconti di Marte" al Maestro El Morya.

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